AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 8 maggio 2013

VERGINE - CALICE DI DIO


 Vergine, il Padre ha fatto del tuo ventreun calice di immacolatezza
dove il Figlio ha avuto la gioia di incarnarsi
attraverso il fuoco d’amore dello Spirito.

Tu hai rivestito Dio
con la tua carne purissima
e il tuo sangue palpitante.

Vergine, sei stata portatrice
della prima Eucaristia: il Figlio di Dio
in corpo, sangue, anima e divinità.

Tu: accoglienza di Dio,
generatrice di Dio,
donatrice di Dio agli uomini. Gesù
è carne della tua carne, vita della tua vita
perché tu e Dio avete sempre vissuto
in simbiosi d’amore.

Vergine e madre, ognuno di noi, adesso,
può concepire dentro di sé il tuo Gesù
per farlo diventare nostro Gesù,
ed è un’immacolata concezione dentro la stalla della nostra miseria
resa anch’essa calice del Santo.

Tu sei la madonna del magnificat: la tua volontà
è veramente buona
perché sei incarnazione della volontà del Padre.

La Sua acqua viva
sgorghi anche dalla nostra roccia
in fonte zampillante.

Grandi cose ha fatto per te colui che è potente,
ma dopo te, la sua potenza
ci raggiunge tutti.

Gli innamorati di Dio

 Vengono dall’aver ricevuto la Comunione con una faccia estatica, grondante adorazione, pace, sorriso. Sono capitata nel passaggio e per quanto Gesù mi si faccia sentire forte e io abbia urgenza di chiudere gli occhi per restarmene immersa in lui, lo spettacolo di questi innamorati di Dio è delizioso: una sfilata di carismatici che hanno appena ricevuto il donatore di tutti i doni e se lo tengono stretto come una mamma si stringe il bambino appena nato, il figlio unigenito e bramato.
Passa Orlando rosso, deliziato, non posso tenermi dal mormorare: <Sei cotto, eh?>. <Uh…> fa lui chinando la testa in un sì adorante. Passa Mirella che mi ammicca e si porta un dito alla guancia, girandolo come a dire che Gesù è saporito. Passa Angela, che io chiamo mammina perché è lei che mi è invitata a far parte del gruppo, con un sorriso angelico davvero sulla larga faccia. Marisa ride apertamente di gioia e Franca sta finendo di sciogliersi in adorazione tutta curva al suo posto.
Cantiamo come colombe che gemono d’amore, che volano intorno al nido, che infine vi si poggiano stanche, candide, trasparenti: Maranathà, vieni Signore! Sono le nostre anime a cantare così, a vagheggiare il Dio che si dona, a donarsi, a loro volta, in totalità d’amore.
Pregare insieme, adorare insieme, in armonia, lodare insieme è il dono più grande che mi ha fatto il rinnovamento nello Spirito. Gesù ci si fa sentire insieme, allora non conta più il tempo che passiamo in preghiera, non avvertiamo il freddo, la stanchezza, il mal di testa, staremmo a braccia alzate, a cuore alzato, ad impetrare adorare col desiderio di non dover più dormire, mangiare, niente, è la sete del cielo, è toccare il cielo e riempirsi di luce per andare subito dopo, come gli apostoli usciti dal cenacolo, a predicare a tutte le genti: <Cristo è veramente risorto. Alleluia>.
Se desiderassimo restare sempre nel cenacolo non saremmo apostoli, quindi cristiani, ma nel cenacolo desideriamo sempre tornare per rinnovare ogni volta l’esperienza della Pentecoste.
Gli abbiamo chiesto il carisma della preghiera comunitaria e Gesù ce l’ha dato vederci, guardarci, vuol dire entrare subito in preghiera di lode. L’altra volta con Franca volevamo pregare, ma non potevamo parlare perché ridevamo di gioia: < Stai a vedere che ci è arrivato un carisma nuovo> ho detto con le lacrime agli occhi. Due bambine contente, tanti bambini contenti, che poi regalano Dio agli altri come Mosé disceso dal monte.
Abbiamo anche chiesto a Gesù la sete eucaristica e la sete di apostolato. Ci ha esauditi: Anna mi ha confidato che l’altra sera, alla Comunione, le batteva il cuore come se volesse scoppiare, non ne poteva più, poi suo marito, geloso, voleva sapere cosa avesse fatto in quell’ora. In quanto a Gesù certo non può essere da meno della sua creatura e l’altro giorno, mentre Anna bolliva il latte per i figli, le ha fatto capire: <Vedi? Così l’anima si solleva e il cuore bolle>.
Una sera a messa sono arrivata alla Comunione che stavo impazzendo dal desiderio di Dio, certo nella messa carismatica è facile provare queste cose perché c’è la preghiera prima e una liturgia prolungata che fa vibrare gli amanti assetati prima di unirsi all’amato. Forse avrò aperto io poco la bocca, forse padre Giuseppe avrà lasciato l’ostia bagnata nel sangue di Gesù prima del tempo, fatto sta che era sulle mie labbra, già ne provavo il sapore e la delizia e poi non c’era più, abbiamo guardato per terra, niente, sentivo un calore e il viso che mi si faceva sempre più scarlatto, infine una signora del gruppo ha detto che forse era finita sotto la scarpa di padre Giuseppe e così lui ha sollevato il piede e abbiamo raccolto Gesù da terra, ho visto bene che era sporco ma non ho pensato né esitato. L’ho preso mi sono comunicata con le mie mani anche se padre Giuseppe, con molta delicatezza, mi sussurrava di non mangiare quell’ostia, evidentemente aveva intenzione di consumarla lui. Se Gesù voleva che io lo amassi immensamente di più da quel momento in poi c’è riuscito.

 Domenica Luise

Se volete, potete trovare le lodi a Maria, relative ai giorni precedenti del mese di Maggio, nel link qui sotto, e quelle future, sempre allo stesso link. Domenica Luise è persona luminosa, insegnante di lettere in pensione, poetessa e scrittrice oltre che pittrice, ha scritto le sue esperienze spirituali nel sito di cui ho inserito il link, denominato Il tesoro sommerso

2 commenti:

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Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi