AFORISMA

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

giovedì 3 marzo 2011

SANTA TERESA D'AVILA - CAMMINO DI PERFEZIONE - Capitolo X

CAPITOLO 10
Non basta il distacco dai parenti: bisogna staccarsi anche da se stessi - Il distacco e l'umiltà sono virtù che van d'accordo

1 - Dopo esserci staccate dal mondo e dai parenti per chiuderci in questa casa nella pratica di ciò che ho detto, ci sembra di aver fatto tutto e di non dover più avere alcuna lotta.
Ma state attente, sorelle, e non abbandonatevi al sonno! Sareste come colui che si corica tranquillamente perché, avendo paura dei ladri, ha sbarrato le porte di casa, senza pensare che, i ladri sono chiusi dentro. Ora, come sapete, finché siamo dentro noi, non vi è ladro peggiore. Se non ci sorvegliamo accuratamente, se ognuna di noi non considera la propria abnegazione come l'affare più importante, una moltitudine d’ostacoli c’impedirà quella libertà di spirito che sola ci permette di volare al Creatore, non più carichi di terra e di piombo.

2 - Rimedio a tanto male è aver sempre innanzi che tutto è vanità e che presto tutto ha da finire.
Con ciò le nostre affezioni, togliendosi a queste cose così fragili, si porteranno alle eterne. Benché questo mezzo non sembri molto efficace, tuttavia è per l'anima di grandissimo vantaggio, purché si badi attentamente di non attaccarsi ad alcuna cosa per piccola che sia: appena ci si accorge di un attacco, allontanarne subito il pensiero per elevarlo a Dio, ed Egli ci aiuterà.
Si è già fatto il più con entrare in questa casa, e grande è stata la grazia di Dio. Ora ci rimane da staccarci da noi stesse e da lottare contro la nostra natura: cosa assai dura per esser noi troppo unite e troppo amanti di noi stesse.

3 - In questa lotta ci può esser d’aiuto la vera umiltà. Secondo me, questa virtù e quella della propria abnegazione van sempre d'accordo. Sono due sorelle che non bisogna mai separare; parenti da cui non vi dirò mai di staccarvi, ma anzi d'abbracciare ed amare, cercandone continuamente la compagnia. Virtù sovrane, regine del creato, imperatrici del mondo, che ci liberate da tutti i lacci e da tutte le insidie del demonio foste così care al nostro Maestro Gesù che non stette senza di voi neppure un istante! Chi vi possiede può camminare con sicurezza ed affrontare tutto l'inferno riunito, il mondo e le sue seduzioni. Non abbia paura di nessuno, perché il regno dei cieli è suo. Che deve infatti temere chi non solo non si preoccupa di perdere tutto, ma neppure stima per tale detta perdita? La sua paura è solo di offendere Iddio: perciò lo supplica di mantenerlo sempre in queste due virtù e di non mai permettere che per sua colpa le perda.

4 - E’ vero che queste virtù hanno la proprietà di nascondersi a quegli stesso che le possiede, per cui egli non le vede né mai s'induce a credere di possederle, neppure se glielo dicono. E intanto, siccome egli le stima molto e fa di tutto per acquistarle, va continuamente progredendo.
Per accertarsene basta trattare con lui, perché quelle virtù si fan vedere all'esterno, anche se l'interessato non vuole.
Come sono presuntuosa a voler fare l'elogio dell'umiltà e della mortificazione, dopo che furono tanto elogiate dallo stesso Re della gloria e consacrate da tante sue sofferenze!
Questo, dunque, figliuole, è il momento di lavorare per uscire dall'Egitto.
 Trovando queste due virtù, troverete la manna, e tutto allora vi parrà buono, anche quelle cose che ai mondani sono amare.

5 - Ciò che in primo luogo dobbiamo fare è di non amare il nostro corpo. Alcune sono così attaccate al loro benessere, che per correggersi avranno molto da fare. Si ama tanto la salute - parlo specialmente delle monache, ma non escludo le persone del secolo - che è veramente sbalorditivo veder la guerra che per questa ragione si deve sostenere.
Alcune poi sembra che siano venute in monastero per procurare di non morire e questo cercano con ogni mezzo. In questa casa, a dir vero, azioni di tal genere non sono possibili, e io vorrei che non le pensaste neppure. Qui siete venute, non già ad accarezzarvi per Cristo, ma a morire per Cristo. So che il demonio vi può alle volte suggerire che per meglio seguire e osservare la Regola bisogna mantenersi in salute. E intanto con la preoccupazione della salute per meglio osservare la Regola, si finisce col morire senza averla osservata interamente, non dico un mese, ma neppure un giorno. Non so proprio perché queste tali siano venute in monastero!

6 - Non temete che su questo punto si venga a mancare di discrezione. Sarebbe veramente da sbalordire. Gli stessi confessori temono subito che ci stiamo ammazzando a forza di penitenze.
Noi poi abbiamo tanto in orrore una tal mancanza di prudenza, che sarebbe desiderabile aver le medesime disposizioni anche per tutto il resto.
Le anime che seguono la via opposta sono sicura che innanzi a questo scritto non si turberanno, come io non mi turberei se mi dicessero che giudico le altre da me stessa, essendo vero. Ma io credo che appunto per questo certe monache sono sempre ammalate. Così permette il Signore, come fece con me nella sua infinita misericordia: giacché ad ogni costo mi volevo accarezzare, volle che lo facessi almeno con motivo.
E’ molto curioso vedere il tormento che queste tali si procurano! Alle volte vien loro voglia di darsi alla penitenza senza regola e misura; ma, come suol dirsi, non vi durano che due giorni, perché il demonio mette loro in testa che si sono rovinate nella salute, per cui ne concepiscono tanta paura che, dopo una simile esperienza, non osano metter mano nemmeno alle penitenze di regola.
Non osserviamo la Regola neppure in certi punti così leggeri che, come il silenzio, non ci sarebbero di danno, ci dispensiamo subito dal coro appena avvertiamo un dolore di testa, cosa che ancora non uccide; e poi vogliamo inventare penitenze di nostro arbitrio!...
Forse per non osservare né queste né quelle!...
Alle volte non si tratta che di una leggera indisposizione, ma subito ci sentiamo obbligate a non fare più nulla, oppure immaginiamo di far tutto soltanto con ottenerne la dispensa.

7 - Ma voi direte: perché la Priora ce la concede?
Se vi conoscesse intimamente, forse non la concederebbe. Ma voi le parlate di necessità; il medico insiste perché vi abbia a contentare; una parente o amica è li di fianco che singhiozza. Che volete che faccia la Priora? Teme di mancare alla carità, e piuttosto di commettere lei una colpa, preferisce che la commettiate voi.

8 - Sono cose che possono alle volte succedere, e io le ho messe qui affinché ve ne guardiate.
Se il demonio comincia ad impaurirci con il timore della salute, non faremo mai nulla. Il Signore ci dia la salute per far bene ogni cosa! Amen.

Santa Teresa di Gesù – Cammino di Perfezione

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