AFORISMA

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

domenica 31 marzo 2013

I PASTICCIOTTI E LE UOVA DI CIOCCOLATO

I Pasticciotti sono tornati alla carica, ed io ringrazio infinitamente le creatrici di queste storie molto divertenti: Storie di Francesca Buraschi, illustrazioni di Cecilia Buraschi
Via Provinciale 58, 44034 Cesta (FE) | Contattaci (e-mail)http://pasticciotti.it/#


A Regnodorato è arrivata la Primavera e i Pasticciotti, nonostante il bel tempo, continuano a lavorare senza concedersi un attimo di riposo. Pasqua è ormai alle porte e bisogna decorare le uova di cioccolato, infornare le colombe, preparare le pastiere, far lievitare le pizze pasquali. Insomma, come al solito, in pasticceria c'è molto lavoro da sbrigare e il telefono squilla in continuazione.
A Caramello e Crostatina è stato assegnato il compito di occuparsi delle uova di Pasqua: servendosi di appositi stampi, i due fratelli devono plasmare il cioccolato fuso, fino a che questo non assume la forma di un uovo vero e proprio. Alcune uova saranno più grandi, altre più piccole e, a seconda delle richieste, i giovani pasticceri useranno il cioccolato al latte, il cioccolato fondente oppure il cioccolato bianco, con o senza aggiunta di mandorle.
Quando le uova sono pronte, Crostatina le decora con lo zucchero colorato e le avvolge nel cellophane trasparente, di modo che i meravigliosi disegni apposti su di esse siano ben visibili a tutti. Le uova di Pasqua occupano un intero angolo della pasticceria e ogni bambino che entra in negozio si precipita in quella direzione per scegliere l'uovo dei suoi sogni.
Ma la mattina di Pasqua, i Pasticciotti entrano in negozio e notano con stupore che... le uova sono sparite! «Che storia è questa? Dove sono le nostre uova?» domanda incredula Crostatina. «Ehi, qui c'è una carota... .e c'è anche un biglietto...», mormora stupito Caramello.
Mamma Meringa raccoglie da terra uno strano bigliettino e inizia a leggerlo:
«Accidenti!», sbraita Papà Babà, «ci voleva anche questa! Un coniglio ha preso in ostaggio le nostre uova!». «Il grosso del lavoro, però, è stato fatto e abbiamo venduto un sacco di dolci. Che ne dite di chiudere il negozio per questa mattina e di divertirci qualche ora all'aria aperta?», chiede Mamma Meringa al resto della famiglia. «Umm...», brontola Papà Babà, «... va bene! Dopotutto è Pasqua e ci meritiamo un po' di riposo anche noi!».
Mamma Meringa riprende la lettura del bigliettino e si sofferma sul primo indovinello:
«Non è un re ma ha la corona? Ehi, quel coniglio ci sta prendendo in giro! Che buffonata mai è questa?», brontola stizzito Papà Babà. «Ma Papà, si tratta ovviamente di una metafora. Per risolvere gli indovinelli bisogna fantasticare un po'», spiega Crostatina. «Esatto!», annuisce Mamma Meringa. «Mhmm... vediamo...», sussurra Crostatina, «dobbiamo pensare ad un animale che canticchia soprattutto alla mattina e ha in testa qualcosa che sembra una corona...».
«Il Gallo!», urla a squarciagola Caramello. «Ottima intuizione, figliolo!», si complimenta Mamma Meringa. «Il gallo ha la cresta, che può sembrare una corona. Ed è il primo animale che canta al sorgere del sole. Presto, dirigiamoci verso il pollaio!».
L'allegra famigliola, dopo aver preparato i cestini per un pic-nic pasquale, esce dalla bottega e si incammina verso il pollaio in cui vivono Mamma Gallina e Papà Gallo. «Salve Papà Gallo, è per caso passato di qui un Coniglio?», chiede Papà Babà. «Chicchirichì, certo che sì!», risponde Papà Gallo canticchiando, «e ha lasciato un biglietto per voi proprio qui, chicchirichì».
Papà Gallo fa passare il bigliettino tra i buchi della rete del pollaio e Mamma Meringa, dopo averlo srotolato, inizia a leggere il secondo indovinello:
«Ohibò! Questa volta si tratta di un fiore...», balbetta Papà Babà, sempre più coinvolto da questa singolare caccia al tesoro. «Bravo Papà! Un fiore giallo e alto... da cui si ricava un olio...», riflette Caramello a voce alta.
«Il Girasole!», grida Crostatina. «Brava cara, è proprio il Girasole: alto, giallo, amante del sole. E da questa pianta si produce un olio che ben conoscete anche voi: l'olio di semi di girasole», spiega Mamma Meringa. «Nonna Sfogliatina li coltiva nella sua serra e può darsi che alcune piante siano già fiorite. Andiamo a dare un'occhiata!», propone entusiasta Crostatina.
I Pasticciotti si dirigono verso la serra di Nonna Sfogliatina che, non appena li vede, si precipita verso di loro ancora in camicia da notte, farfugliando qualcosa di incomprensibile in merito ad un Coniglio. «Tranquilla nonna! Hai detto che un Coniglio è entrato nella serra?», le chiede Caramello. «Sì, mio caro, ho paura che mi abbia mangiato tutte le carote», risponde preoccupata la nonnina. «No, nonna, non ti angustiare. Quel Coniglio è così occupato a giocare che non ci pensa neanche un attimo a mangiare!»
Dopo aver rassicurato Nonna Sfogliatina, i Pasticciotti entrano nella serra e, proprio accanto al girasole più alto, trovano il terzo biglietto del Coniglio Pasqualino. Questa volta l'indovinello non è affatto semplice:


Papà Babà, sicuro di aver trovato la soluzione all'indovinello, grida: «È la lumaca!!!». Gli altri membri della famiglia lo guardano pensierosi. «Che c'è?», chiede Papà Babà perplesso, «Non va bene? La lumaca porta la sua casa sulle spalle e si muove lentamente...». «Hai ragione, Papà», gli risponde Crostatina, «... ma c'è anche un altro animale che si muove con lentezza e ha la casa sulle spalle... la tartaruga!».
«Brava, Crostatina! È questa la risposta giusta!», esulta Caramello, mentre Papà Babà si rammarica per non aver indovinato nemmeno questa volta. Mamma Meringa, invece, appassionata di documentari sugli animali, ne approfitta per insegnare qualcosa ai suoi ragazzi: «la risposta di Crostatina è giusta perché la tartaruga, a differenza della lumaca, può vivere fino a 150 anni. L'indovinello parla di un animale vecchio e rugoso, quindi direi che si tratta proprio della tartaruga. Proseguiamo per il laghetto, dove vive Adalgisa, una vecchia tartaruga amica di Nonna Sfogliatina.
Non appena i Pasticciotti arrivano al laghetto, Adalgisa, spaventata, si ritira dentro al suo guscio. «Ehi Adalgisa, vuoi un dolcetto?», le chiede Mamma Meringa, sapendo che la vecchietta ha un debole per i dolci alla frutta. Adalgisa, pian pianino, sporge la testolina e Crostatina le allunga un muffin alle mele.

Quando la vecchia tartaruga si è un po' tranquillizzata, i Pasticciotti le chiedono se ha visto passare di lì un Coniglio. Adalgisa annuisce e, dopo essersi ritirata nella sua casetta, fuoriesce nuovamente dal guscio allungando a Mamma Meringa un bigliettino, su cui è scritto il quarto indovinello:
«Dai, Papà, questa volta è facile!», gridano divertiti Caramello e Crostatina. «È un ortaggio verde e tondo contenuto in un bacello...», suggerisce Mamma Meringa a Papà Babà, che per una volta azzecca la risposta giusta: «È il pisello! E ce n'è un campo proprio dietro alla casa di Zio Amaretto! Presto, andiamo in quella direzione!». Arrivati all'abitazione dello Zio, questo li accoglie a braccia aperte e li accompagna nel campo di piselli. Ma le piante sono tante ed è davvero un'impresa trovare il biglietto del Coniglio.


Stanchi di cercare e anche un po' affamati, i Pasticciotti si siedono tra le piante di piselli per gustare i loro panini farciti e invitano al pic-nic anche Zio Amaretto. Ma proprio mentre stanno per stendere la loro tovaglia a quadri, ecco che tra l'erba spunta il bigliettino con l'indovinello finale



«Un altro animale... E questa volta sembra che il Coniglio stia parlando di un topo con le ali... che dorme appeso a testa in giù», mormora pensoso Caramello. «Il pipistrello!», grida Mamma Meringa. «Bravissima!», si congratula con lei Crostatina, «Ma... dove li troviamo i pipistrelli?»
«Dopo il campo, verso la collina, ci sono alcune grotte...», suggerisce Zio Amaretto. «E più di una volta, da quelle parti, mi è capitato di vedere dei pipistrelli che volavano in cerchio sul far della sera. Ora, essendo ancora giorno, staranno dormendo... appesi alle rocce e a testa in giù, proprio come dice il Coniglio!».
I Pasticciotti, dopo aver ringraziato lo Zio per i preziosi suggerimenti, entrano nella grotta più grande e, accolti dai ghigni dei pipistrelli, ritrovano tutte le loro uova! Caramello e Crostatina sprizzano gioia da tutti i pori: la caccia al tesoro è stata molto divertente e ora le uova di cioccolato sono in salvo... ma... dov'è il Coniglio?
Proprio in quel momento, da una roccia spuntano due orecchie di pelo bianco. «Coniglio Pasqualino! Esci di lì, non siamo arrabbiati con te», esordisce Mamma Meringa. «Dici davvero?», chiede il Coniglio, temendo l'ira del Pasticciotti. «Certo! E c'è una torta per te!», aggiunge Mamma Meringa.
Il Coniglio Pasqualino, goloso e rincuorato, esce dal suo nascondiglio e si avvicina saltellando ai Pasticciotti, che nel frattempo hanno preparato tutto il necessario per consumare finalmente il loro pic-nic. «E che torta mi avete preparato?», domanda curioso il Coniglio.
Mamma Meringa si avvicina al Coniglio e, dopo averlo guardato negli occhi, gli sussurra:
«La tua torta mangerai,
solo se l'ingrediente indovinerai.
Arancione è il suo colore
e dolciastro è il suo sapore.

Cruda, lessa o sbollentata,
sono un tubero, ma non sono la patata.
Non sono una zucca, non sono una trota,
il mio nome è... »
Il Coniglio Pasqualino, stupito dall'abilità di Mamma Meringa ma abituato anche agli indovinelli più difficili, risponde immediatamente: «La carota!»
«Bravo, Coniglio Pasqualino!», esultano i Pasticciotti. «E del resto, quale dolce avremmo mai potuto preparare ad un Coniglio, se non una torta di carote?».

I Pasticciotti, in compagnia del Coniglio Pasqualino, brindano alle uova ritrovate e, tra un sandwich ripieno e una fetta di torta, trascorrono la giornata in allegria, ripensando all'indimenticabile caccia al tesoro che li ha tanto divertiti.

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