AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

venerdì 18 settembre 2026

L’isola dei tesori di Padre Mauro Armanino

                                                   L’isola dei tesori

L’avevo chiamato Socrate ed era nato in fabbrica. Sua madre, una cagna aperta all’ecumenismo, aveva partorito nell’officina meccanica della fabbrica nella quale lavoravo. In quei tempi non c’era la video- sorveglianza, i cronometri per misurare le pause per il caffè  e si esercitava perfino lo sciopero del rendimento. In alcuni fine settimana, nel turno di notte, in certi reparti si poteva anche arrostire la carne e bersi un bicchier di vino in compagnia. I guardiani e i padroni sapevano tutto ma c’erano le lotte sindacali e anche spazi di umana convivenza. Quello che sarebbe stato chiamato Socrate era l’unico cucciolo nero della nidiata multicolore custodita, con affezione, dagli operai e capi dell’officina meccanica dello stabilimento. Socrate, malgrado un nome altisonante è rimasto sempre piccolo e nero. Non si dava arie e stava al suo posto accanto al pollaio sulla riva del torrente. Qualche volta correva con me quando andavo in collina a zappare le fasce di terra per la semina.


Proprio accanto alla nota Piazza dell’Annunziata a Genova, a destra sulla strada che sale verso l’Albergo dei Poveri, non passa inosservata la scritta di una vetrina. Vi si legge ‘ L’isola dei tesori’. Appetibile titolo che gioca sulla prossimità col titolo del famoso romanzo per ragazzi di Robert Louis Stevenson, ‘L’isola del tesoro’, pubblicato nel 1881 o 1882. 


Solo che, avvicinandosi, si nota il disegno di alcuni cani e la minuscola scritta ‘dove gli animali sono preziosi’. A Gaza, nel Sudan, in Ukraina, nella Repubblica Democratica del Congo, in vaste porzioni della Nigeria e nel Sahel questa scritta non sarebbe stata neppure concepibile. Sono tornato l’anno scorso dal Niger dove, secondo il recente rapporto del Programma Mondiale dell’Alimentazione, nel 2026 quasi due milioni e mezzo di persone si trovano in grave insicurezza alimentare. Di queste un milione e 600mila bambini in stato di malnutrizione acuta. Nè il negozio né la scritta sarebbe stata pensabile nell’altro mondo citato.

Mentre mi trovavo in missione fuori dal Paese dove Socrate è morto. E’ stato sepolto nel greto del fiume dove ha trascorso, con filosofia, la sua vita canina senza attese e pretese. Vivrà forse coi suoi simili in un paradiso riservato a queste creature forse senza padroni o guinzagli, giocando a fare i cani normali. A Genova se ne possono contare circa 181. 000, registrati all’anagrafe canina mentre stime locali e regionali recenti suggeriscono all’incirca 90.000 esemplari. In Italia si spende in media tra i 1.200 e i 1.300 euro all’anno per il mantenimento del cane. La cifra cambia in base alla taglia dell’animale e alla cura della salute. Il cibo è la spesa più alta e le visite di base, i vaccini e altri prodotti hanno un costo importante che può naturalmente variare a seconda del cane e le possibilità finanziarie del padrone. Mantenere un gatto, invece, risulta meno oneroso perché costa in media 767 euro all’anno, fatti salvi gli imprevisti. Non sono naturalmente contabilizzati i circa 6.000 gatti randagi recensiti in città.


Nell’isola dei tesori del negozio di Piazza dell’Annunziata sono preziosi gli animali mentre, se salite la scalinata che porta alla basilica omonima, accanto alla porta d’ingresso, noterete una statua di bronzo. Dal 2023, donata dallo scultore Timothy Schmalz alla comunità di sant’Egidio, essa rappresenta un mendicante sotto il quale si nasconde il Cristo, nell’atto di chiedere l’elemosina. Nella propria vita, in fondo, non si tratta altro che di scegliere tra ciò è prezioso e ciò che è forse utile ma futile. Soprattutto si tratta di rieducare il nostro sguardo e di intercettare, nei propri simili, quanto di prezioso si trova nascosto dietro i pregiudizi e le esclusioni. Il mendicante con la ciotola e la mano tesa è l’altra isola del tesoro che, raggiunta, può rendere preziosa la nostra vita. Natasha, bimba della Sierra Leone giunta a Niamey con la madre durante il mio soggiorno, aveva un anno quando è morta di fame sulla strada. Nulla di più prezioso che la sua breve vita rapita dal vento.

             Mauro Armanino, Genova, settembre 2026



lunedì 14 settembre 2026

«Guardatevi e tenetevi lontani da ogni cupidigia" dall'Ordine Secolare Carmelitano

Un gruppo professori, tutti con successo nelle rispettive carriere, s'incontrò per far visita al loro vecchio insegnante. Subito la chiacchiera deviò sullo stress prodotto dall'attività e dalla vita in genere. Il professore offrì loro del caffè. Andò in cucina e tornò con una caffettiera grande e una selezione di tazze molto varia.

            Ce n'erano di porcellana, di plastica e di cristallo, alcune semplici, altre decorate, di forma comune e finemente stilizzate. Tranquillamente disse loro che scegliessero una tazza e si servissero con il caffè appena preparato.

            Quando lo ebbero fatto, Il vecchio insegnante si schiarì la gola e con molta calma e pazienza parlò al gruppo: «Vi sarete resi conto che le tazze che apparivano migliori sono finite prima di quelle che erano semplici e rozze? Questo è naturale, poiché ognuno preferisce avere il meglio per sé. Ed è questo il motivo dei vostri molti problemi».

            E continuò: «Le tazze non cambiano la qualità del caffè. Infatti, la tazza contiene solo, o riveste, ciò che beviamo. Quello che a voi interessava era il caffè, non la tazza; ma istintivamente avete cercato le più belle. Provate a guardare le tazze degli altri.           

            Adesso pensate a questo: la vita è il caffè. La fatica, i soldi, la posizione sociale sono semplici tazze, che le danno forma e supporto e il tipo di tazza che abbiamo non definisce né cambia in realtà la qualità della nostra vita. Perciò, se ci concentriamo solo sulla tazza, non riusciamo a gustare il caffè. Gustate il caffè!

         La gente più felice non è quella che ha di più, ma quella che fa bene con ciò che possiede. Quindi, ricordate: vivete in modo semplice, in pace. Amate e comportatevi con generosità. Siate solidali e solleciti, Parlate con amabilità. Lasciate il resto a Dio».

La persona più ricca non è quella che ha di più, ma quella che si crea meno bisogni…


«Perciò io vi dico: non affannatevi per la vostra vita,

di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo,

di quello che indosserete.

La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?»

Vangelo secondo Matteo (6, 25)


«Guardatevi e tenetevi lontani da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni.»

Vangelo secondo Luca (12, 15)


«Cerca di semplificare la tua vita.

Più le cose sono semplici, più sono vicine a Me.

 Le complicazioni sono umane, la semplicità è divina.

Sii come un bambino che si accontenta di poco,

perché quel poco è tutto se vissuto nell'amore.»

 

(Gabrielle Bossis - Lui e Io - Diario intimo di una mistica del novecento)


Principessa Astrid di Norvegia, deceduta 2 giorni dopo il funerale del fratello Re Harald








 

sabato 12 settembre 2026

l nuovo re di Norvegia è Haakon VIII

l nuovo re di Norvegia è Haakon VIII, salito al trono il 28 agosto 2026 dopo la morte del padre, re Harald V, dal balcone del Palazzo reale saluta il suo popolo con la famiglia. 









Re FELIPE DI SPAGNA CON LA FIGLIA LEONOR


 Belli il re Felipe di Spagna con la figlia maggiore Leonor di Borbone-Spagna (nome completo in spagnolo Leonor de Todos los Santos de Borbón y Ortiz; Madrid, 31 ottobre 2005), principessa delle Asturie dal 2014, è l'erede al trono di Spagna secondo la Costituzione spagnola.

È la primogenita del re Filippo VI e della regina Letizia e la sorella maggiore dell'infanta Sofia.




COME UN SOFFIO di Padre MAURO ARMANINO

                             

Come un soffio


… ‘Mauro, siamo attaccati a niente’...! Così mi diceva un conoscente nell’antica chiesa di San Lorenzo dove si sposarono i nostri genitori. Siamo attaccati a niente, fragili, come un soffio da cui la vita dipende. Lo ricorda in modo insuperabile l’autore del salmo 38 della bibbia ebraica. 

Ogni uomo è come un soffio

Va e viene come un’ombra

La sua fatica è come un soffio

Accumula ricchezze

Ma non sa chi le raccolga

Cambiano solo di forma ma il contenuto rimane invariato e ogni epoca fabbrica i suoi idoli. Il noto episodio del vitello d’oro, lettura biblica della permanente tentazione nella storia umana, ne è un’acuta metafora. La prolungata assenza del leader, l’improbabile e difficile libertà nel deserto rischiano di aggrapparsi alle proprie illusorie e adorabili costruzioni. Hanno bocca e non parlano, occhi e non vedono, orecchi e non odono, non c’è soffio nelle loro bocche. Ancora in modo insuperabile il salmista nel salmo 135 che continua affermando...così diventi chi li fabbrica e chiunque ha fede in loro. In effetti abbiamo ereditato la propensione a diventare ciò che adoriamo.

Pensiamo di governare il potere ma il potere ci governa. Crediamo di possedere il denaro e l’altro ma in realtà sono essi a possederci. Presumiamo di organizzare e limitare la violenza che poi ci abita e straripa come la storia delle guerre e delle armi mostra agevolmente. Idolatriamo la scienza e la tecnica che si tramutano poi in dittature spietate di cui i nostri tempi incontrollabili sono espressione. Costruiamo un dio a nostra immagine e somiglianza per poi trasportarlo sui luoghi di battaglia perché benedica i nostri eserciti. Il capitalismo inteso come orizzonte di profitto e trasformazione del mondo in merce è stato da tempo identificato come religione, ad esempio da Walter Benjamin. La nazione si tramuta in appetibile e seducente idolo da adorare e dunque per il quale offrire anche i più cruenti e giustificati sacrifici umani. Ad ogni epoca i propri idoli come idee da creare, custodire, trasmettere e venerare. Per ognuno di essi c’è la classe dei fabbricatori, sacerdoti, pensatori, divulgatori, profittatori e vittime. La comprensione della crisi della nostra cultura occidentale non dovrebbe prescindere da questa dimensione ‘idolatrica’ pena il rincorrere risposte tecniche ad una realtà anche interiore. La parola idoli dal greco antico significa immagine, simulacro o fantasma. Nessuno di essi ha un soffio.


Non c’è soffio di vita negli idoli. Non c’è soffio di vita nella politica e nell’economia attuale, non c’è soffio di vita nei mezzi di comunicazione e la fin troppo discussa e abusivamente chiamata Intelligenza Artificiale. Non c’è soffio di vita ma solo l’odore necrofilo del profitto e del potere. Non si sbagliava Stanislaw Jerzy Lec, poeta e scrittore polacco che conobbe e si salvò da un campo di sterminio nazista. Tra gli aforismi che si trovano nel suo più noto ‘Pensieri Spettinati’ scriveva ... ‘Se abbattete i monumenti, risparmiate i piedistalli. Potranno sempre servire’...Chi ha scritto ciò manifesta una profonda conoscenza della storia e dell’umano transitare il tempo. I piedistalli sono pronti e disponibili a sostenere gli antichi e nuovi idoli di ogni epoca. 

Per fortuna, scelta o miracolo non sono mai mancati coloro che non hanno mai piegato le loro ginocchia o bruciato l’incenso davanti a loro. Si tratta dei poeti, dei profeti e dei folli.

   Mauro Armanino, Genova, 11 settembre 2026


mercoledì 9 settembre 2026

Oggi l'ultimo saluto al re di NORVEGIA HARALD V






















Oggi l'ultimo saluto a questo Re che ha fatto tutto il possibile per seguire il suo popolo, ed è stato per questo molto amato.  Sono meravigliata che la nostra TV non abbia trasmesso la cerimonia funebre e che per poter avere qualche informazione abbia dovuto rilevarla da FB, dove tutti si sono attivati per pubblicare foto e ringraziamenti. Il mio nipotino, che è nato a Oslo, cittadino norvegese di diritto, vive lì e frequenta la scuola elementare, ha deposto un mazzo di fiori sulla piazza antecedente il palazzo reale, che era già diventata un'esposizione floreale, al fine di dimostrare quanto questo re fosse amato dal suo popolo e non solo dai norvegesi, ma da tutti coloro che per lavoro si erano trasferiti nel suo territorio.  Nessun Re mi ha mai impressionato come Harald, che da giovane fu uno sportivo di grande valore, I principali sport praticati:
  • Vela: È stato il suo sport principale e la sua grande passione agonistica. Re Harald ha rappresentato la Norvegia come velista in tre edizioni dei Giochi Olimpici: a Tokyo nel 1964 (dove è stato anche portabandiera), a Città del Messico nel 1968 e a Monaco di Baviera nel 1972. Ha continuato a gareggiare a livelli importanti per gran parte della sua vita.
  • Caccia all'alce: Praticava la caccia durante i suoi soggiorni nello chalet di montagna a Sikkilsdalen.
  • Sci e attività all'aperto: Come da tradizione della famiglia reale norvegese, è cresciuto praticando gli sport invernali e la vita attiva nella natura della Norvegia. 
  • Addio meraviglioso Re, ti ricorderemo sempre.
  •   Suo figlio L'attuale re di Norvegia è Haakon VIII, succeduto al padre Harald V il 28 agosto 2026. Nome di nascita: Haakon Magnus (noto in precedenza come principe ereditario Haakon).Ascesa al trono: Ha assunto la corona all'età di 53 anni. Predecessore: Il padre re Harald V. Erede al trono: Sua figlia, la principessa ereditaria Ingrid Alexandra.  Dedicherò prossimamente un articolo al nuovo re di Norvegia Haakon. 



 

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi