AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 15 febbraio 2016

Ciclo su Don Clodoveo Tassinari (1912-2012) e ricordi salesiani di Beppu (Giappone)

Ricevo da Padre Nicola Galeno, un lungo ciclo nipponico, in ricordo soprattutto di don Tassinari,  sacerdote Salesiano missionario in Giappone. Purtroppo mi vedo costretta a pubblicare "a rate", in quanto il ciclo è fornito da numerose foto (ben 28) che allungherebbero il post ad oltranza. Per oggi accontentiamoci di questo inizio, nei prossimi giorni proseguirò nella pubblicazione.

DAL TACCUINO DEI RICORDI 

Quando ho delle notti agitate,
è segno che qualcuno di mia conoscenza
si sta congedando dalla terra...

Raramente ho la netta sensazione
di chi possa essere.

Comincio subito a recitare dei Requiem
nell’attesa che qualche anima buona
mi sappia avvisare..

Stamattina nell’aprire la posta
vedo un messaggio da Beppu in Giappone
“Sarà la risposta ai miei auguri
per la festa di S. Giovanni Bosco” – ho pensato.

Ed invece era la comunicazione
che il caro Don Clodoveo Tassinari
si era congedato per sempre il 27 gennaio
quasi alla soglia dei 100 anni.

Era coscritto di mio Papà Salvatore.
Ero stato in passato a trovare sia la sorella Amedea
che il fratello salesiano Don Vasco.

Per 15 anni ci siamo fatti ottima compagnia in Giappone!
Devo anche a lui se un bel giorno mi sentii invogliato
a mettere in versi l’avventurosa vita
del Servo di Dio, Don Vincenzo Cimatti.
Gradì molto quel mio lavoretto poetico.

Padre Nicola Galeno

IL NECROLOGIO UFFICIALE IN LINGUA INGLESE

(A cura di Don Achille Loro Piana) 
Fr Tassinari laid to rest
by Fr Achille Loro Piana


BEPPU -- Funeral vigils in Japan are a wonderful example of inculturation.  They tend to be solemn celebrations of the Word enriched by speeches, eulogies, offerings of flowers and incense. Attendance is usually large, since evening time allows people to come after work. The Buddhist tradition for these events is very formal and somewhat fatalistic, but the ones celebrated in the church are more familiar and the sadness of the moment is lightened by the hope of eternal joy and the resurrection. Many of those who come are not Christians and this is why the funeral vigil is regarded as a strong occasion in Japan for missionary activity.
    Saturday 29 January, at the Parish Church in Beppu we held the vigil for Fr Clodoveo Tassinari, patriarch of this Province, who died just a few weeks short of his 100th birthday. He died on 27 January, a day commemorating his 82nd anniversary of his arrival in Japan.

    Bishop Hamaguchi Sueo, bishop of Oita, presided, surrounded by some 200 people most of whom were members of the Salesian Family. In his eulogy, Fr Aldo Cipriani, provincial, recalled the great figure this Salesian was, emphasising his constant concern for missionary activity.
    On the following day, 30 January, Bishop Emeritus Mizobe Osamu sdb presided at the funeral itself, assisted by Bishop Hamaguchi Sueo and some 40 priests. In his homily, Bishop Mizobe spoke of the interest the deceased had shown in historical research into Christianity in Japan, and of his optimism and the attachment he had always cultivated for this country.
   After a moving and heartfelt eulogy by Fr Murakami Kosuke, Fr Aldo Cipriani gave the final farewell, quoting Fr Tassinari's spiritual testament. Here are some of the more notable lines from that: “I entrust my soul to  God's infinite mercy and my body to brother fire to consume it as a sacrifice of expiation. I want a simple funeral, that of a poor man, with panegyric, and with but a brief homily at Mass for the edification of those present”.  
Fr Tassinari's body was entrusted to “brother fire” at 2:30 that day, but the homily was not 'brief'” and there was more than one panegyric, as someone of the calibre of Fr Clodoveo Tassinari deserved. After all, he was successor to Don Cimatti as Provincial in Japan and left us the wonderful example of a missionary who gave everything for the kingdom of God.



BREVI CENNI BIOGRAFICI
9-  3-   1912              Nascita
14-  9-  1929              Prima professione
27-  1-  1930              Arrivo in Giappone
7-  8-  1933              Profesione perpetua
8- 11- 1936             Ordinazione sacerdotale
1940 ~ 1943            Maestro dei novizi
1944 ~ 1946            Direttore dello studentato teologico
1946 ~ 1949            Fonda e dirige il Salesio Gakuen di Kodaira
1049 ~ 1955            Ispettore dell’Ispettoria del Giappone
1956 ~ 1958            Maestro dei novizi
1959 ~ 1965            Preside della Hyuga Gakuinn di Miyazaki
1966 ~ 1969            Preside dell’Ikuei Technical College
1969 ~ 1970            Direttore della Casa di Nakatsu (Oita)
1970 ~ 1980            Permanenza in Italia
1980 ~ 1987           Direttore della Salesian House di Beppu e parroco di Kitsuki
1987 ~ 1994            Coadiutore nella parrocchia di Beppu
1994 ~ 2012            Selesian House di Beppu
27 - 1 - 2012             Passa a miglior vita.





Don Tassinari nel refettorio di Beppu

LA MEMORIA STORICA

Famosi son di Roma i “tassinari”,
ma questo modenese non conosce
rivali e resta sempre un faro ardente!


Da sinistra: P. Bernardo ocd, Don Tassinari e Don Buri nel refettorio di Beppu

L’ASSE PARMA-MODENA-VARSAVIA

Prosciutto parmigiano col lambrusco
pregiato di Sorbara e raffinate
patate di Polonia: che banchetto!

Don Tassinari è il terzo della fila sinistra

LA CONFLUENZA DELLE SPIRITUALITA’

I Salesiani sanno con frequenza
porger inviti a noi carmelitani
per pregustar le mistiche... vivande!

Monastero di Brugora (Italia)

ULTIMA CENA 

(Per i 70 anni di Ordinazione sacerdotale di Don Clodoveo Tassinari)

Dolce Maestro, sempre mi ritrovo
nel gesto di Giovanni che posare
ti volle sovra il petto la sua testa
onde captare tutto il palpitare
del Cuore che conosce sommo Amore!

Tu mi chiamasti nella santa vigna
di questa Chiesa, fatta per portare
sino a i confini estremi della terra
quell’unica Parola che ci salva
e lieto pur la patria abbandonai!

E’ bello questo spendersi continuo
sapendo che soltanto ci alimenta
la fiamma inestinguibil dell’Amore
che tu volesti porre dentro al cuore
d’un umil portatore di salvezza!

Don Tassinari e P. Nicola ocd: brindisi durante una festa di compleanno

Don Clodoveo aveva al S. Cuore di Bologna un fratello scrittore.
Quasi casualmente mi mise in contatto con lui ed al mio primo ritorno in Italia andai a trovarlo. Lui era già molto malandato in salute. Comunque dopo aver letto alcune mie poesie religiose inviategli dal fratello ,aveva programmato la stampa di una raccolta di Haiku (terzine giapponesi) di entrambi. Io volli anche sintetizzare così la sua ultima produzione poetica...

DON VASCO TASSINARI

Pagine profonde
nate nel tramonto
di feconda vita...

Brindisi durante la stessa festa di compleanno

Quando appresi la scomparsa di Don Vasco Tassinari,
mi premurai di andare a pregare sulla sua tomba
al successivo ritorno in Italia, dedicandogli questa poesia...

LA VERGINE DEL CANTICO

TendimI le braccia,
Vergine beata,
che sapesti schiudere
al gioioso cantico
l'alma immacolata!
Volgi a me lo sguardo
tenero d'Amore,
tu che contemplasti
sulla cruda terra
il divin fulgore!
Dammi la conferma
d'un materno bacio!
Partirò beato
verso il sospirato
regno della Luce!

 Padre Nicola Galeno




sabato 13 febbraio 2016

Ricordando Padre Davide Bernasconi OCD

CARISSIMI E CARISSIME,

QUESTA MATTINA ALLE ORE 2,30 IL SIGNORE HA CHIAMATO ALLA VITA ETERNA
PADRE DAVIDE MARIA DI GESU'.

I FUNERALI SI SVOLGERANNO LUNEDI' MATTINA 15 FEBBRAIO  NEL CONVENTO DI MONZA ALLE ORE 11,00 E AL POMERIGGIO A VENEGONO (VA) NELLA SUA PARROCCHIA , ALLE ORE 15,00 

IN UNIONE DI PREGHIERA E DI SUFFRAGIO PER IL NOSTRO CARO CONFRATELLO

FRATERNAMENTE

FR. FEDERICO MAZZA

Era una notizia che ci aspettavamo, malgrado avessimo tanto pregato il Card. Ballestrero, perché intercedesse per un miracolo, ma il Signore ha voluto diversamente, e dobbiamo accettare, anche se con immenso dolore. La perdita di un così giovane padre è qualcosa che ci sembra inconcepibile, ma dobbiamo aderire serenamente al volere divino.

Desidero ricordarlo, quando ancora giovane studente, seguiva i nostri ragazzi dell'oratorio di Legnano. Conservo una fotografia di un giorno di festa e desidero condividerla con voi.
Epifania del 2001, ovvero 15 anni fa.


Padre Davide, nel 2012,  sorridente, in basso a sinistra guardando la foto, vicino a Fra Federico Mazza.

7 novembre 2015, in occasione della chiusura dell'anno teresiano, presso il Convento del Corpus Domini a Milano, in un momento di agape fraterna, con le monache e i Padri Carmelitani. E' l'ultima volta che l'ho incontrato, già molto sofferente, e in quella occasione abbiamo tanto pregato per la sua guarigione.  Il Signore ha preferito chiamarlo a sé ed oggi, sabato, secondo la promessa che la Vergine del Carmelo ha fatto a san Simone Stock, lui è già in Paradiso, accanto al Padre.
Ora, invece di pregare per lui, sarà lui a intercedere per tutti noi. 
Grazie Padre Davide, per essere stato con noi, anche se per un breve spazio di tempo, ma sarai sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.

Danila Oppio ocds

mercoledì 10 febbraio 2016

Concorso "C'era una volta un bambino come me..."

L'Associazione culturale Caffè delle Arti ha indetto il concorso di cui al titolo. Ho partecipato con il mio racconto SAMIR che è stato scelto per entrare a far parte dell'antologia omonima.

Il concorso era finalizzato a scopo benefico, per aiutare "I bambini di Antonio" Qui sotto il loro volantino.


FINALISTI MERITEVOLI DI PUBBLICAZIONE E INSERITI NELL’ANTOLOGIA
A tutti gli autori selezionati: attestato di pubblicazione personalizzato
Mariela Ramos Criscuoli di Albenga (Savona) con LA GARA

Gloriamaria Pizzichemi di Roma con BABAU, STORIA DI UNA MARIONETTA
Andra Mauri di Roma con UNA CAPRESE AL CAFFÈ GRECO

Patrizia Fiori di Piombino (Livorno) con L’ALBERO MANO
A BORDO DI UN SOGNO

Margherita Pizzeghello di Rosolina (Rovigo) con CINQUE DITA SUL MIO VISO
Danila Oppio di Legnano (Milano) con SAMIR

Grazia Marchesini di Foligno con UN BAMBINO VENUTO DA LONTANO 

Marco Managò di Roma con IL PESCATORE DI SOGNI

Omaima Marfoq di Galliera (Bologna) con STELLALUCE E LA PIUMA MAGICA

Michela Cinque di Carosino (Taranto) con IL RE, IL MENDICANTE E IL MAGICO DONO
Cristina Trimarco di Torino con SEMAFORO A COLORI

Teresa Martino di Melicuccà (Reggio Calabria) MARCO E IL BOSCO MAGICO

Eugenia Grimani di Roma  con LA VOCE DI MADRE NATURA

Maria Rosaria Belfi di Signa (Firenze)  con NONNA ADALGISA E LE FATE
La mia fiaba inserita in antologia 
SAMIR

Questa non è proprio una favola, ma forse qualcosa di più!
Una manciata d’anni fa, Federica si recò in Siria, perché si ricordava che il padre di una sua amica d’infanzia, Amina, era nativo di Damasco, e quella Nazione le rimase nel cuore. Atterrò ad Aleppo e proseguì in pullman verso Hama, Homs, Latakia, Damasco e Palmyra. E qui le accadde qualcosa di molto particolare.
Il sito archeologico di Palmyra, il cui nome significa luogo delle palme, un’oasi immersa nel deserto siriano, era a dir poco spettacolare. Il lungo cardo romano, fiancheggiato da alte colonne, l’anfiteatro eretto da Diocleziano, il Tempio di Baal, e tante altre vestigia storiche, la affascinarono. Il caldo era piuttosto intenso,  ma quasi non se ne avvide.
In quel sito archeologico vi sostavano dei beduini con bianchi cammelli, bardati di briglie, e sottosella multicolore, come solo certi tappeti orientali possono esserlo. Non ci mise molto a decidere di cavalcare uno di loro, e salì in sella, tenendosi stretta al cammelliere. Un giro tra i resti romani, al tramonto, che non dimenticherà mai.
Una volta scesa dal cammello, gli vennero incontro nugoli di ragazzini, che vendevano oggetti artigianali. Con loro c’erano molti bambini piccoli, bellissime creature dalla pelle ambrata, dagli occhi grandi e colmi di meraviglia.
Uno di questi, Samir, la prese per mano e le disse:
“Umm!”.
 Federica al primo momento non comprese, perché conosceva la lingua araba solo in forma rudimentale. Samir le strinse ancora più forte la mano, e ripeté:
 “Umm!”.
 Allora le tornò alla mente quel vocabolo: Samir la stava chiamando “mamma”.
Gli rispose:
“Non sono la tua mamma, corri dalla tua”:
Il bambino dimostrava quattro o cinque anni. Aveva quello stupendo incarnato dei popoli mediorientali, e due occhioni verde smeraldo che la fissarono con intensità. I suoi capelli erano castano chiaro, che al sole assumevano riflessi quasi biondi. Si avvicinò un ragazzo che parlava un po’ d’inglese. Federica chiese a lui, chi fosse quel bambino, e le rispose che era il suo fratellino. “Quanti anni ha?”, chiese la turista.
“Sette, rispose il fratello maggiore”.
“ Mi spieghi perché mi chiama mamma?”.
 “Lui vuole venire con te, a casa tua!”
“Ma non abito in Siria, la mia casa è molto lontana, oltre il mar Mediterraneo”. “Se tu lo vuoi, puoi portarlo con te”.
 Rispose il ragazzo. “E’ impossibile, ci vogliono documenti che non possediamo, e poi sua madre che dirà?”.
” Lei ne sarà felice”.
 “Come può essere felice una madre, che si priva di un figlio?”:
“Prendilo, tu gli piaci, chiamerà mamma te”!
Federica lo avrebbe portato con sé molto volentieri, il bimbo era carino, gentile, e pareva essersi attaccato a lei con tenacia. Non le lasciava la mano neppure per un istante. Faticò parecchio a spiegare che un bambino non era un oggetto che si poteva portare in altro luogo, senza documenti o permessi particolari. Che un bambino deve stare con la sua mamma.
Il piccolo Samir la guardò con un’espressione delusa, due lacrime spuntarono all’angolo di quegli splendidi occhi e anche Federica si allontanò con il cuore addolorato. Non si poteva però fare altrimenti, quella era l’unica soluzione ragionevole.
Nei giorni che Federica trascorse in Siria, gli ultimi a Damasco, succedevano cose un po’ strane. Qualche sporadico sparo, che fu spiegato dalla guida locale, come una rappresaglia di piccoli gruppi di ribelli al regime di Assad.
Federica rientrò in Italia, ma le rimase nel cuore quel piccolo Samir.
Le informazioni sulla situazione siriana divennero sempre più tristi e lei, ascoltando le notizie del TG o leggendole sulla stampa, si chiedeva se quei bellissimi bimbi che aveva accarezzato in Siria, e Samir in particolare, non avessero subito torti di alcun genere. Se fossero riusciti a salvarsi.
Comprese così che un motivo c’era, e di una certa rilevanza, se quella madre beduina, quei fratelli di Samir, si ostinarono nella richiesta  di portare il piccolo in Italia. Forse avevano intuito qualcosa e volevano salvare almeno lui.

Federica decise di visitare il luogo italiano dove erano sbarcati gli immigrati siriani.
Chiese se vi fosse un certo Samir, di circa 15 anni. Ve ne erano più d’uno. Samir è un nome molto diffuso nei Paesi arabi. Chiese di incontrarli. Quasi tutti avevano gli occhi neri…ma uno, piccolo di statura, possedeva due smeraldi che la guardavano con un’espressione frammista di curiosità e di perplessità. Ma poi le corse incontro, le prese la mano e disse: “Umm!”.
Federica aveva finalmente ritrovato il “suo” Samir.

Danila Oppio

Sfatiamo alcuni pregiudizi sull'islam

Ho un pensiero che mi frulla in testa da tanto tempo. Quanto sta accadendo, a causa dell’Isis o Daesh, non va imputato a chi professa la religione islamica.
I terroristi non seguono il Quran, ovvero Corano, ma un’ideologia che nulla ha a che vedere con la religione. Se ci pensiamo bene, neppure certi cristiani hanno fatto scelte insegnate da Cristo, e i nostri Comandamenti dicono chiaramente: NON UCCIDERE, eppure durante il nazismo, è stata perpetuata una strage immane. Nel corso della Storia, molte volte anche noi cristiani ci siamo armati e siamo andati a combattere, in nome di quel Dio che di certo non desiderava né guerre, né assassini. Quindi chi agisce contro il volere divino, non lo fa certo per una questione di credo religioso. Gesù Cristo ha confermato quanto già il Signore Iddio aveva insegnato: l’Amore non fa del male al fratello, a qualsiasi Paese appartenga, qualsiasi religione professi, e qualunque sia il colore della sua pelle.
Penso che sarebbe utile trovare punti in comune tra le religioni monoteiste, che hanno avuto come capostipite Abramo. Sia nell’Antico Testamento, o Torah, sia nel Nuovo Testamento che nel Quran, ci sono brani condivisi da tutte e tre le religioni. Poi, ovviamente, ci sono anche grandi discrepanze, ma se invece di cercare ciò che ci divide, vediamo di evidenziare quello che ci unisce, forse sarebbe il modo più idoneo per un pacifico avvicinamento.
Ho avuto amicizie provenienti da diverse educazioni religiose; sciiti, sunniti, ebrei, cristiani protestanti, buddhisti, induisti, ecc. e con ciascuno di loro ho instaurato un rapporto nel quale ho cercato una comune condivisione, senza sottolineare le differenze tra noi, sia religiose che di usi e costumi diversi. Ho festeggiato il Ramadan con amiche musulmane,  ricordato la Shoah con amici ebrei, acquistato libri che trattano di Siddharta, per comprendere meglio le motivazioni del fondatore della religione buddhista. Per giudicare, bisogna prima conoscere ed informarsi, anche per avere argomenti validi su cui confrontarsi. Questo passaggio non significa tradire il nostro credo, anzi, significa l’esatto contrario. Ci si avvicina al fratello,  si dimostra il rispetto che è necessario fondamento per un dialogo vero, e non basato su superstizioni o, molto più spesso, sull’ignoranza.

Ho letto con piacere, nella rivista di gennaio 2016 Il CARMELO OGGI, un articolo di Fr. Federico Mazza, titolato La Vergine Maria nell’Islam. Ero già a conoscenza che Maria, la madre di Gesù, è citata più volte anche nelle sura del Corano. E per gli islamici, Issa, ovvero Gesù, è un grande Profeta. Quindi non comprendo neppure il motivo per cui ci sono state guerre feroci tra musulmani e cristiani, definiti dai primi “infedeli”. Penso che tutto quanto è accaduto e che accade anche oggigiorno, sia dovuto ad una profonda ignoranza in materia.  Possiedo il Corano, e ho letto già, quando Fr. Federico riporta nell’articolo, quindi lo ringrazio di tutto cuore, per aver reso pubblico quello che serve per cercare l’unione, la comprensione e l’accoglienza di coloro che sono stati educati ad un credo diverso dal nostro. Un solo pensiero dovrebbe essere presente nella nostra mente: sempre: ogni creatura umana  proviene dallo stesso Creatore, quindi siamo tutti fratelli tra noi, a prescindere dalle differenze, che non devono unire ma essere piuttosto una fonte di confronto e di avvicinamento. Ora lascio la parola a Fr. Mazza Carmelitano Scalzo.






Concorso A.L.I. Penna d'Autore

Per il concorso come dal titolo, ho ottenuto la menzione d'Onore per una mia poesia, e pubblicata su e-book in formato pdf, che non posso inserire nel blog, poiché piuttosto corposo. Ho scattato alcune foto, che pubblico qui di seguito.






BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi