AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

EDIZIONI PER VOI

Edizioni per voi: da leggere direttamente.
Alla destra della home-page, potrete sfogliare:
IL PAESE DI FANTASIA, fiaba in versione digitale (E-book)
e le sillogi poetiche:
DANZANDO IN PUNTA DI PENNA (tra versi poetici)
ILLUSIONI
PATCHWORD (ritagli di strofe)
Basta cliccare sulla copertina, e si aprirà il libro digitale
Buona lettura!
Oltre a questi e-book, l'autrice Danila Oppio ha pubblicato altri libri, la cui copertina è visibile sempre alla destra della home-page.

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

domenica 25 settembre 2016

Galleria d'arte: Akiane Kramarik e Dio

Non so se sia vero, ma certamente il prodigio di un dono ricevuto in precoce età, ha del miracoloso. Seguite la storia di questa ragazza, che ora ha 22 anni


Disegno di Akiane realizzato a soli 4 anni
Dipinto realizzato a 5 anni
Dipinto a 6 anni
dipinto a 7 anni
 Dipinto a 8 anni

 Dipinto a 9 anni
dipinto a 10 anni
dipinto a 11 anni
dipinto a 12 anni
Dipinto a 13 anni
Dipinto a 14 anni
Dipinto a 15 anni
Dipinto a 16 anni
Dipinto a 17 anni
Dipinto a 18 anni
Dipinto a 18 anni

Akiane (oceano in lingua lituana) continua a dipingere, non ha frequentato alcuna scuola, tutto le viene, a suo dire, da ispirazione divina. Ribadisco...credo sia vero, e credo che, in ogni caso, il dono precoce e prodigioso della sua arte figurativa, non sia imputabile al caso, ma a qualche cosa che proviene da una Forza superiore, dal suo Creatore!
Danila Oppio ocds

venerdì 23 settembre 2016

25° anniversario della Prima Messa di S. Pio da Pietrelcina

Ciclo sul 25° di Messa di S. PIO DA PIETRELCINA (S. Giovanni Rotondo 10-8-1935)


(oggi 23 settembre è giorno a lui dedicato)

L’IMMAGINETTA RICORDO

(Conservata nell’Album fotografico personale di D. Giuseppe Mazzanti)

DA  SOLO

(Parafrasi da P. Pio)

Lasciatemi soffrire
da sol senza carpirmi
la Croce benedetta...



 P. PIO MENTRE CELEBRA

(Foto conservata nell’Album fotografico personale di D. Giuseppe Mazzanti)
(Parma 31-1-2000), Padre Nicola Galeno)


SERVIRE DIO

(Epistolario vol. 2, lett. 16)

Gesù, tu vuoi provarmi... Più non sento
consolazione alcuna nel servirti,
eppure so che questo cuore mio
da sempre sol per te vuol palpitar!

(Sassuolo 18-8-2001), Padre Nicola Galeno

P. PIO ALL’ELEVAZIONE DEL CALICE

 (Foto conservata nell’Album fotografico personale di D. Giuseppe Mazzanti)

P. PIO E DON LUCIANO

La gente si stupisce nel vedere
uscir dal bugigattolo quel Frate,
dai penitenti sempre circondato,
ed abbracciar un prete sconosciuto
come se si trattasse d’un amico
che il cor da molto tempo sospirava...
Poi se lo porta nel confessionale
per dirsi solo quanto vuole Iddio!

(Ferrara 24-5-2010), Padre Nicola Galeno
.......................................

(Ferrara 23-9-2016)

mercoledì 21 settembre 2016

A ricordo di P. Enrico Cagnin (1924-2016) Missionario in Giappone

Ciclo su P. Enrico Cagnin (1924-2016, Missionario in Giappone, scomparso il 19 settembre 2016)




L’ANGELUS DELLA SERA

L’Angelus della sera si colora
di violacee tinte, salutando
il Missionario trasferito in Cielo...

(Ferrara 19-9-2016), Padre Nicola Galeno

 
NAGOYA, 8 DICEMBRE 2001, 50° DI FONDAZIONE DELLA MISSIONE

CONCELEBRAZIONE DEL CINQUANTENARIO A HIBINO (NAGOYA)


P. ENRICO E P. PIETRO ZANCHETTA
DURANTE UN CAPITOLO PROVINCIALE AD UJI

Si fanno tante chiacchiere fraterne,
aliene da qualsiasi ambizione,
odiando per natura i... cadreghini!





L’ACCOPPIATA VINCENTE
Il buon Enrico, furbo trevigiano,
pensava di carpir l’almo segreto
della longevità del gran Pertusi,
ficcandosi ai suoi fianchi. Il primo lascia
la terra sulla soglia dei cent’anni,
l’altro dei... novantuno si contenti!



SGUARDO ESTATICO
Enrico, non ti stanchi d’ammirare
quella fluente barba di chi viene
spesso a portarti il Corpo del Signore!

 
L’ACCANITO LETTORE
Volesti sprofondarti attentamente
nella lettura di quello strambotto
composto per l’omonimo toscano,
che a Pisa festeggiava il compleanno...

 
LA RECITA DEL ROSARIO CON YASUDA SAN 
Discepola e Maestro si ritrovan
insieme intorno al letto del dolore,
accomunati dallo stesso Amore
per la preghiera dolce del Rosario!


IL NOVANTUNENNE NEL GIORNO DEL COMPLEANNO 
Mi par d’indovinar un certo cruccio:
il peso più non sa tener il passo
del galoppante ritmo dell’età!


RICORDANDO IL CARO PADRE ENRICO

Ti voglio ricordar così, Fratello,
mentre cammini pensoso, impostando
novelle strategie per l’annuncio
del Cristo in questa terra tanto amata
fino a scordar la patria tua terrena...

(Ferrara 20-9-2016), Padre Nicola Galeno)



Riassumo gli orari delle esequie, che in Giappone sono sempre duplici:
Mercoledì 21 settembre ore 19 VEGLIA FUNEBRE;
Giovedì 22 settembre ore 11 FUNERALE

Nella foto sottostante inviatami da una cara fedele si vede la salma del confratello composta nella cappellina a fianco del Presbiterio. PN





lunedì 19 settembre 2016

Avviso ai visitatori

Su suggerimento di P. Nicola Galeno ocd, vi informo che da oggi, per chi desidera seguire Elena Rocca e Padre Gerolamo Graziano, ho creato due etichette, che troverete alla destra della home page (pagina iniziale) sotto le diciture ELENA ROCCA e PADRE GEROLAMO GRAZIANO. Chi invece volesse seguire tutte le pubblicazioni di Padre Nicola, non ha che da cliccare sull'etichetta (sempre nell'elenco delle etichette in prima pagina) il suo nome, ovvero Padre Nicola Galeno. 
Ci sembra che in questo modo possiate più agevolmente cercare quanto desiderate.
Buona lettura!
Danila Oppio



Padre Gerolamo Graziano della Madre di Dio (1545 - 1614)

Padre Gerolamo Graziano della Madre di Dio (1545-1614)

DIVAGAZIONI SU DI UN 4° CENTENARIO IN SORDINA (47)





ILLUMINAZIONI INTERIORI (03)

   C’è il detto: tutti i Salmi finiscono in gloria. Ma come finisce allora questo Diario tanto affascinante che ci ha fatti entrare nel vivo dell’ultimo quarto di secolo del 1500? L’immagine è quella del caro Confratello più carico di un somaro insieme al suo umile accompagnatore, essendosi azzoppati i muli nell’attraversamento di un ponticello pericolante. L’altro imprecava contro i diavoli che avevano orchestrato l’incidente; gli stessi che la notte prima lo avevano sbattuto giù dal letto... “Io però lo rimproverai per queste bizzarrie, invitandolo a mettersi sulle spalle sella e bisacce, mentre io mi caricavo tutto il resto delle mercanzie con molta fatica, perché dovemmo fare a piedi e sotto la pioggia più di tre leghe con tutto quel carico”.

Caro P. Gerolamo Graziano, non sono nulla quei chilometri fatti in mezzo al fango rispetto ai quattro secoli occorsi prima che tu venissi riscoperto, almeno da noi italiani. Ti siamo grati per averci svelato aspetti ignoti della fisionomia spirituale della nostra S. Madre Teresa, infondendo nel nostro spirito l’anelito di spenderci sempre e soltanto per la gloria di Dio.

 Con questo 16° Dialogo si chiude il tuo Diario (Peregrinazione di Anastasio).


Cirillo. – Allora ascolta quanto io conservo scritto di pugno dalla madre Caterina di Gesù, fondatrice del monastero di Beas, una delle maggiori sante dell’Ordine e che ha goduto più favori soprannaturali. In alcune sue lettere dice testualmente quanto stava sperimentando:
   “Stavo ascoltando messa e raccomandavo a Dio V. R. e le fondazioni. Mi parve che la santa Madre dicesse di riferirgli che non si separasse dal suo dito, e che non lo desse a nessuno finché fosse vivo, perché le sarebbe stato utile per aiutarlo nelle fondazioni ed in cose personali di V.R. proteggendolo ed aiutandolo alla virtù. La cosa fu talmente chiara, che mi sentii ansiosa di avere anch’io un’altra reliquia della nostra (Santa) Madre”.

   Anastasio. – Occorrerebbero molte risme di carta per narrare tutto quanto mi è capitato con questo dito che tagliai più di ventisette anni fa e porto con me. Ma va’ pure avanti.
  
Cirillo. – Nel medesimo quaderno dice:
   “Per V.R. mi disse che riguardo alla pena che sente quando lo criticano di alcune cose, per esempio: che viene meno al suo compito perché è remissivo nel castigare, è troppo blando e gli manca brio per fare il prelato, che questo non gli dia pena, sebbene lo dicano, e non si affanni in cambiare la sua indole e modo di procedere, perché più facilmente si commetteranno errori che indovinare le cose; vada sempre avanti con l’abituale timor di Dio, perché in siffatta maniera si servirà molto Nostro Signore e si ricaveranno grandi guadagni; che lo prendano pure come vogliano. Per quanto concerne i castighi, scelga quello che più si avvicina alla carità ed al perdono, perché questo è il modo di fare di Dio, e con meno pubblicità e più segretezza nelle cose che riguardano il prossimo”.

  -  Nelle prediche si insista molto perché le confessioni siano ben fatte, perché questa è una cosa molto importante: infatti nulla brama tanto il demonio quanto di mescolare il veleno con la medicina.
   - E’ una cosa bruttissima che i confessori raccontino cosa alcuna di quanto avvenga in confessione: non si deve né raccontare né trattare sia il male che il bene appreso in confessione.
- Si ponga un freno al parlar male delle beate, perché ne esistono molte fra loro che sono anime molto gradite a Dio.
- Uno non disapprovi lo spirito col quale procedono gli altri: tutti possono azzeccare, ciascuno nel suo genere; sono molti i danni generati da questa critica vicendevole.
- Il Prelato non creda alla leggera a qualsiasi cosa scritta o detta riguardo alle mancanze dei propri sudditi; cerchi piuttosto di sospendere il giudizio finché non si sia ben informato.
- Si sforzi di introdurre in tutti i conventi la mentalità che non bisogna ricercare il benessere temporale alla stessa maniera dei secolari: si fidino di Dio e vivano nel raccoglimento, perché sovente accade (col pretesto del sostentamento della casa o del profitto delle anime) che si finisca poi per introdurre un’eccessiva comunicazione coi secolari con grande danno per gli spiriti.
- Il Prelato cerchi di acquisire per sé stesso e lo insegni ai suoi sudditi, che quando c’è da prendere una qualsiasi decisione grave, si ponga dapprima nel raccoglimento della preghiera, perché da questo comportamento escono solitamente dei buoni effetti.
- Il Prelato cerchi di fare il possibile per trovarsi presente alle fondazioni, e questo è importante per molte ragioni: tra le altre, per ovviare all’inconveniente che ne segue quando i sudditi fanno una fondazione: sono soliti infatti prendere proprietà delle case che fondano; capita perciò che nascano delle controversie e divisioni nelle quali si perde tempo, essendoci molte teste.
   - Nei nuovi monasteri di monache da fondare porti come priora colei che ha esperienza di governo (anche prendendola da un altro monastero), perché chi non ha quest’esperienza farà meno danno in un monastero già fondato che in uno da fondare ex novo.
   - La superiora da mettere nel monastero sia la più obbediente al Provinciale, perché così la casa farà progressi nell’obbedienza.
   - Insegni alle priore come allevare le proprie suddite staccate da tutte le cose esteriori ed interiori, e lo sia lei pure, perché sono spose di un così grande re come il Cristo.
   - Il Prelato non vada a fondare monasteri di monache senza avere alcun principio di sostentamento: le monache entrando non debbono aver molto bisogno dei secolari in modo da salvaguardare la stima dell’Ordine.
    - Cerchi di visitare personalmente i conventi e nel caso dovesse inviare qualcuno al suo posto, questa sia una persona umile, di esperienza e di spirito; deve stimare molto il Prelato, perché se non è, vorrà introdurre nuovi modi di governo, donde scaturisce un gran danno per l’Ordine.
   - Dovunque si trovi, il Prelato lodi la penitenza e riprenda gli eccessi nel vitto: purché non si danneggi la salute, la penitenza, l’austerità ed il disprezzo di sé aiutano sempre molto lo spirito.
   - E’ bene che non ci siano rielezioni di priori nei conventi di frati: anche se a volte è necessario rieleggere quanti hanno esperienza, la cosa più normale è che quanti sono stati Prelati tornino ad essere sudditi perché sappiano ubbidire ed umiliarsi, e grazie all’esempio di queste due virtù i fratelli ricavino un grande profitto; quando tornano ad essere rieletti, compiono ottimamente il loro ufficio.
   - Si osservi la norma che stabilisce gli esercizi spirituali ed il raccoglimento per alcuni giorni in vista del profitto delle anime.
   - Nel giorno del giudizio ai Prelati verrà richiesto un severo rendiconto, e molti di loro dovranno fare tanto purgatorio – ed alcuni di loro l’inferno – per i peccati altrui, anche se per i propri non vengono condannati

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi