AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

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sabato 25 agosto 2012

PAPA KAROL WOJTYLA: PENSIERI E AFORISMI





L'uomo è un essere che cerca. Tutta la sua storia lo conferma.
Anche la vita di ciascuno di noi lo testimonia. Molti sono i campi in cui l'uomo cerca e ricerca e poi trova e, talvolta, dopo aver trovato, ricomincia nuovamente a cercare. Fra tutti questi campi in cui l'uomo si rivela come un essere che cerca,  ve n'è uno, il più profondo. E' quello che penetra più intimamente nella stessa umanità dell'essere umano. Ed è il più unito al senso di tutta la vita umana.


Da "Nel silenzio dei rumori" silloge poetica ed in prosa di Gavino Puggioni, pubblico qui sotto un suo ricordo particolare, proprio per non dimenticare: noi cristiani, cattolici o no, sappiamo che c'è una vita oltre questa vita, ma per chi non crede, sono persuasa che il ricordo di chi vive, in chi non vive più su questa Terra, sia un valido modo per prolungare la vita di chi ha lasciato un segno profondo, durante la sua esistenza. Per i credenti e anche i non credenti, Papa Wojtyla è stato un Grande e Giusto Uomo!!


NEL SEGNO DELLA VITA E DELL'AMORE


Giovanni Paolo II° non c'è più. Ci ha lasciato nel suo silenzio, nel suo dolore di Uomo, malato,aggredito ma non sconfitto.
Chi gli voleva bene l'ha sempre seguito. Soprattutto i giovani i quali, in questa triste occasione, si sono globalizzati, a dirla coi tempi moderni, in un rincorrersi volontario di presenze e di preghiere, che sanno di straordinario.
Straordinario come era Lui, nei suoi gesti, affaticati e affascinanti, nella sua pacata ma ferma comunicazione, rivolta a tutti, compresi quei potenti che di uomini ne han fatto morire e ammazzare per un ideale che, di certo, non era quello che a Lui apparteneva.
Il suo cammino, ancora prima di arrivare alla Soglia di Pietro, era già tracciato nel segno del rispetto e dell'amore verso l'Uomo, abitante del mondo, quell'Uomo la cui dignità doveva per forza primeggiare in tutte le sue predicazioni, seguite da milioni di persone, ovunque.

Ora non c'è più. Ora, forse, siamo un po' più soli, ma non abbandonati se pensiamo, e dovremmo ricordare, alla grande eredità che ci ha lasciato e che dovremmo sfruttare perchè colma di insegnamenti, di amore verso il prossimo, di rispetto, oltre che dell'Uomo, anche della Natura, senza la quale lo stesso non vivrebbe.

Ora Lui non c'è più. Ma fra poco ci sarà un altro Papa, un altro Santo Padre.
Molti, moltissimi e non solo cristiani, si staranno chiedendo: come sarà il nuovo Papa? Inteso come Uomo, come Guida Spirituale, come carisma?
E il nuovo Papa continuerà a calpestare quelle strade già così felicemente aperte da chi l'ha preceduto?
Sono domande dominanti e pressanti, che possono giungere anche da quei paesi dove altre religioni sono professate e per le quali il vecchio Papa aveva speso i giorni dell'intero suo Pontificato.
Sono domande che possono diventare un Rosario di fiori da far sbocciare, oppure un Rosario di spine, se l'odio, l'indifferenza, la sopraffazione continueranno a farla da padrone.
Ma la parola “oppure” deve essere cancellata, perchè troppo, fino ad oggi, si é sofferto per le guerre, quelle passate e presenti, quelle annunciate e preparate, quelle nascoste o messe in sordina o dimenticate.
E perchè le guerre per la fame, per la miseria, per i poveri del terzo e quarto mondo, per le malattie non si sono mai fatte? Perchè i soliti potenti non le hanno mai volute, proprio perchè prive di tornacconto nazionale o nazionalistico.

Il futuro Papa, nei nostri pensieri, dovrà essere un continuatore di quella “politica” mistica e allo stesso tempo penetrante di Giovanni Paolo II°, facendo allargare ancora di più quelle porte, sì da farvi entrare tutti coloro, sparsi nei due emisferi, che da troppi anni attendono quell'ingresso, in un mondo che dia loro normale ed uguale giustizia e dignità rispetto ai paesi cosi detti ricchi.
Uguali diritti umani, negati a tanti popoli, mai fatti rispettare, mai imposti per legge, nonostante si stia vivendo nel terzo millennio, pieno soltanto di buoni propositi dettati da altrettante umili speranze.

L'OTTO DI APRILE DEL 2005

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