AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 11 febbraio 2012

IL PAESE DI FANTASIA - TERZO EPISODIO

SMILLA E GAVI ARRIVANO SUL PIANETA DEGLI UMANI:FINALMENTE SOLI. SOLI?

Gavi e Smilla, dopo che Fata Smorfiosa ha preso il volo verso paesi lontani, per qualche tempo se la spassano, raccogliendo origami, leggendo racconti e poesie, giocando a rimpiattino tra gli alberi blu, azzurri, rossi e gialli, ma poi si rendono conto che la vita fatta solo di divertimento, sarà bella, ma come un bel gioco, dura poco. Si guardano negli occhi, e poi Smilla torna a bomba:
-       Gavi, non ho abbandonato l’idea di scendere sul Pianeta degli Umani, e    gironzolare un poco alla ricerca di quelle luci che illuminano gli umani grigi!
-       Ancora ci pensi, Smilla? Dobbiamo aspettare che la seconda luna sia in linea con la prima. Allora sarà il momento in cui l’orbita del nostro Paese di Fantasia, si avvicinerà maggiormente al Pianeta degli Umani, poi scenderemo giù.
-       E quando sarà, questo momento?
-       Fammi guardare le coordinate spaziali….ecco, proprio stanotte!
-       Allora preparo una valigia, ci metto un po’ di poesie, di origami e racconti, e qualche dolcetto per non morir di fame!
I due amici aspettano la notte, fino a che le due lune si allineano, allora sono proprio vicini al Pianeta degli Umani, e saltano giù.
-       Ahi, che male, sono finita su qualcosa di duro, che sarà mai? E’ così buio….
-       Vieni vicino, Smilla, altrimenti ci perdiamo. Aspettiamo che arrivi l’alba e poi vedremo dove siamo finiti.
Trascorre la notte, e finalmente il cielo comincia a colorarsi di rosa, e si intravedono i primi contorni delle cose intorno. Si accorgono di essere finiti su di uno scoglio, vicino ad un mare verde-blu.
-       Come facciamo ad arrivare a riva,?  Io non so nuotare, Smilla!
-       Non ti preoccupare, ora le mie ali sono diventate forti, e posso portarti in volo fino a quella spiaggia laggiù, non è molto lontana.
Così Gavi  si stringe al collo di  Smilla,  ed in un batter d’ali, atterrano su una spiaggia che pare ricoperta di perle triturate. Poco dopo, si avvicina un bambino, che sta raccogliendo conchiglie che poi ripone in un secchiello rosso.
      -      Che posto è questo, piccolo?
Il bambino si ritrae, un poco spaventato, non aveva mai visto dal vivo degli esserini così strani, una ninfa con le ali e un elfo. Solo nei disegni dei suoi libri di favole aveva visto qualcosa di simile. Ma vivi e vegeti, e che parlano con lui, mai!
-       Questa è la spiaggia di Budelli. Siamo in Sardegna, nell’arcipelago della Maddalena. Non lo sapevate? Allora come ci siete arrivati, qui?
-       Volando, mio caro, non vedi che ho le ali, caro….come ti chiami?
-        Leo, ma da dove venite?
-       Dal Paese di Fantasia, ma ora vogliamo visitare il Pianeta degli Umani.
-       Tu sei un Umano? – Chiede Gavi, che di umani non ne aveva visto manco uno.
-        Si, sono un essere umano, ma piccolo, poi ci sono gli adulti, che sono molto più grandi di me!
-       Ora capisco perché, Leo, ci vedi e puoi parlare la nostra lingua! Solo i bambini, infatti, riescono a vedere gli elfi e le ninfe, gli adulti hanno perso la fantasia, e non vedono che ciò che vogliono vedere. A loro interessano solo il denaro, gli oggetti, il lavoro, i divertimenti, e tutto di corsa, senza fermarsi a guardare un filo d’erba che cresce, una conchiglia particolare, questa sabbia rosa, che pare venuta dritta dritta dal Paese di Fantasia! 
-       Ma signora fatina…
-       Non sono una fatina Leo, sono una ninfa dei boschi, e mi chiamo Smilla
-       Ma Smilla, anche sul Pianeta degli Umani ci sono posti bellissimi, che paiono di fiaba, come questo, dove i miei genitori mi hanno portato in vacanza!
-       In effetti è proprio un posto meraviglioso! Ma noi siamo venuti sul Pianeta per conoscere anche i tuoi genitori, gli adulti che non credono più alle fiabe…
-       Tra poco arrivano, sono andati a fare una bella nuotata, mentre io raccolgo tutte le conchiglie che riesco a trovare, e poi mamma ne fa delle composizioni carine, da regalare alle amiche.
-       Brava mamma! E’ bello usare i doni della natura per creare oggetti carini!

A quel punto, ecco i genitori di Leo, che escono da quell’acqua tanto trasparente, e tutti grondanti, prendono il loro accappatoio e si asciugano, soddisfatti della nuotata in quell’acqua di cristallo.

-       Ciao Leo, quante conchiglie hai trovato? Ti sei annoiato?
-       No, mamma, ho raccolto tantissime conchiglie per te, e poi vedi, ho trovato due amici.
-       Quali amici, Leo, io non vedo nessuno!
-       Ma non li vedi? C’è Gavi, che è un elfo, e Smilla, che è una ninfa dei boschi! Sono arrivati sul nostro Pianeta dal Paese di Fantasia, e vogliono conoscervi. Noi abbiamo già fatto amicizia!
-        
La mamma guarda il papà, con un’espressione perplessa. Ed il papà si gratta la testa, ancor più preoccupato. Il loro Leo è un visionario, oppure si è inventato questi amici, perché troppo solo.
 
-       Senti, Leo, ma davvero i tuoi amici sono ancora qui? Non sono per caso già
andati via?
-       No papà, sono qui, non li vedi seduti sul quel sasso sulla sabbia? Non vedi che belle ali ha Smilla, tutte colorate e luccicanti? E Gavi, con quella giacca verde ed i calzoni rossi?
-       Povero bimbo, deve aver preso un’insolazione!
 Dice la mamma al papà, e intanto tocca la fronte a Leo, per assicurarsi che non abbia la febbre.
-       Mi pare fresco, allora cosa sarà mai questa storia?
-       Mamma,  ti ricordi quando eri piccola, e credevi nelle favole?
-       Si, me lo ricordo, caro, ma ora credo solo a ciò che vedo, ed io non vedo un bel niente!
-       Che peccato, mamma, non sai cosa ti perdi! Sono così belli e simpatici, questi miei nuovi amici!
-       Va bene, Leo, ora proverò a parlare con loro!
La mamma cerca di assecondare il piccolo, per non irritarlo, e allora si avvicina al sasso, che Leo le ha indicato, e finge di parlare con quegli esserini.
-       Ciao, sono la mamma di Leo, vi piace questo posto? Non è un luogo splendido?
Smilla e Gavi rispondono all’unisono, ma la mamma di Leo non vede e non sente nulla. Allora Smilla estrae dal suo cestino un origami meraviglioso, tutto colorato e pieno di poesia e lo porge alla signora, infilandoglielo tra i capelli d’oro.

-       Cosa mi è caduto in testa? Non sarà mica qualche schizzo di gabbiano?
-       Lasciami guardare – dice il papà di Leo, e carezzandole i capelli,  trova un origami colorato, fatto come fosse un fiore di loto. Lo apre, e vi trova scritta questa poesia:
-       I desideri sono perle preziose
-       Una volta divenuti realtà
-       Non sono più che fogli
-       Di carta appallottolata
-       Gettata nel cestino.
-       Come i bambini
-       Che desiderano un giocattolo
-       Lo sognano, insistono
-       Lo vogliono tra le mani
-       E quando l’hanno avuto
-       Dopo i primi momenti
-       D’infantile stupore
-       Resta nell’angolo relegato
-       Perduto ormai
-        il suo primitivo
-       Splendore.
-       Come la fantasia
-       Chiusa in un baule
-       Insieme a vecchi
-       Giocattoli rotti.
Appena mamma e papà finiscono di leggere queste strofe, i loro occhi mettono a fuoco qualcosa, sopra quel masso, prima vedono solo due ombre, poi tanti colori, infine si accorgono di Smilla e Gavi.
-       Avevi ragione, Leo, ora li vediamo anche noi i tuoi amici, pensi che possano parlare con noi?
-       Provaci, mamma, prova papà, dite loro qualcosa…
-       Ciao Smilla, ciao Gavi, avete qualche impegno? Volete venire da noi? Il nostro Leo sarebbe molto felice di ospitarvi, ha una cameretta grande, c’è tanto posto…
-       Si, veniamo volentieri, ma ci fermeremo per poco. Il dono che abbiamo fatto a voi adulti, di poterci vedere e parlare con noi, dobbiamo donarlo a tutti gli uomini grigi, così che possano vedere i colori, i nostri colori fantastici, che avevano dimenticato dall’infanzia, quando i loro occhi, come i vostri, sono stati accecati nella notte dei pensieri, e dalle preoccupazioni dei giorni, e hanno perduto l’innocente sguardo dei bambini.
-       Leo prende in braccio i suoi nuovi amici, e tutto contento si avvia con i genitori verso casa; Smilla offre i suoi dolcetti specialissimi a tutti,  e così cantando e ridendo, arrivano fino alla fine della strada…. E qui finisce anche la storia!
                                                                    THE END

-        
-        


4 commenti:

  1. Queste creature, cesellate da te, Danila, mi sa tanto che conoscono gli umani meglio di tantissimi di quella terra che non vogliono abitare.
    E sono arrivati anche in Sardegna, nel paradiso di Budelli, sola incantata, chi sa se Gavi e Smilla si faranno incantare.
    Brava anche nelle favole, Danila, complimenti
    gavino

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  2. Grazie Gavino! non so se Gavi e Smilla si tratterranno sull'Isola di Budelli, da come finisce la storia, hanno in mente di raggiungere altri lidi..ancora non mi hanno confidato quali, ma spero di riuscire a farmelo dire quanto prima!!! E lo sapremo nel prossimo episodio!

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  3. A me questo terzo episodio è piaciuto tantissimo, lo giuro, ero là, su quella spiaggia e naturalmente
    vedevo tutti. Erano loro che non mi vedevano, tutti presi dalle novità: Smilla e Gavi
    da una parte, Leo e i suoi genitori dall'altra.
    Devo spezzare una lancia a favore degli umani. Non è che pensano solo a lavorare
    e a divertirsi e non sognano più, hanno semplicemente sostituito il sogno con la
    realtà e talvolta è così dura, le difficoltà così tante che il tempo passa, passa e
    non trovano più dove hanno riposto i sogni. Avevano detto che ci sarebbero tornati,
    all'inizio se lo sono detti ogni giorno, ogni sera, ma ogni giorno e ogni sera la stanchezza
    diventava più forte, il bisogno fisico di rilassarsi indispensabile. E ogni giorno e soprattutto
    ogni sera si dicevano: Vorrei tornare là, dai miei sogni e lasciarmi prendere, so che ci sono
    ancora, ma sono così stanco, non voglio sciuparli, sono così irritabile, non voglio arrabbiarmi
    con loro. Chissà, magari quando avrò imparato meglio il mio mestiere, quando guadagnerò tanto
    da poter pensare a avere una famiglia e una casa, quando i figli saranno grandi e autonomi,
    quando sarò in pensione, potrò tornare.
    Ciao, con affetto, Angela

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  4. Bel commento, Angela, ti ringrazio! Sai, lo scopo di questa storia è insegnare ai "grandi" a stupirsi ancora delle piccole cose e, soprattutto, di non smettere di sognare. Proprio perché la vita a volte è dura, difficile, piena di preoccupazioni, c'è bisogno di un po' di fantasia! E i bimbi a volte sono i soli ad aiutare i grandi a non perderla: infatti, gli adulti leggono le favole ai loro bambini, e non il contrario! Così facendo, ritornano un poco bambini anche loro! Ciao Angela, affetto ricambiato in toto!

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Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi