AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 6 aprile 2011

IL VOLTO DEL DIO DI GESU'

Le conferenze di Padre Claudio Truzzi Ocd
Ho potuto constatare che le conferenze di P. Claudio sono state accolte con vivo interesse, per questo motivo ne pubblico una seconda parte.

1 Quando parliamo del “ volto di Dio ” , non ci riferiamo alla sua faccia – che per altro non ce l ’ ha, anche se lo dipingiamo con un volto di Padre eterno, o di Giudice severo. Per “ volto ” intendiamo la persona stessa di Dio, il Mistero di comunione e d ’ amore che è Dio, a cui si giunge soltanto per la fede e l ’ amore, come il volto di Cristo è una persona umana-divina così come ce l’ha presenta il Vangelo. Questo Volto di Dio, visibile solo per fede, l' unico che ci possa illustrare come sia, descriverne la fi- sionomia, illuminarci suoi particolari, è Gesù Cristo. Dio, infatti, non l ’ ha visto mai nessuno; soltanto Gesù Cristo, Figlio unigenito che sta nel seno del Padre, ce l' ha fatto conoscere (Gv 1, 18). Gesù è il Volto di Dio. «Signore, cerco il tuo volto» (Sal 27,8). L ’ antico anelito del salmista non poteva ricevere una risposta migliore che nella contemplazione del volto di Gesù Cristo. In lui Dio ci ha veramente benedetto e «ha fatto brillare il suo volto sopra i nostri» (Sal 67,3). E ci rivela il Volto di Dio attraverso la sua condizione e vita umano-divina. Gesù ci fa conoscere il Volto di Dio attraverso le sue parole ed opere, che non sono altro che parole ed opere di suo Padre: «La parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha inviato» (Gv 14,25). Egli esprime e parla di ciò che il Padre gli ha comandato (Gv 12,49): «Le parole che vi dico non vengono da me, ma il Padre che dimora in me è chi opera» (Gv 14,10). Per questo, vedere Gesù equivale a vedere il Volto del Padre (Gv 14,9), ed ascoltare lui è ascoltare il suo Dio e Padre, giacché «ciò che vi ho dato a conoscere è tutto ciò che ho udito da mio Padre» (Gv 15,15). Gesù Cristo è la rivelazione del Volto di Dio. È il riflesso o splendore della sua gloria ed impronta della sua sostanza (Eb 1,3). Per ciò, che cosa ci risponderebbe Gesù ad una serie di domande sui dettagli, aspetti e particolari del Volto del suo Dio?
Gesù, qual è linea generale, il Volto del tuo Dio?
 Già nell ’ Antico Testamento, prima ancora della mia uscita da Lui per venire nel mondo, inizia a manifestarsi il Volto del mio Dio. Nella storia del popolo eletto, nei profeti, nella preghiera dei salmi, va prendendo forma il Volto di Dio sotto mille immagini, figure e antropomorfismi. Già lì il Volto del mio Dio appare abbastanza abbozzato, specialmente per quanto riguarda gli aspetti d ’ amore, misericor- dia, fedeltà, tenerezza. * In linee generali il mio Dio è un Dio buono: lui solo buono e fonte di bontà. Un giorno, uno dei miei capi mi chiese: «Maestro buono, che cosa io devo fare per ottenere la vita eterna?». Io gli rispo- si: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono se non Dio solo» (Lc 18,18-19). E tale bontà, Egli la manifesta spargendola su tutti, perché una bontà che non si comunica, non è vera bontà. Il bene, la bontà è comunicativa. È come una fonte che sgorga sempre e dona abbondante acqua fresca. Se mi vedi buono, è perché il mio Dio ha sparso su me la sua bontà in abbondanza; e la esprime facendo splendere il sole sui buoni e suoi malvagi (Mt 5,45). Questa è la perfezione di mio Padre che dovete imitare: «Siate perfetti com ’ è perfetto il vostro Padre celeste ” (Mt 5, 48). * Il Volto del mio Dio è un volto misericordioso, tenero, perdonante, che non mantiene rancore, né invidia. È limpido e trasparente, e soltanto da un cuore limpido può esser visto. È allegro e gioioso, e fonte di pace: è un Dio di Pace. È un Dio santo e giusto (Gv 17, 11.25). * Il mio Dio è Spirito (Gv 4,24). Non è materiale. Chi dona la vita è lo Spirito; la carne non serve a nulla: ed essendo Spirito, tutto rinnova, si trova dovunque, non è soggetto né allo spazio né al tempo. Egli trascende ogni realtà. E se gli uomini lo rinserrano in un tempio materiale, Lui esce dal tempio e si reca presso gli esiliati (Ez 8,10); e non sarà ormai adorato né in Gerusalemme né sul Garizim, ma in spirito e verità. Il tempio è Lui stesso (Ez 11,16), e poiché è dovunque, dovunque può essere adorato. E dove si trova lo Spirito – che è il mio Dio – là ci sarà la libertà dei figli di Dio. * Nel Volto del mio Dio c ’ è posto anche per la cicatrice del dolore, rivelatosi nel mio dolore nel- l ’ agonia, passione e morte. Essendo uno con mio Padre (Gv 10,30), all ’ essere io uguale a Dio (Gv 5,18) , nel mio volto dolente si riflette il Volto sofferente del mio Dio; così come nel mio volto risuscitato riverbera la gioia della risurrezione del Volto di mio Padre. È un mistero; però, è così.
.2 Dei lineamenti del Volto di Dio, qual è il più caratteristico, quello che più lo definisce?
 Il più peculiare e nuovo è che Egli è PADRE: mi ha generato da tutta l ’ eternità: fin dal principio io esistevo con Lui, e mi ha concepito tanto a lui uguale che sono Dio come Lui (Gv 1,1), e lui ed io sia- mo uno (Gv 10,10), affinché con l ’ inviarmi a questo mondo potessi darlo a conoscere perfettamente. È mio Padre, ed è pure Padre di tutti, senz ’ accettazione di persone; è padre di chi mi accoglie nel suo cuore, credendo in me e vivendo una vita basata su tale fede (Gv 1,14). Dio è mio Padre e vostro Padre. Per questo, nella preghiera che vi ho insegnato per dirigervi a Lui, la prima invocazione non può essere altra che “ Padre nostro ” . Affinché il mio Dio vi ascolti, bisogna avvicinarsi a Lui con cuore e sentimenti di figli. Tutto questo si può dire che stia incluso nella linea dell ’ amore. Non c ’ è ora che trarne le conseguen- ze, come le trasse Teresa, innamorata di me e di mio Padre: «Volendo che vostro Padre ci ritenga per figli, ci date tutto quello che potete, e siccome la vostra parola non può mancare, obbligate vostro Padre ad esaudirci. E questo non è da poco per Lui, perché in tal modo ci deve sopportare…, perdonare come al figliol prodigo tutte le volte che ritorniamo ai suoi piedi, consolarci nei nostri dolori e procurarci di che vivere, come si conviene ad un buon padre : anzi, vincere, in bontà, tutti i padri del mondo, come Colui che è la perfezione d ’ ogni bene; ed infine renderci partecipi ed eredi con Voi d ’ ogni sua ricchezza » (CP 27,2). Essendo pa- dre, Egli ci deve amare senza misura. Il mio discepolo Giovanni definisce Dio, dicendo: Dio è Amore (1Gv 4,8). Questa è la natura, la condizione di Dio. Dio è Amore. Tanto amò il mondo da inviare il suo Unigenito (Gv 3,16). L ’ amore è la condizione del Padre; e se Lo trattate con l ’ amore, lo obbligherete a fare tutto ciò che volete. Il Padre è colui che genera per amore, assiste per amore, perdona per amore.
Quali altri tratti particolari tu porresti in risalto del Volto di tuo Padre, tra i tanti? 
Il mio Dio, è un Dio che guarda con amore il mondo. Lo sguardo di Dio è amore di Dio. Dio è amore e tutto ciò che esce da Lui si converte in amore e grazia. Gli occhi di Dio sono scolpiti d ’ amore. * Lo sguardo di Dio è un aspetto essenziale del suo Volto. Egli guarda compiaciuto, attonito, con affetto infinito, innanzitutto suo Figlio. Nel guardarlo trova le sue compiacenze. Lo guarda da tutta l ’ e- ternità nel suo seno; lo guarda nella sua Incarnazione e nascita; l ’ osserva quando Giovanni lo battezza, quando si trasfigura nella luce e biancore sul monte Tabor; ha gli occhi su Lui nella sua passione e morte che, anche se permette che si senta abbandonato, non cessa di posare su Lui il suo sguardo; lo guarda nella sua risurrezione. Non stacca da Lui il suo sguardo: è il Figlio del suo amore. * Dio, quando gli uomini erano peccatori, li osservava come sue creature; dal battesimo li guarda in un modo nuovo, perché figli suoi, abbellendoli con la sua grazia. Da quel momento non stacca più gli occhi da loro. Si compiace nel vederli, e – poiché il guardare di Dio è sinonimo d ’ amare, e l ’ amare di Dio sinonimo di donare –, li colma di grazie, beni e benedizioni; e ciò che questi ricevono è grazia su grazia (Gv 1, 16). * Se lo sguardo di Dio è efficace [Dio disse, e si fece] non lo è di meno il suo sguardo. «Lo sguardo crea» e trasforma. «Dio guardò la terra e la riempì dei suoi beni» (Ecl 16,29). Lo sguardo di Dio veste di bellezza ed allegrezza il mondo e tutti i cieli. Nel posare il suo sguardo sulle cose, le rende buone e belle. Guardò Abele ed i suoi doni, ma non Caino ed i suoi (Gn 4,4-5). Guarda con amore gli umili e li esalta. Lui è eccelso, però il suo sguardo è sull ’ umile (Sal 138,6), e si abbassa per guardare gli umili nel cielo e nella terra (Sal 113,5). […] Il salmista non cessa di chiedere a Dio, che volga su lui il suo sguardo (Sal 13,4 – 22,2 – 25,16 – 86,16), per la grandezza della sua misericordia, per la sua immensa tenerezza. Dio guardò l ’ umiltà della sua serva Maria, e il suo sguardo riversò grazia e bellezza; la fece tutta santa, e tanto l ’ abbellì che tutte le generazioni l ’ hanno chiamata e la chiameranno beata. * Io, Gesù, sono il volto di Dio; i miei occhi, sono gli occhi di Dio. Osservando il mio sguardo potete farvi un ’ idea dello sguardo di Dio. Lo sguardo di Gesù, il mio sguardo, è uno sguardo d ’ amore. Io guardai sempre con amore i poveri, gli infermi, i bisognosi, ciechi, zoppi … Volsi lo sguardo adirato soltanto sull ’ ipocrisia, il peccato dei farisei (Mc 3,59). Posai lo sguardo con amore sul giovane che mi si avvicinò per chiedermi che cosa dovesse fare per raggiungere la vita eterna (Mc 10,21). Un padre mi chiese di avere uno sguardo di compassione sul figlio suo epilettico. Guardai Levi al telonio, e gli dissi: «Tu, seguimi!»; e lui abbandonò ogni cosa. Guardai Pietro in casa di Caifa, dopo il suo ripetuto rinnegamento, e lui scoppiò a piangere, pentito (Lc 22,61)
3 È un aspetto del volto del tuo Dio l ’ essere dominante, imperativo: un Dio dell ’ ordine, del comando?
 Tutto il contrario. Questo è un aspetto del Volto di Dio inventato dagli uomini – forse con la miglior intenzione, o forse interpretando equivocamente la mia rivelazione, per giustificare il proprio autorita- rismo, a volte, dispotico –, dagli uomini che sono o si credono rappresentanti di Dio sulla terra. Dinnanzi a Dio non ci sono sudditi; soltanto persone e figli. Nel mio Regno, che è quello del Padre mio – “ Venga a noi il tuo regno! ” – non ci sono che servitori. «Sapete che i capi delle nazioni le domi- nano come signori assoluti, ed i grandi le opprimono col loro potere. Non deve essere così fra voi; ma chi desidera esser grande fra voi, sia vostro servitore, e chi desidera esser primo tra voi, sia vostro schiavo. Così come il Figlio dell ’ uomo non è venuto per esser servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per tutti» (Mt 20, 25-28). Dio non ha nulla d ’ imperativo; è essenzialmente dialogante e comprensivo: ciò è tutto il contrario di imperativo. Sin dall ’ inizio dell ’ umanità Dio dialoga con la prima coppia umana sul piano dell ’ amici- zia. E quando questa coppia si ribella contro di Lui, e gli disobbedisce, Egli non cessa di dialogare. Col dialogo e la comprensione ci riporta alla vita divina, alla comunione con lui: quelle cose che libera- mente avevano perduto. Tutta la storia di Dio con l ’ uomo, la storia della salvezza, è una storia di dialogo ininterrotto da parte di Dio. È un dialogo che si snoda in un clima d ’ amore, Dio parla affinché tu gli risponda attraverso la fede e l ’ amore. Accogliendo la sua parola gli rispondi. È Lui che inizia il dialogo. Non cercheresti Dio se non fosse Lui che ti ha cercato per primo. «Per trenta anni camminai cercando Dio. Quando, al ter- mine di quegli anni aprii gli occhi … mi resi conto che era Lui che mi stava cercando» (Eddin Attar). Il dialogo è un atto d ’ amicizia, d ’ amore; e sempre è Dio che ama per primo (Gv 4, 19). Con l ’ inizia- tiva del dialogo Dio entra nella vita di ciascuno, la prende e la plasma col suo potere d ’ amore. Ciò si- gnifica che Dio tratta ognuno come persona, perché, soltanto nel dialogo una persona è tale anche per l ’ altra. Quando uno dialoga, cessa di essere per l ’ altro un “ lei ” per diventare un “ tu ” . Per Dio, voi siete persone in tutto il rigore del termine, o Lui vi rende persone al parlarvi ed attendere la vostra risposta. È il dialogo meraviglioso in cui l ’“ Io ” divino vi prende come interlocutori, cui voi rispondete con fede ed amore. Questo dialogo è raggiunto lo zenit con me, Cristo. Io, Gesù, sono il dialogo definitivo e totale di Dio con gli uomini. Dio aveva parlato molte volte ed in molte occasioni con i nostri padri; «ora in questa tappa finale, vi ha parlato attraverso il Figlio» (Ebr 1,1.2). In me vi ha raccontato le intimità del suo cuore in maniera piena. «Impara a conoscere il cuore di Dio nella parola di Dio» – ha scritto il mio amico S. Gregorio magno. Io, Gesù, sono il dialogo di Dio con gli uomini: ieri, oggi, sempre (Ebr 13,8). In me Dio dialoga con voi ininterrottamente. Il dialogo è amore, e l ’ amore non s ’ impone: si offre, si dona. Nel mio vangelo Dio continua a conversare, dialogando con gli uomini. Il vangelo – che è dialogo di Dio con gli uomini in me, Cristo Gesù –, è la cosa più contraria del- l ’ autoritarismo. In esso incontrerete soltanto inviti, chiamate, proposte, richieste, esortazioni, avvisi: le beatitudini, la chiamata a seguirlo, l ’ amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato … I comandamenti non sono ordini né imposizioni: sono chiamate a che uno viva ciò che richiedono le esigenze della sua condizione umana senza peccato o di figli di Dio. Sono esigenze che provengono dall ’ interiore, non dall ’ esterno. Ciò che gli uomini chiamano castighi di Dio, sono correzioni amorose di un Padre. 
Ho sentito un esegeta: il Dio, “ il giudice dei vivi e dei morti ” , è un ’ idea giudaica, che lo Spirito Santo lasciò colare nell ’ insegnamento del cristianesimo che tu hai fondato. Il giudizio è un aspetto del Volto di Dio?
 Sì. Secondo la fede d ’ Israele, il Dio Salvatore è il Giudice supremo ed universale (Sal 67,5: Is 2,4; Ez 30.3 …) . Egli rende giustizia all ’ oppresso, poiché è misericordioso con chi ritorna a lui (Sal 7,11; 19,10; Ger 11,20; Gen 31,42; 2Cro 20,12) ; ma è terribile nella previsione del “ giorno del Signore ” . Il giudizio di Dio costituisce una minaccia permanente, sospesa sugli uomini, già nella storia. Nessun peccato può schivare la giustizia e la collera di Dio. Il giudizio, però, non è un tratto del Volto di Dio. Io affermai che il Padre non giudica nessuno, né condanna alcuno. L ’ intero giudizio l ’ ha affidato al Figlio (Gv 5,22).Ora, l ’ affermare che l ’ intero giudizio l ’ ha affidato al Figlio, non significa che il Figlio sia un giudi- ce che va a emettere una sentenza, nel senso che lo rende un giudice umano che condanna, s ’ è ne- cessario. Il giudizio che emette il Figlio non è pronunciare sentenze favorevoli o sfavorevoli, ma che la sua venuta in questo mondo diventa la cartina di tornasole del cuore degli uomini. In maniera assoluta ed universale il Figlio dell ’ uomo è venuto affinché tutti abbiano la vita, ed in abbondanza (Gv 10,10). «Dio non ha inviato suo Figlio al mondo per giudicare il mondo, ma affinché il mondo si salvi. Chi crede in lui non subirà giudizio, perché ha creduto nel nome del Figlio unigenito di Dio. E in questo consiste il giudizio: venne la luce nel mondo e gli uomini preferirono le tenebre alla luce, poiché le loro opere erano malvagie». E «se qualcuno ascolta le mie parole e non le mette in pratica, io non lo giudico, perché non son venuto per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge, e non accetta le mie parole, ha già chi lo giudica: sarà la Parola che io ho pronunciato a giudicarlo nell ’ ultimo giorno » (Gv 12,17-18). Salvarsi per la fede in me, Gesù Cristo (Gv 4,14; 6,27-29), entrare in comunione della vita che pos- siedono il Padre ed il Figlio (Gv 5,36), significa tutto il contrario dall ’ essere giudicati. Chi non crede in me, non ha la vita eterna (Gv 17,3): e questo è propriamente il giudizio. E tale giudizio non lo emette né Io, né il Padre: lo emette liberamente ciascun uomo nel non credere in me. Il giudizio coincide con la negazione dell ’ uomo a riconoscere in me, Gesù, il Rivelatore del Padre, il Salvatore, la Vita; e tale mancanza di fede in me, si converte in condanna, come, invece, la fede in me, per chi crede, si conver- te in salvezza eterna. La conseguenza della mia venuta e presenza nel mondo, è che: chi crede non è giudicato e chi non crede si giudica e condanna con le sue mani. Dio non giudica nessuno. La giustizia condannatoria non quindi è un tratto del volto di mio Padre, che è amore e desidera e cerca unicamente di salvare. Guardate a me, che sono l ’ immagine visibile del mio Dio, nel cui volto brilla la gloria di Dio (2Cor 4,6): e «Vedemmo la sua gloria, gloria come dell ’ Unigenito del Padre» (Gv 1,14), vale a dire, il peso di Dio, la sostanza di Dio, l ’ Amore di Dio, la tenerezza di Dio, … in quanto si manifesta esternamente. È la condizione di Dio manifestata in me. Tutta la mia vita o comportamento e predicazione sono un ’ ininterrotta rivelazione del Volto del mio Dio e Padre. Egli non giudicherà, né condannerà alcuno: neppure il mio discepolo Giuda, che sino all ’ ultimo momento io cercai di salvare: «Giuda, amico, con un bacio tradisci il figlio dell ’ uomo?» (Mt 26,50; Lc 22,48). Dio m ’ inviò soltanto per salvare, e la mia venuta nel mondo, il mio ministero in parole ed opere, la mia elevazione sulla croce – «Non perdonò il proprio Figlio, ma lo consegnò in nostro favore» (Rm 8,22) –, la mia presenza attraverso lo Spirito Santo…: tutto ciò è un dono di mio Padre per salvare. La giustizia che si rivela in me, è la giustizia che salva e giustifica (Rm 3,21). 
CONCLUSIONE 
Il Volto del Dio di Gesù può soltanto esser contemplato e visto in Gesù Cristo. Per poterlo, perciò, contemplare con maggior dettaglio e profondità non esiste altro cammino che penetrare, addentrarsi nell parole e nella vita di Gesù, sviscerarla in tutta la sua ricchezza. Per questo, nessuno l ’ ha contemplato con maggior profondità e dettagliatamente che i mistici.

Avrete notato le due immagini del volto di Dio che ho utilizzato per illustrare l'argomento. Il Dio Creatore, tratto dal famoso"Giudizio Universale" che si trova nella Cappella Sistina e dipinto da Michelangelo, è allegorico: Dio Padre non ha sembianze umane, è puro Spirito! Il volto di Cristo, pare l'esatta ricostruzione dei lineamenti di Gesù rimasti impressi in negativo sulla Sacra Sindone. Quello è il volto di Dio che noi dobbiamo conoscere, anche se a mio avviso poco importa come fosse l'aspetto del Nazareno: per me, ciò che conta è quanto ci ha Rivelato!!! 

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