AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 6 gennaio 2021

IL FASCINO DI UNA VITA (Autobiografia di S. Teresa d'Avila)

IL FASCINO DI UNA VITA

(Autobiografia di S. Teresa d’Avila)

   Nell’estate del 1922 una sera quasi a casaccio Edith Stein prese tra le mani l’Autobiografia della Santa castigliana, tradotta in tedesco. Dovette essere una lettura davvero affascinante se nel richiuderla si trovò interiormente cambiata: ormai aveva fatto la sua scelta definitiva per il Cristo!

     Non posso dire che a me sia capitata la stessa cosa, essendo il contesto del tutto diverso. E’ infatti uno dei più rigidi inverni ed io mi sto ancora leccando le ferite dei 13 gradi sottozero trovati in Brianza qualche settimana fa. Il fegato mi ha mandato subito in cassa malattia e così per reagire a tanta inerzia che altro di meglio se non riprendere in mano il libro che convertì Edith Stein? Ho privilegiato inizialmente l’edizione spagnola, fornita di una introduzione davvero esauriente su tutte le vicissitudini del manoscritto originale, per poi passare a quella italiana.

   Il volume, che io posseggo, è tutto malconcio a causa di una mia distrazione. Lo dimenticai in macchina, fidandomi troppo della Fiat 127. Dopo un terribile acquazzone, me lo ritrovai tutto inzuppato d’acqua. Mi spiaceva disfarmene, perché conteneva tutte le mie annotazioni a matita sui punti da me giudicati di rilievo. Con pazienza certosina nel giro di una settimana riuscii ad asciugare tutte le pagine ad una ad una. Naturalmente le tracce dell’acqua hanno alterato la copertina e lasciato vistose macchie gialle in tante pagine. Ma che importa? Per me è come un piccolo ...Mosè salvato dalle acqua!

    Per tagliar corto, mi sono rituffato nella sua lettura. Poi sono passato ad un’edizione telematica dello stesso libro. In tal maniera posso selezionare e mettere da parte tutti i passi, che più hanno fatto vibrare il mio cuore. Perché?

    I più furbi avranno capito che aspetto sempre l’occasione buona per spiccare un volo poetico!

   A qualcuno queste parafrasi in versi non diranno molto. A me invece consentono di riassumere meglio emotivamente quanto interiormente captato durante la lettura. E così nascono queste umili poesie: il pregio letterario sarà scarso, a seconda dei gusti, ma di certo il loro contenuto spiritualmente elevato! Sotto il titolo di ciascuna poesia metto il riferimento al capitolo e paragrafo dell’Autobiografia.

    La Santa ha davvero uno stile avvincente: viene subito allo scoperto con la sua abituale arditezza. Credo piaccia a noi moderni questa sua immediatezza! Ha davanti a sé una porta e capisce che essa è l’ingresso per la vera felicità dell’anima...

LA PORTA DELL’ORAZIONE

(Vita 8,9)

Mi sembra l’orazione quella porta

privilegiata donde del Signore

entrano tante grazie! Inutilmente

altrove busserei... L’Amato vuole

fare dell’alma mia la dimora

ove versar delizie a profusione!

IL FASCINO DELLA PREDICAZIONE

(Vita 8,12)

Sentirmi dir dagli altri “L’oratore

non è dei più valenti”, non mi frena.

L’ascolto volentieri, ben trovando

quanto nutrire possa l’alma mia!

Sentir parlar di Dio ed il parlarne:

per me non v’è delizia superiore!

LA STATUA DEL CRISTO PIAGATO

(Vita 9,1)

Questo casuale incontro con la statua

del Cristo assai piagato si rivela

davver provvidenziale: m’aspettava!

E’ come se dagli occhi miei le squame

cadessero: comprendo tutto il peso

di tanta ingratitudine. Mi prostro

contrita in cor e m’abbandono al pianto...

IL LIBRO DELLA NATURA

(Vita 9,5)

Mi basta solo spingere lo sguardo

sui campi sterminati, d’un ruscello

il murmure ascoltar e contemplare

dei fiori la bellezza per sentirmi

tutta rapita in Dio! La Natura

è sempre un libro aperto per chi voglia

raccogliersi e pensar celesti cose!

AMORE SCONFINATO

(Vita 8,5)

So bene quanto nutre la fiducia

nella misericordia del mio Dio:

l’averlo preso come il solo Amico

col quale intimamente intrattenersi,

convinta del suo affetto sconfinato!

SPESATA IN TUTTO

(Vita 8,8)

Servir a proprie spese il mio Signore...

Mi fanno rider certe creature!

Chi sa nell’orazione incamminarsi

farsi violenza deve sugli inizi,

ma poi lo sforzo rende: trova sempre

leggero ogni travaglio, avendo il core

vivificato sempre dalla gioia.

Tutte le spese paga il mio Signore!

INGENUO PREGARE

(Vita 9,3)

Pare un’ingenuità questo pregare

restio ad affidarsi al raziocinio...

Nell’intimo raccolta mi figuro

il Cristo nei momenti che più solo

lo vedono. Mi sembra che m’accolga

più facilmente... Sente l’afflizione

e questa solitudine: vorrebbe

certo un aiuto, eppure domandarlo

forse non osa. Tanta compagnia

di chi pur nulla dice lo conforta.

Gli pare che il sudore sì penoso

tergergli sappia un cuore innamorato!

I SANTI PECCATORI

(Vita 9,7)

Forse qualcuno ride nel vedere

quanto devota sia di quei santi,

che furon nella vita peccatori...

Diventano l’appoggio sospirato

per me, che scorgo i frutti del perdono

divino che mutò la loro vita!

Eppur rimane sempre un’amarezza:

seppero lor rispondere decisi

alla chiamata senza abbandonarlo!

Perché non mi risolvo ad imitarli,

assecondando sempre il mio Signore? 

DIVINA PRESENZA

(Vita 10,1)

Sempre mi metto ai piedi del Maestro

per contemplarlo ed ecco all’improvviso

m’invade la fragranza del divino.

Non resta dubbio alcuno: noi viviamo

l’una nell’Altro, dall’Amor saldati!

ATTONITA

(Vita 10,1)

Nitida sensazione di restare

fuori di sé con l’anima sospesa...

S’esercita il volere nell’amare

mentre smarrirsi pare la memoria...

Sa l’intelletto rendersi presente,

eppur non può discorrere: contempla

attonito i prodigi che la Grazia

compie, gli umani sforzi trascendendo!

IMMAGINI SACRE

(Vita 9,6)

Nessun mi crederebbe: fantasiosa

da tutti ritenuta, sono inerme

quando dinanzi agli occhi nulla vedo...

Non so neppur il Cristo immaginarmi.

Mi sento come un cieco che parlando

con chi gli sta davanti ben comprende

dell’altro la presenza, eppur non vede...

 Quanto ti sono grata, immagin sacra!

Tu sempre fai vibrare questo cuore

per l’indiscusso suo Signore!

STARE CON DIO

(Vita 9,9)

Che strana sensazione! Il desiderio

in me si fa crescente di restare

a lungo con l’amato mio Signore,

quanto da lui distolga allontanando...

Sento d’amarlo, eppure in me rimane

tanta incertezza sul significato

di genuino Amor che tutto doni!

GRATITUDINE

(Vita 10,4)

L’umil persona sa nel cor nutrire

viva riconoscenza per i doni

da Dio ricevuti. Lei di suo

solo tanta povertà...

Ricca la fece sol l’Amor divino!

RICCHEZZA

(Vita 10,6)

Sempre mi sento molto debitrice

al sommo Amor che volle riversare

in questo cor gli ingenti suoi tesori

intesi ad arricchir spiritualmente

me stessa e quanti stanno a me d’intorno.

Se li lasciassi a lungo inoperosi,

potrebbe il Donatore spazientirsi

privandomi di tutto e consegnando

a gente laboriosa i suoi averi...

Sapendo d’esser ricca, stimolata

mi sento ad investire largamente

in questa dedizione sconfinata!

DISTACCO

(Vita 10,6)

Comprendo certa gente che si pasce

sol di mondane cose... Non sapendo

d’avere già del cielo la caparra,

è sempre sì restia a quel distacco

che solo dona all’alma libertà!

MIO E SUO

(Vita 10,7)

Senza illusioni so guardar me stessa

e quanto dai miei scritti si ricava.

Il bene viene solo dal mio Dio,

quanto di difettoso è tutto mio!

(Legnano 15-1-2006)

PADRE NICOLA GALENO


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