martedì 3 marzo 2026
martedì 11 febbraio 2025
CICLO SUL SACRO SPECO DI SUBIACO foto e didascalie poetiche di PADRE NICOLA GALENO OCD
Ciclo sul Sacro Speco di Subiaco
L’IMPONENTE ABBAZIA 10914
La ripida salita tutto cela…
All’improvviso par si squarci un velo
e tu compari, figlia della roccia!
A questo sì provato pellegrino
dopo le troppe nebbie della terra
si schiude per incanto il Paradiso!
(Ferrara 6-6-2008), Padre Nicola Galeno
IL CRISTO PANTOCRATORE 10915
O Cristo, non disdegni di mostrare
quella ferita al cor, da tutti vista
qual segno di disfatta sulla terra…
Eppur tu reggi sempre l’universo
sapendo unir sapienza sconfinata
a sommo Amor, capace di perdono!
L’EVANGELISTA GIOVANNI 10916
Evangelista ben simboleggiato
dall’aquila che sa librarsi in alto
toccando pur le cime inesplorate,
sapesti farci entrare nei misteri
di quel superno Amore che ci salva!
MADONNA E SANTI 10917
Vergine, il Precursore si delizia
di contemplar l’amato Pargoletto
quasi affrettando i tempi dell’annuncio
del sospirato nostro Salvatore!
SOTTO LA CROCE 10918
Quanto vorrebbe il cor poter ridare,
gli splendidi colori a quest’affresco,
Vergine, che contempli il tuo Figliolo
spirato nel donar a te Giovanni
e a tutti noi mortali il suo perdono!
LA DOMENICA DELLE PALME 10919
Par l’asinello dir alla sua mamma:
“Guarda che festa fanno al Salvatore!
La storia non dimentica i giumenti
che seppero salvar il Pargoletto
dalle crudeli mani d’un monarca
ed or affida loro l’alto ruolo
di presentarlo come vincitore
a questa Città santa d’Israele!”.
S. BENEDETTO NELLA GROTTA 10920
Il giovinetto sembra contenere
a stento l’esultanza del suo cuore,
sapendolo dimora dell’Eterno!
LA STRAGE DEGLI INNOCENTI 10921
Il sadico monarca par mostrare
col dito dove voglia lui colpire
le vittime d’un odio che la Storia
rabbrividire fa dalla vergogna…
LA DORMIZIONE DELLA VERGINE 10922
I barellieri posano devoti
la portantina innanzi a quel drappello
d’annunciatori indomiti del Cristo
perché godere possano l’incanto
di questo dolce sonno di Colei
che par gioire già col Figlio in Cielo!
LA MADONNA DEI FIORI 10923
Vergine, il Pargoletto vuol mostrare
d’essere grandicello, stando in piedi
sulle ginocchia d’una tal Regina
fragrante come i fiori che lei porge,
quasi invitando tutti a riscoprire
nel Figlio il vero fior dell’universo!
PIETRO GUARISCE LO STORPIO 10924
Mirabile parola: non tintinna
il soldo sospirato, ma la linfa
di vita inusitata! Vien guarito
l’infermo al dolce nome del Signore!
LA FLAGELLAZIONE 10925
Cede Pilato sotto l’incalzante
vociare della folla, consegnando
alla flagellazione l’innocente
Agnello del riscatto universale…
LA STRETTA VALLATA 10926
Torno per un istante a contemplare
questa vallata stretta che si stende
dinanzi al core tutto trepidante…
Un navigante sembro, assai restio
all’abbandono dell’amato porto
per affrontare rotte sconosciute…
NOLI ME TANGERE 10927
Quanto vorrebbe il cor di Maddalena
il giubilo mostrar, ancor bagnando
i piedi del Maestro col suo pianto!
Avevano il sapor di pentimento
allora le sue lacrime… Pervase
or son di gratitudine perenne!
I FONDATORI SUL CALVARIO 10928
La Vergine trasmette a Benedetto
la dolce eredità del suo Figliolo…
Scolastica sprofonda nella gioia
sentendosi figliola di Maria!
LA CENA FRATERNA 10929
Cena desiderata con ardore
dal core di Scolastica, già conscia
dell’imminente appello dell’Agnello!
E l’anima d’entrambi si dischiude
a lode sconfinata del Signore!
IL CRISTO PORTA LA CROCE 10930
Un Cristo dignitoso si sobbarca
il peso della Croce, accomunato
a malfattori… L’uno sempre impreca,
l’altro profondamente s’interpella
su tanta nobiltà del Nazareno!
IL DIALOGO CON LA MADRE 10931
Col pugno forse vuole questo sbirro
intimidir la Madre di quel reo…
Ma lei non si sgomenta e le sue mani
protende verso il Figlio qual conferma
di sintonia con la sua Passione!
IL BACIO DEL TRADITORE 10932
Evita il traditore quello sguardo
profondo del Maestro nel timore
d’arrendersi dinanzi a tanto Amore…
L’ANNUNCIAZIONE 10933
Vergine, ti sussurra il Messaggero
i fulgidi disegni di salvezza
su te riposti dall’Onnipotente…
E tu benigna doni quell’assenso
che svincolare sa la dolce speme!
L’ADORAZIONE DEI PASTORI 10934
Vergine, ti commuove la prontezza
degli umili pastori nel venire
per riverire il nato Bambinello,
che nella mangiatoia si dimena
cercando la migliore posizione
per contemplar di Mamma lo splendore!
L’ADORAZIONE DEI MAGI 10935
Vergine, sei ripiena di stupore
per questi tre stranieri ardimentosi
che seppero le dune del deserto
e tanta indifferenza superare
pur di venir ai piedi del Bambino,
in lui vedendo il Figlio dell’Eterno!
LA GLORIFICAZIONE DELLA VERGINE 10936
Vergine, quest’angelico concento
ti fa davver rivivere l’incanto
di quella Santa Notte di Betlemme…
Tutto parlava allor di povertà.
Ora trionfa la regalità!
S. FRANCESCO 10937
Umile fraticello che disarmi
tutti con la potenza delle piaghe
del Cristo sempre impresse nel tuo corpo…
IL CRISTO MORTO 10938
O Cristo, ti presenti a noi piagato
senza dir nulla: parlano da sole
le assurde trafitture dei mortali…
Come vorremmo con la dolce Madre
lavarti le ferite, profumando
il tutto con il bacio dell’Amore!
ADDIO, SACRO SPECO 10939
Amo guardarti ancora, caro Speco,
ove di Benedetto respirai
la sete insopprimibile di Dio…
Vederti abbarbicato a quella roccia
come farebbe un bimbo al sen materno
rinsalda la certezza dell’Amore!
(Ferrara 6-6-2008), Padre Nicola Galeno
venerdì 7 febbraio 2025
IL PROFUMO DEI MARTIRI - TESTO E FOTO DI PADRE NICOLA GALENO OCD
IL PROFUMO DEI MARTIRI
Spiccioli di Pensieri: 66
Forse non tutti sanno che Oita sarebbe dovuta diventare la prima diocesi cattolica del Giappone, contando il maggior numero di fedeli, se non fosse scoppiata agli inizi del 1600 quella terribile persecuzione che avrebbe impedito al Vescovo nominato di mettervi piede. La nostra isola del Kyushu è considerata per eccellenza quella dei martiri.
Qualche decennio fa un sindaco cattolico di Oita si diede da fare per adornare la città con statue commemorative dell'impegno anche culturale e filantropico dei primi missionari gesuiti. Molte sono collocate lungo il viale che passa davanti al Palazzo della Prefettura. Chi arriva alla stazione ferroviaria di Oita nell'uscire si trova davanti la gigantesca statua di Otomo Soorin, il samurai che si fece battezzare tirandosi dietro anche buona parte della popolazione.
Ai confini di Akeno, grosso insediamento a sud est di Oita che ospita moltissimi lavoratori di una delle piu' importanti acciaierie del Giappone, fu ricavato il Parco dei Martiri, chiamati con la vecchia denominazione di Kirishitan (cristiani). C'ero stato l'ultima volta sette anni fa in occasione della celebrazione annuale alla quale partecipa anche il Vescovo. Solo che andandoci in macchina le salite non mi avevano particolarmente impressionato... Bisogna effettivamente andarci in bici per provare qualche piccolo martirio!
Dopo il temporale di ieri l'aria si è alquanto rinfrescata, anche se l'umidità è alle stelle. Parto verso le 6, come al solito senza meta fissa ed allungando volutamente il percorso per non rifare strade già fatte. Seguo praticamente questo principio: puntare sempre verso dove vedo piante molte alte, perché sicuramente nei paraggi ci saranno dei templi.
Arrivo così quasi alla foce del fiume Oita, attraverso il suo ultimo ponte e poi prendo tutte le stradine che portano verso il mare. Trovo però di fronte a me questa barriera insormontabile dell'acciaieria che si è mangiata tanti chilometri di lungomare. Unico pregio: il viale che le corre davanti ha un larghissimo marciapiede tutto alberato. Uno si accorge del ciclopico complesso solo ogni chilometro quando sulla sua sinistra incontra gli ingressi per dipendenti e camion. Il canale, che scorre tra l'acciaieria ed il viale a due carreggiate di tre corsie ciascuna, collega direttamente al mare. Ad un certo punto infatti comincio a vedere ormeggiati parecchi battelli.
Giunto al fiume Otozuru-gawa debbo ricredermi di una cosa. La continuazione degli insediamenti industriali al di là del fiume non fa più parte dell'acciaieria, ma è praticamente una delle più grosse raffinerie dell'isola. Anche qui debbo apprezzare il notevole sforzo ambientale. Il tutto viene praticamente nascosto da un immenso parco.
Io in genere viaggio sempre senza orologio. Mi regolo col sole per le ore, mentre ricorro a quelle delle tante scuole per i minuti. Comunque mi si sta formando un orologio interiore automatico: la sete. Mi comporto come un neonato: quattro poppate nelle prime due ore, facendo fuori la lattina della bibita. Poi tocca alla bottiglietta dell'acqua. E così queste bevute cadenzano di mezz'ora in mezz'ora il mio cammino.
Marcio già da tre ore e mezza e pertanto mi infilo sulla pista ciclabile di questo fiume Otozuru-gawa, che non può permettersi di rivaleggiare con quello che scorre sotto di noi. Essendo sulla sommità dell'argine, posso adocchiare subito eventuali tetti di templi. E difatti debbo deviare tre volte per accontentare la sete di nuovo della mia macchinetta digitale. L'ultimo tempio merita veramente, anche perché un cartellone riporta la toponomastica religiosa della zona, segnando non solo i luoghi di culto buddista e shintoista, ma anche cattolico. Non vedo infatti segnato il Parco dei Cristiani?
Debbo solo proseguire per uno o due chilometri lungo il fiume e poi prendere la strada a destra per Akeno. Comincio a sudare al pensiero che Akeno si trova su di una delle colline più vaste di Oita. È proprio quella che vedo svettare alla mia destra... Mi preparo quindi a scendere per la prima volta dalla bicicletta, avendo sinora accuratamente evitato qualsiasi inutile salita: davvero non voglio deludere i miei concittadini martiri!
Per precauzione domando al primo distributore. Il giovane sembra non conoscere nemmeno il posto e questo mi preoccupa alquanto... Ma la donna sulla cinquantina mi rassicura: il Parco si trova al termine della salita, che non è poi così tanta. La ringrazio per questa bella notizia. Nemmeno a pensarci di rimanere in sella per via della pendenza...
Salendo e sudando, cerco di consolarmi dialogando coi miei martiri: "Certo che il mio martirio è ben poca cosa: consiste solo di... sudore! Ma il fatto che i quaranta chilometri odierni vengano coronati da questa visita a voi mi fa sentire meno misero... A diecimila chilometri di distanza qualcuno leggendo questa cronaca penserà sicuramente a voi, impegnandosi ad essere maggiormente testimone del Cristo nella vita d'ogni giorno!".
Scorgo finalmente questa benedetta indicazione, mi infilo nello stretto sentiero pavimentato di accesso e mi trovo davanti al grande rilievo in pietra che ritrae una famigliola inginocchiata nell'atto di guardare il Cristo in alto più che il samurai ed i carnefici pronti ad eseguire la condanna...
Tutti e tre hanno la corona del rosario infilata tra le mani giunte. Dai vestiti si capisce subito che sono dei poveri contadini, ma vi confesso che in questo momento il povero sono io che li sto fotografando...
AI MARTIRI DI OITA 7.444
Guarda impassibil la scena il potente:
quanto disprezzo lui prova per questi
sudditi rozzi che credon nel Cristo...
Un degli sgherri con far minaccioso
pare affrettare l'abiura che salva...
Quanta fermezza negli occhi di mamma!
Con fede somma lei guarda la croce
spoglia che attende le vittime care!
Pur il bimbetto si sente un coraggio,
che par gli venga dall'umil corona
di quel rosario che pende dal braccio...
Anche due sgherri restano perplessi
dinanzi all'ostinato Genitore,
che vuol condurre suo figlio al martirio...
Chi mai sarà l'ignoto Salvatore?
Gli occhi terreni solo la potenza
vedon dell'armi... Quelli della fede
pur nella morte scorgono il conforto
del Cristo che la croce trasformare
seppe in potente mezzo di salvezza!
....................................................................................................
Oita 3-8-2004
Padre Nicola Galeno
L’INGRESSO AL PARCO DEI MARTIRI
LA FIEREZZA DELLA BICI DAVANTI AL MONUMENTO
IL SAMURAI ED I SUOI SGHERRI
ALTRI SGHERRI
IL CRISTO CHE ADDITA IL CIELO
LA FAMIGLIOLA DEI MARTIRI
IL FIGLIOLETTO
IL PAPA’ COL FIGLIOLETTO
LA LAPIDE CON LA STORIA DEI MARTIRI
PARTICOLARE DELLA LAPIDE
PARTICOLARE DELLA LAPIDE
ULTIMO SALUTO AI MARTIRI
..................................
(Aggiustamento fotografico)
(Legnano 7-2-2025), Padre Nicola Galeno



