AFORISMA

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(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

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sabato 6 luglio 2013

BEATO JAKOB GAPP

Il Santo della settimana

Beato Jakob Gapp
1897 - 1943
Jakob nacque a Wattens, un villaggio del Tirolo austriaco, suo padre era un operaio; al termine delle elementari frequentò il liceo francescano del Tirolo. Durante la Prima Guerra Mondiale fu ferito, fatto prigioniero sul fronte italiano e internato a Riva del Garda; per questo fu decorato con una medaglia d'argento al valore. Quando fu rilasciato al termine del conflitto e poté ritornare a casa entrò nella Società di Maria, una congregazione francese diffusa anche in Austria. Emise i primi voti emessi al termine del noviziato nel 1921 e fu mandato a completare gli studi dapprima all'istituto mariano di Graz  dove lavorò come insegnante e sacrestano per quattro anni. Nel 1925 i superiori lo mandarono in Svizzera a Friburgo  dove il 5 aprile 1930 venne ordinato sacerdote nella cattedrale di San Nicola. Tornato in Austria lavorò come insegnante e cappellano in varie Scuole Marianiste del paese. Erano anni in cui anche l'Austria era travagliata da una grave crisi economica aggravata da una preoccupante disoccupazione giovanile e da un'endemica povertà dei ceti popolari. Fedele a un suo detto: "L'azione è più importante della teoria" si distinse nel soccorrere i poveri andando incontro alle loro necessità più essenziali senza limitarsi a predicare il bene, ma a farlo, ad esempio d'inverno rinunciava a riscaldare la sua stanza e cedeva il carbone ai bisognosi. Al diffondersi del nazionalsocialismo, che anche in Austria trovò forti sostenitori, il giovane sacerdote comprese con chiarezza l'incompatibilità di quella ideologia con i principi cristiani e facendo propria l'enciclica del papa Pio XI, Mit brennender Sorge, ne predicava i contenuti durante le messe e negli incontri di comunità. Nell'ottobre del 1938, la Gestapo gli intimò di non insegnare più religione e di evitare di dire pubblicamente ai fedeli  una frase che infastidiva molto i nazisti: "Dio è il tuo Dio, non Adolf Hitler". Sebbene conscio dei controlli polizieschi p.Jakob Gapp non rinunciò alla sua denuncia e alla sua predicazione. I superiori, temendo per la sua vita, lo inviarono dapprima a Freistadt e poco dopo gli assegnarono l'incarico di vice parroco a Breitenwang-reutte, dove di nuovo gli fu impedito di predicare. Si rese necessario un nuovo spostamento, ma p. Gapp, sempre coerente, anche in una predica dell'11 dicembre 1938 a Wattens, difese Pio XI e si rifiutò di leggere i fogli della propaganda nazista. I superiori per evitare l'arresto sempre incombente lo aiutarono a fuggire in Francia nel gennaio del 1939, a Bordeaux fu cappellano e bibliotecario nella sede della sua congregazione che lasciò per rifugiarsi in Spagna nel maggio del 1939 lavorando nelle comunità di San Sebastian, Cadice e Valencia. Nei suoi spostamenti era sempre stato seguito dagli agenti della Gestapo che lo ritenevano un pericolosissimo nemico per la sua determinazione e la sua cultura. Per catturarlo venne pianificata un'azione che richiese una lunga e complessa preparazione: a Valencia durante il 1942 gli si erano presentate due persone dichiarandosi ebrei perseguitati  desiderosi di essere istruite nella fede cattolica e di ricevere il Battesimo. Col tempo p. Jakob diede loro la sua piena fiducia e in un'uscita in macchina del 9 novembre 1942 passò il confine franco-spagnolo con loro. I due, agenti della Gestapo, lo arrestarono  a Hendaye, in Francia, con una operazione che coinvolse anche il governo filo-nazista di Vichy. P. Jakob venne subito trasferito a Berlino e  il 2 luglio 1943 fu condannato a morte con l'accusa di alto tradimento in un processo sommario durato due ore. Il 13 agosto 1943 gli fu comunicato a mezzogiorno che la condanna sarebbe stata eseguita alle ore 19 per decapitazione. Era l'anniversario dei suoi voti. Il corpo non fu restituito alla famiglia, ma inviato all'Istituto Anatomico Biologico dell'Università e poi distrutto evitando così che gli si rendesse onore con la  sepoltura. In quel pomeriggio poté scrivere due lettere, una ai superiori, l'altra ai familiari in cui scrisse di considerare quel giorno come il più bello della sua vita. Dei suoi interrogatori Himmler, il comandante  delle SS, aveva voluto conoscere ogni dettaglio  e aveva concluso che se il nazismo avesse avuto uomini come Jakob Gapp si sarebbe affermato ovunque.

Roberto Arioli 

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