AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

giovedì 21 gennaio 2016

Ricordando il Cardinale Anastasio Ballestrero - Carmelitano scalzo

SPUNTI  DI  PENSIERI 

12-8-98:  RIPENSANDO AL CARDINAL ANASTASIO ALBERTO BALLESTRERO

   Ieri m’è giunta dal caro Monastero di Moncalieri (TO) una cronaca dettagliata degli ultimi giorni terreni del caro Cardinal Ballestrero, scomparso il 21 giugno scorso a Bocca di Magra (SP) dove si era ritirato al momento di lasciare la sede metropolitana di Torino. Per noi suoi confratelli era più familiare chiamarlo semplicemente “Padre Anastasio”.
  
Nel novembre dello scorso anno andai appositamente a trovarlo, anche perché mi aveva mandato le condoglianze in occasione della morte del Babbo. Papà era fiero di avere commissionato per lui delle particolari scarpe ortopediche!
  
Il Cardinale ricordava ancora questa “barba”. Mi meravigliò soprattutto la lucidità dei suoi ricordi nipponici (da Superiore Generale infatti aveva visitato sia la Missione che i Monasteri delle Consorelle ).
  
Il momento per me più commovente fu quando m’inginocchiai per ricevere la sua Benedizione e dovetti invece dargli prima la…mia!
  
La cronaca delle Consorelle di Moncalieri contiene notizie di prima mano, in quanto registrate dalla viva voce di P. Giuseppe e Suor Antonina, che gli furono praticamente sempre a fianco sin da quando era diventato arcivescovo di Bari.
  
Il Cardinale amava molto tornare a respirare l’aria carmelitana dei nostri Conventi e Monasteri! Quando il 23 giugno scorso seppi per caso della sua scomparsa, avendo dovuto telefonare a mia sorella per una faccenda, mi aggrappai subito al telefono per avvisare quasi tutto il Giappone carmelitano…Ora nel meditare il racconto del suo tramonto terreno ho tentato di captare alcune voci che tentavano di farsi strada…
  
Mi ha colpito il fatto che il Cardinale sia stato chiamato alla “Casa paterna” proprio nell’anniversario della sua Prima Comunione…
   
21 GIUGNO 1998             3910

Prima Comunione sulla terra
quando il cor festante bacia il Cristo…
La fragranza resta dell’incontro!

*
Prima Comunione su nel Cielo
quando il Cristo stesso dona il bacio
che sigilla l’alma per l’eterno! 

(Fukuoka 12-8-98)

*
   Il segretario Padre Giuseppe si era accorto che, quando per l’aggravarsi della malattia il Cardinale era molto agitato, bastava dargli un bacio sulla fronte o tenergli a lungo stretta la mano perché lentamente tornasse la calma…

Come non pensare a quanto sicuramente gli avrà fatto tante volte la Mamma negli anni dell’infanzia?

TORNARE      3911

Dell’infanzia tornano
i ricordi amati…
Mai potrò scordare
della Mamma il bacio
sempre vellutato
sulla fronte stanca:
era la chiusura
della mia giornata!
Subito scendevan
a cullarmi i sogni…

Quando per la febbre
pace non mi davo,
solo della Mamma
tenera la mano
tanta sicurezza
al mio cor donava!

Ora sul tramonto
del mortal cammino
come per incanto
tutto rifiorisce!
Il fraterno bacio
sulla fronte lascia
un sapor antico…

Nelle lunghe veglie
la fraterna mano,
che tepor mi dona!

Sei tornata, Mamma!
Tu non scordi mai
pur dal Cielo i figli.
Prendi le sembianze
di chi veglia sempre
con paziente Amore
questo vecchio stanco
dei terreni giorni…

Tendimi la mano,
Mamma, e ritorniamo
questa volta insieme
alla patria eterna! 

(Fukuoka 12-8-98)

*
  
Suor Antonina stava pensando che, date le frequenti chiamate notturne, forse sarebbe stato meglio un ricovero in clinica od ospedale, certo meglio attrezzati rispetto ad una casa privata. Naturalmente aveva voluto prima interpellare l’interessato…

IN CLINICA   3912

Sono all’antica e voglio
chiudere questi giorni
soltanto a casa mia!

Suora, perché mi chiedi
se preferisco andare
in clinica a curarmi?

Ti voglio contentare:
Ma sì, portate pure
in clinica il vegliardo…


“Ci dica almeno quale!”-
incredula domanda
Suor Antonina. E rido…

Ancor non ha capito.
la clinica che voglio
è questa: casa mia! 

(Fukuoka 12-8-98)

*

   In quello che può essere considerato come una specie di testamento spirituale, rilasciato durante una registrazione del 29 maggio scorso ad un confratello carmelitano, traspare tutto il suo immenso amore per l’Ordine…

TESTAMENTO        3913

E’ bello sul finire
di questo lungo viaggio
guardar al mio Carmelo
che sempre mi fu casa
amata dove l’alma
Tutto poté trovar!
Carmelo, fosti un dono
divino e questo cuore
riconoscente lode
per sempre canterà! 

( Fukuoka 12-8-98 )
         
*
  
Noi qui in Missione le cose italiane veniamo sempre a saperle con molto ritardo, a meno che qualche anima buona si attacchi al telefono o prenda la penna in mano…E così avvenne anche per l’ottantesimo compleanno del Cardinale: l’appresi dall’immaginetta, che una cortese consorella di clausura si premurò di inviarmi. Volli pertanto mandargli gli auguri, anche se in ritardo, dedicandogli una poesia composta l’anno precedente. Trattandosi di un confratello carmelitano, scelsi una poesia su San Giovanni della Croce. Non seppi mai però se la mia lettera gli fosse effettivamente giunta, o perché sepolta dalla valanga di auguri o perché rimasta in qualche magazzino postale…
  
A quattro anni di distanza, confrontando questa poesia con la cronaca delle Consorelle di Moncalieri, mi sembra d’avere senza alcuna cognizione di causa fotografato gli ultimi giorni di vita del Cardinale: quel suo quasi continuo essere assorto, rotto soltanto da qualche parola… Chi guarda il Cristo, ha già detto tutto!

IL CRISTO DI GIOVANNI DELLA CROCE      191

(Per gli 80 anni del Card. Anastasio Ballestrero )

Nulla so dirti, dolce Redentore,
che pendi a me dinanzi...La tua Croce
sembra volermi addosso rovinare...
E sento quel tuo Sangue gocciolare
e scioglier la durezza d'ogni cuore...
T'accolgan le mie braccia come quelle
materne di Colei, che al suo tepore
le membra tumefatte ricompose...
E non la fredda roccia, ma il mio cuore
sia il sepolcro amato, ove quel Seme
germogli e poi risorga sfolgorante! 

(Uji 12-11-93)

*
                        P. Nicola della Madonna del Carmine,
                        Missionario carmelitano in Giappone

 NB: Il numero a fianco di ogni poesia denota l’ordine cronologico di composizione.
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P. Nicola,
3 Kaminoharu, Imajuku, Nishi-ku, 
819-0163 Fukuoka,  Japan, Air Mail


martedì 12 gennaio 2016

Papa Francesco e S. Teresina






Il Natale del Giubileo della Misericordia  





Fratelli e sorelle, buongiorno!
In questi giorni natalizi ci viene posto dinanzi il Bambino Gesù. Sono sicuro che nelle nostre case ancora tante famiglie hanno fatto il presepe, portando avanti questa bella tradizione che risale a san Francesco d’Assisi e che mantiene vivo nei nostri cuori il mistero di Dio che si fa uomo.
La devozione a Gesù Bambino è molto diffusa. Tanti santi e sante l’hanno coltivata nella loro preghiera quotidiana, e hanno desiderato modellare la loro vita su quella di Gesù Bambino. Penso, in particolare a Santa Teresa di Lisieux, che come monaca carmelitana ha portato il nome di Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo. Lei – che è anche Dottore della Chiesa – ha saputo vivere e testimoniare quell’ “infanzia spirituale” che si assimila proprio meditando, alla scuola della Vergine Maria, l’umiltà di Dio che per noi si è fatto piccolo. E questo è un mistero grande, Dio è umile! Noi che siamo orgogliosi, pieni di vanità e ci crediamo grande cosa, siamo niente! Lui, il grande, è umile e si fa bambino. Questo è un vero mistero! Dio è umile. Questo è bello!
C’è stato un tempo in cui, nella Persona divino-umana di Cristo, Dio è stato un bambino, e questo deve avere un suo significato peculiare per la nostra fede. E’ vero che la sua morte in croce e la sua risurrezione sono la massima espressione del suo amore redentore, però non dimentichiamo che tutta la sua vita terrena è rivelazione e insegnamento. Nel periodo natalizio ricordiamo la sua infanzia. Per crescere nella fede avremmo bisogno di contemplare più spesso Gesù Bambino. Certo, non conosciamo nulla di questo suo periodo. Le rare indicazioni che possediamo fanno riferimento all’imposizione del nome dopo otto giorni dalla sua nascita e alla presentazione al Tempio (cfr Lc 2,21-28); e inoltre alla visita dei Magi con la conseguente fuga in Egitto (cfr Mt 2,1-23). Poi, c’è un grande salto fino ai dodici anni, quando con Maria e Giuseppe va in pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, e invece di ritornare con i suoi genitori si ferma nel Tempio a parlare con i dottori della legge.
Come si vede, sappiamo poco di Gesù Bambino, ma possiamo imparare molto da Lui se guardiamo alla vita dei bambini. È una bella abitudine che i genitori, i nonni hanno, quella di guardare ai bambini, cosa fanno.
Scopriamo, anzitutto, che i bambini vogliono la nostra attenzione. Loro devono stare al centro perché? Perché sono orgogliosi? No! Perché hanno bisogno di sentirsi protetti. E’ necessario anche per noi porre al centro della nostra vita Gesù e sapere, anche se può sembrare paradossale, che abbiamo la responsabilità di proteggerlo. Vuole stare tra le nostre braccia, desidera essere accudito e poter fissare il suo sguardo nel nostro. Inoltre, far sorridere Gesù Bambino per dimostrargli il nostro amore e la nostra gioia perché Lui è in mezzo a noi. Il suo sorriso è segno dell’amore che ci dà certezza di essere amati. I bambini, infine, amano giocare. Far giocare un bambino, però, significa abbandonare la nostra logica per entrare nella sua. Se vogliamo che si diverta è necessario capire cosa piace a lui, e non essere egoisti e far fare loro le cose che piacciono a noi. E’ un insegnamento per noi. Davanti a Gesù siamo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia – e questo è il nocciolo del problema: la nostra pretesa di autonomia -, per accogliere invece la vera forma di libertà, che consiste nel conoscere chi abbiamo dinanzi e servirlo. Lui, bambino, è il Figlio di Dio che viene a salvarci. E’ venuto tra di noi per mostrarci il volto del Padre ricco di amore e di misericordia. Stringiamo, dunque, tra le nostre braccia il Bambino Gesù, mettiamoci al suo servizio: Lui è fonte di amore e di serenità. E sarà una bella cosa, oggi, quando torniamo a casa, andare vicino al presepe e baciare il Bambino Gesù e dire: “Gesù, io voglio essere umile come te, umile come Dio”, e chiedergli questa grazia.




venerdì 1 gennaio 2016

buon anno a tutto il mondo!



ALSATIAN e glëckliches nëies / güets nëies johr
ARABIC aam saiid / sana saiida
ARMENIAN shnorhavor nor tari
AZERI yeni iliniz mubarek
AFRIKAANS gelukkige nuwejaar
BAMBARA bonne année
BASQUE urte berri on
BELARUSIAN З новым годам (Z novym hodam)
BENGALI subho nababarsho
BERBER asgwas amegas
BETI mbembe mbu
BOBO bonne année
BOSNIAN sretna nova godina
BRETON bloavez mad
BULGARIAN честита нова година (chestita nova godina
BIRMAN hnit thit ku mingalar pa
CANTONESE kung hé fat tsoi
CATALAN feliç any nou
CHINESE xin nièn kuai le / xin nièn hao
CORSICAN pace e salute
CROAT sretna nova godina
CZECH šťastný nový rok
DANISH godt nytår
DUTCH gelukkig Nieuwjaar
ESPERANTO felicxan novan jaron feliæan novan jaron (Times SudEuro font)
ESTONIAN head uut aastat
FAROESE gott nýggjár
FINNISH onnellista uutta vuotta
FLEMISH gelukkig Nieuwjaar
FRENCH bonne année
FRIULAN bon an
GALICIAN feliz aninovo
GEORGIAN gilotsavt aral tsels
GERMAN ein gutes neues Jahr / prost Neujahr
GREEK kali chronia / kali xronia eutichismenos o kainourgios chronos
GUARANÍ rogüerohory año nuévo-re
HAITIAN CREOLE bònn ané
HAWAIIAN hauoli makahiki hou
HEBREW shana tova
HINDI nav varsh ki subhkamna
KANNADA hosa varshada shubhaashayagalu
KHMER sur sdei chhnam thmei
KIRUNDI umwaka mwiza
KOREAN seh heh bok mani bat uh seyo
KURDE sala we ya nû pîroz be
HUNGARIAN boldog új évet
ICELANDIC farsælt komandi ár
INDONESIAN selamat tahun baru
ITALIAN buon anno, felice anno
IRISH GAELIC ath bhliain faoi mhaise
JAPANESE akemashite omedetô
KABYLIAN asseguèsse-ameguèsse
NORWEGIAN godt nytt år
MACEDONIAN srekna nova godina
MALAGASY arahaba tratry ny taona
MALAY selamat tahun baru
MALTESE sena gdida mimlija risq
MAORI kia hari te tau hou
MONGOLIAN shine jiliin bayariin mend hurgeye  (Шинэ жилийн баярын мэнд хvргэе)
MORÉ wênd na kô-d yuum-songo
LAO sabai di pi mai
LATIN felix sit annus novus
LATVIAN laimīgo Jauno gadu
LINGALA bonana / mbula ya sika elamu na tonbeli yo
LITHUANIAN laimingų Naujųjų Metų
LOW SAXON gelükkig nyjaar
LUXEMBOURGEOIS e gudd neit Joër
OCCITAN bon annada
PERSIAN sâle no mobârak
POLISH szczęśliwego nowego roku
PORTUGUESE feliz ano novo
ROMANI bangi vasilica baxt
ROMANIAN un an nou fericit / la mulţi ani
RUSSIAN С Новым Годом (S novim godom)
SAMOAN ia manuia le tausaga fou
SANGO nzoni fini ngou
SOBOTA dobir leto
SPANISH feliz año nuevo
SWAHILI mwaka mzuri
SWEDISH gott nytt år
SWISS-GERMAN äs guets Nöis
SARDINIAN bonu annu nou
SCOTTISH GAELIC bliadhna mhath ur
SERBIAN srecna nova godina
SHONA goredzwa rakanaka
SINDHI nain saal joon wadhayoon
SLOVAK stastlivy novy rok
SLOVENIAN srečno novo leto
TAMIL iniya puthandu nalVazhthukkal
TATAR yana yel belen
TELUGU nuthana samvathsara subhakankshalu
TAGALOG manigong bagong taon
TAHITIAN ia ora te matahiti api
THAI (sawatdii pimaï)
TIBETAN tashi délek
TURKISH yeni yiliniz kutlu olsun
UDMURT Vyľ Aren
UKRAINIAN Z novym rokom
URDU naya saal mubarik
WALOON (“betchfessîs” spelling) bone annéye / bone annéye èt bone santéye
WELSH blwyddyn newydd dda
WEST INDIAN CREOLE bon lanné
YIDDISH a gut yohr
VIETNAMESE Chúc Mừng Nam Mới / Cung Chúc Tân Niên / Cung Chúc Tân Xuân

Mancano molte altre lingue, immagino, ma spero che queste raggiungano i lettori dei Paesi dove si parlano! 

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi