AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Oltre a questi e-book, l'autrice Danila Oppio ha pubblicato altri libri, la cui copertina è visibile sempre alla destra della home-page.

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 10 novembre 2012

IL RACCONTO PIU' BELLO DEL MONDO


 (avvento)
Beato Angelico: Annunciazione

C’era una volta…

Una bellissima e buonissima ragazza, la più bella e buona ragazza del mondo. (No, non sto parlando di Biancaneve! Quello è il personaggio di una fiaba, mentre la storia che sto per narrarvi è un fatto accaduto veramente).
Un giorno, un bellissimo giovane apparve all’improvviso a Maria, (questo il nome della fanciulla) e le disse qualcosa che la emozionò e anche preoccupò un poco. Le confidò che avrebbe avuto un Bambino, dono del Cielo, il cui Padre era Dio stesso.
“Oh! Caspita! Ma chi sono io per essere stata scelta, tra tutte le giovani donne, a essere madre del Figlio di Dio?”
“Sei quella che il Signore ha prescelto fin dall’eternità!” Disse l’Arcangelo Gabriele, perché proprio di lui si trattava.
“Ah, se è così, allora sia fatta la Sua volontà! Ma che nome dovrò dare a questo Bambino?"
“Lo chiamerai Emanuele Gesù, che vuol dire “Dio è con noi”.

Raffaello: Sposalizio di Maria e Giuseppe

Maria si sposò col suo fidanzato Giuseppe, che fu avvisato dallo stesso Gabriele della futura straordinaria maternità di Maria. Vissero a Nazareth, in Palestina. 
Mentre si recava a Betlemme, per il censimento (che è un po’ come la registrazione all’anagrafe degli abitanti del luogo), Maria capì che il suo bambino stava per nascere quando erano nei pressi della città. Giuseppe bussò a tutti gli alberghi del luogo, ma erano occupati. Allora, poiché si faceva notte, Giuseppe condusse Maria nel ricovero degli animali da trasporto che erano asini, buoi e forse anche cammelli! (oggi potrebbe essere paragonato al garage delle auto  poiché a quei tempi non c’erano automobili, treni o pullman! ).
Lì nacque il Bambino. Bellissimo! Una grande luce illuminava la Famigliola, e un coro di Angeli circondava il luogo della straordinaria nascita, cantando:
Giotto: Nascita di Gesù
“Gloria a Dio nell’altro dei Cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama”.
Il breve racconto finisce qui, ma solo perché ho deciso di farlo finire qui io, in realtà è un racconto lunghissimo, che non finisce mai. Ci penseranno i sacerdoti, i Padri, le suore e le catechiste a raccontarvelo un po’ alla volta, poi quando lo avrete imparato bene, sarete voi a raccontarlo, da grandi, ai vostri figli e nipoti, perché la mia impressione, ma spero tanto di sbagliarmi, è che adesso non si usi più parlare di Gesù in famiglia.
Ho scritto nascita straordinaria, poiché Gesù l’Emanuele non solo era l’unigenito figlio di Dio (parolona difficile? Vuol dire unico, il solo Figlio naturale di Dio), ma perché attraverso Lui, tutto il mondo fu salvato. Come? Questo lo imparerete frequentando il catechismo e leggendo il Vangelo, che è il Libro Sacro che parla della Storia di Gesù Cristo, figlio di Dio e di Maria, e così conoscerete quante cose belle e straordinarie ha fatto Gesù nella sua breve vita…ed il fatto più straordinario, è che lui è ancora Vivo tra noi. Come? Cosa state dicendo? Ha….ho scritto “nella sua breve vita” e ora vi sto raccontando che vive ancora? Allora è lunghissima la vita di Gesù, addirittura eterna! Si è così, ma tutto questo lo ascolterete dalla voce delle vostre catechiste…
Andare a catechismo non è una fatica in più, un altro impegno oltre la scuola…è il modo migliore per conoscere Gesù, che è il nostro Amico più vero perché è l’unico che sappia amarci per quello che siamo, e anche quando ne combiniamo di cotte e di crude…lui ci amerà sempre.
Allora, dobbiamo attendere la Natività di Gesù con tanta gioia, preparando il presepio, ricostruendo con le nostre manine e con l’aiuto della mamma o del papà, dei fratellini più grandi o dei nonni, il luogo dove Gesù è nato…e ogni giorno recitare una preghiera anche inventata al momento da noi stessi, come per esempio; “Gesù, ti voglio tanto bene, sono contento che tu sia venuto tra noi, e vorrei tanto conoscerti meglio. Stammi sempre vicino, come io starò vicino a te!

 Danila Oppio                                                                                    





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