AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

EDIZIONI PER VOI

Edizioni per voi: da leggere direttamente.
Alla destra della home-page, potrete sfogliare:
IL PAESE DI FANTASIA, fiaba in versione digitale (E-book)
e le sillogi poetiche:
DANZANDO IN PUNTA DI PENNA (tra versi poetici)
ILLUSIONI
PATCHWORD (ritagli di strofe)
Basta cliccare sulla copertina, e si aprirà il libro digitale
Buona lettura!
Oltre a questi e-book, l'autrice Danila Oppio ha pubblicato altri libri, la cui copertina è visibile sempre alla destra della home-page.

Avviso:
la grafica è stata modificata, poiché la precedente era obsoleta, ma il blog e l'amministratore restano gli stessi!

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 23 dicembre 2020

PARAFRASI LIRICHE SUL MISTERO DEL NATALE DI EDITH STEIN

Ciclo di Parafrasi liriche sul Mistero del Natale di Edith Stein

Siamo in Germania nel 1931

e la Professoressa Edith Stein,

battezzata nove anni prima,

compone dietro richiesta

questo trattatello sul

MISTERO DEL NATALE,

pubblicato solo dieci anni dopo la  morte avvenuta nel 1942.

Io ne venni a conoscenza nel 1975

quando diventai confessore ordinario

del nostro Monastero di Bologna

e per me rappresentò una vera scoperta.


Ora a quarantacinque anni di distanza

durante questo confino a causa della pandemia

mi sono deciso a mettere in versi

alcune tra le pagine più salienti:

la poesia ha il pregio di imprimere meglio tutto nel cuore.


Per ora pubblico solo tredici lirici scorci,

corredandoli con immagini mariane.

Mi sembrano il miglior invito a festeggiare il Natale.

(Sacra Conversazione, Andrea Previtali)

PRIMI FIOCCHI

Quando i giorni divengono più corti

e vedono cader i primi fiocchi,

quantunque ancora timidi e sommessi

affiorano i pensieri del Natale.


E’ questa una parola che irraggiare

un misterioso fascino ben sa!

Il cor difficilmente può sottrarsi.


Pur chi professa fede differente

oppur non crede al fatto di Betlemme

invogliato si sente a preparare

questa festa con luci giubilanti.


Un caldo flusso d’amor già da tempo

sembra inondar tutta quanta la terra.

E’ festa dell’amor e della gioia

e verso questa stella accorron tutti!

(La Sacra Famiglia, Michelangelo)

DAVANTI AL PRESEPE

Per il cristiano cattolico serba

la festa un contenuto assai profondo.

Viene da quella stella lui guidato

davanti all’umil greppia, che presenta

il Bambinello portator di pace.


L’arte cristiana ce lo pone innanzi

agli occhi con immagini soavi,

mentre risuonan melodie antiche

pervase dall’incanto dell’infanzia.

 

(Madonna con Bambino ed Angeli, Masaccio)

SANTA ED ARDENTE NOSTALGIA

Chi vive con la Chiesa l’atmosfera       

caratteristica dell’Avvento avverte

una santa ed ardente nostalgia.


Il canto del Rorate e delle antiche

solenni profezie dissetare

sa il core bisognoso di salvezza.


Irripetibil gaudio sperimenta

sentendo alfin l’annuncio risuonare:

“Oggi saprete che il Signore viene.


Domani voi vedrete la sua gloria!”.

Gli alberi di Natale si riveston

di luci. Già si scambiano dei doni

e quando a mezzanotte la campana

annuncia l’avvenuta Incarnazione

un sommo appagamento il cor ricolma.

(Madonna col Bambino, Simone Martini)

PARAMENTI DI FESTA E DI LUTTO

Sembri indimenticabile davvero,

felicità del Natale. Purtroppo

ancor oggi la terra e il ciel non sanno

unirsi in una dolce realtà.


Continua quella stella di Betlemme

a brillar nella notte tenebrosa.

All’indomani del Natale stesso

i bianchi paramenti della festa


deve deporre la Chiesa, scegliendo

il color rosso del sangue ed al quarto

giorno pur quello violetto del lutto…

Il protomartire Stefano e i bimbi

lattanti di Betlemme e di Giudea

vennero massacrati dalle mani

rozze di quei carnefici ed or sanno

stringersi attorno al Bimbo del presepe.


Come non chiedersi il significato

di tutto ciò? Dov’è finito il gaudio

delle schiere celesti e la silente

beatitudin della Notte Santa?


Dov’è la pace in terra, che augurata

fu agli uomini di buona volontà?

Non tutti son di buona volontà…

 

(Madonna col Bambino, Marco d’Oggiono)

LUCE E TENEBRE

Dalla gloria del Cielo si dovette

muover il Figlio dell’eterno Padre

perché il mistero dell’iniquità

aveva avvolto tutta questa terra…


Le tenebre sapevan ricoprirla.

Lui volle illuminarle, ma incontrò

la loro incomprensione. Sol a quanti

l’accolsero portò con la sua luce


pure la pace col Padre celeste:

pace interior e profonda del cuore.

Ai figli delle tenebre portò

solo la spada. Lui rimane pietra


d’inciampo contro cui urtare voglion,

ma sempre poi finiscon per schiantarsi…

E’ questa verità sì seria e grave

che neppure l’incanto del Bimbetto


in quella mangiatoia celar deve

al nostro sguardo. Strettamente uniti

son i misteri dell’Incarnazione

e del male. Alla luce che discende


dal ciel s’oppone cupa ed inquietante

la notte del peccato. Il Bambinello

protende le manine: col sorriso

sembra predire quanto poi da adulto


proferirà: “Venite a me, voi tutti,

che vi sentite oppressi e affaticati!”.

Alcuni seguiranno quell’invito

sull’esempio dei poveri pastori,

che al risuonar dell’angelico annunzio

risposero ricolmi di fiducia!

 

(Madonna in gloria, Maestro di Moulins)

LA RUGIADA DELLA GRAZIA

Sui pastori e sui Magi dell’Oriente

le manine del Bimbo riversaron

la copiosa rugiada della grazia.


Essi provaron gioia sconfinata.

Sanno le mani dar e domandare.

“Sapienti, deponete questa vostra


sapienza e diventate come i bimbi

semplici. Voi, monarchi, vi dovete

disfare di corone e di tesori


per umilmente inchinarvi dinanzi

al Re dei re. Prendete senza indugio

su voi tutte le pene e sacrifici

richiesti per servirlo degnamente!

(Madonna col Bambino, Andrea da Bologna)

IL DONO DEGLI INNOCENTI

Il Bimbo par ripeter ai bambini:

“So che da parte vostra non potete

ancora fare nulla. Prendo allora

la vostra tenera vita ancor prima

che sia propriamente cominciata.


Non v’è modo migliore d’impiegarla

che sapendola offrir in sacrificio

per il Signore stesso della vita!”.

(Madonna in trono, Maestro di Badia a Isola)

  “SEGUIMI”

Son queste le parole indirizzate

dal Cristo a quel discepolo, che amava.

E questi lo seguì senz’attardarsi

nel chiedere: “Ma dove, a quale scopo?”.

Abbandonò la barca di suo padre,

andando dietro al Cristo per le strade

da lui percorse, e finì sul Calvario.


Pur Stefano sentì lo stesso invito.

Accettò di lottar contro il potere

delle tenebre e lor sostenitori,

con le parole e col sangue sapendo

testimone del Cristo diventare.

Lo seguì nello spirito d’amore,

che combatte il peccato, eppure sa

amar il peccatore; che intercede

per l’omicida all’atto di morire.

 

(Madonna del roseto, Botticelli)

FIGURE LUMINOSE

Sono tutte figure luminose

quelle che s’inginocchiano dinanzi

all’umil mangiatoia: son i bimbi

teneri ed innocenti, son pastori

ricolmi di fiducia, sono re

umili, sono Stefano e Giovanni.


Di fronte a loro sta solo la notte

degli induriti ed accecati cuori,

rappresentata da scribi ed Erode.

Di fronte al Bimbo nella mangiatoia

si dividon gli spiriti. Lui resta

il Re dei re, signore della vita

e della morte. Ancora lui ripete:

“Seguimi!”. Chi non è per lui si schiera

contro di lui. Stessa cosa pronuncia

verso di noi, ponendoci di fronte

all’ardua decisione: noi dobbiamo

optare per le tenebre o la luce.

 

(Madonna con Bambino ed Angeli, Bicci di Lorenzo)

SCAMBIO MIRABILE

Dove il divino Bambino ci voglia

condurre sulla terra resta sempre

un mistero per noi, che non dobbiamo

far anzi tempo domande al riguardo.


Una cosa sappiamo: tutto quanto

sa in bene ridondare per coloro,

che sono veri amanti del Signore!

Le vie per le quali ci conduce

sanno andar al di là di questa terra.


O mirabile scambio! Il Creatore

con l’assunzione d’un corpo mortale

la sua divinità ci conferisce!

Venne per questo quale Redentore.

Figlio degli uomini lui diventò

per farci divenir figli di Dio!

Uno di noi aveva lacerato

il nesso di divina figliolanza.


Uno di noi doveva riannodarlo,

effettuandone il giusto pagamento

in seguito al peccato, ma nessuno

della progenie inferma e imbastardita

era in grado di farlo. Si doveva

sovra d’essa innestar un ramoscello

nuovo, nobil e sano. Uno di noi

non solo lui divenne: volle andare

oltre sapendo infatti diventare

unica realtà con tutti noi!

 

(Madonna col Bambino, Giovan Antonio Boltraffio)

IL CORPO MISTICO DI CRISTO

La meraviglia del genere umano

consiste in ciò: siamo un’unica cosa!

Se ciascuno di noi vivesse accanto

agli altri come autonomo, di certo

la caduta dell’uno non avrebbe

pure quella degli altri comportato.


D’altra parte chi avesse poi potuto

pagare per la nostra espiazione

addebitandoci tutto il suo prezzo,


la sua giustizia mai avrebbe visto

trapassare a favor dei peccatori.


Venne Gesù per divenir un corpo

misterioso con noi: lui come capo

e noi come sue membra. Se mettiamo

le nostre mani in quelle del Bambino

divino rispondendo ai suoi appelli,

allor saremo suoi. Per noi si schiude

la porta della vita sua divina!

(Madonna col Bambino, Anonimo senese del secolo XIV)

LA VITA DIVINA IN NOI

Inizia in noi la vita sua divina,

quantunque ancor non possa diventare

contemplazion beata nel fulgore

della gloria. Persiste infatti ancora

l’oscurità della fede. Comunque

si tratta d’esistenza, che già sente

d’appartener al Regno dell’Eterno.


Questo regno iniziò quando la santa

Vergine pronunciò il beato assenso,

che serva seppe renderla del regno.


E servi diventaron pure quanti

prima e dopo la nascita del Cristo

seppero professar la fede in lui

con azioni e parole: San Giuseppe,

Elisabetta, suo figlio, coloro,

che circondavan quella mangiatoia.

Tutti poteron entrar in quel Regno! 

(Madonna della seggiola, Raffaello

OSSERVANZA DEI COMANDAMENTI

Essere figlio di Dio comporta

di camminare dandosi la mano,

facendo il suo voler e non il nostro,

nelle sue mani ponendo ogni speme

e preoccupazione senz’affanno

alcuno che riguardi l’avvenire.


Quest’è la base della libertà

e della gioia del figlio di Dio.

Son cose che di raro possedute

vengono pur dalle persone pie

e da chi volle offrirsi eroicamente

a Dio. Puoi vederli sempre chini

camminar sotto il peso dei doveri

e preoccupazioni assai gravose.


Conoscon la parabola dei gigli

del campo e pur degli uccelli del cielo.

Eppur nell’incontrar chi non possiede

beni, pensione od assicurazione

e nonostante ciò va incontro lieta

al suo futuro sanno ritenerla

davvero una persona molto strana.

Mai capiranno la fiducia in Dio!

(Legnano 2-12-2020), Padre Nicola Galeno


Nessun commento:

Posta un commento

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi