AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

venerdì 30 gennaio 2026

SAN GIOVANNI BOSCO foto e Poesie di Padre NICOLA GALENO OCD

San Giovanni Bosco si festeggia il 31 gennaio di ogni anno. Questa data è stata scelta in ricordo della sua morte, avvenuta il 31 gennaio 1888. È una ricorrenza particolarmente sentita dalla famiglia salesiana e negli oratori, celebrando il santo come padre e maestro della gioventù. 
 
























A SUD DI TUNISI di Padre MAURO ARMANINO

 


                      A Sud di Tunisi

Nei primi anni di scuola la geografia mi attraeva solo per i colori delle cartine geografiche affisse nell’aula. Coi compagni si giocava a indovinare senza leggerli i nomi dei Paesi e persino delle capitali. Con gli anni la geografia, quella fatta di strade che si camminano, di un’altra lingua da imparare e soprattutto da gente con cui vivere, mi è entrata dentro. Nell’aria pregna di umidità della regione forestiera in Costa d’Avorio e in Liberia. Nelle quattro stagioni ‘rovesciate’ rispetto all’emisfero nord a Cordoba in Argentina e infine la polvere del Sahel. La storia e la geografia, innestate sull’economia fanno da cornice alla politica. Infine, gli anni passati dai transiti delle frontiere mobili che sono i migranti, ha finito per convincermi del peso specifico della geografia per interpretare il mondo.
Dopo la mia partenza dal Niger, il passato mese di agosto, non avrei mai immaginato di trovarmi in Africa, senza saperlo e volerlo. Vero. Durante la breve e intensa visita a Modica e i pochi momenti passati nella piazza principale di Pachino era impossibile non notare il numero importante di stranieri di origine magrebina. Avrei scoperto più tardi che la provincia di Ragusa, situata alla punta estrema orientale della Sicilia, si trova longitudinalmente più a sud della capitale tunisina, Tunisi. Il territorio ragusano si estende in modo provocatorio verso il sud del Mediterraneo, ben dentro la costa africana settentrionale. Molte delle scritte delle insegne dei bar e di altri servizi erano in lingua araba e sulle strade del centro si sentivano mescolanze di lingue, musiche, geografie e volti.
Questi ultimi sono costituiti nella totalità da migranti o in relazione con loro che, com’è noto, lavorano nelle serre di Pachino e del circondario. Si tratta di una zona agricola che nelle epoche passate produceva uve da vino di qualità. Ciò perchè in quest’area si combinano un insieme di fattori, terreno, luce, temperatura, qualità dell’acqua. Senza dimenticare però, soprattutto i lavoratori migranti a ‘buon mercato’ che rendono il prodotto saporito, attraente, profumato e resistente. Il vero e unico pomodoro Pachino è quello coltivato nei territori di Pachino, Portopalo di Capo Passero e alcune zone di Noto e Ispica. All’inizio del nuovo millennio è nato un Consorzio per tutelare e garantire il pomodoro Pachino con il marchio IGP, cioè Indicazione Geografica Protetta.


A dire delle numerose testimonianze ricevute, sono senz’altro più ‘protette’ le zone geografiche che i diritti dei lavoratori migranti. In questo mare di serre. Infatti, i ritmi di lavoro, l’uso di prodotti chimici e le condizioni di vita sono temibili per la salute di coloro che fanno in modo che l’oro rosso sia conosciuto nel mondo. Le geografie, proprio come l’economia, sono sempre politiche e, trovarsi al Sud di Tunisi rende questa parte dell’isola, come una frontiera aperta, un ponte tra i due continenti. Ancora la geografia, a conclusione del soggiorno, si è avvalsa della complicità dell’Aeroporto Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa. Nella sala d’attesa per l’imbarco il WI FI gratuito funzionava a intermittenza. In cambio, nella sala, svolazzano a loro agio, con vitto e alloggio, alcuni piccioni IGP.

     Mauro Armanino, Genova, gennaio 2026

 

domenica 25 gennaio 2026

IL CIOCCOLATO DI MODICA di Padre MAURO ARMANINO



Il cioccolato di Modica

C’è sempre una prima volta nella vita. Non avevo mai avuto l’occasione di visitare la Sicilia. Qualche giorno prima della partenza era stato diramato un bollettino meteo con livello di criticità Allarme - Codice Rosso per rischio idrogeologico ed idraulico fino alle 24 del 17 gennaio. Al mio arrivo, qualche giorno dopo, la strada da Catania a Modica era in buone condizioni e solo si notavano i campi attorno saturi d’acqua piovana. Sappiamo che in alcune parti dell’isola i disagi e i disastri sono stati notevoli. Precipitazioni abbondanti a parte Modica è stata risparmiata da disastri ma il mare non è lontano.
C’è sempre una prima volta nella vita. Un migrante che si è salvato dal naufragio nella vicina Pozzallo sostiene che ‘la vita non vale niente’. Ha visto morire alcuni suoi compagni di viaggio e tra questi un bambino. Ricorda il bimbo che ‘beveva’ l’acqua del mare e ha chiesto a Dio di morire perché la sofferenza era difficile da portare. Poi, vivo per miracolo, si è detto che doveva realizzare la sua vita da questa parte per coloro che non sono mai arrivati alla riva. ‘La vita non vale niente’, ha ripetuto questo giovane che è fuggito dal suo Paese per attraversare il deserto e il mare, reso amaro assai.



C’è sempre una prima volta nella vita. Proprio accanto al mare di Pozzallo, adiacente al porto militare, si trova un centro per immigranti che arrivano dal mare, le mani disarmate. Gli hanno dato il nome inglese ormai confidenziale di ‘Hotspot’ per renderlo innocuo nel paesaggio lessicale della politica. In realtà opera come centro di prima accoglienza, identificazione e assistenza sanitaria per i viaggiatori del mare. Gli Hotspot nascono per differenziare i richiedenti asilo dai cosiddetti ‘migranti economici’. Detto centro è una struttura chiave per la gestione degli arrivi dal mare nelle Sicilia meridionale.
C’è sempre una prima volta nella vita. Ad esempio, assaggiare il cioccolato di Modica nella stessa città dove questo prodotto si crea e si commercia. Avrei scoperto più tardi che l’attuale processo di lavorazione era praticato dai Maya e Aztechi che usavano i semi di cacao per l’alimentazione e i loro riti. Modica seppe valorizzare questo tipo di tecnica in seguito all’occupazione spagnola del XVI secolo. Anche in questo caso tutto arrivò dal mare. Dall’ America prima e dalla Spagna poi. La dolcezza e finezza ineguagliabile di questo prodotto ha potuto transitare l’oceano e il Mediterraneo.
C’è sempre una prima volta nella vita. Chi scrive augura ai capi di stato che infestano la cronaca quotidiana. A coloro che si credono immortali e decidono le sorti del mondo. Ai dittatori da strapazzo. Ai militari che hanno confiscato il potere. A coloro che rubano le redini dell’economia. Agli intellettuali da salotto. Ai venditori di illusorie consolazioni. Ai fabbricanti di armi. Ai politici e commedianti delle geopolitiche imperiali. A coloro che affamano i poveri. A tutti questi chi scrive augura di cuore che essi o uno dei loro figli si trovi profugo e attraversi il mare.
C’è sempre una prima volta nella vita. La Sicilia, Pozzallo, l’Hotspot, il cioccolato di Modica lavorato a freddo, le minute e fragili solidarietà che, come fili, intessono speranze. Perché afferma infine il migrante che arriva dal mare... ‘la vita non vale niente ma niente vale la vita’.




               Mauro Armanino, Modica, gennaio 2026



martedì 20 gennaio 2026

CICLO SU TRITTICO DI SANTA AGNESE di Padre NICOLA GALENO OCD




 

LA TUA VOCAZIONE NON E' FARE, MA APPARTENERE A LUI... Ordine Secolare Carmelitani Scalzi


Arrivata alla soglia dei cinquant'anni, una donna iniziò, nell'arco delle sue giornate,  a chiedersi se avesse fatto abbastanza nella sua vita, se fosse stata all’altezza, e se Dio si aspettasse qualcosa di più. Ogni gesto le sembrava piccolo, ogni preghiera insufficiente, ogni silenzio troppo vuoto.
Un giorno, stanca di rincorrere il dovere, entrò in una piccola chiesa senza parole, come chi non ha più niente da offrire. Si sedette nell’ombra, convinta di essere arrivata al limite.
 Fu allora che sentì una frase nascere dentro di lei, così semplice da farle tremare il cuore: “La tua vocazione non è fare, ma appartenere.”
Non era una voce, non era un pensiero: era una verità che la riconosceva.
Le lacrime le scesero senza rumore, come se finalmente qualcuno avesse sciolto un nodo antico.
Capì che Dio non le chiedeva risultati, ma di vivere ogni attimo della sua vita con Lui, in comunione con Lui e lasciarsi amare da Lui.
Così come era.
Alla sua presenza.
Non perfezione, ma fiducia amorosa.
Non frenesia, ma attenzione amorosa.
Il fare, il cosa fare, era solo una conseguenza di questa relazione d'amore con Lui.
Capì che il valore delle sue azioni e quindi della sua vita, dipendevano unicamente dall'amore con cui venivano svolte...

La tua vocazione non è fare, ma appartenere a Lui…

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Quando  ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro:
"Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?".
Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo".
Gli disse: "Pasci i miei agnelli".
(Vangelo di Giovanni 21,15)
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"Parla più sovente con Me, il tuo Sposo.
Se tu sapessi la gioia che IO trovo,
 da te stessa tu verresti a Me per ogni proposito"
(Gabrielle Bossis - Lui e Io -
Diario intimo di una mistica del novecento)

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi