AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare
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venerdì 7 novembre 2025

I DESIDERI DI ELISABETTA CATEZ lirica di Padre NICOLA GALENO OCD


Per non dimenticare: 9 novembre, memoria della consorella S. ELISABETTA DELLA TRINITA'.

Oltre tre decenni fa in Giappone volli sintetizzare nella lirica allegata i suoi 
                  DESIDERI PIU' PROFONDI.

Segnalo anche il collegamento al Sito dei Confratelli liguri per chi volesse conoscerla più dettagliatamente. PN




 

giovedì 12 dicembre 2024

SAN GIOVANNI DELLA CROCE SI FESTEGGIA IL 14 DICEMBRE 2014

 


GIOVANNI  DELLA   CROCE    179

Giovanni, che dell'anima cantasti

l'avventuroso idillio col Signore,

la fanciullezza tua fu costellata

da tanta povertà e puro amore...

*

Per aiutar la coraggiosa madre

tutto tu provi. E tenera la mano

su quei piagati corpi sai posare...!

Angelo di bontà sembri ai malati!

*

Umile chierichetto impari a stare

con adorante sguardo sull'Altare...

Parte di là la lucida scintilla,

che vocazione accende nel tuo cuore!

*

Ed a Medina l'abito ricevi

dell'Ordin del Carmelo. E la tua viva

intelligenza apprende quel sapere,

che rigoglioso scorre a Salamanca.

*


Eppure la tua anima, assetata

di cristallino Amore, cerca ansiosa...

L'occhio risolutore di Teresa

ti dona la certezza che tu brami!

*

Ora la scelta è fatta e della Croce

Giovanni tu divieni! Là a Duruelo

fra tanta povertà nasce il Carmelo

maschile teresiano. E tu sei faro!

*

Le vocazioni accorron. La tua mano

sa con sapiente tocco temperare

quegli sfrenati zeli...E tuttavia

sempre tu sei severo con te stesso!

*

Quando Teresa vuole per le figlie

sue una direzione illuminata,

cade su te la scelta. E con paterna

ed umil dedizione l'opra svolgi.

*

Inopinata giunge la tempesta.

La conventual prigione di Toledo

Lascia un profondo solco nel tuo spirto,

che libero si volge verso l'alto...

*


D'ogni terrena cosa distaccato,

scopri l'Amor supremo che trasforma

l'umile creatura nell'Amato...

E spirituale un Cantico zampilla!

*


E nella Notte oscura, sol guidato

da quella Fiamma viva che ti strugge,

l'ardimentosa fuga sai tentare...

E delle consorelle il cor esulta!

*

L'anima, che desia avventurarsi

sul periglioso mar dell'orazione,

é titubante... Chiede al Padre i lumi,

che sì copiosi il cuore suo rinserra.

*

Nascon così quell'opere infuocate

d'Amore, che dell'anima il cammino

illustrano...Soltanto chi contempla

sì da vicino il Cristo ha competenza!

*

Tu, che qual premio chiedi di soffrire

e d'esser disprezzato per il Cristo,

senti pesante abbattersi la Croce,

che un giorno sì dal vivo hai disegnato...

*


Davvero nulla sa chi per il Cristo

non sa soffrire! E il corpo tuo piagato

diventa un olocausto profumato...

Ormai l'Amore ha tutto consumato!

*

La campanella chiama a mattutino

i confratelli...E il volto tuo diviene

ora radioso! Gli occhi tuoi contemplan

il Cristo ed i suoi Angeli nel Cielo!


(Tokyo 25/9/1993), Padre Nicola Galeno


venerdì 9 agosto 2024

9 agosto - Ricorrenza di Santa Teresa Benedetta della Croce (EDITH STEIN)




POTETE LEGGERE SUL SITO DI PADRE NICOLA GALENO

 QUANTO LA RIGUARDA:https://teresadelcarmelo.blogspot.com/

http://steresa.altervista.org/teresa2024.htm

Intanto pubblico il video della canzone di Franco Battiato, dedicata ad Edith Stein. 


venerdì 1 settembre 2023

SANTA TERESA MARGHERITA REDI la memoria liturgica ricorre oggi 1° settembre nell'Ordine Carmelitano

 


Anna Maria Redi nasce ad Arezzo (Italia) il 15 luglio 1747. È la seconda di tredici figli; salvo il primogenito e i cinque morti in tenera età, tutti gli altri si consacrano a Dio. Ha un’infanzia molto felice, in cui risaltano la pietà, il desiderio di santità e la compassione verso i poveri.
A nove anni è inviata a Firenze nel Collegio di Santa Apollonia delle Benedettine dove, dal 1756 al 1763, riceve un’accurata educazione. A 14 anni è ormai diventata una giovane responsabile e affabile, che si fa voler bene da tutti.
Sente la chiamata alla vita religiosa e progetta di entrare dalle Benedettine. Ma dopo una conversazione fortuita con un’amica che sta entrando al Carmelo, Anna avverte la vocazione carmelitana, che prima non apprezzava. Esce dal collegio per maturare la sua decisione. Al compimento dei 17 anni comunica la propria scelta: tutti rimangono sorpresi e dispiaciuti, in particolare le Benedettine del collegio.
Il 1° settembre 1764 entra per un periodo di prova nel monastero delle Carmelitane Scalze di Firenze. Poco prima di terminare il postulandato, esce per essere operata al ginocchio, senza sapere se sarà riammessa.
Rientra e veste l’abito carmelitano il 10 marzo 1765, facendo il proposito di vivere pienamente l’orazione, l’obbedienza e il silenzio. Professa il 12 marzo 1766 con il nome di Teresa Margherita del Cuore di Gesù.
Di temperamento focoso impara a controllarsi e a vivere un’ammirabile fedeltà sin dagli inizi. A partire dalla sua entrata al Carmelo, approfondisce la relazione di un reciproco aiuto spirituale con suo padre. Vive pure una grande amicizia con una sorella della comunità, per aiutarsi e impegnarsi ad essere migliori.
La conoscenza del latino l’aiuta a comprendere i testi biblici e liturgici; si diletta nel recitarli costantemente, volendo vivere la Regola del Carmelo che chiede di “meditare giorno e notte la Parola di Dio”. Ha una speciale simpatia per alcuni testi di san Paolo, come: “la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio”. A volte sembra stordita, quando, per esempio, è tutta sorpresa per le meraviglie della creazione; le altre monache invece pensano che soffra di malinconia. Solo dopo la morte comprenderanno la santità di questa giovane carmelitana.
Ha sempre in mente Cristo Crocifisso, “capitano dell’amore” che tiene alto lo “stendardo della Croce”. Dagli Esercizi del 1768 fa il proposito di amare sempre, in ogni sua azione, e di mantenersi unita alla volontà di Dio.
È perseverante nei piccoli servizi alle sorelle e non ammette mormorazioni o critiche. Esclama costantemente: “Dio è amore”. Vive in continuo rendimento di grazie: “Chiunque non crede e non osa avvicinarsi a Dio, provi quanto è buono e generoso il nostro amorosissimo Dio”.
Nell’esercizio della carità è squisita. Dai primi giorni si offre per prendersi cura delle consorelle anziane ed inferme perché vi vede Gesù Cristo. Nominata aiutante infermiera è molto richiesta dalle ammalate, anche quelle più difficili, ivi compresa una monaca demente e aggressiva che tutte temono, mentre lei la accudisce con grande pazienza e senza lamentarsi.
Alla fine della vita, patisce grandi aridità nella preghiera. Sperimenta ripugnanze, insensibilità, timori, tentazioni e repulsioni alla pratica delle virtù. Ma intensifica la fede con l’abbandono confidente in Dio, la recita dei salmi, di frasi bibliche o semplicemente con la giaculatoria: “Padre buono”.
Amante della lettura sin da piccola, al termine della sua vita riesce a leggere solo santa Teresa.
Muore di appendicite il 7 marzo 1770.
Nel 1806 la Priora e le monache di S. Teresa di Firenze tentarono di promuovere la beatificazione della mistica pubblicando una biografia. Fu canonizzata dallo stesso papa Pio XI il 19 marzo 1934, che la definì “neve ardente”. La memoria liturgica ricorre il 7 marzo (il 1º settembre per l'Ordine carmelitano).

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi