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lunedì 13 dicembre 2010

CHIAMATI ALLA SANTITA' - In cammino con S. Teresa e S. Carlo

CHIAMATI ALLA SANTITA’

In cammino con S. Teresa e S. Carlo (prima parte)

Ho trascorso una mezza giornata di ritiro presso le Monache Carmelitane Scalze di Legnano. Hanno trattato un argomento che ritengo possa interessare a tutti, e lo voglio condividere con voi.
Il nostro Cardinale invita quest’anno la Chiesa Ambrosiana a vivere un cammino sulle orme di S. Carlo di cui si celebra il quarto centenario di canonizzazione. “Santi per vocazione”  è il titolo della lettera pastorale per l’anno corrente nella quale, rileggendo in filigrana la parabola del buon samaritano, che non ha esitato a soccorrere un estraneo trovato sul ciglio della strada pagando di persona, ci propone l’immagine del santo come colui che “in maniera esemplare, umile e coraggiosa, superando infinite difficoltà, si compromette di persona e sa vivere la carità di Cristo, vedendone il volto in quello del povero”. Indica poi la figura di S. Carlo proprio come colui che ha saputo portare “amore, dedizione e speranza” non solo cercando di applicare nella sua Diocesi le direttive di una radicale riforma istituita dal Concilio di Trento, ma anche ponendosi “in ascolto del grido dei poveri”, degli ultimi, degli appestati, con compassione e dedizione senza risparmio.
Il cardinale ci invita a vivere in pienezza la nostra vita cristiana sentendoci chiamati tutti e personalmente alla santità: “la sintesi della vita di un cristiano si dà in un’esistenza santa mentre oggi il rischio che corriamo, anche nelle nostre comunità, è  quello di svuotare il cristianesimo dall’interno”.
Raccogliendo questo invito, vorremmo ripercorrere brevemente il cammino di santità vissuto da S. Carlo e nello stesso tempo cercare di imparare a pregare lasciandoci guidare da una sante che ci è più familiare: S. Teresa. L’Ordine Carmelitano si sta preparando a celebrare il V centenario della sua nascita (nel 2015) rileggendo le sue opere e quest’anno in particolare il “Cammino di perfezione”  dove sono raccolti gli insegnamenti rivolti alle sue sorelle nella prima comunità carmelitana da lei fondata.
Teresa e Carlo sono due santi contemporanei, pienamente immersi nelle problematiche e nelle trasformazioni del periodo storico in cui sono vissuti. Vediamo un po’ più da vicino i grandi eventi che caratterizzano il XVI secolo. Nel 1500 la cultura del Rinascimento sviluppa le innovazioni portate dall’Umanesimo mettendo in risalto il valore dell’individuo come realtà posta al centro dell’universo. Le invenzioni e le scoperte in ogni campo della scienza rivoluzionano la visione del mondo, basta pensare all’invenzione della stampa che permette la diffusione a vasto raggio del libro non più opera di una paziente e minuziosa copiatura dei monaci amanuensi; oppure l’inoltrarsi alla conquista di nuovi mondi e nuovi popoli oltre oceano, in seguito alla scoperta dell’America.
Questa apertura di nuovi e sconvolgenti orizzonti nella cultura e nella scienza permette il passaggio dal Medio Evo all’Epoca Moderna.
Anche nell’ambito della Chiesa avvengono grandi cambiamenti. Da tempo emerge la richiesta e la necessità di riformare un sistema ecclesiastico molto degradato, caratterizzato da una situazione corrotta del clero e della gerarchia ecclesiastica. Ad esempio i vescovi amministravano tre o quattro diocesi accumulando molti benefici ma non risiedevano in esse, trascurando la vita pastorale dei preti che vivevano nell’ignoranza e nell’immoralità. La carriera ecclesiastica era assicurata alle famiglie nobili e ai parenti del papa. Da più parti si sentiva forte il bisogno di riscoprire il valore della vita spirituale.
Lutero, un monaco agostiniano tedesco, si pone a capo di una corrente che protesta nei confronti di una Chiesa troppo preoccupata di gestire il proprio potere in termini politici ed economici. Promuove una Riforma sostenendo il primato della sola fede nei confronti dei sacramenti, traduce la bibbia in tedesco per poterla maggiormente diffondere, affermando la libera interpretazione della Parola di Dio senza la mediazione del magistero papale. Le sue proposte vengono respinte dal papa e all’interno della Chiesa avviene così una separazione. Dal 1545 al 1563 viene indetto il Concilio di Trento nel quale la Chiesa compie un’ampia opera di riforma, rispondendo alle provocazioni dei protestanti, approfondendo alcune posizioni dottrinali e attuando alcune direttive sostanziali in ambito pastorale.
Da qui scaturisce una radicale riorganizzazione ecclesiastica: viene respinta la teoria protestante della giustificazione per la “sola fede” ristabilendo l’efficacia dei sacramenti; vengono adottate disposizioni riguardo la vita spirituale e morale dei preti, la conferma del celibato sacerdotale, la promozione della formazione ecclesiastica attraverso dei seminari in ogni diocesi, infine viene confermata l’autorità magisteriale del papa.

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