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lunedì 10 aprile 2017

Eresie e Concili su Gesù


Il Concilio di Nicea

ERESIE E CONCILI SU GESù

– Ebionismo. Il movimento giudeo-cristiano degli Ebioniti (II secolo) considerava Gesù come un grande profe-ta, al pari di Mosè, ma soltanto un uomo: di grande virtù, ma privo della natura divina.
Docetismo. Sostenuto da autori gnostici tra il I-IV secolo. Gesù è un “eone” di natura divina e l'ele-mento umano è solo apparentein particolare, per quanto riguarda la passione, sostiene che non fu Gesù a patire e morire in croce, ma Simone di Cirene–.
Adozionismo. Sostenuto da vari autori come l'ebionita Cerinto (fine I – inizio II secolo), Paolo di Samosata (ca. 200 – ca. 275) e altri. Gesù è un semplice uomo che, per la sua notevole virtù, è stato adottato da Dio – il quale lo ha investito della natura divina al momento del battesimo.
Modalismo  Sostenuto da Sabellio (inizio del III secolo). Il Figlio, al pari del Padre e dello Spirito Santo, non è una vera e propria persona, ma un modo-manifestazione dell'unica sostanza-principio divina. In tal modo, in croce ha patito anche il Padre (e lo Spirito Santo).
Arianesimo. Elaborato da Ario (256-336). Il Logos-Gesù è divino, ma è stato creato dal Padre [la for-mula attribuitagli dagli avversari è: «C'era un tempo in cui il Figlio non c'era»]. Il Figlio dunque non è della stessa sostanza del Padre, ma rappresenta una sorta di semi-divinità a lui subordinata.
Omoiusiani. Sostenitori di Basilio di Ancira (attivo tra il 336 e il 360). Il Figlio, creato dal Padre, è di sostanza distinta ma simile (omoiùsios) al Padre. Nei fatti, questa definizione differisce da quella ufficiale elaborata dal concilio di Nicea (omousía, "consustanzialità") solo per una iota.
  Apollinarismo. Elaborato da Apollinare di Laodicea (310-390 circa) sulla base dell'antropologia aristotelica. In Gesù c'è la sola natura umana, ma in modo incompleto: l'anima vegetativa e animale sono umane, mentre l'anima razionale è costituita dal logos divino.
  Nestorianesimo. Elaborato da Nestorio (381-451 circa). In Gesù ci sono due nature e due persone, connesse attraverso un'unione puramente morale.
  Monofisismo. Elaborato da Eutiche (378-454 circa). In Gesù esisteva una sola natura: quella divina, che ha assorbito la natura umana.
Monotelismo, o monoteletismo. Elaborato dal patriarca Sergio I di Costantinopoli (565-638 circa). Nella persona di Gesù ci sono le due nature, umana e divina, ma una sola volontà, quella divina.

CONCILI
La Chiesa cattolica ha elaborato un insieme di dottrine e dogmi definiti come “cristologia”, durante i primi 7 concili ecumenici, in base ai quali altre correnti di pensiero o altre interpretazioni delle scritture sono state definite “eresie”.
a.– Primo concilio di Nicea (325). Nel cosiddetto Simbolo Niceno [o “Credo breve”] il Figlio è definito consustanziale (omoùsion) al Padre, cioè «della stessa sostanza del Padre», con un'implicita con-danna della dottrina di Ario.
b .– Primo concilio di Costantinopoli (381). Ribadisce il concilio di Nicea formulando il Simbolo Nice-no-Costantinopolitano ["Credo lungo"], ampliamento del precedente.
c. – Concilio di Efeso (431). Stabilisce che Maria è «Madre di Dio» (Θεοτόκος, Theotókos) e che in Cristo sono unite la natura umana e divina in una sola persona, condannando implicitamente il difisismo [2 nature e persone distinte, di Nestorio, l'adozionismo e il docetismo.
d. – Concilio di Calcedonia (451). Stabilisce che nell'unica persona-ipostasi (sostanza) di Gesù vi sono le due nature, umana e divina, «senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili», con una condanna implicita, dunque, del monofisismo di Eutiche.
e. – Secondo concilio di Costantinopoli (553). Riafferma le dottrine cristologiche stabilite nei precedenti concili, condannando esplicitamente diversi autori, tra cui Apollinare, Nestorio e Eutiche.
f. – Terzo concilio di Costantinopoli (680-681). Stabilisce che in Gesù vi sono sia la volontà umana che quella divina – non in contrasto tra di loro, in quanto la prima segue la seconda – e condanna espli-citamente il monotelismo di Sergio.

g. – Secondo concilio di Nicea (787). Stabilisce che chi venera un'immagine sacra, venera chi è in essa riprodotto, condannando quindi l'iconoclastia.

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