AFORISMA

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Nostra Signora del Carmelo

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sabato 13 febbraio 2010

MADRE MARIA DI S. GIUSEPPE SALAZAR

Ho sempre pensato che dove si trova accoglienza, amore fraterno, dolcezza e attenzione, lì c'è Dio.Ho però sempre l'abitudine di andarmi a documentare,per trovare chi, più esperto di me, e soprattutto santo, possa meglio di me spiegare quello che con le mie povere parole, non riesco ad esprimere al meglio. 
Madre Maria di S. Giuseppe Salazar (1548 - 1603) una discepola di S. Teresa d'Avila, nel suo "Libro delle Ricreazioni" R II 28-29, così dice, in riferimento al pensiero della nostra Santa Madre:

"In questo periodo, dopo che la Nostra Madre aveva fondato i monasteri di Avila e di Medina del Campo ed era venuta a Toledo nell'anno 1568 prima di Quaresima insieme alle Madri Anna degli Angeli e Antonia dello Spirito Santo per la fondazione del monastero di Malagòn appartenente a Donna Luisa di La Cerda, vedendo e frequentando la Nostra Madre e le sue compagne, sentii che il Signore mi chiamava alla religione: esse con la loro vita e la loro conversazione ammirevole mi appianarono la strada rimuovendo ogni ostacolo. Ciò che mi determinò a seguirle fu la SOAVITA' e la GRANDE DISCREZIONE della nostra buona Madre.  CREDO VERAMENTE CHE SE COLORO CHE HANNO IL COMPITO DI AVVICINARE LE ANIME A DIO USASSERO L'ACCORTEZZA E L'ABILITA' CHE USAVA LA SANTA, NE AVVICINEREBBERO IN NUMERO MOLTO IU' GRANDE DI QUANTO NON FACCIANO. Poiché la nostra natura è portata a cercare la soddisfazione e fuggire la fatica, dipingere la virtù e il servizio di Dio come aspro e difficile, significa intimorire i deboli che NON HANNO PROVATO QUANTO E' SOAVE IL PATIRE PER CRISTO. Molto mi rallegrai al veder le religiose così sante, NON RANNUVOLATE E TRISTI, MA CHE MOSTRAVANO CON LA LORO GIOIOSA CONVERSAZIONE CHE L'ORAZIONE, IL RITIRO, IL SILENZIO E GLI ESERCIZI SPIRITUALI NON SIGNIFICANO MALINCONIA E DISPERAZIONE".

Se a quei tempi, parliamo di quasi cinquecento anni fa, c'era già quest'ottica nel presentare la gioia nella sequela di Cristo, oggi più che mai abbiamo il dovere di trasmettere la felicità dell'incontro con Lui!!
Il sorriso, l'allegria, la buona disponibilità d'animo, fanno meglio sopportare le piccole o grandi fatiche della nostra esistenza, e con l'aiuto di Gesù, il rapporto tra le persone, siano esse riunite in una congregazione, in un Ordine, in una comunità, che nella propria famiglia o nei luoghi di lavoro, diventa gioia esso stesso!!! 
Santa Teresa di Gesù l'aveva ben compreso, ed applicato nei suoi " piccoli collegi" dove vigeva il delicato suggerimento della Santa Madre, di non farsi coinvolgere in pettegolezzi, in inutili gelosie, ma di guardare alle sorelle più deboli spiritualmente, con sguardo amorevole.
L'esempio (questo lo aggiungo io, ma balza evidente dagli insegnamenti di S. Teresa) a volte val più di molte parole, e trascina gli altri ad agire di conseguenza. Mi pare che sia ben spiegato da suor Maria di S. Giuseppe, quanto in lei stessa sia nata la vocazione, proprio attraverso la dolce allegria della nostra Santa Madre!!!

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