AFORISMA

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(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 2 gennaio 2012

L'ELEZIONE DEI DODICI AD APOSTOLI

(DAL POEMA DELL'UOMO-DIO - vol. 3 - di Maria Valtorta)
Da oggi voi non siete più i prediletti discepoli, ma gli apostoli i capi della mia Chiesa. Da voi verranno, nei secoli dei secoli, tutte le gerarchie della stessa e  maestri sarete detti, avendo a Maestro vostro Dio, nella triplice potenza, sapienza, carità. Non ho scelto voi perché siete i più meritevoli. Ma per un complesso di cause che non necessita voi conosciate ora. Vi ho scelto al posto dei pastori che sono i miei discepoli da quando vagivo. Perché l'ho fatto? Perché così era bene di fare. Fra di voi sono galilei e giudei, dotti e indotti, ricchi e poveri. Questo per il mondo. Affinché non dica che ho preferito una sola categoria. Ma voi non bastereste a tutto quanto c'è da fare. Nè ora, né poi. Non tutti avete presente un punto del libro. Ve lo ricordo. Nel II dei Paralipomeni, al 29° capitolo, è narrato come Ezechia, re di Giuda, fece purificare il Tempio, e dopo che fu purificato fece sacrificare per il peccato, per il regno, per il santuario e per Giuda, e dopo ebbe inizio l'offerta dei singoli. Ma non bastando alle immolazioni i sacerdoti, furono chiamati in aiuto i leviti, consacrati con rito più breve che i sacerdoti. Questo è quello che Io farò. Voi siete i sacerdoti, preparati con lunga cura da Me, Pontefice Eterno. Ma non bastate al lavoro sempre più vasto di immolazione dei singoli al Signore Iddio loro. Onde Io vi associo i discepoli che tali restano, quelli che ci attendono ai piedi del monte, quelli che già stanno più su, quelli che sparsi sono per la terra d'Israele e che saranno  poi sparsi per ogni punto della terra. A loro verranno dati compiti uguali, perché unica è la missione, ma diversa sarà la loro classifica agli occhi del mondo. Non agli occhi di Dio presso il quale è giustizia, di modo che l'oscuro discepolo, ignorato dagli apostoli e confratelli, che vivrà santamente portando a Dio anime, sarà più grande del conosciuto apostolo che di apostolo non ha che il nome, e che abbassa la sua dignità di apostolo a scopi umani.
Compito di apostoli e di discepoli sarà sempre quello dei sacerdoti e dei leviti di Ezechia: praticare il culto, abbattere le idolatrie, purificare i cuori e i luoghi, predicare il Signore e la Sua Parola. Compito più santo non c'è sulla terra. Dignità più alta della vostra neppure. Ma è per questo che vi ho detto: "ascoltatevi, esaminatevi". Guai all'apostolo che cade! Seco trascina molti discepoli, ed essi trascinano un ancor più grande numero di fedeli, e la rovina sempre più cresce come valanga che cade o come cerchio che si estende sul lago per un susseguirsi di pietre lanciate nello stesso punto.
Sarete tutti perfetti? No. Lo spirito di ora durerà? No. Il mondo lancerà i suoi tentacoli per strozzare la vostra anima. Vittoria del mondo, figlio di Satana per cinque parti, servo di Satana per altre tre, apatico verso Dio nelle altre due, quella d spegnere la luce nei cuori dei santi. Difendete voi stessi da voi stessi contro di voi, contro il mondo, la carne, il demonio. Ma soprattutto difendetevi da voi stessi. Sulle difese, o figli, contro la superbia, la sensualità, la doppiezza, la tiepidezza, il sopore spirituale, contro l'avarizia! Quando l'io inferiore parla e piagnucola sopra pretese crudeltà a suo danno, mettetelo a tacere dicendo: "Per un attimo di privazione che ti dò, ti procuro, ed eternamente, il banchetto d'estasi avuto nella caverna montana al finire della luna di shabbat".
                 
                                                            oo-oo-oo-oo-oo

Questo brano della spiritualissima Maria Valtorta, del quale non metto in dubbio l'ispirazione divina, è sempre attuale, come è attuale in Vangelo di Gesù.
I sacerdoti di Cristo devono dare grande esempio ai fedeli, proprio per il compito loro affidato nell'Ordinazione: sono testimoni di Cristo, portano avanti nel tempo gli insegnamenti di Gesù. Non debbono quindi mescolare il loro compito santo con la materialità mondana.  Un giorno parlai al Vicario Episcopale di zona, che venne in visita pastorale, per valutare il censimento delle Messe richiesto dal Vaticano. Lui sottolineava che i fedeli cattolici sono distratti dalle innovazioni scientifiche, dai divertimenti che un tempo non c'erano: giochi elettronici, cinema, viaggi, e quant'altro, e che l'oratorio Parrocchiale non offre le stesse aspettative, di conseguenza i ragazzi si defilano da quello e, in parallelo ,dalle funzioni religiose. Dissi al Vescovo: ma il clero non si è mai messo una mano sulla coscienza, per vedere quanta responsabilità ha anch'esso su questa fuga di fedeli? Io non credo che le attrattive del mondo possano essere la sola causa dell' allontanamento dei fedeli, giovani o maturi che siano. Quanto vi adoperate per l'ascolto, per il bisogno spirituale di un'anima che cerca conforto, guida, certezze? Quanto siete davvero disponibili?
Quanto invece vi limitate ai semplici riti liturgici, e poi vi defilate, presi da tanti impegni non propriamente spirituali? Quanti sacerdoti preferiscono seguire una partita di calcio alla TV, piuttosto che accorrere alla richiesta di un parrocchiano, facendogli credere che sono impegnati? E questo è solo un banale esempio, perché ricordo che un giovane sacerdote, che affiancava la pastorale giovanile presso l'oratorio, ha fatto attendere i giovani per quasi un'ora, prima di arrivare ad aprirne i locali, adducendo che aveva avuto un impegno: io sapevo qual'era questo impegno: la corsa di Formula Uno da seguire in diretta TV, perché sfegatato fan della Ferrari. Non è un'accusa contro il singolo, bensì solo un banalissimo esempio, ma se i sacerdoti perdono di vista il loro primario impegno pastorale, per accontentare le loro passioni, anche solo ludiche, non fanno la volontà del Signore! Non nego che un sacerdote non debba avere i suoi momenti di ricreazione, li ha voluti anche Santa Teresa d'Avila per le sue figlie monache, ma questi non devono interferire nel suo impegno di apostolato.
Sono persuasa che rammentare la grande responsabilità della propria vocazione sacerdotale sia doveroso impegno da parte di tutti, clero e laici. Sono altrettanto persuasa che i sacerdoti vanno aiutati in questo compito, offrendo loro la nostra stima, il nostro fraterno appoggio, la nostra comprensione nei momenti di stanchezza o sconforto, evidenziando quanto di buono stanno facendo, e sminuendo la loro pena, quando si fanno prendere dallo sconforto! Ma questo vale per ogni essere umano: dell'amore fraterno abbiamo bisogno tutti! Però.....se io sbaglio faccio del male a me stessa ed il mio errore non si allarga a macchia d'olio sul mondo, mentre se sbaglia un sacerdote, crea un danno vistoso in tutta la Madre Chiesa.
Preghiamo dunque affinché nascano vocazioni, rimangano salde quelle consacrate, e che i nostri sacerdoti continuino il loro apostolato con sempre più entusiasmo, riconoscendo a sè stessi, che sono i primi veri testimoni  e amici di Cristo!!

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