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sabato 30 gennaio 2021

LE AVVENTURE DI JONNY -NATALE LUNARE di MAC DONALD (P.Nicola Galeno)


LE AVVENTURE DI JONNY (1)

NATALE LUNARE

Libertà ... vigilata! 

 Esule sulla luna - Quante trincee!
Da quando gli uomini han conquistato la luna, hanno smesso di guardarla. E dire che non costa tanto!  Ma si sa: se sulla luna avessero trovato l'oro, se ne sarebbero subito innamorati tanto da fare invidia al sole!
Jonny preparò il suo missile di fantasia e salpò alla volta della luna. Prima di allontanarsi definitivamente dalla terra, volle prenderla in... giro parecchie volte! Vide la sterminata Siberia. Strano! Aveva sempre pensato che fosse una massa compatta. E invece era tutta costellata di tanti arcipelaghi più o meno... gulag!

Avrebbe voluto visitarne uno. Ma si profilarono subito all'orizzonte quattro segugi di super-missili dalle intenzioni poco pacifiche. Jonny capì che anche a cento chilometri di altezza esistono delle barriere invalicabili.
Radar sofisticati lo avevano captato: probabilmente temevano che un bigliettino di un uomo libero, cadendo da quelle vertiginose altezze, provocasse uno scoppio di... libertà. E ingranò la supermarcia, distanziando gli inseguitori.
Jonny non contava più le orbite attorno alla terra, attratto com'era dallo spettacolo degli oceani e dei continenti. “Possibile - si domandava - che un pugno di terra e acqua racchiudano così tanti problemi?“
Jonny era nella posizione ideale per giudicare gli uomini e le cose: più distaccati di così si muore! Innanzitutto sulla terra si commette un errore di prospettiva: si pone l'io al centro dell'universo. Dove sono adesso gli oltre tre miliardi di io che popolano il pianeta?
Jonny puntò il suo potente teleobiettivo per individuare almeno uno di quegli io che procurano tanti grattacapi al Creatore. Nemmeno uno. Provò a puntarlo in direzione di qualche grande metropoli. Nulla. Probabilmente Jonny era troppo in alto per vedere questi piccoli io.
 

 “Va bene, abbasserò la quota — disse fra sé —. Ma se per vedere un uomo devo scendere così in basso, vuol dire che l'uomo non è poi tanto grande”. E Jonny cominciò a capire tutta la piccolezza dell'uomo, se per salvarlo il Figlio di Dio si era fatto uomo!
La luna era ormai vicina. Non c'erano preoccupazioni di atterraggio più o meno morbido: il missile era di costruzione superavveniristica ed aveva risolto tutti i problemi che angustiano gli altri tecnici della terra. Non è che da vicino fosse poi così bella la cara luna. La sua faccia, così inargentata in terra, appariva porosa. Jonny cominciò a preoccuparsi di non finire in uno di quei pori, che s'ingrandivano sempre più. 

“Accidempoli! Anche quassù le foppe, e il Comune non le aggiusta!” II missile atterrò sull'orlo di un cratere. Jonny uscì con circospezione: abituato a tenere i piedi sulla terra, fa un certo effetto muoverli sulla luna. Un po' come chi ha la testa fra le nuvole che non si raccapezza al... traffico della terra! Cammina e cammina: nessun'anima viva. Finalmente un'indicazione stradale in caratteri lunari: 
“Chiesa più vicina a 350.000 chilometri di distanza. Per l'orario delle Messe informarsi sul posto. Chi avesse fretta, è pregato di... rivolgersi in Paradiso!”

Per quanto possa essere prezioso un sasso, è sempre un sasso che non regge il paragone con una comoda poltrona. Comunque in mancanza d'altro, Jonny vi si sedette sopra per contemplare pacificamente il sorgere e il tramonto della terra. Quando si vedono tramontare gli altri (sole, luna e altre stelle), si ha l'impressione di essere invincibili. Ma quando vedi scantonare alla chetichella anche il pianeta Terra, hai quasi vergogna di te stesso e della tua boria. E' difficile per l'uomo misurare se stesso: non riesce mai a trovare il metro adatto. E' sempre piuttosto abbondante, come un grosso cappello che nasconda un piccolo cervello. Eppure la soluzione c'è. O almeno c'era: millenovecentosettantacinque anni fa.

La terra scomparve e Jonny si sentì solo. Nell'improvviso freddo lunare si raggomitolò in se stesso e sentì come il palpito della sua terra. Anche se troppe volte è una trincea, è pur sempre una madre. E forse tu la senti madre, perché non la luna, ma la terra è stata riscattata dal Signore. Jonny s’infilò nel missile ed inseguì la terra: non voleva passare il Natale... per aria! Fu una rincorsa formidabile: il missile ansimava come chi cerca disperatamente di prendere l'ultimo treno per l'aldilà.

  La terra ora s'ingrandiva a dismisura. Bisognava cominciare a frenare. Frena tu che freno anch'io! E se si spacca il freno? Proprio quello che avvenne! E Jonny, invece di atterrare in patria, finì... all'estero! Ma parecchio estero, perché non seppe distinguerne la lingua!

Nella notte stellata fu trascinato fuori dal missile da una frotta gioiosa di pastori. Dove andavano? Mah! 
 “Sei tu l'unico cieco nella terra d'Israele? Non hai visto gli angeli? Ci è nato un Bambino: il Figlio divino!" 
Sì. Natale! Come millenovecentosettantacinque anni fa!

MAC DONALD
(Padre Nicola Galeno)

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