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mercoledì 30 gennaio 2013

GALLERIA D'ARTE: NORBERTO - BIOGRAFIA


Nasce a Spello,  in un borgo umbro intimo e raccolto, un pugno di favola e pietre che poi avrebbe continuato a raccontare nella maggior parte dei suoi dipinti, ambientati in deliziosi borghi medievali al confine tara il cielo e la matura della campagna. Non poteva nascere altrove Luigi Proietti, in arte Norberto, nel 1927. Non poteva che nascere in un luogo come questo uno dei più famosi pittori dell’arte naif conosciuto ad oggi in tutto il mondo per i suoi quadri popolati di operosi “fratini”.

La sua storia è un tragitto affascinante dalle origini umili fino alla scoperta di una creatività che lo avrebbe reso famoso. Norberto nasce in una famiglia di gente semplice , il padre mediava per la compravendita di bestiame commerciando anche grano e olivo e gestendo al contempo una modesta trattoria. La madre offriva il suo aiuto in trattoria e cuciva gli abiti per le prime comunioni. Piccoli espedienti per sostenere le esigenze economiche di  una famiglia numerosa di cinque figli ; esigenze che porteranno lo stesso Norberto ancora adolescente a recarsi presso lo zio romano a Trastevere ad apprendere il mestiere del sarto. Tornato a Spello nel ’51 apre una sua attività sartoriale, ma ben presto quella passione per il disegno che secondo i racconti lo spingeva ad abbozzare delle figure in punta di forbici, si traduce in qualcosa di più concreto. Dal seme di un esperienza del tutto fortuita sboccia una nuova strada da percorrere: quella dell’arte, che Norberto imbocca un giorno per caso lavorando per diletto con lo stucco lasciato da un imbianchino sul fondo di una tavoletta che andrà poi successivamente ad incidere e colorare generando i primi segni di una tecnica espressiva del tutto personale. E’ l’approccio con una passione che nel 1961, dieci anni dopo, diventerà una scelta definitiva e completa. Nel ’62 Norberto espone a Lussemburgo ed è consacrato definitivamente dall’olimpo dell’arte dalla presenza nei Festival dei due Mondi a Spoleto. 


L’arte di Norberto è stata collocata all’interno dell’arte naif , il maggiore promotore di questo movimento Cesare Zavattini, diviene in tal senso un convinto estimatore di Norberto e collabora per attribuirgli, l’Oscar  nazionale dell’arte “ingenua”, il premio Suzzarra nel 1971. Eppure l’etichetta del naif non comprende in modo totale l’arte di Norberto, è piuttosto preferibile parlare di un arte complessa che attinge anche  dalla tradizione primitivistica soprattutto durante la fase d’esordio.Ben oltre il terreno delle definizioni l’arte di Norberto è un mondo da scoprire.

Una lettura di dolci colline,  dalle tinte morbide e pacate così vicina allo spirito umbro che non può non colpire  per la sua aurea spirituale e assorta. La sua capacità di narrare un mondo piccolo, di monaci affaccendati, dentro un medioevo quasi metafisico, una bolla di spazio fuori dalle leggi del tempo che non è una categoria storica o filologica ma è piuttosto una categoria dell’anima. La visione rasserenante di questi paesaggi che concentrano armoniosamente la convivenza di due emisferi: l’emisfero della città e quello della campagna, creando un “luogo altro” sublimato. La cifra stilistica che in particolar modo caratterizza l’artista e che lo ha reso celebre in tutto il mondo sono i “fratini”. Figure piccole e attivissime che popolano come formiche operose i suoi dipinti, raccontando un mondo di preghiera e lavoro, di contatto con al natura e impegno manuale. La passione per i Fratini riconduce all’ammirazione dell’artista per San Francesco d’Assisi modello morale e intellettuale apprezzato per la sua capacità di cogliere l’intima bellezza delle cose nel rapporto con il creato, gli animali, la natura nel suo complesso. La semplicità dei monaci che si muovono in unadimensione domestica di mestieri, vita quotidiana e dedizione; evoca la favola di un mondo finalmente a misura d’uomo davanti alla quale non ci si può che sentire riconciliati con se stessi. 

Norberto si spegne nel suo amato borgo, a Spello,  il 9 agosto del 2009. 

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