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venerdì 28 maggio 2010

FRA WALTER NOVELLO SACERDOTE


  • SACERDOZIO DI FRA WALTER
  •                LEOPIZZI                                  
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  • L’anno sacerdotale volge al termine, e il caro Fra Walter, che ha trascorso il  Diaconato presso la Parrocchia di S. Teresa, conclude il suo percorso, proprio in concomitanza con il termine dell’anno dedicato ai sacerdoti. Un segno chiaro: la sequela di Cristo è un cammino in ascesa,  il Diacono Walter inizia il suo ministero pastorale.
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  • “Ogni Pastore è il tramite attraverso il quale Cristo stesso ama gli uomini: è mediante i sacerdoti che il Signore raggiunge le anime, le istruisce, le custodisce, le guida.
  • Sant’Agostino, nel suo Commento al Vangelo di Giovanni, dice: “Sia dunque impegno d’amore pascere il gregge del Signore” (123,5): questa è la suprema norma di condotta dei ministri di Dio, un amore incondizionato, come quello del Buon Pastore, pieno di gioia, aperto a tutti, attento ai vicini e premuroso verso i lontani (crf S. Agostino, Discorso  340,1; Discorso 46,15), delicato verso i più deboli, i piccoli, i semplici, i peccatori, per manifestare l’infinita misericordia di Dio con le parole rassicuranti della speranza (cfr Id., Lettera 95,1).
  • Se tale compito pastorale è fondato sul Sacramento, tuttavia la sua efficacia non è indipendente dall’esistenza personale del presbitero. Per essere Pastore secondo il cuore di Dio (cfr Ger 3,15) occorre un profondo radicamento nella viva amicizia con Cristo, non solo dell’intelligenza, ma anche della libertà e della volontà, una chiara coscienza dell’identità ricevuta nell’Ordinazione Sacerdotale, una disponibilità incondizionata a condurre il gregge affidato là dove il Signore vuole e non nella direzione che, apparentemente, sembra più conveniente o più facile. Ciò richiede, anzitutto, la continua e progressiva disponibilità a lasciare che Cristo stesso governi l’esistenza sacerdotale dei presbiteri.
  • Infatti, nessuno è realmente capace di pascere il gregge di Cristo, se non vive una profonda e reale obbedienza a Cristo e alla Chiesa, e la stessa docilità del Popolo ai suoi sacerdoti dipende dalla docilità dei sacerdoti verso Cristo; per questo alla base del ministero pastorale c’è sempre l’incontro personale e costante con il Signore, la conoscenza profonda di Lui, il conformare la propria volontà alla volontà di Cristo.
  • Dove può attingere oggi un sacerdote la forza per tale esercizio del proprio ministero, nella piena fedeltà a Cristo e alla Chiesa, con una dedizione totale al gregge? La risposta è una sola: in Cristo Signore. Il modo di governare di Gesù non è quello del dominio, ma è l’umile ed amoroso servizio della Lavanda dei piedi, e la regalità di Cristo sull’universo non è un trionfo terreno, ma trova il suo culmine sul legno della Croce.
  • Non c’è infatti bene più grande, in questa vita terrena, che condurre gli uomini a Dio, risvegliare la fede, sollevare l’uomo dall’inerzia e dalla disperazione, dare la speranza che Dio è vicino e guida la storia personale e del mondo: questo, in definitiva, è il senso profondo ed ultimo del compito di governare che il Signore ha affidato ai sacerdoti. Si tratta di formare Cristo nei credenti, attraverso quel processo di santificazione che è conversione del criteri, della scala dei valori, degli atteggiamenti, per lasciare che Cristo viva in ogni fedele.”
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  • Il testo sopra riportato, ridotto per questioni di spazio, è parte della Catechesi del Santo Padre, nell’ udienza generale del 26 maggio 2010, e rivolta ai sacerdoti. Le celebrazioni conclusive dell’anno sacerdotale avverranno il 9, 10 e 11 giugno a Roma: si mediterà sulla conversione e sulla missione, sul dono dello Spirito Santo e sul rapporto con Maria Santissima, con il rinnovo delle promesse sacerdotali, sostenute da tutto il Popolo di Dio.
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  • Mi è sembrato doveroso servirmi delle parole del Vicario di Cristo, per illustrare – anche  solo parzialmente – quali sono le responsabilità di un sacerdote, l’intenso rapporto che intrattiene con il Signore e come questa relazione spirituale si riversi poi su di noi, popolo di Dio, attraverso il suo mandato.
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  • Il giorno successivo al rinnovo delle promesse sacerdotali, il 12 giugno Fra Walter esprimerà le sue!!  L’anno sacerdotale finisce, ed inizia il meraviglioso dono  di un nuovo sacerdote e  Padre Carmelitano,  grande gioia per lui e per tutti noi!!!              
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