AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 14 ottobre 2013

Dall'epistolario di Santa Teresa d'Avila: dicono che sono una vagabonda

Sbirciando fra l’epistolario della Santa Madre Teresa
“Dicono che sono una vagabonda!”
Avila, 4 ottobre 1578 Al Padre Paolo Hernández, a Madrid
Al magnificentissimo e reverendissimo signore e padre mio il dottor Paolo Hernández, della Compagnia di Gesù, mio signore, a Madrid, nelle sue proprie mani.
1. Gesù. – La grazia dello Spirito Santo sia con lei, padre mio. Saranno passati circa otto giorni da quando ho ricevuto una lettera della priora di Toledo, Anna degli Angeli, in cui mi dice che vostra grazia è a Madrid. È stata per me una gran consolazione, perché mi è sembrato che Dio l’abbia condotto lì per essere di qualche sollievo ai miei travagli; le assicuro che sono tanti, a partire dall’agosto dell’anno passato, e di così vario genere, che mi sarebbe di grande conforto poter vedere vostra grazia per trovar pace raccontandogliene alcuni, giacché dirglieli tutti sarebbe impossibile. ....
2. Il demonio non può sopportare la sincerità con cui gli Scalzi e le Scalze servono nostro Signore, giacché le assicuro che lei si consolerebbe di vedere la perfezione della loro vita. Ci sono già nove case di Scalzi nelle quali si trovano molti ottimi elementi. Siccome la provincia separata non è fatta, sono tanti i fastidi e le tribolazioni che ci procurano quelli «del panno», da non potersi descrivere.
3. Presentemente tutto il nostro bene o il nostro male sta, dopo Dio, nelle mani del Nunzio; e per i nostri peccati, quelli «del panno» lo hanno informato in modo tale, ed egli gli ha dato loro tanto credito, che non so dove si andrà a finire. Di me gli dicono che sono una vagabonda, un essere inquieto, e che i monasteri da me fondati sono stati fatti senza l’autorizzazione del Papa né del Generale. Veda un po’ se potevano accusarmi di una maggior nequizia e di un peggiore comportamento come spirito cristiano. 4. Molte altre cose che non son da riferire dicono di me questi benedetti Calzati. E quanto al padre Gracián, ch’è stato il loro Visitatore, fanno pietà le calunnie del tutto insostenibili a suo carico, mentre io posso attestare a vostra grazia ch’è uno dei più grandi servi di Dio con cui ho trattato, uno dei più dotati di onestà e purezza di coscienza: vostra grazia creda pure che, così dicendo, affermo la verità. Infine, è
stato tutta la vita allievo della Compagnia, come lei può sapere da Alcalá. (...) 5. La cosa è nata dal fatto che il Nunzio è assai mal disposto verso di lui per certe ragioni di cui, a volerlo ascoltare, si vedrebbe che ha ben poca o nessuna colpa. E lo stesso è per me, che non ho fatto nulla che contravvenga al suo servizio, al contrario ho ubbidito di gran cuore a un Breve che mi ha inviato qui, e gli ho scritto una lettera con tutta l’umiltà di cui sono capace.
6. Penso che tutto ciò venga dall’alto, che sia il Signore a volere la nostra sofferenza; pertanto non c’è nessuno che si schieri dalla parte della verità e che dica qualche buona parola per me. Sinceramente le assicuro che non provo nessun turbamento né pena per quanto si riferisce a me personalmente, anzi una gioia particolare; mi sembra, però, che se si accertasse la falsità di quel che dicono di me tali padri, forse il Nunzio non crederebbe a ciò che dicono del padre maestro Gracián, ed è questo ad avere importanza per noi; pertanto invio copia delle patenti con l’autorizzazione a fondare, visto che ci accusano di trovarci in una posizione irregolare per aver fondato i monasteri senza autorizzazione. ... Oh, padre mio, quanto pochi sono gli amici nel momento del bisogno!
(...) Sua Maestà sia con vostra grazia e me la conservi. Mi faccia sapere se risiederà molto in quella città, come mi è stato detto. Oggi è il giorno di San Francesco.

L’indegna serva e vera figlia di vostra grazia, Teresa di Gesù, Carmelitana.

Trittico Vaticano (Preghiera mariana del 12 ottobre 2013)

Ciclo su Trittico vaticano (Preghiera mariana del 12-10-2013)



LA STATUA DELL’IMMACOLATA     48994

Vergine, tu ritorni in quella Piazza
ove doveva compiersi tragedia
capace di squassar il mondo intero...
Ponesti la tua mano sì materna
deviando quel proiettile letale!

(Piano di Sorrento 12-10-2013), Padre Nicola Galeno


Ciclo su Trittico vaticano (Preghiera mariana del 12-10-2013)

















LA PREGHIERA MARIANA      48995

Preghiera, stranamente tu distendi
un velo di mestizia sovra il viso
del Papa e pur la Vergine Maria
sembra voler il pianto trattenere...
Rimangon insondabili misteri,
che forse sol un dì noi scopriremo.

(Montechiaro 13-10-2013), Padre Nicola Galeno






Ciclo su Trittico vaticano (Preghiera mariana del 12-10-2013)



IL CROCIFISSO    49013

Dolce Signore, dopo aver guardato
il Padre e la tua Madre addolorata
da quest’ingrata terra ti congedi,

ma sappi che ci sono cuori ardenti
che voglion condivider la Passione
per esser testimoni dell’Amore!

(Montechiaro 13-10-2013), Padre Nicola Galeno


sabato 12 ottobre 2013

100 parole per una foto

Titolo: 100 parole per una foto
            100 palabras por una foto
Autore: AA.VV.
Curatore: Monica Palozzi
Editore: Pragmata
Data di pubblicazione: 2013
Genere: narrativa
ISBN: 9788897792369
Prezzo: € 0,99

Versione E-book


Questo mio breve racconto si trova nell'e-book
qui a lato, insieme ad altri 31 di vari autori








FUNGO MALEFICO (Da anni desideravo rivedere la spiaggia di Marebello)



Da anni desideravo rivedere la spiaggia di Marebello.
Calma piatta mentre i miei piedi, gonfi di atavica stanchezza, si lasciano accarezzare dalle languide onde del mare, che s’infrangono sulla battigia.
Arriva da lontano, un vortice rabbioso, un ululare sordo, minaccioso, s’avvicina. Quella sua forma a fungo ricorda lo spaventoso evento del 1945, quando, il mattino del 6 agosto, alle ore 8,16, L’Aeronautica Militare Statunitense sganciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita, tre giorni dopo, dal lancio dell’ordigno “Fat man” su Nagasaki.
Quanto dolore hanno provocato un ragazzino e un ciccione!

La natura ricorda ancora, ribellandosi. 

Danila Oppio (Legnano)

L'ITALIA IN SVENDITA di Angela Fabbri

Ne ho sentite abbastanza, da tutte le parti alte.
Siccome non si è riusciti a smettere/rivendere le AUTO BLU, a tagliare le SOVVENZIONI ai PARTITI, a trovare gli EVASORI FISCALI tramite i controlli incrociati… almeno in tempi brevi, cioè in tempo utile per salvare il Paese, adesso si torna a parlare di vendere il Patrimonio dello Stato.

Visto che sono anni e anni che gli stranieri ( quelli che NON sono chiamati extracomunitari ) comprano terre dell’Italia, campagne, colline, palazzi e fattorie… perché non rendiamo tutto più semplice chiaro e trasparente?
Dopotutto sono solo appena passati 150 anni da che ci hanno tutti uniti, noi Italiani.
Non abbiamo saputo governarci, diventare un Popolo e un Paese.
I governi, eletti o no da noi, come espressione dei partiti viventi, continuano solo a costare.
Se un nostro governo avesse un qualche valore sul mercato, almeno si potrebbe rivenderlo, ma chi lo vuole? Un governo di pecoroni e caproni dorati? Ha abitudini grasse e lussuose, manderebbe in rovina qualunque acquirente.

Allora togliamo il cartello ITALIA dal nostro caro Paese, attacchiamo quello con la scritta ‘IN  VENDITA’ e mettiamoci sul mercato internazionale.
Andiamo all’ASTA.
Al miglior offerente
"VENGHINO VENGHINO SIGNORI VENGHINO

Che qui si vende un paese povero, ma ricco di acqua e di terra fertile.
Che qui si vende un paese povero, ma ricco di alberi e sottoboschi profumati.
Che qui si vende un paese povero soprattutto (lacrime!) e quindi nell’offerta ci mettiamo anche gli  Italiani, anzi, gli italiani.
   Loro lavoreranno le vostre terre, costruiranno le vostre strade e le vostre auto, anche quelle da corsa, s’inventeranno magiche macchine ospedaliere e, se qualcuno di voi ha l’anima romantica, canteranno per voi, suoneranno per voi, reciteranno nei vostri teatri, dipingeranno i vostri ritratti, magari insieme all’animale che vi sta a cuore e vi faranno così belli che stenterete a riconoscervi, sia voi che i vostri animali… 
   Mi sono lasciato prendere dalla poesia…
   Loro vi costruiranno navi, di ogni forma e grandezza, per non ricordare che sono un popolo di navigatori che non naviga più.“


Perché noi, gli Italiani, anzi, gli italiani, desideriamo solo poter lavorare, lavorare sempre, e dimenticare che una volta esisteva il tempo del riposo, per raggiunti limiti di età, sopravvenuto da vivi e non da morti, qualcosa che si chiamava ‘PENSIONE’.
Lavorare finché l’Angelo della Quiete, quello che tutti miete, non ci farà addormentare, spargendo su questo nostro viso italiano che è già un bel po’ pagliaccio, un grande dolce sorriso di ghiaccio.


“ VENGHINO  VENGHINO  SIGNORI VENGHINO che qui si Svende l’Italia… “
 Angela Fabbri (Ferrara, notte fra 25 e 26 settembre 2013)

                         Ma oggi, 10 ottobre 2013, è ancora attuale.

Compleanno di Edith Stein (S. Teresa Benedetta della Croce)

Ricevo da Padre Nicola Galeno


Compleanno di Edith Stein (S. Teresa Benedetta della Croce)
12 ottobre 1891


COMPLEANNO     48946

Dodici ottobre: viene al mondo un astro,
che ancora deve tutto il suo fulgore
pur nella Chiesa stessa dispiegare...

(Montechiaro 11-10-2013), P. Nicola Galeno


CENNI BIOGRAFICI SU EDITH STEIN
(S. TERESA BENEDETTA DELLA CROCE)


12 ottobre 1891

Edith Stein nasce a Breslavia, città capoluogo della Slesia, politicamente appartenente allora alla Germania, oggi alla Polonia. Il padre, Sigfrido, è commerciante in legname; la madre si chiama Angusta Courant. Edith è l'ultima di otto figli (altri tre erano morti in tenera età). La famiglia è di razza e fede ebraica (sono ebrei tedeschi, come Edith terrà a sottolineare). Quel 12 ottobre ricorre la festa ebraica del Kippur, dell'espiazione; Edith interpreterà questo fatto come un segno.

Luglio 1893

Muore il padre; la madre, una donna forte ed energica, guida con decisione la famiglia e l'azienda, che si risolleva e prospera.

Ottobre 1897-1911

Studi presso la Victoriaschule di Breslavia (dalle elementari al liceo). I risultati sono ottimi; nel  1904, tuttavia, Edith attraversa un periodo di inquietudine e di crisi; non vuole più studiare e passa sei mesi in casa della sorella Elsa ad Amburgo.

Marzo 1911
    
Supera brillantemente gli esami di licenza liceale.               

1911-1913

Studi universitari a Breslavia per quattro semestri (germanistica, storia e psicologia).

Aprile 1913

Trasferimento all'Università di Gottinga per poter seguire le lezioni di Edmund Husserl.

1913-1915

Studi di filosofia a Gottinga.

1915

Per qualche mese, presta servizio come infermiera all'ospedale militare per malattie infettive di Märisch-Weißkirchen in Moravia.

3 agosto 1916       

Tesi di dottorato in filosofìa, su // problema dell'empatia. Poi, fino ad ottobre, Edith insegna alla Victoriaschule di Breslavia.

1° ottobre 1916

Segue Husserl, come sua assistente, all'Università di Friburgo, fino al 1921.                                          

1917               

Visita alla vedova di Adolph Reinach; prima esperienza della "potenza della Croce".

Estate 1921

Lettura della Vita di s. Teresa d'Avila e conversione.

1° gennaio 1922

Riceve il Battesimo e la Prima Comunione.

1923-1931

 II suo direttore spirituaie non le permette di entrare al Carmelo, secondo il desiderio che era nato in lei già al momento delia conversione. Per dieci anni, insegna lingua e letteratura tedesca presso l'Istituto magistrale delle domenicane di Spira, il S. Maria  Maddalena. Intanto, continua gli studi filosofici approfondendo la  sua conoscenza di s. Tommaso d'Aquino (del quale traduce le questioni Sulla verità); inizia anche la stesura di un'opera filosofica di grande impegno, Atto e potenza.


Pasqua 1928

Segue le funzioni della Settimana Santa presso l'amata abbazia benedettina di Beuron, cosa che farà anche negli anni seguenti. L’arciabate di Beuron, P. Raphael Walzer, è il suo nuovo direttore spirituale.

1929

A partire da questo anno, ha un’attività piuttosto intensa di conferenziera.

Marzo 1931

Lascia l'insegnamento di Spira per dedicarsi con più libertà agli studi filosofici.

Aprile 1932

Inizia un insegnamento di tipo universitario presso l'Istituto di pedagogia scientifica di Münster.

Febbraio 1933

A causa dell'ascesa al potere di Hitler e delle nuove leggi di discriminazione razziale, è obbligata a lasciare l'Istituto di Münster. Rifiuta l'offerta di un insegnamento in Sudamerica.

30 aprile 1933

Durante I'adorazione davanti al SS, Sacramento, ottiene la certezza interiore di dovere ormai seguire la sua vocazione al Carmelo, II suo direttore spirituale non si oppone più. Pensa di chiedere una udienza privata a Papa Pio XI per una enciclica contro ia persecuzione degli ebrei.

Luglio-agosto 1933          

Passa un mese al Carmelo di Colonia-LindenthaI, vivendo in foresteria, ma partecipando alla preghiera
comune.

Agosto-ottobre 1933

Visita a Breslavia, dalla mamma, per prepararla al suo ingresso in monastero, ormai prossimo.

14 ottobre 1933

Entra nel Carmelo di Colonia.

15 aprile 1934

Vestizione. II suo nome religioso è Suor Teresa Benedetta della Croce.

21 aprile 1935

Prima professione, il giorno di Pasqua. Riprende e termina (1936) la redazione della sua opera filosofica maggiore, col titolo Essere finito ed essere eterno.

14 settembre 1936         .

Morte della mamma. Negli ultimi tempi, era arrivata a scrivere qualche parola di saluto (Edith le scriveva settimanalmente) ed era andata a vedere il luogo in cui si progettava di fondare il Carmelo di Breslavia.

Natale 1936

Battesimo della sorella Rosa al Carmelo di Colonia.

21 aprile 1938

Venerdì Santo. Professione perpetua.

Maggio 1938

Velazione.

31 dicembre 1938

Lascia il Carmelo di Colonia per il Carmelo di Echt in Olanda.

26 marzo 1939

Domenica di Passione; si offre a Dio come vittima di espiazione.

9 giugno 1939

Scrive il suo Testamento spirituale.

4 agosto 1939

Offerta al S. Cuore.

1940

Occupazione tedesca dell'Olanda. Anche la sorella Rosa ha raggiunto Echt.

1941

Dopo un lavoro dedicato a Dionigi l’Areopagita, Vie della conoscenza di Dio, intraprende la stesura della Scienza della Croce, dedicata alla dottrina di S. Giovanni della Croce e destinata a rimanere incompiuta a causa della sua deportazione e morte.

Dicembre 1941

Primi tentativi per ottenere la possibilità, per Edith e per la sorella Rosa di riparare nel Carmelo svizzero di Le Pâquier.

Metà luglio 1942

In Olanda, intensificazione degli arresti e della deportazione di ebrei.

26 luglio 1942

In una lettera pastorale che viene letta in tutte le chiese cattoliche i vescovi del paese denunciano e condannano la persecuzione di cui sono vittime gli ebrei da parte delle autorità tedesche di occupazione.

2 agosto 1942

Ondata di arresti degli ebrei cattolici in Olanda. Edith Stein e la sorella Rosa vengono prelevate dalle SS al Carmelo di Echt e condotte prima al campo di Amersfoort e poi a quello di Westerbork.

7 agosto 1942

I prigionieri vengono inviati per ferrovia a! campo di Auschwitz-Birkenau, dove arrivano il giorno 8.

9 agosto 1942

Data presunta della morte di Edith Stein, nelle camere a gas del campo.

4 gennaio 1962

II cardinal Frings di Colonia apre i lavori del processo di beatificazione.

7 settembre 1972

Si aprono a Roma i lavori del processo di beatificazione

1° maggio 1987

Suor Teresa Benedetta della Croce viene dichiarata beata, a Colonia, da Giovanni Paolo II, durante il suo viaggio in Germania.

11 ottobre 1998

Canonizzazione della beata Teresa Benedetta della Croce in San Pietro a Roma.





venerdì 11 ottobre 2013

BEATIFICAZIONE A TARRAGONA.SPAGNA


 
Beatification in Tarragona, Spain
Next Sunday, 13th October, in Tarragona, in the Catalonian region of Spain, the pope’s representative, Cardinal Angelo Amato SDB will celebrate a Mass during which 522 martyrs of 20th century Spain will be beatified. Among these there are two groups of Carmelites: first, that of Fr. Alberto Marco Alemán, who was killed on 24th November 1936 and 8 companions from the present province of Castille, killed in Madrid  18th August. Secondly, there is the group of Fr. Carmelo Maria Moyano and another nine friars from the Baetica province killed at Hinojosa del Duque and at Montoro between July and September 1936. The Prior General, Fr Fernando Millan Romeral and the Postulator General, Fr Giovanni Grosso, will take part in the celebrations.

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Beatificación en Tarragona, España
El próximo domingo, 13 de octubre, el cardenal Ángelo Amato, SDB, en representación del Papa Francisco, celebrará en Tarragona, Cataluña (España), la eucaristía durante la cual serán beatificados otros 522 mártires en la España del siglo XX. Entre ellos se encuentran dos grupos de carmelitas: el grupo del P. Alberto Marco Alemán, asesinado el 24 de noviembre de 1936, y ocho jóvenes hermanos de la actual Provincia de Castilla, asesinados en Madrid el 18 de agosto de 1936; y el grupo del P. Carmelo María Moyano y otros nueve hermanos de la Provincia Bética, asesinados en Hinojosa del Duque y en Montoro entre julio y septiembre de 1936. En la ceremonia participará el Prior General, P. Fernando Millán Romeral, O.Carm., y el Postulador General, P. Giovanni Grosso, O.Carm.

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Beatificazione a Tarragona, Spagna
Domenica prossima, 13 ottobre, a Tarragona in Catalogna, Spagna, il cardinale Angelo Amato, SDB, in rappresentanza di Papa Francesco, celebrerà l’Eucaristia durante la quale saranno beatificati altri 522 martiri in Spagna del secolo XX. Tra di loro ci sono due gruppi di carmelitani: quello di P. Alberto Marco Alemán, ucciso il 24 novembre 1936, e otto giovanissimi frati dell'attuale Provincia di Castiglia, uccisi a Madrid il 18 agosto 1936, e quello di P. Carmelo Maria Moyano e altri nove frati della Provincia Betica, uccisi a Hinojosa del Duque e a Montoro, tra luglio e settembre 1936. Vi prenderanno parte anche il Priore Generale, P. Fernando Millán Romeral, O.Carm., e il Postulatore Generale, P. Giovanni Grosso, O.Carm.

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Curia Generalizia dei Carmelitani
Via Giovanni Lanza, 138 - 00184 Roma, Italia
Tel: +39-064620181 - Fax: +39-0646201847
email: citoc.info@ocarm.org - web: www.ocarm.org
 

giovedì 10 ottobre 2013

BANGUI...COSA SUCCEDE.

 Padre Anastasio Roggero, responsabile delle Missioni Carmelitane in Centrafrica, della Provincia Ligure, racconta di quanto succede in quei luoghi. Egli di norma vive a Praga, presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, dove si trova la statua del Santo Bambino Gesù, venerata da moltissimi fedeli di tutto il mondo








Domenica 29/09/2013


Cari fratelli,

Nell’oscurità della sera, tra le piante, alla luce delle candele che ardono davanti all’effigie della Madonna, con i Padri e i giovani studenti centrafricani abbiamo recitato il Rosario, ieri sera, sabato 28 settembre. Il rombo di un aereo che ha preso il volo dal vicino aeroporto copriva il suono delle nostre voci. La nostra preghiera è terminata con il canto della “ Salve Regina” che l’antica tradizione carmelitana ci invita a rivolgere alla Madonna ogni sabato. La Liturgia delle ore della domenica odierna ci offre la lettera di San Paolo ai Filippesi. L’Apostolo ringrazia Dio con gioia per l’accoglienza che i suoi lettori hanno prestato alla predicazione loro rivolta. Anch’io, ad imitazione di Paolo, ringrazio il Signore per l’attenzione che i miei amici prestano ai miei scritti e per la risposta data da loro alle mie richieste di aiuto.
Speravo di offrire notizie migliori sulla situazione del Paese.
Siamo oramai nell’abisso. Se c’è un po’ di sicurezza nella capitale, il resto del Paese, vasto due volte l’Italia, è in mano a circa ventimila mercenari mussulmani che incendiano villaggi e uccidono cristiani impunemente. Qui a Bangui c’è una certa sicurezza, ma la parola corrente sulle labbra dei cittadini è: fame (nzara nella lingua locale). La maggior parte dei bambini e dei giovani non può frequentare la scuola per mancanza di denaro. Non voglio, poi, elencare il numero delle persone che mi interpellano manifestando i loro problemi. Grazie agli aiuti che ricevo, posso offrire una goccia di conforto.
I confratelli missionari, con un’appropriata struttura, preparano per il Paese un futuro migliore, nel quale non vogliamo smettere di sperare.
A Bozoum, presso la nostra parrocchia, P. Davide ha potuto filmare la sfilata verso la chiesa dei settecento ragazzi della scuola “Bakandja”, con la loro festosa divisa rossa. L’asilo ospita centocinquanta bimbi, uno più bello dell’altro. Il nuovo liceo “Lino Giaquinto” offre un’educazione a duecento alunni. L’opera “Arc en ciel” assiste duecento orfani. Ora si aggiunge la casa “Gesù Bambino”, pensata per accogliere studenti liceali provenienti da località distanti, per permettere loro di soggiornare vicino alla scuola in un ambiente sicuro. La Caritas di Bozoum si occupa di circa cinquemila persone fuggite dalle proprie case per la violenza dei banditi. Molte altre missioni nel Paese offrono panorami analoghi.
A Bouar-Yolé il nostro Seminario è rimasto completamente isolato per il crollo di tutti i ponti dovuto alle piogge torrenziali. Si raggiunge solo guadando a piedi il fiume, come è capitato a p. Davide e ai confratelli.
A Bangui, invece, siamo benedetti dalle piogge, le quali irrigano le migliaia di piante che arricchiscono e danno vita alla nuova foresta della nostra concessione.
Il mio soggiorno in Africa è di una settimana e presto sarò a Praga con l’Africa e le sue sofferenze nel cuore


Saluto invocando la benedizione
Aff.mo
p. Anastasio


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi