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Nostra Signora del Carmelo

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lunedì 24 gennaio 2011

SANTA TERESA D'AVILA - CAMMINO DI PERFEZIONE - Capitolo VIII

CAPITOLO 8
Tratta del gran bene che si ha nel distaccarsi, interiormente ed esternamente, da ogni cosa creata

1 - Parliamo ora del distacco che dobbiamo avere. Praticato con perfezione, per noi è tutto. Dico che per noi è tutto, perché aderendo soltanto al Creatore e nulla importandoci delle creature, Dio ci infonde tanta virtù, che se noi, nella misura delle nostre forze, facciamo il possibile per acquistare la perfezione, non dobbiamo più combattere che assai leggermente, perché il Signore stende la sua mano in nostra difesa contro il demonio e contro il mondo. Credete forse, sorelle, che sia cosa da nulla consacrarsi interamente e senza riserva a Colui che è tutto? Egli è la fonte di ogni bene, e noi dobbiamo ringraziarlo senza fine per averci raccolte in questa casa, nell'unico intento di essere tutte sue.
Veramente, non saprei proprio perché v'intrattenga su questo argomento, nel quale ognuna di voi mi può fare da maestra. Di questa virtù così importante, confesso candidamente di non avere la perfezione che vorrei e che sento mi converrebbe.
Altrettanto si dica di tutte le altre di cui finora ho parlato, essendo più facile scrivere che metter mano all'opera. L'indovinassi almeno scrivendo!... Per poter parlare di certe cose, bisogna conoscerle per esperienza! E io, se ne parlo, dev'essere perché finora ho fatto tutto il contrario di quel che dico.

2 - Quanto all'esterno, qui siamo staccate da tutto: lo si vede. E io vi prego, sorelle, di considerare, per amore di Dio, il gran bene che Egli ci ha fatto nel chiamarci in questa casa.
Ognuna di voi lo consideri in se stessa. Qui non ve ne può essere più di dodici: eppure piacque a Dio che voi ne foste una. Quante anime migliori di me prenderebbero volentieri il mio posto! Ma il Signore lo ha riservato a me che ero ben lungi dal meritarlo! Siate benedetto, o mio Dio! Le creature tutte vi lodino per me, poiché io non so ringraziarvi degnamente, non solo per avermi chiamata allo stato religioso - che è già un gran favore - ma neppure per i molti altri benefici che mi avete fatto. Essendo stata tanto cattiva, Voi non vi siete fidato di me.
Dov'ero prima, in mezzo a tante anime sante, le mie imperfezioni potevano star nascoste sino al termine di mia vita; perciò Voi mi avete condotta in questa casa, dove essendo così in poche, è impossibile che le mie mancanze passino inosservate, obbligandomi, in tal modo, lontana da ogni occasione pericolosa, a star più attenta su di me. Ormai per me non vi sono più scuse, e sento il bisogno, Signore, che la vostra misericordia mi perdoni di tutto.

3 - Ciò che molto vi raccomando, figliuole, è che se alcuna non si sente capace di osservare quel che si fa in questa casa, lo dica apertamente. Non mancano monasteri in cui servire Iddio in altro modo: ci vada, ma non turbi le poche monache che il Signore ha qui raccolte. Altrove le sarà permesso di consolarsi con i parenti, mentre qui, se ne viene ammesso qualcuno, è solo per consolazione dei medesimi.
La religiosa che per sua personale soddisfazione desidera d'intrattenersi con i parenti ed essi non sono dediti alla vita inferiore, si ritenga per imperfetta, si persuada che non è staccata, che è ammalata nell'anima, che ha bisogno del medico, che non avrà mai pace perfetta e tanto meno libertà di spirito. Se non rinunzia a questo attacco e non guarisce, le dico che non è fatta per questa casa.

4 - Secondo me, il miglior rimedio per tali anime è che non vedano più parenti fino a quando non ne siano staccate. Domandino a Dio questa grazia con incessanti preghiere; e solo tornino a vederli quando ne sopporteranno le visite come una croce, perché allora non ne avranno alcun male e saranno di profitto agli stessi parenti.

Santa Teresa di Gesù – Cammino di Perfezione

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