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domenica 2 settembre 2012

GALLERIA D'ARTE: FRANCESCO VECELLIO

Tiziano Vecellio
LA STORIA DELLA FAMIGLIA
Non si tratta di un errore! 
Il grande pittore Tiziano, aveva un fratello maggiore, di nome Francesco, e tutta la famiglia Vecellio, originaria del Cadorino, era dedita all'arte pittorica.

Dall'enciclopedia Treccani: 
VecèllioFrancesco. - Pittore (Pieve di Cadore 1475 circa - ivi 1560 circa), fratello e seguace di Tiziano e suo stretto collaboratore. Lasciò opere in varie chiese del Veneto; tra queste, maggiore autonomia di stile si riscontra nelle portelle d'organo (1530) di S. Salvador a Venezia.

Vecellio Tiziano . Pittore nasce a Piève di Cadore circa nel 1480  nel borgo alpino che fa parte della repubblica Veneziana. In giovane età si reca a Venezia dove è allievo prima di Gentile e poi di Giovanni Bellini


La grande famiglia Vecellio tra il XIII e XIV secolo ebbe come capostipite il notaio Tomaso di Pozzale di Cadore, mentre il cognome le derivò dal notaio Guecello o Vecello. 
I discendenti si distinsero tra i notai, ma tra di essi non mancarono dotti, funzionari, mercanti e soprattutto artisti: ben sette oltre ai due menzionati. 
Cesare Vecellio,  nacque a Pieve di Cadore da Ettore Vecellio attorno
al 1521 e fu, come afferma lo storico Celso Fabbro, secondo cugino di Tiziano. Pare che il fratello di quest’ultimo, il pittore Francesco, gli avesse dato le prime lezioni avanti che si trasferisse a Venezia presso la bottega del grande Maestro. 

Come si può notare, il cognome Vecellio venne "storpiato", poiché in origine pare essere stato Guecello o Vecello. 
Così accadde anche in seguito Francesco, la cui famiglia possedeva una impresa di legname, si stabilì per un certo tempo a Fonzaso, un paese a circa 8 chilometri da Feltre, per seguire gli interessi della famiglia.Tutto il Feltrino, come il Bellunese, erano sotto il dominio del Dogi veneziani. I suoi figli rimasero in zona, per mantenere l'attività familiare. e col tempo, i suoi discendenti videro anche loro "storpiato" il cognome in Vecelli,  e poi Viecelli per diventare definitivamente Vieceli. Coloro che compilavano manualmente i registri delle nascite, hanno sbagliato a scrivere i cognomi, fino a modificarli del tutto, ma la radice resta la stessa: dal latino "Via coeli", il significato del nome di famiglia non cambia. A testimoniare che tutti gli attuali abitanti di Fonzaso che portano il cognome VIeceli provengono da quell'unico capostipite, un dipinto di Francesco Vecellio, nella chiesa arcipretale di Fonzaso (Bl) dedicata alla Natività di Maria Santissima. 

Giovanni Vieceli


Già esistente da molti secoli, fu soggetta a distruzioni ed incendi che colpirono il paese e quindi fu ricostruita. L'altare maggiore, marmoreo, è di stile barocco e risale al '700. Oltre a questo, vi sono altri otto altari che danno sulla navata. Conserva dipinti opera di Soranzo, Pasquotti e Francesco Vecellio. 
Prima della sua venuta in quelle terre, non esistevano famiglie che portassero tale nome, o similare.

Non ho trovato autoritratti di Francesco, ma il mio bisnonno Giovanni Vieceli, ha gli stessi lineamenti del più conosciuto Tiziano, del quale esistono diversi autoritratti e, se il sangue non è acqua, i due fratelli dovevano almeno un poco, assomigliarsi.
Tre secoli e mezzo sono intercorsi tra la nascita di Francesco Vecellio e quella di Giovanni Vieceli, ovvero il mio bisnonno materno. Anche il mio avo, si occupava di contratti di compra-vendita, fungeva da intermediario e paciere nel caso di controversie tra le parti, ma soprattutto, i tratti somatici del suo viso ricordano in modo impressionante quelli di Tiziano: stesso naso diritto, stessi occhi dallo sguardo penetrante, stessa arcata sopracciliare, stessa fronte e forma del viso. E allora ripeto: il sangue non è acqua, e il dna si eredita per generazioni e generazioni.
Prossimamente, una galleria d'arte dei due fratelli Vecellio, a confronto

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