AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 4 luglio 2026

Devo imparare ancora una terza cosa: Non devo abituarmi di Padre MAURO ARMANINO


Erich Fried poeta

Devo imparare ancora una terza cosa: Non devo abituarmi
Non devo uccidere
non devo tradire
Questo lo so
Devo imparare ancora una terza cosa:
Non devo abituarmi

Recita così uno degli scritti di Erich Fried, poeta austriaco ebreo. Costretto ad abbandonare Vienna per Londra dopo l’occupazione nazista morì in Germania nel 1988. Lavorò come bibliotecario, operaio chimico, giornalista e commentatore radio alla BBC. Forse per esperienza personale ha colto e sottolineato ciò che ha rischiato di condurlo alla scontatezza della vita. L’abitudine, lo sappiamo per esperienza è gloria e miseria degli umani. Struttura mentale e aiuto a sbrigare le mille sfide del quotidiano. Allo stesso tempo terribile spegnimento e normalizzazione di ciò che, in definitiva, rende la vita degna di essere vissuta. 
Com’è noto, la parola abitudine deriva dal latino antico habituare. Si trasforma poi in ‘habitus’, modo di essere che ci condiziona, confeziona e ci ‘veste’ come qualcosa che ci sembra naturale. I sinonimi più comuni sono ‘avvezzare e assuefare’. Entrambi i verbi portano il peso, appunto, dell’abitudine. Finché poi, senza destare sospetto e nel trascorrere del tempo, come nel noto diario di Cesare Pavese, la vita diventa un mestiere. Una vita che cospira per abituarci a tutto. Dalla lista dei morti alle frontiere, alle guerre senza fine, alle violenze quotidiane e perfino alla bellezza. Ci si abitua a tutto e tutti. All’esilio, al carcere, alle menzogne e al sopruso. Ci si avvezza alla vita e all’ostinata presenza della morte. Alle democrazie di facciata e alle dittature militari come alla politica spettacolo. Ai genocidi come alla fame nel mondo e al capitalismo come religione. Ci si abitua anche all’assenza di Dio.

Perché se mi abituo
tradisco
quelli che non si abituano
perché se mi abituo
uccido quelli che non si abituano
al tradire
e all’uccidere
e all’abituarsi

Abituarsi alla sofferenza dell’altro e alla complicità con l’ingiustizia perpetrata da chi detiene il potere è dunque, secondo Erich Fried, tradimento e uccisione di coloro che hanno resistito all’assuefazione. A qualche giorno dall’anniversario del Genova Social Forum in occasione del G8 del luglio 2001, queste parole diventano profezie. Aiutano a leggere il presente, bagnato dalla speranza e reiterano la promessa di un altro mondo che è possibile.

Se mi abituo anche solo all’inizio
inizio ad abituarmi alla fine

Il ripudio della guerra, stampato sulla costituzione italiana e puntualmente tradito da allora, dovrebbe tradursi nel ripudio all’abitudine di ogni forma di tradimento dell’umano. Ci siamo fin troppo abituati all’inizio ed è forse giunta l’ora di non assuefarsi alla fine.


             Mauro Armanino, Genova, Luglio 2026


domenica 28 giugno 2026

solo 6 giorni fa, la goliardia di Padre Nicola OCD gli ha permesso di inviare....

Questa foto accompagnata da lui con una battuta, perché da giovane viaggiava in moto e poi, più tardi, in bicicletta, per finire ultimamente sulla sedia a rotelle. Insomma, l'angelo della morte lo ha colto nel giro di pochi giorni. Buon viaggio nel Regno dei Cieli che te lo meriti.

Danila, Alessandra, Marta e tutti i tuoi corrispondenti senza dimenticare i tuoi fratelli sia religiosi che familiari.




28 GIUGNO 2026 A DIO L'ANIMA DI PADRE NICOLA GALENO OCD

Oggi,  28 giugno 2026 alle 3 di questa mattina l'anima bella di Padre Nicola Galeno è salita al Padre.

Qualche tempo fa mi aveva chiesto di leggere questa sua poesia al suo funerale, ma io gli avevo risposto che era troppo lunga e non mi avrebbero permesso di farlo. Lo faccio qui, per tutti quelli che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene.



 

sabato 27 giugno 2026

I CANI DEI RICCHI ABBAIANO SEMPRE AI POVERI di Padre MAURO ARMANINO


I cani dei ricchi abbaiano sempre ai poveri

...’Interessante vero? I cani dei ricchi abbaiano sempre ai poveri. A chi abbaiano? Alla negazione dell’altro compiuta dal ricco. Sto usando il termine ‘ricco’ per riferirmi a una persona che nega l’altro perché ha paura di perdere quello che possiede. Il mio cane sa esattamente chi sono i miei nemici’. Sono parole estratte da ‘Emozioni e linguaggio in educazione e politica’. L’autore è Humberto Maturana, biologo e filosofo morto il 6 maggio del 2021 a Santiago nel Cile. Durante il mio soggiorno nei pressi di Abano Terme alla periferia di Padova ero stato colpito dalla moltitudine dei cartelli ‘attenti al cane’. La messa in guardia, con tanto di disegno esplicativo, si voleva come un deterrente per eventuali visite indesiderate nelle ricche (e ben difese elettronicamente) ville dei vicini. 


Humberto Maturana

 Anche la nostra ‘ricca’ società o civiltà occidentale ha deciso quali sono i suoi nemici e le frontiere di questo particolare spazio geopolitico ne assumono compiutamente le scelte. Ad esempio nella cosiddetta ‘Rotta Balcanica’, che incammina a Trieste e, più in generale nell’Est europeo, migliaia di esiliati dall’Afganistan, Pakistan, Bangladesh e Nepal. In molti dei musei o istituzioni preposte alla memoria degli anni della ‘Cortina di Ferro’, c’è sempre la figura del cane inteso come unità cinofila legata alle polizie di frontiera. Memoria e politica camminano assieme e non è difficile cogliere il legame con i nazisti, i cani, i campi e la caccia al povero e al diverso. 

Un rapporto a cura di ‘Border Violence Monitoring Network’ è un elenco di testimonianze raccolte di brutali attacchi di cani che da allora si sono susseguiti sul confine con la Bosnia-Erzegovina. Frontex, la gestione delle frontiere esteriori europee, ha eseguito diversi programmi di formazione canina a Zagabria, in Croazia, durante l’estate del 2019. In Tunisia invece dei cani c’è il mare, preso come ostaggio dalle politiche esterne dell’Europa e degli accordi bilaterali. Per una questione di giustizia le mamme dei giovani che scompaiono in mare hanno creato nel 2016 l’Associazione delle madri dei dispersi. Cercano di dare un senso al dolore di chi non ha più notizie dei figli partiti per avere un futuro e ingoiati da un Mediterraneo che spesso non restituisce neppure i corpi.

In Tunisia tante mamme, tanti famigliari, non riescono ad accettare che il proprio ragazzo scomparso, a volte giovanissimo, sia morto. Non riescono a mettere la parola ‘fine’ al dramma di un distacco, a volte senza neanche un saluto, un abbraccio, e continuano a cercare. Come una nuova versione di Madri di Plaza de Mayo in Argentina, girano con le foto dei propri figli per uffici ministeriali, prefetture, sedi di Ong, e attendono. Molti giovani, almeno una volta nella vita, programmano l'ḥarga, come si chiama il ‘viaggio’ irregolare, dal verbo ḥaraqa ‘incendiare’, utilizzato per indicare l’atto di bruciare i confini europei e al tempo stesso i documenti sostanzialmente inutili per l’impossibilità di ottenere visti regolari.


La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta dell’ONU sui Territori Palestinesi Occupati e Israele ha pubblicato il 23 giugno scorso un rapporto dettagliato di 100 pagine. In esso si documenta il sistematico uso della violenza brutale contro i bambini palestinesi da parte dello Stato d’Israele e del suo esercito. Il titolo del rapporto è eloquente: “L’essenza dell’infanzia è stata distrutta”. La Commissione indipendente ha esaminato violenze e attacchi sui bambini nei diversi territori palestinesi occupati, non solo a Gaza, e i crimini che essi hanno subito, compresi i crimini psicologici. Si nota l’uso strumentale di termini come ‘terrorista, animale, bestia, abusivo’ o il temine di ‘prostituta’ usato come insulto nei confronti di attiviste.

Il numero stesso dei casi indagati e documentati dalla Commissione evidenzia un chiaro schema secondo cui i bambini sono stati presi di mira direttamente dalle forze di sicurezza israeliane. Ciò costituisce un elemento chiave dell’intento genocida delle autorità israeliane di eliminare il gruppo palestinese a Gaza. La Commissione ritiene che l’uccisione e le gravi lesioni fisiche e mentali inflitte ai bambini palestinesi facessero parte di una strategia volta a distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del popolo palestinese a Gaza. Le autorità israeliane e le sue forze di sicurezza hanno commesso il crimine di genocidio a Gaza uccidendo e causando gravi lesioni fisiche o mentali ai membri del gruppo, compresi i bambini palestinesi, ivi presenti. (tratto da Kritica, giugno 2026)

Beninteso i cani come tali sono esenti da colpe o responsabilità poiché non fanno che accompagnare, appunto da cani fedeli e amici dell’uomo, le emozioni e le scelte del padrone. Lo sguardo dovrebbe centrarsi, beninteso, su coloro che Maturana definisce il ricco e cioè di colui che...’ nega l’altro perchè teme di perdere quello che possiede’. Detto in altri termini ciò implica l’adesione attuale della spesso dimenticata ‘lotta di classe’ che molti hanno interesse a trattare come relitto ideologico del passato. Lo ricordava bene il citato miliardario americano Warren Buffet in una intervista di vent’anni fa...’La lotta di classe esiste, ed è stata la mia classe, quella dei ricchi, a vincerla’.


Questo scritto è pubblicato nel giorno anniversario della morte di don Lorenzo Milani, priore di Barbiana. Ha offerto gli ultimi anni della sua vita, minata dalla leucemia, consacrandola ai figli di contadini che lui ardeva dalla voglia di vedere crescere e camminare come uomini liberi sui sentieri del mondo. Amandoli tanto che in punto di morte si preoccupò di aver forse voluto più bene a loro che a al Signore. Espresse il bisogno di giustificarsi nel suo testamento col dire: ‘Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma spero che Lui non stia attento a queste sottigliezze’.

             Mauro Armanino, Genova 26 giugno 2026



lunedì 22 giugno 2026

SPRAZZI DI VITA DI PADRE MAURO ARMANINO CHE RINGRAZIO DI CUORE

Ho conosciuto Padre Mauro Armanino, solo da lontano, quando era Padre Missionario per la SMA (Società Missionaria Africana) in Niger, e da allora mi ha tenuto sempre aggiornata sulle sue esperienze in quella terra del Sahel rivestita di sabbia e vento.

Oggi mi ha fatto uno splendido regalo, inviandomi alcune sue foto scattate nei vari tempi del suo percorso di vita.

Sono queste:







che il Padre indica così:

1) Da bimbo con mio padre

2) Volontario in Costa D’avorio

3) Argentina già sacerdote con Carlos a Cordòba nel 1999

Posso solo risponderti con un grande GRAZIE! Sono foto stupende, così posso conoscere il tuo papà del quale hai parlato più volte, e che da tempo è volato in Cielo,  e la tua prima infanzia, nonché la tua gioventù come volontario in Costa d'Avorio e come giovane sacerdote in Argentina con il tuo compagno di viaggio da religioso! Ci tengo davvero e spero che tu non abbia riserve e non mi sgriderai per aver pubblicato queste foto (un vero regalo!) sui miei blog. I miei lettori hanno imparato a conoscerti attraverso i tuoi scritti e quindi avranno piacere di vederti in queste foto.


Un caro saluto e un grande abbraccio

Danila


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi