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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 21 febbraio 2011

LA VERGINITA' DI MARIA

Vorrei attirare la vostra attenzione su una circostanza singolare: quello di Marianne Wex è l'unico libro esistente sulla partenogenesi umana. Perchè? L'autrice sottolinea che il mondo scientifico, pur evitando di approfondirne la portata e il significato, non ha difficoltà a riconoscere la grande diffusione di questa modalità di riproduzione per quanto riguarda le piante e le specie animali cosiddetti "inferiori" (che sono circa un migliaio, dagli insetti ai pesci, dai ragni alle lucertole); ma quando si tratta di confrontarsi con il fenomeno della partenogenesi "nei vertebrati, nei mammiferi e infine nelle donne, incontriamo un grosso tabù.(Da quanto ne so io, solo Maria Vergine poté concepire senza ausilio umano n.d.r.)

Riporto questo preambolo, che non mi appartiene e che ha risvegliato in me un certo interesse riguardo la verginità di Maria, in quanto coloro che si basano solo sulle ricerche scientifiche, spesso mi danno della ingenua – per non dir di peggio – quando sostengo che al Creatore è possibile l'azione nel modo in cui meglio crede. Ed aggiungo ora, che se dalla Genesi si evince che il Primo Uomo creato ha avuto per compagna la Prima Donna, non per la procreazione, ma perché appunto gli fosse compagna, affinché non fosse solo. Nei disegni di Dio non era ancora tracciato il progetto della procreazione nel dolore, del dover guadagnarsi il pane col sudore della fronte e, soprattutto, della morte. Quindi l’Uomo creato era perfetto. L’imperfezione è venuta dopo il peccato originale, dopo la grande disobbedienza a Dio a causa della superbia. E se per concepire un figlio occorre la partecipazione di due creature, significa che una sola non è perfetta, in quanto ha bisogno dell’altra per completare la procreazione.

Ecco quindi che Maria, la Perfetta, l’Immacolata Concezione, è la seconda Eva, colei che Dio scelse come Madre del proprio Figlio Unigenito. Per essere Madre di Dio, doveva per forza essere perfetta, quindi per lei non era necessaria l’unione carnale con uomo. Diciamo così che, per opera divina, Ella è l’unica donna ad aver concepito un figlio per partenogenesi (Lo spirito Santo è entrato in lei in modo invisibile, essendo Egli stesso incorporeo). Allo stesso modo Eva avrebbe potuto mettere al mondo la propria progenie, in quanto né sofferenza né morte abitavano nel Paradiso Terrestre. Ma il Signore ha dovuto ricreare una quasi analoga situazione in Maria. Per quale motivo Dio avrebbe dovuto permettere che la Donna da Lui prescelta, fosse costretta a partorire il Figlio tra i dolori del parto, e concepirlo con la conoscenza carnale dell’uomo? Sua era fin dalla Creazione, e Sua sarebbe restata fino alla fine dei tempi. Dio può tutto, e se mettiamo anche solo per un attimo in dubbio la Verginità di Maria, mettiamo in dubbio la stessa onnipotenza del Creatore. In tal caso, non esiste fede in noi.

Scrivo per chi si basa solo sulla scienza, che esclude a priori le Sacre Scritture, e dico loro che mi trovino altra donna che abbia avuto la Grazia di concepire senza intervento umano.

Per coloro che non ammettono l’intervento dello Spirito Santo, convinti che ci abbiano per millenni riempiti di frottole, non posso farci nulla, la Fede è un dono, e se loro non lo posseggono, posso solo pregare affinché una scintilla divina li illumini. Ma ciò che mi preoccupa sono i dubbi che nascono tra i credenti, i cristiani cattolici, i quali teorizzano e pur ammettendo che la Vergine possa essere stata visitata dallo Spirito Santo, nel momento del parto la Sua verginità sia venuta meno, per una questione, diciamo così, tecnica. Il Figlio doveva pur venire alla luce, e la via da percorrere è la stessa di ogni uomo che nasce. E allora? Se Maria concepì senza intervento umano, perché non avrebbe dovuto partorire e restare Vergine? Dio tutto può. Ma anche se avesse perso quella che comunemente si intende verginità, durante il parto, ovvero la rottura dell’imene, questo non impedisce che Lei sia sempre e comunque Vergine, in quanto non è stata mai coinvolta in una relazione di tipo sessuale. E’ comunque una risposta banalmente umana, Dio ha potuto sicuramente fare di meglio, e permettere un parto indolore,  lasciando integra la Madre!

Il suo cuore è vergine, perché donato fin da piccola al Padre, il suo corpo è vergine, perché mai concesso ad uomo, il suo spirito è vergine, perché mai corrotto dal peccato. Se pensiamo alla sua Immacolata Concezione, sappiamo anche cosa significhi: lei è nata senza peccato originale, e quindi senza quella parte di male che è in tutti noi, senza quelle pulsioni del corpo e quei movimenti disordinati dell’anima che corrompono e corrodono l’uomo, trascinandolo nelle passioni. Se la Vecchia Eva (prima donna), come possiamo apprendere dalle Sacre Scritture, venne creata da Dio,fu da subito vergine in corpo e spirito, permeata di Bene e scevra dal male. Così avvenne per la Nuova Eva, per volere divino. A me piace credere in questo, poiché solo una Donna Perfetta poteva essere Madre all’Uomo Perfetto, Figlio Unigenito di Dio Padre, e Dio stesso incarnato. Ora però mi rendo conto che le mie parole sono prive di profonda teologia, anche se piene di fede, per cui lascio la parola a chi ne sa più di me: leggete il seguito:

 

            "CONCEPITO DI SPIRITO SANTO "


          LA VERGINITÀ' DI MARIA " PRIMA DEL PARTO "

1. IL CONCETTO PRECISO E COMPLETO DELLA VERGINITÀ " PRIMA DEL PARTO "

Per la chiarezza di idee, è necessario distinguere bene tra il concetto che ne hanno il volgo e i biologi, e il concetto che ne hanno i Teologi.
Secondo il volgo, ed anche secondo i biologi, la verginità è una qualità puramente fisiologica o organica, consistente nell'integrità corporale (la quale viene ordinariamente compromessa dall'atto coniugale).
Secondo i teologi, invece, la verginità è una virtù morale, e perciò risiede formalmente nell'anima, quantunque dica relazione all'integrità corporale. La verginità teologicamente considerata, perciò, si divide in tre elementi di valore distinto e diverso: I) l'integrità corporale (elemento accessorio rispetto alla virtù morale in quanto tale); II) l'immunità dalla piena soddisfazione venerea liberamente ammessa (elemento materiale); III) il fermo proposito di astenersi per sempre dal detto piacere carnale (elemento formale della virtù morale della verginità).
Il dogma della verginità di Maria "prima del parto" si riferisce, direttamente, alla verginità nell'atto del concepimento di Cristo, che è miracoloso (3); suppone però, evidentemente (poiché, in caso diverso, non si potrebbe neppure parlare di verginità nel concepimento) la verginità anteriore ad un tale atto. Si tratta perciò di una maternità singolare, che non ha esempio.
Il concetto completo del concepimento verginale di Cristo da parte di Maria, contiene cinque elementi (cfr. DOMINGUEZ O., O.M.J., Virginidad antes del parto, in "Est. Mar" 21 1960 p. 211 ss.):
1) Maria SS. non concepì Cristo per opera d'uomo, 2) o mediante il germe di qualche uomo; 3) ma per opera dello Spirito Santo, 4) senza ombra di concupiscenza, 5) come persona già consacrata a Dio.
1. Maria SS. non concepì, in primo luogo, per opera d'uomo: cosa affermata formalmente e categoricamente - come vedremo - dai Vangeli dell'infanzia (Matteo e Luca). Il seme virile, infatti, non avrebbe potuto, in un istante, dar piena formazione all'organismo umano; e un intervento di padre umano sarebbe stato ordinato intrinsecamente all'esistenza di una persona umana (mentre la persona di Cristo è divina).
2. Maria SS. non concepì, in secondo luogo, mediante il germe umano (di San Giuseppe) introdotto miracolosamente nel seno di Lei. Così han ritenuto, recentemente, Corbatò (Vindicaciones josephinas, n. 109 e 123) e Petrone (La paternità di San Giuseppe, in " Divus Thomas " Plac., 1928, p. 29-49), strenui difensori della paternità verginale di San Giuseppe. Lo Spirito Santo - secondo il Corbatò - col suo intervento, avrebbe unito i due germi immacolati (quello di Maria e quello di Giuseppe) per produrre Gesù. Però il libro del Corbatò fu messo all'Indice; e l'articolo di Petrone fu riprovato dal S. Uffizio. San Matteo e San Luca - come vedremo – attribuiscono tutto il concepimento di Cristo all'opera dello Spirito Santo, ed escludono così, implicitamente, qualunque cooperazione di uomo, sia prossima che remota. Inoltre, l'angoscioso imbarazzo di San Giuseppe dinanzi alla gravidanza di Maria, nell'ipotesi di una tale cooperazione, non si spiega. E l'Angelo nello svelargli il mistero, gli avrebbe sicuramente svelato - se ancora non lo avesse saputo - la cooperazione di lui al concepimento di Cristo.
3. Maria concepì per opera dello Spirito Santo. Sia San Matteo sia San Luca - come vedremo - asseriscono categoricamente una tale verità. Lo Spirito Santo supplisce l'assenza dell'agente umano. Ebbe perciò un'azione fecondante e verginizzante.
4. Maria SS. concepì Cristo senza ombra di concupiscenza.
Maria SS. Immacolata" infatti, appunto perché Immacolata, aveva il dono preternaturale dell'integrità consistente nel pieno assoggettamento dell'appetito inferiore (dei sensi) alla ragione, per cui non ebbe mai alcun movimento disordinato dei sensi, sia pure involontario. Dalla Vergine si deve quindi escludere non solo il consenso al piacere causato dai movimenti disordinati, dal fomite della concupiscenza, ma lo stesso piacere, gli stessi movimenti disordinati, lo stesso fomite della concupiscenza; e questo durante tutta la sua vita. Si ebbe dunque, in Maria, un concepimento immune da qualsiasi ombra di sensualità (a differenza dei concepimenti ordinari). Grazie al divino intervento dello Spirito Santo, il concepimento verginale - come si è espresso S. Agostino - si operò " non concupiscentia carnis urente, sed fìdei caritate fervente " (Serm. 214, 6, PL 38, 1069). Ai piaceri della carne vengono sostituite le ineffabili e caste delizie dello spirito, a causa della nuova ineffabile unione con Dio che, incominciando ad essere suo figlio, stringeva con Lei una relazione del tutto nuova, del tutto singolare.
La moderna biologia esclude, nel concepimento (ossia, nell'atto della fecondazione) qualsiasi impressione o commozione sensuale, sia pure minima o indeliberata.
5. Maria SS. concepì Cristo come persona già consacrata a Dio. La verginità, come virtù morale, ha le sue radici nella volontà, ossia, nella ferma determinazione di astenersi totalmente e perennemente dai piaceri sensuali " per amore del Regno dei cieli " (Mt 19, 12). Presa in questo senso, la verginità comporta una vera consacrazione dell'anima e del corpo a Dio, suggellata o con voto o, per lo meno, con un fermo proposito: " la vergine è tutta sollecita delle cose del Signore, affin di essere santa di corpo e di spirito " (1 Cor., 7, 32). Che Maria, prima dell'incarnazione del Verbo, fosse consacrata a Dio, appare chiaramente dalla domanda da Lei opposta alla proposta dell'Angelo: " Come avverrà ciò, dal momento che io non conosco uomo? " (Lc. 1, 34). Non avrebbe pronunziato queste parole se non fosse stata di già consacrata a Dio. Questa sua consacrazione a Dio è parte integrante e principale del dogma della sua verginità. In tal modo la Vergine, prima di aprire al Verbo il suo seno, gli aveva aperto il suo cuore verginale, in modo totalitario e perenne.
Tale è la verginità di Maria nei vari elementi che la compongono, nella pienezza del suo significato. I primi tre elementi riguardano la verginità fisiologica del corpo; il quarto riguarda la verginità del senso; il quinto riguarda la verginità dell'anima. Essi costituiscono il concetto integrale della verginità " prima del parto ".

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