AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 23 dicembre 2020

BUON NATALE A TUTTI VOI! da DANILA OPPIO


Dipinto di Maristella Angeli

BUON NATALE!
Con tutto il cuore 
una mia poesia per voi.

Il Natale di chi?


Penso a quel neonato
che morì sulla Croce
33 anni dopo esser nato
e che nei suoi ultimi 3 anni
forte fece udire la sua voce.

Ora chi più mai l’ascolta?
S’è cominciato a togliere
il Crocifisso dalle scuole
per non dover contrariare
chi ad altre religioni crede
e non lo vuol guardare.

Così il suo bel Natale 
certo si festeggia ancora 
ma non sempre col presepe. 
Resta per tradizione
una festa di famiglia
pur se la Sua nascita
non desta più meraviglia.

C’è l’abete che di luci brilla.
La slitta di Babbo Natale
che nella notte scintilla
da Rovaniemi colma di doni
sia per bambini capricciosi
così come per quelli buoni.

Ma a Lui io penso ancora
e Lo prego che guardi quaggiù
perché il Covid svanisca fin d’ora…
…Buon compleanno caro Gesù!

Danila Oppio

FINO A QUANDO (Poesia ispirata al Salmo 13) di UMBERTO DRUSCHOVIC

FINO A QUANDO (Poesia ispirata al Salmo 13) di UMBERTO DRUSCHOVIC


 

PARAFRASI LIRICHE SUL MISTERO DEL NATALE DI EDITH STEIN

Ciclo di Parafrasi liriche sul Mistero del Natale di Edith Stein

Siamo in Germania nel 1931

e la Professoressa Edith Stein,

battezzata nove anni prima,

compone dietro richiesta

questo trattatello sul

MISTERO DEL NATALE,

pubblicato solo dieci anni dopo la  morte avvenuta nel 1942.

Io ne venni a conoscenza nel 1975

quando diventai confessore ordinario

del nostro Monastero di Bologna

e per me rappresentò una vera scoperta.


Ora a quarantacinque anni di distanza

durante questo confino a causa della pandemia

mi sono deciso a mettere in versi

alcune tra le pagine più salienti:

la poesia ha il pregio di imprimere meglio tutto nel cuore.


Per ora pubblico solo tredici lirici scorci,

corredandoli con immagini mariane.

Mi sembrano il miglior invito a festeggiare il Natale.

(Sacra Conversazione, Andrea Previtali)

PRIMI FIOCCHI

Quando i giorni divengono più corti

e vedono cader i primi fiocchi,

quantunque ancora timidi e sommessi

affiorano i pensieri del Natale.


E’ questa una parola che irraggiare

un misterioso fascino ben sa!

Il cor difficilmente può sottrarsi.


Pur chi professa fede differente

oppur non crede al fatto di Betlemme

invogliato si sente a preparare

questa festa con luci giubilanti.


Un caldo flusso d’amor già da tempo

sembra inondar tutta quanta la terra.

E’ festa dell’amor e della gioia

e verso questa stella accorron tutti!

(La Sacra Famiglia, Michelangelo)

DAVANTI AL PRESEPE

Per il cristiano cattolico serba

la festa un contenuto assai profondo.

Viene da quella stella lui guidato

davanti all’umil greppia, che presenta

il Bambinello portator di pace.


L’arte cristiana ce lo pone innanzi

agli occhi con immagini soavi,

mentre risuonan melodie antiche

pervase dall’incanto dell’infanzia.

 

(Madonna con Bambino ed Angeli, Masaccio)

SANTA ED ARDENTE NOSTALGIA

Chi vive con la Chiesa l’atmosfera       

caratteristica dell’Avvento avverte

una santa ed ardente nostalgia.


Il canto del Rorate e delle antiche

solenni profezie dissetare

sa il core bisognoso di salvezza.


Irripetibil gaudio sperimenta

sentendo alfin l’annuncio risuonare:

“Oggi saprete che il Signore viene.


Domani voi vedrete la sua gloria!”.

Gli alberi di Natale si riveston

di luci. Già si scambiano dei doni

e quando a mezzanotte la campana

annuncia l’avvenuta Incarnazione

un sommo appagamento il cor ricolma.

(Madonna col Bambino, Simone Martini)

PARAMENTI DI FESTA E DI LUTTO

Sembri indimenticabile davvero,

felicità del Natale. Purtroppo

ancor oggi la terra e il ciel non sanno

unirsi in una dolce realtà.


Continua quella stella di Betlemme

a brillar nella notte tenebrosa.

All’indomani del Natale stesso

i bianchi paramenti della festa


deve deporre la Chiesa, scegliendo

il color rosso del sangue ed al quarto

giorno pur quello violetto del lutto…

Il protomartire Stefano e i bimbi

lattanti di Betlemme e di Giudea

vennero massacrati dalle mani

rozze di quei carnefici ed or sanno

stringersi attorno al Bimbo del presepe.


Come non chiedersi il significato

di tutto ciò? Dov’è finito il gaudio

delle schiere celesti e la silente

beatitudin della Notte Santa?


Dov’è la pace in terra, che augurata

fu agli uomini di buona volontà?

Non tutti son di buona volontà…

 

(Madonna col Bambino, Marco d’Oggiono)

LUCE E TENEBRE

Dalla gloria del Cielo si dovette

muover il Figlio dell’eterno Padre

perché il mistero dell’iniquità

aveva avvolto tutta questa terra…


Le tenebre sapevan ricoprirla.

Lui volle illuminarle, ma incontrò

la loro incomprensione. Sol a quanti

l’accolsero portò con la sua luce


pure la pace col Padre celeste:

pace interior e profonda del cuore.

Ai figli delle tenebre portò

solo la spada. Lui rimane pietra


d’inciampo contro cui urtare voglion,

ma sempre poi finiscon per schiantarsi…

E’ questa verità sì seria e grave

che neppure l’incanto del Bimbetto


in quella mangiatoia celar deve

al nostro sguardo. Strettamente uniti

son i misteri dell’Incarnazione

e del male. Alla luce che discende


dal ciel s’oppone cupa ed inquietante

la notte del peccato. Il Bambinello

protende le manine: col sorriso

sembra predire quanto poi da adulto


proferirà: “Venite a me, voi tutti,

che vi sentite oppressi e affaticati!”.

Alcuni seguiranno quell’invito

sull’esempio dei poveri pastori,

che al risuonar dell’angelico annunzio

risposero ricolmi di fiducia!

 

(Madonna in gloria, Maestro di Moulins)

LA RUGIADA DELLA GRAZIA

Sui pastori e sui Magi dell’Oriente

le manine del Bimbo riversaron

la copiosa rugiada della grazia.


Essi provaron gioia sconfinata.

Sanno le mani dar e domandare.

“Sapienti, deponete questa vostra


sapienza e diventate come i bimbi

semplici. Voi, monarchi, vi dovete

disfare di corone e di tesori


per umilmente inchinarvi dinanzi

al Re dei re. Prendete senza indugio

su voi tutte le pene e sacrifici

richiesti per servirlo degnamente!

(Madonna col Bambino, Andrea da Bologna)

IL DONO DEGLI INNOCENTI

Il Bimbo par ripeter ai bambini:

“So che da parte vostra non potete

ancora fare nulla. Prendo allora

la vostra tenera vita ancor prima

che sia propriamente cominciata.


Non v’è modo migliore d’impiegarla

che sapendola offrir in sacrificio

per il Signore stesso della vita!”.

(Madonna in trono, Maestro di Badia a Isola)

  “SEGUIMI”

Son queste le parole indirizzate

dal Cristo a quel discepolo, che amava.

E questi lo seguì senz’attardarsi

nel chiedere: “Ma dove, a quale scopo?”.

Abbandonò la barca di suo padre,

andando dietro al Cristo per le strade

da lui percorse, e finì sul Calvario.


Pur Stefano sentì lo stesso invito.

Accettò di lottar contro il potere

delle tenebre e lor sostenitori,

con le parole e col sangue sapendo

testimone del Cristo diventare.

Lo seguì nello spirito d’amore,

che combatte il peccato, eppure sa

amar il peccatore; che intercede

per l’omicida all’atto di morire.

 

(Madonna del roseto, Botticelli)

FIGURE LUMINOSE

Sono tutte figure luminose

quelle che s’inginocchiano dinanzi

all’umil mangiatoia: son i bimbi

teneri ed innocenti, son pastori

ricolmi di fiducia, sono re

umili, sono Stefano e Giovanni.


Di fronte a loro sta solo la notte

degli induriti ed accecati cuori,

rappresentata da scribi ed Erode.

Di fronte al Bimbo nella mangiatoia

si dividon gli spiriti. Lui resta

il Re dei re, signore della vita

e della morte. Ancora lui ripete:

“Seguimi!”. Chi non è per lui si schiera

contro di lui. Stessa cosa pronuncia

verso di noi, ponendoci di fronte

all’ardua decisione: noi dobbiamo

optare per le tenebre o la luce.

 

(Madonna con Bambino ed Angeli, Bicci di Lorenzo)

SCAMBIO MIRABILE

Dove il divino Bambino ci voglia

condurre sulla terra resta sempre

un mistero per noi, che non dobbiamo

far anzi tempo domande al riguardo.


Una cosa sappiamo: tutto quanto

sa in bene ridondare per coloro,

che sono veri amanti del Signore!

Le vie per le quali ci conduce

sanno andar al di là di questa terra.


O mirabile scambio! Il Creatore

con l’assunzione d’un corpo mortale

la sua divinità ci conferisce!

Venne per questo quale Redentore.

Figlio degli uomini lui diventò

per farci divenir figli di Dio!

Uno di noi aveva lacerato

il nesso di divina figliolanza.


Uno di noi doveva riannodarlo,

effettuandone il giusto pagamento

in seguito al peccato, ma nessuno

della progenie inferma e imbastardita

era in grado di farlo. Si doveva

sovra d’essa innestar un ramoscello

nuovo, nobil e sano. Uno di noi

non solo lui divenne: volle andare

oltre sapendo infatti diventare

unica realtà con tutti noi!

 

(Madonna col Bambino, Giovan Antonio Boltraffio)

IL CORPO MISTICO DI CRISTO

La meraviglia del genere umano

consiste in ciò: siamo un’unica cosa!

Se ciascuno di noi vivesse accanto

agli altri come autonomo, di certo

la caduta dell’uno non avrebbe

pure quella degli altri comportato.


D’altra parte chi avesse poi potuto

pagare per la nostra espiazione

addebitandoci tutto il suo prezzo,


la sua giustizia mai avrebbe visto

trapassare a favor dei peccatori.


Venne Gesù per divenir un corpo

misterioso con noi: lui come capo

e noi come sue membra. Se mettiamo

le nostre mani in quelle del Bambino

divino rispondendo ai suoi appelli,

allor saremo suoi. Per noi si schiude

la porta della vita sua divina!

(Madonna col Bambino, Anonimo senese del secolo XIV)

LA VITA DIVINA IN NOI

Inizia in noi la vita sua divina,

quantunque ancor non possa diventare

contemplazion beata nel fulgore

della gloria. Persiste infatti ancora

l’oscurità della fede. Comunque

si tratta d’esistenza, che già sente

d’appartener al Regno dell’Eterno.


Questo regno iniziò quando la santa

Vergine pronunciò il beato assenso,

che serva seppe renderla del regno.


E servi diventaron pure quanti

prima e dopo la nascita del Cristo

seppero professar la fede in lui

con azioni e parole: San Giuseppe,

Elisabetta, suo figlio, coloro,

che circondavan quella mangiatoia.

Tutti poteron entrar in quel Regno! 

(Madonna della seggiola, Raffaello

OSSERVANZA DEI COMANDAMENTI

Essere figlio di Dio comporta

di camminare dandosi la mano,

facendo il suo voler e non il nostro,

nelle sue mani ponendo ogni speme

e preoccupazione senz’affanno

alcuno che riguardi l’avvenire.


Quest’è la base della libertà

e della gioia del figlio di Dio.

Son cose che di raro possedute

vengono pur dalle persone pie

e da chi volle offrirsi eroicamente

a Dio. Puoi vederli sempre chini

camminar sotto il peso dei doveri

e preoccupazioni assai gravose.


Conoscon la parabola dei gigli

del campo e pur degli uccelli del cielo.

Eppur nell’incontrar chi non possiede

beni, pensione od assicurazione

e nonostante ciò va incontro lieta

al suo futuro sanno ritenerla

davvero una persona molto strana.

Mai capiranno la fiducia in Dio!

(Legnano 2-12-2020), Padre Nicola Galeno


domenica 20 dicembre 2020

VETRATE MARIANE NEL CIMITERO DI OLGIATE OLONA (VA)

Ciclo su Vetrate Mariane nel Cimitero di Olgiate Olona (VA)

Anche nei cimiteri si trovano splendide immagini della Madonna col Bambino, perfette per l'avvicinarsi del Natale del Signore.


VERGINE ORANTE

Vergine, tu sai sempre inabissarti

nel dialogo amoroso con l’Eterno

e con la Creatura nel tuo grembo...

MADONNA COL BAMBINO

Vergine, ti fa tanta tenerezza

il Bimbo quando pone le manine

attorno al collo: segno che s’appresta

a spalancarti tutto il cuoricino!

 

VERGINE ORANTE

Vergine, non ti stanchi d’ammirare

il fulgido mistero dell’Amore

eterno che ci dona un Salvatore!

MADONNA COL BAMBINO

Vergine, quando il Bimbo ti confida

i segretucci del suo cuoricino,

sempre li ascolti con vivo interesse:

rivelano uno sguardo penetrante!


MADONNA COL BAMBINO

Vergine, resta il Bimbo affascinato

da come sempre sappia sprofondarti

nell’amoroso dialogo con Dio...

MADONNA COL BAMBINO

Il Bimbo par con Mamma addormentarsi.

Ignora che lei, quando s’inabissa

nella preghiera fervida, si sente

a maggior agio, chiudendo i suoi occhi...

MADONNA COL BAMBINO

Visi radiosi, sempre suscitate

struggente nostalgia d’una vita,

che scorra in sintonia con l’Eterno!


MADONNA COL BAMBINO

Il Bimbo sperimenta una gran brama

di saper imitare un dì la Mamma,

capace d’estraniarsi da ogni cosa

quando silente adora il Creatore!


(Legnano 19-12-2020), Padre Nicola Galeno


sabato 19 dicembre 2020

BEATA MARIA DEGLI ANGELI (1661-1717) Carmelitana

Ciclo sulla Beata Maria degli Angeli (1661-1717) 

MARIA  DEGLI   ANGELI

Maria, che degli Angeli il bel nome

portasti sulla terra dilaniata

da guerre fratricide, tu lasciasti

pace dovunque e generoso amore.

*

Te fanciulletta inebriano i racconti

dell'Evangelo e sempre li ripeti

con la freschezza innata di chi crede

sempre giuliva ai detti del Signore!

*

 

(La Chiesa del Monastero di S. Cristina a Torino)

Come Teresa d'Avila sospiri

tu pure di versare il proprio sangue

per Cristo...E col fratello già progetti

con fanciullesco ardore la tua fuga.

*

Il giovanile cuore s'abbandona

alle lusinghe e spreca tutto il tempo

nell'agghindarsi e sempre rimirarsi

con compiaciuto affetto in quello specchio...

*

 

(Lapide funeraria nella Chiesa di S. Cristina)

Non t'ha lasciata il Cristo, pur se corri

sempre da Lui lontano...E un dì lo specchio

la Sua piagata faccia a te riflette.

E tu capisci e piangi sconsolata...

*

Cambia tua vita! E tanta penitenza

ora spaventa quella dolce madre,

che prima non sapeva darsi pace

per questa figlia schiava del vestire...

*

Ed il materno affetto si tramuta

in crudeltà, che vuole sradicare

ogni pensier che tenda alla clausura

ove tu miri a viver consacrata.

*

(Il Monastero di Moncalieri, voluto dalla Beata)

Ma la tenacia tua non s'arrende.

E la stupenda chioma, che sì fiera

rende tua madre - tanta è l'avvenenza! -

sai con un taglio netto tu tranciare!

*

Brutta tu sembri adesso al cavaliere...

Bella ti senti invece innanzi al Cristo!

Rompi gli indugi e lasci la tua casa,

anche se in fondo al cuore c'è uno schianto...

*

Ma quelle mura sacre, che tu brami,

sembran negarti salda protezione...

Esci malata e torni a quella casa,

che ha visto tante lacrime e digiuni!

*

(L’urna della Beata nella Chiesetta di Moncalieri)

Chi può ridir la gioia che t'invase

quando sotto la pioggia diluviante

sentisti del Carmelo il bianco manto

avvolgerti e di pace inebriarti?

*

Ora la strada nitida t'appare.

La Vergine ti vuole tra le figlie

dell'anima infuocata di Teresa!

Ma tra il Carmelo e te...quant'aspra guerra!

*

No, non s'arrende Mamma! Questa figlia

troppo l'è cara...Ed ecco il lungo assedio!

Alfine della Grazia al tocco cede.

E tu rimani figlia del tuo chiostro!

*

(La Madonna del Carmine nella Chiesetta)

Or è il demonio a insorgere crudele

contro di te, schiantandoti all'interno.

Tenebre fitte avvolgon l'alma tua.

Preda del dubbio, vaghi disperata...

*

Com'è lontano il Cristo e la sua luce!

Senti nella tua carne l'abbandono,

che chiuse sulla Croce l'avventura

sua... Tutto ti sembra ormai perduto!

*

(La statua di S. Giuseppe all’ingresso del Monastero)

Torna la luce! E il cuore s'abbandona

alla consolazione del Risorto!

Questo martirio ha reso cristallino

l'animo tuo, che spiegasi alla Grazia...

*

Frutti di santità varcan le mura

dell'umil chiostro...E tanti ad implorare

vengon della tua prece la possanza!

Madre ti senti e doni con larghezza.

*

(Madonna col Bambino in un chiostrino interno)

L'occhio profetico Dio ti dona.

Quando il nemico minaccia l'assalto

contro Torino e già tutti son preda

dello spavento, tu sola non tremi.

*

La tua parola rincuora e ricorda

che della Vergine il braccio difende!

Dell'insperata vittoria qual voto

nasce il Santuario maestoso sul colle.

*

(Formella di S. Giuseppe all’esterno del Monastero)

Tu lo vedrai soltanto dal Cielo,

come il Carmelo che stai erigendo

a Moncalieri per tutte le figlie,

che della Vergin il manto sospiran.

*

Chiudi serena i tuoi occhi alla terra

e li riapri per sempre alla gloria.

Resta incorrotto il tuo corpo tra noi,

dolce vestigio degli Angeli in terra!


(Date - Giappone 20-9-1993), 

Padre Nicola Galeno


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi