AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare
Visualizzazione post con etichetta Ordine Secolare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ordine Secolare. Mostra tutti i post

lunedì 20 maggio 2024

ERA IN GIORNO DELLA CRESIMA...

 


Era il giorno della Cresima. I cresimandi erano allineati nella navata centrale della chiesa. Il vescovo si sedette e, come spesso succede, cominciò a dialogare con i ragazzi.

         Chiamò una bambina che si avvicinò. «Come ti chiami?» domandò il vescovo. «Angela», rispose la bambina, molto emozionata. «Dimmi, Angela, cosa diciamo facendo il segno della croce?». «.. .»

       «Diciamo», l'aiutò il vescovo, sorridendo: «Nel nome del Padre, del Figlio e...». «... e della Mamma!» concluse la bambina.

È una bellissima definizione dello Spirito Santo.

Del resto Gesù lo chiama Consolatore e Paraclito (avvocato, difensore)

cioè Colui che è sempre presente per prendere la difesa dei suoi

discepoli e trarli d'impaccio.

Colui che guida, ricorda, guarisce e incoraggia…


"Oh, come ho compassione delle anime che si perdono!

E' così facile smarrirsi nei sentieri fioriti di questo mondo."

(S. Teresa di Lisieux)

Tratto dal sito Carmelitano dell'ordine secolare degli scalzi. 


mercoledì 16 agosto 2023

VENT'ANNI DI GRAZIA - Lettera all'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi - Padre Miguel Màrquez Calle Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi

 

Cari fratelli e sorelle nel Carmelo Secolare: Pace e Speranza!

Sono molto lieto di rivolgermi ancora una volta a tutti voi, fratelli e sorelle del Carmelo Secolare di tutto il mondo, famiglia in cammino, in ascolto della Voce del Signore nell’oggi della nostra storia. Questa lettera che vi indirizzo è centrata su un evento: i vent’anni delle Costituzioni OCDS, che sono molto più di un testo legislativo e organizzativo, in quanto racchiudono un progetto di alleanza in permanente rinnovamento e aggiornamento.

Fin dalla sua fondazione in Terra Santa, il Carmelo ha fatto propria una spiritualità basata sullo spirito del profeta Elia, in compagnia della Vergine Maria e nell’ossequio di Gesù Cristo. Al centro del carisma carmelitano ci sono la preghiera e la contemplazione, vissute in comunione- comunità. Questa spiritualità ha ispirato generazioni di uomini e donne in ogni parte del mondo; ha offerto loro una motivazione, un cammino di santità nella loro ricerca dell’unione con Dio.

Ma sono stati il genio e l’esperienza di santa Teresa di Gesù, insieme al primo Carmelitano Scalzo, san Giovanni della Croce, che hanno plasmato un’identità e un carisma che, innestati sull’antico tronco del Carmelo, definiscono e ispirano la vita del Carmelitano Scalzo Secolare oggi. E sappiamo che il tesoro della spiritualità e la ricchezza del cammino di Teresa e Giovanni non sono esclusivi o destinati solo a religiosi e religiose, frati o monache, ma nella loro essenza suscitano un’esperienza di Dio e tracciano un itinerario di preghiera in fraternità, che fonda anche la bellezza della vocazione laicale e secolare in comunità.

Il carisma di una famiglia religiosa non è definito né si esaurisce nei soli fondatori, ma si arricchisce e si riattualizza continuamente nell’esperienza di nuovi figli e figlie che, attingendo all’esperienza del fondatore non con un’imitazione pedissequa ma con fedeltà creativa, si lasciano oggi illuminare dallo Spirito per vivere, con freschezza, la passione, il rischio e la grazia che ispirarono i fondatori. Oggi abbiamo un urgente bisogno di ascoltarci l’un l’altro, laici, monache e frati, affinché il carisma sia ancor più vivo e dia vigore alla nostra identità nell’oggi della nostra storia. Non abbiamo paura di ascoltarci!

La spiritualità teresiana e carmelitana ha arricchito la vita della Chiesa e le ha dato grandi santi e sante che testimoniano che è possibile per ogni cristiano vivere quest’amicizia e unione con Dio con profondità e pienezza. Il Concilio Vaticano II ha riconosciuto che «tutti coloro che credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità» (cfr. Lumen Gentium, 40). Voi, Carmelitani Secolari di tutto il mondo, siete per me una testimonianza viva di questo carisma, vivendo alla presenza di Dio, testimoni del suo amore e della sua misericordia.

Oggi vogliamo ricordare un evento importante della nostra famiglia carmelitana. Vent’anni fa, il 16 giugno 2003, la Congregazione (ora Dicastero) per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica approvava il testo delle Costituzioni dell’Ordine Secolare, dopo averle attentamente esaminate, e affermava: «Che il nuovo testo delle Costituzioni dell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi sia un mezzo veramente efficace, affinché i suoi membri possano rinvigorire sempre più la loro consacrazione battesimale nelle situazioni concrete di vita familiare, sociale, civile ed ecclesiale» (cfr. Decreto, Prot. 228 - 1/2003). Attraverso questo decreto, la Santa Madre Chiesa attesta che la vocazione al Carmelo Secolare è realmente un cammino di santità.

Le Costituzioni dell’Ordine Secolare, che enunciano gli elementi costitutivi della sua vocazione, aiutano il Carmelitano Secolare a comprendere e vivere pienamente la sua vocazione di amore e di servizio nella Chiesa e nel mondo. Le Costituzioni sono divise in sette parti:

1. Identità, valori e impegno.

2. La sequela di Gesù nel Carmelo teresiano laicale.

3. Testimoni dell’esperienza di Dio e la comunione fraterna. 4. Al servizio del progetto di Dio.

5. Con Maria, Madre di Gesù.

6. Formazione alla scuola del Carmelo.

7. Organizzazione e governo.

I. IDENTITÀ, VALORI E IMPEGNO

I Carmelitani Secolari riconoscono la propria identità nella spiritualità teresiana e carmelitana. Un centro, a partire dal quale possono vivere la loro vocazione alla santità nel mondo; essi «sono figli e figlie dell’Ordine di Nostra Signora del Monte Carmelo e di Santa Teresa di Gesù» (C [= Cost. OCDS] 1). Tale identità li accompagna in tutti gli ambiti della loro vita, li aiuta ad avere una prospettiva cristiana e carmelitana. I Carmelitani Secolari trovano la loro ispirazione principalmente nella vita e nell’esempio della Vergine Maria, di San Giuseppe, di Santa Teresa di Gesù, di San Giovanni della Croce e del profeta Elia, e sono chiamati alla comunione con Dio e con i fratelli e le sorelle. Ogni Carmelitano Secolare si impegna, attraverso la sua promessa, a vivere una vita di preghiera, di comunione e di servizio nell’Ordine, nella Chiesa e nel mondo, a partire dalla propria identità carmelitana.

Nel suo libro Welcome to the Secular Order of Discalced Carmelites, P. Aloysius Deeney OCD, sottolinea che «un aspetto importante di quest’impegno è l’impegno verso la comunità. Una persona che desidera essere membro dell’OCDS dev’essere in grado di fare comunità, di appartenere a un gruppo che si dedica a uno scopo comune, di mostrare interesse per gli altri membri, di essere solidale nella ricerca di una vita di preghiera e di saper ricevere l’aiuto degli altri»1.

Questa identità e questi valori sono un’eredità dinamica, viva, che ogni giorno si approfondisce e si riscopre. Essa rimanda a un fuoco ardente e una fonte viva, e chi non brucia in questo fuoco e non beve a questa fonte ogni giorno, tradisce l’eredità. La fedeltà è oggi, ora, qui. Nell’amore non si vive di rendita, e tutta la memoria del passato è per amare adesso.

1 Aloysius Deeney, Welcome to the Secular Order of Discalced Carmelites, ICS Publications, Washington, 2009, p.17

II. LA SEQUELA DI GESÙ NEL CARMELO TERESIANO LAICALE

L’invito di Gesù è permanente: «Vieni e seguimi» (cfr. Lc 18,22; Mt 16,24; Mc 1,17; Lc 9,23). Per un Carmelitano Secolare «Cristo è il centro della vita e dell’esperienza cristiana. I membri dell’Ordine Secolare sono chiamati a vivere le esigenze della sequela in comunione con Lui, accettando i suoi insegnamenti e consegnandosi alla sua persona» (C 10), innamorandosi di Gesù, ascoltando la sua Parola, crescendo ogni giorno nell’intimità con Lui e conformandosi al suo desiderio e alla sua volontà, desiderando di conoscerlo ogni giorno di più e ascoltando i battiti del suo Cuore, come il discepolo amato. I Carmelitani Secolari sono disponibili a condividere con chiunque la loro esperienza di Dio, testimoni di Gesù vivo e risorto, che è capace di trasformare la vita di chi confida in Lui, di chi si lascia guardare e amare da Lui.

III. TESTIMONI DELL’ESPERIENZA DI DIO E LA COMUNIONE FRATERNA

Tutti siamo chiamati ad «andare in tutto il mondo ad annunziare la buona novella» (Mc 16,15). Gesù ci invia a proclamare che «Dio è amore» (1Gv 4,16), che c’è speranza, che abbiamo un Dio che ci accompagna e ci ha amati al punto che, nella pienezza del tempo, «ha mandato suo Figlio» (Gal 4,4). Dobbiamo smettere di aver paura di dire ciò che Dio ci ha regalato. I primi discepoli non avevano fatto grandi studi, avevano frequentato la scuola dell’intimità con Gesù, erano passati per l’esperienza pasquale, e si erano lasciati rifare con Maria nell’esperienza della Pentecoste. Ognuno di loro si è convertito, con i suoi doni e limiti, in tramite di Gesù per il mondo.

Tuttavia, prima di uscire nel mondo per annunciare che quest’amore trasforma e guarisce, anche noi ci immergiamo in questa esperienza personale, per essere testimoni dell’amore di Dio che ci è stato donato per grazia e annunciarlo al mondo con coraggio e semplicità, più con la vita che con le parole, ma anche col silenzio, la contemplazione e le parole. È essenziale curare e coltivare la vita di preghiera, «tempo in cui stare con Dio e irrobustire la relazione con Lui, per essere veri testimoni della sua presenza nel mondo» (C 21). Attraverso la preghiera, la contemplazione, la fraternità e l’attività apostolica, i Carmelitani Secolari testimoniano la loro amicizia con Gesù Cristo e mostrano la loro prima missione, che è quella di essere una vera comunità orante, in cammino e missionaria: «La Comunità locale dell’Ordine Secolare del Carmelo Teresiano, segno visibile della Chiesa e dell’Ordine, è un ambito per vivere e promuovere la comunione personale e comunitaria con Dio in Cristo e nello Spirito e con gli altri fratelli» (C 24a).

Ricordiamo che questa è la nostra prima missione e apostolato: l’esperienza viva di quanto ci è stato donato. Non le tante parole e discorsi: tante riunioni con conversazioni interminabili, o discussioni sterili e spesso ideologiche, fatte di prese di posizione, invece di un’umile apertura all’ascolto della volontà di Dio, in una Lectio Divina che parte dal silenzio, dalla vita, e cerca la verità, senza autodifesa. Soprattutto, il Carmelo non è una scuola di idee sicure o di dottrine blindate, ma una scuola di esperienza di Dio e di gratitudine, di creatività e di entusiasmo che nasce dallo Spirito Santo. Quando si dialoga cercando la verità, senza interesse ideologico e con il desiderio di capire, dinanzi a Dio, in qualche modo la verità si fa strada. «Le idee non si impongono, ma si propongono», diceva papa Giovanni Paolo II (Incontro con i giovani, Base Aérea de Cuatro Vientos, Madrid, 3 maggio 2003). Coltiviamo un dialogo senza imposizioni e senza paura di lasciar parlare il cuore, creando un clima di fiducia, senza silenzi feriti, prendendo il tempo per l’ascolto autentico e il silenzio condiviso.

IV. AL SERVIZIO DEL PROGETTO DI DIO

La vocazione al Carmelo Secolare ha una dimensione missionaria. Dalla sua relazione di amicizia con il Signore nasce il suo desiderio di condividere quest’esperienza con l’Ordine, con la Chiesa e con il mondo intero: «La vocazione dell’Ordine Secolare è veramente ecclesiale» (C 26). Per questo motivo il servizio alla Chiesa è parte fondamentale della sua chiamata. Santa Teresa di Gesù fondò il Carmelo Scalzo proprio per aiutare e costruire la Chiesa, a partire dalla propria realtà. I Carmelitani Secolari prestano particolare attenzione al servizio nella diocesi locale in cui si trova la loro comunità, i cui membri promuovono la comunione con il vescovo e con i fedeli della diocesi. Il Carmelitano Secolare porta con sé il carisma carmelitano ovunque si trovi.

Nel suo libro L’Ordine Secolare del Carmelo Scalzo: Regola, Costituzioni e Commentario, P. Pedro Zubieta OCD sottolinea che «il fedele laico, membro dell’Ordine Secolare, si obbliga a vivere l’impegno della santità evangelica nel mondo e con i mezzi propri del laico: l’amore coniugale e familiare, l’uso dei beni temporali in senso evangelico, le responsabilità proprie del laico nella famiglia e nella società, affrontando con fiducia le sfide della vita, le contrarietà e le difficoltà ogni giorno. Trasformare il mondo dal suo interno, come il buon lievito evangelico» (2003, pp. 56-57). Il sentirsi parte dell’Ordine Secolare e la formazione ricevuta, offrono ai Carmelitani Secolari la forza e la motivazione per perseverare («determinata determinazione») nella preghiera e nel servizio apostolico.

Vi invito ad essere creativi nella diffusione della spiritualità carmelitana. Possiamo collaborare insieme, in molti ambiti, ciascuno a partire dal proprio stato di religioso o laico, ma apportando la propria specificità. Senza paura di arricchirci a vicenda. I laici non sono i chierichetti dei frati: voi siete dei portavoce maturi del carisma, testimoni qualificati, umili e docili allo Spirito, ma capaci di ricreare la spiritualità del Carmelo con iniziative nuove, senza arroganza puerile, senza autosufficienze maldestre. Siamo tutti, in quest’ora, canali di un carisma che è stato donato a tutti noi, per farlo risplendere. Aiutiamoci a vicenda a mettergli le ali, discernendo insieme ciò che lo Spirito ci suggerisce. Non abbiate paura di proporre e ascoltare, di rischiare e di riconoscere ciò che dev’essere migliorato e fatto crescere! Non predichiamoci addosso!

V. CON MARIA, MADRE DI GESÙ

Fin dalle sue origini, l’Ordine del Carmelo è stato accompagnato dalla presenza amorosa di Maria, venerata sotto il titolo di Vergine del Monte Carmelo. A lei fu dedicata la prima chiesa edificata nell’Ordine, il cui nome ufficiale è: Frati Scalzi della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. La Vergine Maria accompagna il Carmelitano Secolare e «si rende presente in modo speciale, soprattutto come modello di fedeltà all’ascolto del Signore nel suo atteggiamento di servizio a Lui e agli altri» (C 4). Pertanto, la vocazione al Carmelo Secolare non può essere compresa senza la presenza della Vergine Maria. Essa è una madre che protegge e si prende cura, una maestra che guida, incoraggia, educa, una sorella e un’amica che accompagna e ispira un modello di comunità. Maria è sempre presente in ogni circostanza della vita.

L’icona mariana che ispirò fin dall’inizio i primi Carmelitani fu quella della Vergine della Visitazione che, portando il mistero di Dio nel suo grembo, si mette in cammino per servire sua cugina Elisabetta. Immagine perfetta della contemplazione. Il Carmelitano Secolare è, come Maria, un contemplativo, “pellegrino della fede” che, custodendo e meditando ogni cosa nel suo cuore (Lc 2,19), lascia che Dio illumini a suo tempo, al momento opportuno, ogni evento della vita. Anche noi vogliamo scoprire Dio vivo nell’oggi della storia, discernendo insieme le sue vie e ascoltando, come Maria, il desiderio di Dio per costruire il suo Regno sulla terra. Invito tutto il Carmelo Secolare, in quest’ora, a riscoprire la presenza di Maria nella nostra vita, a rinnovare l’esperienza e la spiritualità mariana dell’Ordine, ad evangelizzare la devozione e ad intensificare una teologia mariana profonda, lucida e creativa, che ci impegni in un progetto di famiglia in comunione, e di cura della dignità dei suoi figli. Ritornare a Maria perché il Carmelo si rinnovi. Aiutatemi a rinnovare quest’esperienza mariana dell’Ordine, perché Lei ci ravvivi e ci renda sempre più suoi figli nel Figlio!

VI. FORMAZIONE ALLA SCUOLA DEL CARMELO

L’impegno di rendere presente Gesù Cristo nel mondo e di condividere con tutti l’esperienza personale dell’amicizia con Lui, comporta un’autentica vita di preghiera e una formazione integrale (umana, spirituale, psicologica). La formazione nel Carmelo Secolare è una parte essenziale e necessaria: «L’obiettivo centrale del processo di formazione nell’Ordine Secolare è preparare la persona a vivere il carisma e la spiritualità del Carmelo nella sequela di Cristo, a servizio della missione» (C 32). Le diverse tappe della formazione del Carmelitano Secolare lo aiutano ad approfondire gradualmente la sua identità e la sua vocazione per poter servire la Chiesa e il mondo. Gli aspetti fondamentali della sua formazione sono la dimensione umana, cristiana e carmelitana. Attraverso di essi, il Carmelitano Secolare si prepara ad essere un vero discepolo di Gesù e a servire i suoi fratelli e sorelle nell’Ordine, nella Chiesa e nel mondo. Il primo agente della formazione è la persona stessa, aiutata dalla comunità per poter rispondere alle ispirazioni dello Spirito Santo.

La formazione non finisce mai. Ci educhiamo l’un l’altro in un atteggiamento di umiltà che ci mantiene sempre nella condizione di crescita e nell’obbedienza fedele e matura, cioè nell’ascolto attento dei fratelli e della Chiesa. A volte si osservano atteggiamenti di autosufficienza o di un certo possesso della verità, che non corrispondono allo spirito teresiano. Per tutta la vita Teresa si è lasciata ammaestrare, non riteneva di essere in possesso della verità, trepidava ogni giorno chiedendo luce e pregava incessantemente invocando lo Spirito Santo. Non siamo fondamentalisti del terreno già misurato o delle verità che abbiamo conquistato: facciamoci ogni giorno apprendisti dell’essenziale, felici di quanto abbiamo da imparare e scoprire.

VII. ORGANIZZAZIONE E GOVERNO

I Carmelitani Secolari sono presenti in 95 Paesi. Appartengono giuridicamente alla Circoscrizione dei frati Carmelitani Scalzi in cui si trovano, e «il Consiglio, formato dal Presidente, da tre Consiglieri e dal responsabile della formazione, costituisce l’autorità immediata della comunità. La responsabilità primaria del Consiglio è la formazione e la maturazione cristiana e carmelitana dei membri della comunità» (C 46). Suoi legittimi superiori sono il Preposito Generale dell’Ordine e il Superiore maggiore della Circoscrizione. L’Ordine Secolare cerca sempre la comunicazione con le altre comunità OCDS della propria regione e con i frati e le monache del Carmelo Scalzo, testimoniando la comunione fraterna, poiché i tre rami dell’Ordine formano un’unica famiglia (Cfr. Dichiarazione sul carisma carmelitano-teresiano, nn. 43-44).

È insito nella natura di una famiglia religiosa e dello spirito religioso ed evangelico, non ambire cariche e non volere a tutti i costi occupare posizioni o avere potere. Non è un atteggiamento proprio del Carmelo pensare che io sia l’unica persona che può guidare la comunità. Accolgo con gioia, quando il momento arriva, un cambio di governo e non fomento schieramenti e dialoghi di parte. In questo momento del Carmelo chiedo a tutti di lavorare per sradicare ciò che non unisce e ciò che non genera dinamiche di comunione nella comunità, individuando in ogni comunità la ferita e la frattura delle divisioni. La vera esperienza di Dio produce comunione. La ‘mondanità spirituale’, di cui ci parla papa Francesco, può insinuarsi in noi sotto le spoglie dello zelo per la comunità, quando si tratta di autoaffermazione e di sindrome dell’indispensabilità. Abbiate cura di creare un ambiente di sana esigenza, nella libertà.

PER IL BENE DELLA CHIESA, DELL’ORDINE E DEL MONDO

Le Costituzioni del Carmelo Secolare sono state approvate per il bene non solo dei membri dell’Ordine Secolare, ma anche per quello dell’Ordine, della Chiesa e del mondo. Il carisma carmelitano-teresiano è un dono ricevuto da Dio, che non è solo per coloro che appartengono all’Ordine, ma perché sia condiviso con il mondo intero. Ogni Carmelitano Secolare è un annunciatore della Buona Novella del Vangelo e attraverso la sua vita di preghiera e di apostolato compartecipa il suo carisma e la sua identità col mondo intero. Il Carmelo Scalzo Secolare continua ad attrarre numerosi uomini e donne che si sentono chiamati a far parte di questa grande famiglia e si impegnano, come dice santa Teresa di Gesù, ad «andare di bene in meglio (Fondazioni 29,32), essendo fedeli alla propria vocazione. Questa fecondità del Carmelo è una grande gioia per me e per tutto il Carmelo. Quando visito qualche comunità del Carmelo Secolare, mi riempie di entusiasmo e mi colpisce molto constatare la gioia e la vitalità della vostra appartenenza al Carmelo.

Auspico di cuore che il Signore continui a benedirvi nella vostra vocazione, nella passione e nell’amicizia con Gesù, nella preghiera e nella vita fraterna, nell’amore e nel servizio nella Chiesa e nel mondo, nell’intimità con Maria, e che attraverso le vostre Costituzioni possiate continuare a camminare sotto la protezione della Vergine del Carmelo, Stella del Mare e di san Giuseppe, nell’ossequio di Gesù Cristo, glorificando Dio con la vostra vita.

Grazie a tutti coloro che, in quel tempo, elaborarono le Costituzioni, a tutti voi che le vivete ogni giorno, a coloro che verranno. Prego per ogni comunità. Iniziamo oggi di bene in meglio, rendendo grazie per questa preziosa eredità ricevuta.

A tutti voi, miei fratelli e sorelle, una benedizione e un fraterno abbraccio.

P. Miguel Márquez Calle, OCD Preposito Generale

15 agosto 2023

domenica 15 maggio 2022

NASCITA IN CIELO DI ELEONORA (NORA) MARCELLI ocds








IN RICORDO DI ELEONORA MARCELLI...

Cara Nora,

           Ieri, quando stavo cercando di raccogliere le idee per scriverti questa lettera, la prima cosa che mi è venuta in mente è stato un episodio personale che risale a 30 anni fa, quando avevo scritto alla Comunità OCDS di Monza, per chiedere informazioni sulla regola di vita del carmelitano secolare.

Ricordo che tu mi hai risposto, con la tua tipica verve, con una lettera del tipo "vieni e vedi!" invitandomi a partecipare alla sera ad uno dei vostri incontri. Allora la comunità  di Monza s'incontrava anche di sera per dare la possibilità a quelli che lavoravano di poter intraprendere il cammino nell'OCDS ( anche qui eri avanti di vedute!)


       Mi hai dato appuntamento una sera, qui sul piazzale della chiesa**  (** E' il Santuario di S. Teresa di Gesù Bambino a Monza)

Ricordo molto bene quell'incontro: sei stata la prima persona che ho conosciuto quando mi sono avvicinato all'Ordine Carmelitano Teresiano.

Il tempo poi mi avrebbe fatto capire che incontrandoti voleva dire incontrare una dei massimi esponenti del Carmelo Secolare Italiano.

Tu, per tanti decenni, sei stata la colonna portante dell'OCDS a livello provinciale,  a livello nazionale e anche a livello mondiale.

      Hai fatto la promessa definitiva il 26 ottobre 1969: 53 anni fa.

Cinquantatré anni di vita nel Carmelo Secolare. Se fossero stati anni di matrimonio, fra due anni avresti festeggiato le nozze di smeraldo.

Tu che sei stata vedova molto giovane e con tre bambini da accudire, quasi a ricordarci che una chiamata all'Ordine Secolare Teresiano, a volte, passa misteriosamente anche attraverso dolori strazianti che ti mettono con le spalle al muro.

       Sei stata per tanti anni presidente provinciale; il nostro Statuto Provinciale, strumento tanto utile per accompagnare la vita delle nostre comunità,  è frutto anche della tua esperienza, dei tuoi consigli e dei tuoi suggerimenti.

Anche a livello nazionale, sei stata una protagonista; hai dato il tuo prezioso contributo in quello che oggi sono i nostri testi legislativi, la nostra regola di vita;  e se oggi esiste il coordinamento interprovinciale OCDS, l'organismo che aiuta e sostiene il cammino delle comunità OCDS d'Italia, è dovuto grazie anche al tuo supporto e alle tue intuizioni.

Hai partecipato nel 2000 al Congresso Internazionale OCDS in Messico dove si sono messe  le basi  per  la formazione del carmelitano secolare adeguandola ai tempi rappresentati dal nuovo millennio.

       La formazione. Nora, la formazione era la tua principale preoccupazione. 

Sei stata per più di 30 anni  incaricata della formazione della tua comunità di Monza.

Come una mamma che aiuta il proprio bambino a camminare sulle proprie gambe, così tu, con i tuoi formandi,  avevi la preoccupazione di aiutarli a vivere la propria vocazione di carmelitani secolari con maturità, con piena consapevolezza, capaci di assumersi le proprie responsabilità nella Chiesa, nell'Ordine Carmelitano e nella vita sociale e civile.

      Ci hai aiutato a vivere il nostro essere laici nella chiamata alla santità senza per questo essere mezzi frati o mezze monache.

Anche nella formazione dobbiamo ricordare quanto sia stata importante la tua esperienza per definire il percorso di formazione di un carmelitano secolare.

Se oggi abbiamo un iter formativo nazionale lo dobbiamo anche a te.

     Cara Nora, oggi siamo qui tutti presenti.

Siamo qui a ringraziarti per tutto quello che hai fatto per il Carmelo Secolare e per tutto l'Ordine Carmelitano.

Quello che noi siamo oggi lo dobbiamo anche a te.

        Cara Nora,  siamo qui tutti presenti per salutarti, ma non per dirti addio ma arrivederci.

Sì, arrivederci in paradiso.

Quando tutti noi insieme potremo contemplare il nostro amato Signore faccia a faccia e vivere eternamente alla sua presenza con tutti i santi carmelitani.

E' la bellezza della nostra fede.

Poter guardare la morte in  faccia e non considerarla come la fine di tutto, ma il passaggio alla vita eterna.

Questa è la nostra fede.

Questa è la nostra forza.

Nel frattempo cara Nora, noi pregheremo per te e tu ricordati di pregare per noi perché i tempi sono diventati cupi e difficili.

 Cara Nora, concludo questa lettera con una frase di S. Paolo, che adesso è anche la tua frase:

"Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno” (2Tm 4,8)

Cara Nora, quel giorno è arrivato, è sono sicuro che il Signore di dirà:

"Vieni servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore" (cfr. Mt 25,21)

Ciao Nora,

Arrivederci in Paradiso.

Maria madre e Regina del Carmelo,

prega per noi.

                                                    Angelo Berna OCDS

                                                           Presidente Provincia Lombarda

                                                                                               

giovedì 12 maggio 2022

IN MERMORIA DI NORA MARCELLI OCDS

Ricevo la triste comunicazione:


Carissime, carissimi,

Mercoledì 11.05.2022 è mancata a Monza Nora Marcelli, nostra sorella del
Carmelo Secolare e per tanti anni Presidente Provinciale. Da molti anni
le sue condizioni di salute si erano fatte precarie, ed ora il Signore
l'ha chiamata a sé.
Il funerale si svolgerà venerdì 13 maggio nella nostra chiesa del
Carmelo di Monza alle ore 15, v.le C. Battisti 52

PFL (Padre Fausto Lincio Provinciale)

Non ho foto recenti della consorella, ma mi piace ricordarla così, in una 
fotografia scattata da P. Nicola Galeno presso il Convento del Corpus Domini di Milano, molti anni fa, in occasione di un convegno organizzato per l'Ordine Secolare della Provincia Lombarda.  Nora è al centro, guardando la foto alla destra della consorella con la maglia bianca.d
Buon viaggio Nora,  nella Luce del Signore! 



mercoledì 6 aprile 2022

Dal Notiziario carmelitano COMMUNICATIONES




Ho ingrandito per permettere una miglior lettura






Ingrandito anche questo articolo per una più facile lettura


Communicationes riporta molti altri interessanti articoli, ma ho dato una preferenza a questi che mi paiono più attuali, considerato quanto sta vivendo il popolo ucraino. 




martedì 15 ottobre 2019

PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO E CERCHI NELL'ACQUA . OCDS


PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
piccole storie per l'anima
rubrica settimanale a cura dell'Ordine Secolare Carmelitano Teresiano della Provincia Lombarda


Le proprietà del passero solitario sono cinque: prima: si porta più in alto possibile; seconda: non sopporta la compagnia di altri uccelli neppure della stessa specie; terza: tende il becco verso il vento; quarta: non ha un colore determinato; quinta: canta soavemente. L’anima contemplativa deve avere queste cinque proprietà, e cioè deve elevarsi al di sopra delle cose transitorie, non facendo di esse alcun caso come se non esistessero, e deve essere così amica della solitudine e del silenzio da non sopportare compagnia di altra creatura. Deve inoltre tendere il becco al soffio dello Spirito Santo, corrispondendo alle sue ispirazioni, affinché, comportandosi in tal modo, si renda maggiormente degna della sua compagnia. Non deve avere un colore determinato, non lasciandosi determinare da alcuna cosa, ma solo da ciò che è volontà di Dio; deve infine cantare soavemente nella contemplazione e nell’amore del suo Sposo.
                                                                                                                                                    S. Giovanni della Croce
                                                        
 CERCHI NELL'ACQUA

Nella foresta amazzonica un piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva. Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d'occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull'acqua: presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica.
Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca: non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano.
Sulla riva a pochi millimetri dall'acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete. Proprio non riusciva a raggiungere l'acqua, che pure era così vicina. Le sue radici si erano esaurite nello sforzo.
Un moscerino stava invece annegando. Era finito in acqua per distrazione. Ora le sue piccole ali si erano appesantite e non riusciva a risollevarsi. E l'acqua lo stava inghiottendo.
C'era anche un albero tropicale che con i suoi lunghi rami riusciva a sfiorare lo stagno. Sulle estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura si staccò e piombò nell'acqua. Si udì un "pluf!" sordo, quasi impercettibile nel gran ronzio degli insetti.
Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, si formò un primo cerchio nell'acqua, seguito da un secondo, un terzo, un quarto... Si formarono tanti, tanti piccoli insignificanti cerchi nell'acqua.
Ma... L'insetto dalle lunghe zampe venne travolto dalla prima piccola onda formatasi e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio. Il ditisco, invece fu spinto verso la ditisca e la urtò: si chiesero scusa e si innamorarono.
Il primo cerchio d'acqua infine s'infranse sulla riva e una goccia d'acqua scura raggiunse il piccolo fiore che così riprese a vivere.
Il secondo cerchio d'acqua, invece, sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d'erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare.

Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell'acqua.
Anche i pensieri del Passero Solitario sono solo
piccoli insignificanti cerchi nell'acqua, ma chissà…


venerdì 15 marzo 2019

Lettera all'OCDS da parte del Padre Generale e mia immediata risposta



O viceversa, trasformale lo straordinario della vita in un banale ordinario. Permettetemi questa frecciatina!







Ho letto con vivo interesse la lettera del Preposto Generale Padre Saverio Cannistrà, nella quale alcuni punti sono illuminanti. E li ho inseriti in questo contesto.
Resta il fatto che non ho sempre riscontrato nelle decisioni del Consiglio Provinciale, quanto da lui suggerito.
Cosa è successo? A Legnano l’Ocds non esiste più. Ho lottato per anni, cercando di tenere unite quelle persone che erano fortemente motivate a iniziare o proseguire il cammino verso il Carmelo Secolare, malgrado fossimo stati abbandonati dal Consiglio a Statuto Speciale in prima istanza, e successivamente dai formatori. Ci è stato comunque affidata la guida di un Padre Assistente, e fintanto che Padre Claudio Truzzi era con noi a Legnano, il gruppo è rimasto compatto. In seguito al trasferimento in altro luogo, è stato nominato un successivo padre, che però ha fatto l’impossibile per deludere i partecipanti. Come? Con atteggiamenti supponenti, freddo distacco, al punto di far piangere alcune signore presenti. Aggiungo: indifferenza e incapacità di ascolto, ovvero, ci veniva impedito di porre domande sull’argomento, di esprimere un nostro modesto parere, in conclusione, incapace di trasmettere il vero senso del Carisma Carmelitano.


Obbedienza? Certamente applicabile, se chi ha l’incarico della formazione dimostra di essere all’altezza del compito, non solo pontificando dall’alto con un atteggiamento poco fraterno, ma ignorando il fatto che i membri di ogni Comunità o gruppo sono persone e non burattini.
Non ho avvertito quel tono fraterno e amicale che dovrebbe sussistere, come il Padre Generale consiglia, e per amore dei miei confratelli (anche di quelli momentaneamente simpatizzanti) mi sono permessa di esternare il disagio che è subentrato in un gruppo che era unito e con il quale avevo creato una vera “famiglia”. Si, io che sono nessuno, senza alcuna carica, senza oneri e onori, ho tenuto unito quelli che ho sempre considerato miei fratelli e sorelle. Perché è questo che intendo per Comunità,  e che deve avere precedenza su riunioni, congressi, e quant’altro. Se non si forma una vera “famiglia” di persone che la avvertono come tale, che si vogliono bene e si rispettano tra loro, tutto il resto perde valore.












Quindi ho disobbedito, reagendo davanti ad una situazione che si era creata e sempre di più difficile gestione. Il Carmelo, così come è diventato per noi, non rispecchiava l’idea che mi ero fatta. Quell’idea che per anni mi era stata insegnata attraverso i libri di Santa Teresa d’Avila, di Santa Teresina e di tutti i santi Carmelitani. Un preciso carisma disatteso in questi ultimi tempi. Che m'importa se mi metto all'ascolto di conferenze colme di paroloni, nello sfoggio di grande cultura religiosa, se alla base manca la sostanza? La vera fratellanza!
Ora a Legnano non c’è nulla. Devo ringraziare chi ha fatto del vero mobbing? Grazie di cuore per averci fatto capire che è più importante il successo piuttosto che l’umiltà, la gratificazione del comando, piuttosto che il chinarsi sui bisogni dei fratelli. La cosa che maggiormente mi ha scandalizzato è stata l’assoluta indifferenza da parte del Parroco riguardo al nostro gruppo. Mai che abbia chiesto cosa fosse accaduto, il motivo per cui non ci riunivamo più. Normale amministrazione in un clima sempre più laicizzato.
Certo, chi eravamo noi, per doversi occupare di queste miserie? Fratelli e sorelle? Ma va! Perché riunirci, se non c’era un Consiglio, un Padre Assistente? Quale futuro ci aspettava? Ci hanno proposto di unirci ad altre Comunità, lontane dalla nostra città, laddove sarebbe stato invece utile una comunità secolare in loco.


Per fortuna ci sono ancora rarissimi Padri che si sono resi conto di come stanno le cose e che, come possono e a distanza, ci sono vicini.  Padre Claudio m’invia il testo delle sue conferenze, in modo da poter proseguire il cammino di spiritualità carmelitana. E Padre Nicola m’inoltra altro materiale, che  entrambi regolarmente pubblico sul mio blog (questo dove sto scrivendo per la precisione) affinché altri possano conoscere il vero carisma carmelitano e non quel che è diventato ora. É grazie a loro se sono ancora legata al Carmelo, e mi sento carmelitana al cento per cento.
Ho a suo tempo presentato le mie dimissioni dall’ocds, non si sono degnati di inviarmi neppure una risposta, tanto meno convincermi a desistere da tale proposito. Come dire, e scusate il termine: “chi se ne frega!”. Di tanto in tanto i miei ex confratelli mi chiedono se ho novità positive. Mi sento un verme a non avere una risposta da dare. Che devo dire? Che di noi se ne sono bellamente dimenticati? Quale immagine carmelitana hanno trasmesso, con questo loro atteggiamento? Non certo luminosa.
Quando ancora ci riunivamo, il Presidente del Consiglio Provinciale Secolare ci aveva promesso un incontro. Mai visto!
Di inviarci un formatore? Ma come, un ristretto numero di persone si permetteva di formulare una simile richiesta?
Allora ricordo che, ad una mia lettera, il Padre Generale mi rispose che la soluzione sarebbe stata quella di venirci incontro reciprocamente. Bene, abbiamo pensato che se un formatore ci fosse stato accordato, gli avremmo rimborsato il viaggio e altre spese vive, pur di mantenere in vita questo nostro gruppo. Niente da fare. E le nostre pretese erano davvero misere. Noi ci riunivamo due volte al mese, ogni 15 giorni, per un incontro della durata di due ore. Sarebbe bastato che il formatore ci raggiungesse una volta al mese, e il secondo incontro, di natura non tanto formativa ma piuttosto spirituale, con un Padre assistente. Quindi lo spostamento di un formatore si risolveva in un solo giorno di poche ore al mese.
Però, perché dilungarmi in questo discorso, quando non ci sono orecchie disposte ad ascoltare, e soprattutto perché voler riaprire la stalla dopo aver messo in fuga i buoi? Per quanto mi riguarda, me ne sono uscita con le corna spezzate, ferita nel più profondo. E non ferita nel mio amor proprio, che proprio non mi appartiene, ma per la profonda delusione patita dagli effettivi secolari e dai simpatizzanti ben propensi a camminare nell’Ordine.
Mi rendo perfettamente conto di aver indossato l'armatura di Dom Quixote de la Mancha, che combatte contro i mulini a vento, ma del resto, cosa pretendere da un Ordine della Provincia Lombarda, che vende e svende i suoi conventi ed eremi, perché oramai anche i frati sono ridotti ad un piccolo manipolo di soldati di Dio? 
Danila Oppio














BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi