AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

domenica 23 settembre 2012

LA DIVINA COMMEDIA SECONDO MIMMA


In fine del cammin di nostra vita
cent’anni e rotti in internet oscura
di pianti e lai mi ritrovai smarrita.

Ahi, quali affanni, duolo e che paura
strizzarono il mio core in tale sorte
e zoppicando entrai nella radura.

 Paga, satàn, paga satàn a morte
strillava Monti con la voce chioccia
ricevendosi in viso molte torte.

Fu allora che dall’alto di una roccia
Domenica Luise si tuffava
con le braccia aggrappate alla capoccia.

 Ella peraltro la poesia che amava
qual salvagente per andare a fondo
usò dell’alma umana nella lava

dalle tenebre buie di questo mondo
fino all’iperuranio glorioso
di luce chiara e canti assai giocondo.

Tempi crudeli fecero il maestoso
furore giovanile surgelare
recalcitrando qual cavallo ombroso

e qual cavillo da sperimentare
a salvezza delle anime perdute
e contro ogni speranza ormai sperare.

La bufera immortal, che l’alme mute
travolge stringe e sbatte infuriata
non ha pietà delle teste canute

né dell’umanità triste e malata
ovver dei ragazzini viziati
in una sorte certo assai ghiacciata.

Ed i politicanti disperati
litigiosi, imbroglioni e così sia
all’inferno per sempre rigettati

ma non da soli, in buona compagnia
di bugiardi, pedofili e assassini
che di ogni onore fanno simonia.

 Domenica Luise

(File disegnato al computer da Domenica Luise)

venerdì 21 settembre 2012

IL TUNNEL DI LUCE

Dipinto ad olio di Domenica Luise

Ero stata operata di ginocchio valgo alla gamba sinistra e tutto era andato bene.

Uscii in trionfo dall’ospedale, medici compiaciutissimi, io molto sollevata, mia sorella e mio cognato mi portarono a casa loro perché riprendessi le forze e fossi assistita per tutto il tempo necessario. Scalpitavo per la voglia di rientrare nel mio regno, tra quadri, quaderni di poesie e le mie bestiole momentaneamente affidate alle cure della vicina. Mi sfogavo su un tappeto di fiori a uncinetto surricamato  inventato da me, che suscitava lo stupore di chiunque lo vedesse per il pazzesco lavoro strano e sgargiante che ne usciva.
La pressione era bassa, ma non me ne curavo perché era tale da una vita.
Al primo controllo camminai senza stampella davanti agli occhi sbalorditi dei medici, il professore mi fece andare su e giù elogiandomi. So io i dolori provati per piegare le gambe come mi avevano detto di fare e cosa significava un millimetro di movimento in più guadagnato in ore di fatica.

Incominciai a dire che volevo tornare a casa mia, ma la sorella, da quell’orecchio, non ci sentiva.

Dimenticavo la stampella dapertutto: accanto al letto quando mi alzavo, in bagno, nell’altra stanza.
Ero proprio pimpante, solo quella pressione troppo bassa ci spingeva alla prudenza.

DESEJO DE SABEDORIA DIVINA




Este desejo de compreender 
as verdades divinas
de uma maneira clara e absoluta
está sempre presente na alma;
e, quanto mais ama,
mais adentro delas
lhe apetece entrar.”
S. João da Cruz, Cântico Espiritual 36, 9
Senhor,
concedei-nos em abundância o vosso amor,
para que se acenda em nós
o desejo de Vos conhecer mais plenamente,
até chegarmos ao conhecimento total
da vossa Verdadeira Essência,
que não é senão Amor.


--

PAPA KAROL WOJTYLA: PENSIERI E AFORISMI




Esser giusto significa dare a ciascuno quanto gli è dovuto. Questo riguarda i beni temporali, di natura 
materiale. Il miglior esempio può essere qui la retribuzione per il lavoro o il così detto diritto ai frutti del proprio lavoro o della propria terra. Però all'uomo si deve inoltre il buon nome, il rispetto, la considerazione, la fama che si è meritato. Quanto più conosciamo l'uomo, tanto più ci si rivela la sua personalità, il suo carattere, il suo intelletto e il suo cuore. E tanto più ci rendiamo conto - e dobbiamo rendercene conto! - con quale criterio misurarlo e che cosa vuol dire essere giusti con lui. 
Uomo giusto, uomo di giusta misura. Che tutti noi lo siamo! Che tutti noi tendiamo costantemente a diventarlo!

MONDO MALATO






Dialisi diuresi
Diastasi diagnosi
Mondo malato
Mettiamo
Una dieresi
Apriamo
Un dialogo
Indossiamo
Un diadema
Misuriamo
Il diametro
Tracciamo
Un diagramma
Ne uscirà
Una diatriba
E forse una diaspora
Saliamo su un diesel
Corriamo
Dal dietologo
Poiché siamo obesi
Oberati, operati
Operai disoccupati
Disperati
In questo mondo
Malato di disamore


Danila Oppio 20 settembre 2012
Inedita

giovedì 20 settembre 2012

AMICIZIE AL BLOG



Così si spegne la sera
negli angoli del tempo,
muta è la voce
dove anime pie recitano preghiere.
Son parole dolci le nostre,
non toccate da sguardi furtivi,
non stonate da arcane voci.
Così è la nostra amicizia nel tempo
dove il futuro è capace ancora 
di recare nuove armonie.


Annamaria Gatti
"poesieinsmalto"




AMICHE DI BLOG



Sai, cara amica, dove vola

il mio pensiero vagabondo?
L’occhio inganna, credimi, la mente
E confonde le strade del mondo
Dove cammina molta gente
Senza sapere quale sia la direzione.

Molta, pensaci, è la confusione
Che taluni fanno, nel definire un’amicizia
Vogliono che sia vera, e vera letizia
Solo se possono abbracciarla.

Ed io, noi, che abbiamo conosciuto
Tante splendide anime, sul blog
Senza aver loro mai stretto la mano
Siamo considerate folli,  è risaputo

Eppure sono persuasa
Che si svela l’angolo più profondo
Di un cuore e di un’anima
Attraverso la scrittura. Non confondo
L’aspetto fisico coi sentimenti

Percepisco i pensieri che altrimenti
Non sarebbero svelati, coperti come sono
Da maschere di orgoglio, di finzione
Mentre nell’ombra c’è l’abbandono
Di ogni assurda inibizione.

E si è realmente quel che siamo
Che sentiamo, che rappresentiamo
NOI STESSE E TUTTO CIO’ CHE AMIAMO

Danila Oppio
Inedita
Questa poesia è dedicata a tutte le persone che ho conosciuto attraversi i blog miei e di ognuna di loro...te compresa. Ma il significato è chiaro, ho delle serie controversie con mio figlio, il quale asserisce che non posso definire amica, una persona con la quale comunico solo attraverso la scrittura. Che quella persona, come io stessa, possiamo raccontarci un mucchio di palle, tanto non se ne può verificare l'autenticità. 
Sostiene che gli amici sono coloro che si frequentano, de visus.
Io sono persuasa del contrario, ovvero che, tolta l'inibizione del rapporto diretto, attraverso la scrittura si va oltre la plasticità e la motilità del corpo, si va oltre l'aspetto fisico, che potrebbe non piacere, si bypassa l’esteriorità, per andare direttamente nell'introspezione, nella psiche e nei sentimenti più profondi e veri. Leggere poesie di amiche e amici, serve a conoscerli meglio che se non si fossero incontrati di persona, nei cui incontri, spesso ci si limita a parole di convenienza, piuttosto asettiche, e non ci si inoltra nei meandri dello spirito. 
Così mi è nata questa poesia, perché davvero, io conosco donne, e le considero vere amiche, che non ho mai incontrato di persona, ma che reputo fantastiche: Rina, Angela, Mimma, Graziella, Scibona, Giovanna...ecc, tanto per fare alcuni nomi..e sono tutte poetesse..anime nobili, speciali, straordinarie..e che se avessi incontrato di persona, non avrei mai conosciuto così bene come attraverso la loro scrittura...così penso che anche gli altri, possano conoscere me allo stesso modo...
Infatti, essendo io molto timida, di fronte ad una persona che incontro per la prima volta, appaio persino un po' vuota e superficiale, poiché non so che dire e che fare, parlo di cose fatue, mascherando il mio vero essere. Ma qui, da Paperina, divento altra!


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi