AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

EDIZIONI PER VOI

Edizioni per voi: da leggere direttamente.
Alla destra della home-page, potrete sfogliare:
IL PAESE DI FANTASIA, fiaba in versione digitale (E-book)
e le sillogi poetiche:
DANZANDO IN PUNTA DI PENNA (tra versi poetici)
ILLUSIONI
PATCHWORD (ritagli di strofe)
Basta cliccare sulla copertina, e si aprirà il libro digitale
Buona lettura!
Oltre a questi e-book, l'autrice Danila Oppio ha pubblicato altri libri, la cui copertina è visibile sempre alla destra della home-page.

Avviso:
la grafica è stata modificata, poiché la precedente era obsoleta, ma il blog e l'amministratore restano gli stessi!

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 3 ottobre 2012

S. TERESA D'AVILA: POESIE



Vivo ma non vivo in me,
e attendo una tal alta vita,
che muoio perchè non muoio.

(Vivo sin vivir in mi,
y tan alta vida espero
que muero porque non muero.)

Vivo già fuori di me,
giacchè muoio d'amore,
perchè vivo nel Signore,
che mi volle tutta a sè.
Quando il cuore gli donai
vi scrissi questa frase:
che muoio perchè non muoio.

(Vivo ya fuera de mi,
despuès que muero de amor,
porquè vivo en el Senòr,
que me quiso para sì.
Cuando el corazon le dì
puso en el este letrero,
que muero porquè no muero.)

Questa prigione divina
dell'amore in cui io vivo,
ha reso Dio mia preda,
e libero il mio cuore,
mi fa nascere tal passione
veder Dio mio prigioniero,
che muoio perchè non muoio.

(Esta divina prisòn,
de amor en què yo vivo,
ha hecho a Diòs mi cautivo,
y libre mi corazòn;
y causa en mì tal pasiòn
ver a Diòs mi prisonero,
que muero poquè no muero
Guarda come l'amore è forte;
guarda che sol mi resta
di perderti per guadagnarti.
Venga subito la dolce morte,
venga leggero il morir,
che muoio perchè non muoio.

(Mira que el amor es fuerte;
vida,no me seas molesta,
mira que solo me resta,
para ganarte perderte.
Venga ya la dulce muerte,
el morir venga ligero
que muero porquè no muero.)

Ebbene, questa è una traduzione attuale, ma molto affine allo scritto di Teresa, che ritengo più moderno di quanto non sia la versione “ufficiale” tratta dalle Opere della Santa Madre. Sono spiacente di dover dire; coloro che hanno tradotto questo incanto di poesia, in un linguaggio poetico, ma antico, hanno modificato, per seguire lo stile del tempo, anche ciò che Teresa voleva significare.
Riporto una porzione di testo che appare sulle Opere:
Più in me non vivo e giubilo (Teresa non l’ha detto, che giubila) vivo nel mio Signore
Per se mi volle, e struggomi or per intenso ardore
Gli detti il cuor, e in margine
Scrissi con segni d’oro (non dice neppure questo) Moro perché non moro ( che è una forma in disuso, meglio tradurre in muoio)
E non proseguo, poiché questa traduzione non corrisponde del tutto a quanto Teresa scrisse.
Molte poesie composte da Santi autori, ma anche in genere da tutti i poeti stranieri, in lingua madre, sono state tradotte, per rispettare le rime, la metrica, ecc. in modo tanto astruso, da modificare radicalmente il senso che l’autore voleva dare alla sua opera. Se quindi ho scritto, nel mio precedente articolo su Santa Teresina, che sarebbe bene possedere le opere dei nostri santi carmelitani, ora aggiungo che varrebbe la pena acquistarle in lingua originale, oppure tradotte in modo più aderente al pensiero dell’autore e in un linguaggio adeguato al nostro tempo.
I testi delle opere di Santa Teresa di Gesù sono ancora attualissimi, moderna donna del ‘500 e moderna Santa anche ora, nel terzo millennio! Vi invito a leggerli, o meglio ancora a leggerli con chi ne sa più di noi e possa così approfondirne il pensiero. Io ne sono rimasta affascinata, Teresa si è dimostrata una donna di grande carattere, e nella sua “determinada determinacion”  ha raggiunto tutte le mete stabilite, sia quelle della terra (fondazioni) che quelle del Cielo!! (un’unione dell’anima, totale e perfetta, con il Signore).
Nel 2015 ci sarà grande festa in suo onore, per i 500 anni dalla  nascita che è avvenuta il 28 marzo 1515.

4 commenti:

  1. bellissimo blog ,ti aspetto nel mio blog Riz

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho visto che lo stai visitando Riz! Ho fatto un viaggio nel tuo, bello! Ma non ho trovato come commentare, ho visto molti video musicali..mi pare che tu sia un ragazzo giovane, pieno di voglia di cambiare il mondo.. ma il tuo genere non ha una sequenza logica col mio..un caro saluto!

      Elimina
  2. Ogni traduzione è sempre approssimativa, più o meno e talora in maniera imbarazzante, specialmente se deve seguire metrica e rime, comunque sempre chi traduce inevitabilmente svia anche se fa una interpretazione letterale. Già l'elevatezza del concetto, per me punto culminante della vita mistica, poco si presta ad essere trasformato in parole, figuriamoci tradotto. Bello il testo nudo originale, pare un respiro ardente. Il desiderio di vedere Dio così come Egli è è incompatibile con le capacità umane, sarebbe come volersi tuffare nel sole e restare vivi col nostro corpo di carne, quindi "moro perché non moro". Davvero il paradiso non può attendere, è qui e ora.

    RispondiElimina
  3. Cara Mimma, il testo non è completo, ho preso solo i primi tre versi, sarebbe stato troppo lungo pubblicato ma penso che possa suggerire ai lettori, di andarselo a leggere tutto. Comprendo che tradurre un concetto, un pensiero, un sentimento, un profondo pensiero spirituale non sia una passeggiata, ma modificarlo a tal punto, da ribaltare il pensiero poetico, mi pare eccessivo. Teresona era concisa, non usava fronzoli nella scrittura, era diretta e chiara. Invece quella poesia è stata tradotta in quello stile romantico, pieno di leziosità che non erano nelle corde di Santa Teresa. Ho voluto solo sottolineare la differenza tra il carattere della Santa e quello del traduttore, che ha infarcito un testo già bello così!
    Un abbraccio Danila

    RispondiElimina

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi