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Nostra Signora del Carmelo

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martedì 14 dicembre 2010

CHIAMATI ALLA SANTITA' . In cammino con S, Carlo e S. Teresa . parte seconda

RITIRO DALLE MONACHE – SECONDA PARTE

SAN CARLO E LA RIFORMA DELLA CHIESA

San Carlo Borromeo nasce il 2 ottobre 1538 al Arona in una nobile famiglia e passa la fanciullezza sul lago Maggiore. Come secondo figlio maschio viene destinato alla carriera ecclesiastica secondo la consuetudine del tempo, per lasciare al fratello maggiore Federico la vasta proprietà della famiglia. A Pavia completa gli studi in diritto civile e canonico e quando viene eletto papa lo zio materno Pio IV, viene convocato a Roma con l’incarico di segretario di stato (il primo nella storia della Chiesa Cattolica). Nel 1560 a 22 anni viene eletto cardinale e gli viene affidata l’amministrazione della diocesi di Milano, ma risiede a Roma dove fonda un’Accademia in cui avvengono incontri con i massimi esponenti della cultura del tempo.
Una prima conversione avviene alla morte del fratello Federico, il primogenito. Nonostante il parere contrario dello zio papa, che lo vorrebbe sposato per continuare il casato, decide di diventare prete e di dare un indirizzo nuovo alla sua vita. Nel 1563 Carlo viene nominato arcivescovo di Milano, a soli 26 anni. Preghiera, penitenza, carità e studio caratterizzano la vita nuova di Carlo.
Risiedendo a Milano, fonda due opere: la “Casa Pia” che raccoglie le donne di strada decise a cambiare vita, e una “Casa di accoglienza” per i più poveri e i mendicanti che vengono a bussare alla sua porta. Presso la chiesa di S. Ambrogio accoglie i bisognosi e manda il suo amico S. Filippo Neri dal carattere allegro e gioioso a predicare: nella sua serietà ama la compagnia e l’amicizia.
Si impegna fortemente a praticare i decreti conciliari nella sua diocesi, facendola diventare un vero centro di irradiamento per tutto il mondo cattolico. In particolare si dedica con passione alla formazione del clero, istituendo nel 1564 il primo seminario milanese.
S. Carlo è fermamente convinto che la riforma della Chiesa deve prima di tutto cominciare da se stessi. E’ interessante sapere che nella sua casa voleva che si vivesse come in una comunità: dettava lui stesso le meditazioni giornaliere, la celebrazione della Messa e la recita dell’ufficio divino doveva essere in comune e chi lo circondava aveva l’obbligo di richiamarlo in qualche sua inadempienza alle regole rigorose e austere che aveva deciso di seguire.
Quando, nel 1576 la peste devasta la città di Milano, non solo rimane vicino alla sua gente, ma soccorre materialmente con particolare dedizione i più bisognosi, aprendo un lazzaretto e donando molti suoi beni. Ad esempio, per citare un particolare secondario ma che dice la sua premurosa attenzione di pastore: quando il commercio degli abiti infetti fece diffondere la pestilenza, diede ordine di spogliare l’arcivescovado di tutte le stoffe più preziose per confezionare e distribuire abiti a chi ne avesse bisogno.
Muore la sera del 3 novembre 1584 mentre stava compiendo la visita pastorale nella sua diocesi.
Potremmo riassumere brevemente il suo cammino di santità:
-          dalla carriera ecclesiastica la scelta radicale del Vangelo: ciò che il cardinale chiama “la conformazione al  Signore   
-          da una carica di potere alla compassione e al coinvolgimento con la sua gente: ciò che il cardinale chiama “l’ascolto del grido dei poveri”

La prossima volta tratteremo di Santa Teresa

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