AFORISMA

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(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

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lunedì 20 luglio 2026

PADRE NICOLA GALENO NELLA BELLEZZA DI DIO testimonianza di Marta Montanari Titonel


PADRE NICOLA GALENO  NELLA BELLEZZA DI DIO

Chi dona la propria vita al Signore, desiderando con ardore di incontrarlo faccia a faccia e vivere eternamente nella Sua ineffabile  Bellezza, affina nella vita terrena uno sguardo di Cielo  anche verso  tutto ciò  che ci circonda.

Padre Nicola Galeno aveva un modo di usare la parola “creatura”, nel colloquiare o nello scrivere, che era così traboccante di significato che non potevi restare indifferente.

Come lo conobbi, notai subito come il Padre usava le parole: con una capacità di sintesi senza sbavature  che mi lasciava stupita e incantata; ero costretta a fermarmi ad ascoltare … e ascoltare vuol dire “scavare” … pregare … contemplare ...

Mi sono anche chiesta come facesse, da dove attingesse tanto talento. 

Certamente il Signore lo aveva dotato di capacità eclettiche imprevedibili e di una intelligenza decisamente superiore che non sempre veniva compresa da chi era “distratto”;   non ti faceva però mai pesare il suo sapere perché a sua chiave di volta era la grandissima fede in Dio, la preghiera, la meditazione e la contemplazione incessanti. Come sacerdote si è speso senza riserve, da missionario quale era. Somministrava i Sacramenti, passando anche lunghe ore in confessionale anche se con la vecchiaia era aumentata la sordità e che, unita alla frequente afonia, lo costringevano ad uno sforzo fisico e di attenzione che lo sfiniva.  So tuttavia che in tutta la sua vita è stato sempre disponibile a confessare chiunque glielo chiedesse, qualunque fosse la circostanza.

Lo vidi per l’ultima volta il venerdì 26 luglio, un giorno prima che andasse in Cielo, era consunto nel corpo ma la sua mente e il suo cuore erano lucidissimi  e mi confessò il suo  dolore perché per un disguido mi pare di orario, il giorno precedente non aveva potuto concelebrare; lo consolai, come faceva con me quando, per interminabili riunioni di lavoro, non mi era possibile partecipare alla Messa e mi diceva: “Marta, c’è la Messa di desiderio!” .

Con tutto il cuore e il desiderio che il buon Padre Nicola ci stava mettendo, era come se, quell’ultima concelebrazione  non solo l’avesse iniziata ma continuasse…

In quell’ultimo incontro per il quale non mi stancherò mai di ringraziare lil Signore per la sua bontà, il Padre Nicola parlò degli argomenti di cui sempre discorrevamo.  Mi commosse tanto perché non si preoccupava della sua salute ma piuttosto delle varie coincidenze dei treni che avevo dovuto affrontare nel viaggio per arrivare a Legnano e mi disse che la prossima volta dovevo venire in macchina con il suo carissimo amico Giancarlo Bianconcini che abita a Fontanelice, poco lontano da Imola.

Che gioia aprire la posta e scoprire ogni giorno, per tanti anni che cosa il suo cuore generoso condivideva.

In un periodo storico in cui in Occidente viviamo una spaccatura tra i fedeli e un clero che diminuendo numericamente diviene meno accessibile, il Padre Nicola era controcorrente, c’era sempre!  Non so come facesse, certo aveva il valentissimo aiuto del suo Angelo Custode.  L’appellativo “Padre” gli calzava proprio benissimo e mi riempie di soddisfazione quando lo pronuncio!

Amava i santi, i mistici in particolare, dei quali amava meditare la spiritualità.

Per anni ogni sera meditava anche S. Agostino nella versione latina.

Quanti santi di ogni dove ed epoca, mistici, santi carmelitani  mi ha fatto conoscere!

Quando, per esempio, il mondo si interrogò sul Beato Carmelitano Scalzo Fra Lorenzo della Risurrezione e su “La pratica della presenza di Dio”, che per il Papa Leone XIV era stato decisivo per la sua scelta di diventare sacerdote, Padre Nicola mi aveva già mandato molto tempo prima una lunga e commossa versione lirica dello scritto di questo beato...

Quando gli chiesi delle apparizioni di Nostra Signora di Akita in Giappone, mi raccontò la sua forte esperienza poiché, dovendo fare da interprete a un sacerdote, aveva parlato per la prima e unica volta con la veggente, una Suora giapponese che lo toccò profondamente nell’anima per la grandissima umiltà, semplicità ed estrema povertà.

Padre Nicola ha anche il merito di essersi adoperato instancabilmente per far riscoprire ai più la figura della mistica imolese, Elena Rocca, stigmatizzata e morta per l’epidemia di Spagnola nel 1918 a soli 26 anni.

Promotrice dell’Adorazione perpetua in città, Elena amò profondamente S.Teresina di Lisieux conosciuta attraverso la lettura di “Storia di un’anima” e la divulgò con magnifici frutti di santità (quali l’Istituto S. Teresa del Bambino Gesù a Imola)

Io gli feci invece scoprire la Venerabile imolese stigmatizzata Teresa Gardi (1769- 1837), terziaria francescana e anima vittima, devotissima della ”sua avvocata” S.Teresa d’Avila che le appariva per  indicarle la  volontà del Signore. 

Il Padre Nicola stupito per questa scoperta che coinvolgeva la Santa Madre Teresa, immediatamente traspose in versione informatica alcune fonti cartacee rarissime e le divulgò. A tre anni di distanza un’anziana signora che abitava a Modena e discendente della Gardi, inviò una lettera per il Vicepostulatore in cui dichiarava che “da tre anni recitava tutti i giorni le preghiere composte da Teresa Gardi, che aveva scoperto perché un certo Padre Nicola Galeno le aveva pubblicate su un blog...per cui aveva ottenuto tre grazie” di cui seguiva la descrizione.

Il Padre aveva la capacità di infondermi tanta pace e desiderio della Bellezza di Dio.

Sicuramente era una persona molto originale che sapeva essere molto arguta e spiritosa. Mi piacque subito quando mi spiegò che con il passare degli anni aveva capito che per parlare del Signore e col Signore le parole erano così misere che l’unico modo che riteneva lontanamente possibile era nella forma della lirica.

Sia chiaro: il suo non era assolutamente un divertimento ma un bisogno interiore, un bisogno dell’anima!

Certo ha anche composto qualche strambotto ma che era finalizzato a eventi particolari della vita quotidiana che documentava anche con i suoi preziosi scatti fotografici e commentava perché non cadessero nell’oblio.   Particolari i ricordi di fatti e persone inerenti la vita carmelitana, per la quale ci vorrebbe un capitolo a parte per la loro importanza.

Padre Nicola poi nel convento di Milano era stato lo stretto collaboratore del Padre che si occupava della stampa cattolica. 

Quante volte mandandomi un testo, premetteva “dimmi cosa ne pensi...Ci ho messo tutta l’anima” esattamente com’è accaduto per la recente meditazione lirica che in un unico testo raccoglie tutti i brani del Vangelo che ci fanno conoscere S. Giuseppe e che ha voluto fosse letta al suo funerale dal confratello e amico, il Padre Giuseppe Agosteo al quale l’aveva dedicata per l’onomastico pochi mesi fa.

La trascrizione lirica aiutava il Padre a piantare nel suo cuore la Parola del Signore.

La Bibbia non è forse ricca di testi poetici, dai Salmi al sublime Cantico dei Cantici?  La lirica poi è proprio di casa tra i grandi santi carmelitani!

S. Giovanni Paolo II con l’approssimarsi del terzo millennio scrisse come primo documento la magnifica “Lettera agli artisti” perché scrive il Papa, “nessuno meglio di voi artisti , geniali costruttori di bellezza, può intuire il pathos con cui Dio all’alba della Creazione guardò all’opera delle sue mani...” 

Un altro aspetto che ritengo primario della personalità di Padre Nicola, che mi stupiva e mi commuoveva profondamente era proprio che, anche se parlava di argomenti vari, alla fine arrivava sempre al Signore e mi accorgevo che lui di fatto viveva costantemente i suoi giorni, come se partecipasse a tutti gli eventi della Bibbia come persona fisicamente presente: era a Betlemme per adorare il Salvatore, a Betania nella casa di Marta e Maria, era seduto ai piedi del Signore ad ascoltare le Beatitudini  ma soprattutto era sulla strada del Calvario e contemplava il dolce Signore orribilmente martoriato e il cuore trafitto della Mamma Celeste che amava immensamente. 

Il Padre offriva ardentemente e nascostamente sacrifici al Signore che aveva preso su di sé il peccato del mondo! E’ la Scientia Crucis carmelitana. Il Padre, letteralmente si “inabissava” in questi “insondabili Misteri” (sono espressioni sue).

 Quanta sofferenza ha patito nella sua vita il povero corpo del mio caro Padre! 

Leggendo il Diario scritto dal Padre minore francescano, Francesco da Bologna che era stato confessore della venerabile Teresa Gardi per 35 anni, in cui annotava le esperienze mistiche e le sofferenze che quotidianamente aveva, mi disse candidamente, con umiltà e stupore che anche lui pativa tutte quelle sofferenze, fatta esclusione ovviamente delle stigmate.

Poi tutto si compiva nella gioia della Risurrezione e Ascensione per cui era proiettato con tutto sé stesso al Paradiso.

Sull’amore alla Madonna ci sarebbe da scrivere moltissimo, non per niente era un Carmelitano e aveva voluto che quel suo dolce nome fosse nel nuovo nome che lo identificava nel suo essere e nei suoi desideri appunto come “Padre Nicola della Vergine del Carmelo”,

Il Padre era arrivato progressivamente a recitare quello che chiamava “il Rosario perpetuo”, nel senso che lo recitava praticamente in continuazione, pochi giorni prima di morire mi scrisse “porto lo scapolare di giorno e di notte e il Rosario ce l’ho frequentemente in bocca”.

Il Padre si svegliava anche di notte per comporre bellissime serenate alla Vergine e al Bambinello o altre bellissime liriche alla Madonna, spesso ricorrendo ai fiori che amava moltissimo perché immaginava che fossero ciò che della Creazione si era conservato più integro e li rendeva protagonisti di colloqui e lodi sempre diverse alla Madonna e al Signore.

Infine voglio fare solo un cenno alla fantastica pinacoteca e biblioteca d’arte che si era costruito negli anni grazie alle fotografie che aveva scattato soprattutto da quando era passato all’’uso della macchina fotografica digitale e aveva iniziato a servirsi del computer. Una raccolta da fare invidia a qualunque Storico dell’Arte.

Anche qui il Padre Nicola dava un suo taglio tutto personale.

L’arte non gli interessava affatto come compiacimento astratto o legato a pesanti riferimenti storiografici. Lui cercava l’Arte Sacra, l’Arte Cristiana.  Di qualunque forma di espressione: dall’amatissimo Lorenzo Lotto, al ricamo a punto croce o al disegno dei bambini perché, in modo diverso, esprimevano sentimenti e valori che gli toccavano il cuore a lode di Dio.

Penso che qualunque artista, parlo di quelli veri, si sentirebbe onorato di vedere le proprie opere abbinate ai commenti lirici del Padre.

In questa pinacoteca del cuore figurano anche i suoi fini disegni eseguiti soprattutto a china e a penna ..., poi era passato all’uso di programmi di grafica per realizzare disegni coloratissimi di cui molti erano dedicati anche ai bambini che lo intenerivano sempre tanto e lo facevano ridere di cuore, per accostarli alle vite dei Santi. Come ho detto, Il buon Padre Nicola non si dimenticava mai di nessuno!

Voglio concludere con la lirica “138.122 Il Cuore Immacolato di Maria” che il Padre Nicola mi inviò il 14 giugno 2026, dieci giorni prima di volare Paradiso.

Così mi scriveva nella lettera: “ E’ la fotografia lirica della mia situazione attuale”.

Tutto a maggior gloria di Dio.

In fede,

Marta Montanari Titonel

Imola, 15 luglio 2026

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sabato 11 luglio 2026

UN RICORDO DI PADRE NICOLA GALENO di ALESSANDRA GIUSTI

Mi chiamo Alessandra Giusti, sposata Leveque

ho sessantasette anni; milanese, abito da tanti anni in Valle d’Aosta nel paese di mio marito. Mia mamma conobbe Padre Nicola nel 1981, quando egli insegnava religione nella stessa scuola elementare milanese dove ella era maestra. Tra lui e i miei genitori scattò un’immediata simpatia e comunione di idee; nel 1984 mio marito e io avemmo la possibilità di conoscerlo anche di persona, dopo averne tanto sentito parlare. Si instaurò anche con noi un ottimo rapporto e successivamente, dopo la nascita di nostra figlia, anche con lei. Rapporto che è continuato fino alla scomparsa del nostro Amico, e che continuerà fino a quando ci ritroveremo di Là. Avrei da raccontare tanto in merito a Padre Nicola, a partire dal momento in cui ebbi la fortuna di conoscere la sua amata mamma Concetta, che, quando il figlio andava a trovare, non mancava mai di portare in visita da noi. Ho potuto conoscere, anche se solo telefonicamente, anche la cara sorella Nicoletta, nonché, negli ultimi anni, di persona il fratello Beppe. Conobbi anche l’amico di sempre, Padre Vincenzo Prandoni ed altri Confratelli. Avrei tanto, ripeto, da raccontare. La corrispondenza, dapprima cartacea poi tramite email, tra Giappone, terra di Missione del Padre, e Italia, nonché quella dai vari monasteri e conventi dove visse Padre Nicola in Italia. Ho tanti suoi scritti, sia in prosa che in poesia; di lui mi ha sempre colpito il desiderio di essere partecipe delle sofferenze e dei lutti di amici, familiari e Confratelli tramite scritti poetici a corredo di opere d’arte sacra. Una forma di preghiera per quelli che ne sono stati destinatari e che hanno apprezzato. Tra di essi il ricordo commosso delle Suore della Congregazione delle Missionarie del Lieto Messaggio di Pontremoli (MS) e delle Monache Benedettine di Milano. Per quanto riguarda me e la mia famiglia, desidero narrare un solo, ma splendido, episodio. Nel 2023 mia figlia perse, alla fine del nono mese di gravidanza, la bambina che aspettava. Era sana e bella; sconosciute le cause. Padre Nicola ci fu vicino con delicatezza e seppe dirci parole di profonda fede e conforto. La nostra bambina divenne la sua; mi confidò che si rivolgeva a lei nei momenti di maggior difficoltà a causa della salute e la invocava affinché intercedesse per lui presso la Madonna, quale piccolo Angelo. Penso che basti questo a testimoniare la profonda fede del Padre e la sua sensibilità, se ce ne fosse bisogno. Adesso siamo noi a chiedere a lui di intercedere per noi, ancora pellegrini in terra. A Dio, Padre Nicola!

Alessandra e famiglia


martedì 21 gennaio 2025

MEMORIA DI SUOR MARIA CECILIA DELL'ANGELO CUSTODE

 

IN MEMORIA DI SR. MARIA CECILIA DELL’ANGELO CUSTODE  133.081

 

(Monastero di Sassuolo, 1942-2025)

 

Cara Sorella, che volesti al nome

di Battesimo unir quello di chi

fino al martirio continuò a cantare

l’appartenenza al Cristo dolce sposo,

scegliesti per cognome chi ti venne

dall’Eterno affidato qual custode.

In tempo non ho fatto ad inviarti

quest’omaggio poetico. Più bello

ti sembrerà nel leggerlo già in Cielo!

 

(Legnano 20-1-2025), Padre Nicola Galeno



(S. Maria dei Servi a Bologna)


IL QUADRO DELL’ANGELO CUSTODE    8689


Angelo premuroso, sai guidare

i passi dell’inerme fanciulletto,

conscio che gli innocenti sempre attraggon

lo sguardo compiacente dell’Eterno!


(Legnano 28-6-2006), Padre Nicola Galeno

 



 

In memoria di FRANCESCA DI MODUGNO, cugina di Padre NICOLA GALENO OCD

Padre  Nicola Galeno OCD ricorda la cugina Francesca Di Modugno







 

mercoledì 20 settembre 2023

VISITA AL CIMITERO MONUMENTALE DI LEGNANO (MI) - foto e didascalie poetiche di P. NICOLA GALENO OCD

Ciclo su Visita al Cimitero Monumentale di Legnano (MI)

LA VERGINE ORANTE   124.077

É bello nell’andar al Cimitero

trovar il dolce viso di Maria,

che subito t’invita alla preghiera.


            PADRE CARMELO STUCCHI            124.078

Eri il Decano ormai della Provincia

e nel lasciar Legnano ti consoli:

“Dal Cielo vedrò meglio il mio Giappone!”.

IL MOSAICO DEL CRISTO   124.079

Soltanto Tu potevi presentarti

qual vera Via, Vita e Verità!

PADRE GABRIELE MATTAVELLI   124.080

Avresti certamente preferito

morire circondato dai fedeli

di quella terra d’Africa diletta...

IL MOSAICO DELL’INCONTRO CON LA MADRE   124.081

Volevo certamente risparmiarti,

Madre, siffatta vista, ma tu sempre

sei massimo conforto sulla terra!

PADRE MASSIMO DAL PIAZ   124.082

Tu fosti Massimo non sol di nome,

anche di fatto: con voce tonante

sapevi pur il diavolo fugare!

IL MOSAICO DEL CRISTO   124.083

Tu sei principio e fine d’ogni cosa.

E’ bello viver sempre insieme a te!

PADRE VINCENZO PRANDONI   124.084

A Bologna, Milano e infine a Parma

sapesti quale Parroco operare,

curvandoti paterno sovra tutti!

IL MOSAICO DELLA MADONNA COL BAMBINO   124.085

Il Bimbo fra le braccia della Mamma

andrebbe in capo al mondo, pur sfidando

il tempestoso mare della vita!

IL MOSAICO DELLA CROCIFISSIONE   124.086

Signore, nel guardarti avverto sempre

un indelebil cruccio dentro il cor...

Perché non feci nulla per salvarti?

IL MOSAICO DELLA PIETÀ   124.087

Ritrovi, dolce Figlio martoriato,

dopo gli orrendi strazi della Croce

un tenero giaciglio su di me!

IL MOSAICO DEL BACIO AL CROCIFISSO   124.088

Croce, sol tu potevi diventare

strumento della nostra Redenzione.


Dolce Maestro, possa questo bacio

farti dimenticar quello di Giuda!


(Legnano 19-9-2023), Padre Nicola Galeno


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi