AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 23 dicembre 2013

Buon Natale da Padre Nicola Galeno


Trittico natalizio 2013


BUON NATALE   


Povera può sembrare la casetta,
ma sempre tanto Amore la ricolma!

(Parma 23-12-2013), Padre Nicola Galeno




Quantunque Figlio dell’Onnipotente,
volesti presentarti qual Bambino
di tutto bisognoso, eppure doni
a noi pienezza dell’Amor divino!

(Parma 23-12-2013), Padre Nicola Galeno 



Sembran davvero pochi gli invitati
a questo benevenuto sulla terra,
ma sanno che lasciando questa Grotta
dovranno a tutti estendere l’invito...


(Parma 23-12-2013), Padre Nicola Galeno

4 minutes that will change your life - 4 minuti che cambieranno la tua vita

LETTERA A GESU' BAMBINO

Caro Gesù Bambino,

            in questi giorni, in cui nella nostra società molti festeggiano il Natale senza sapere chi sia il festeggiato, da povero italiano non ho timore di rivolgermi a Te, ben sapendo che solo Tu sei in grado di concederci le grazie di cui abbiamo bisogno. A chi infatti dovremmo chiederle se non a Te? Sei l’unico rimasto credibile in questo mondo, dove tutti promettono e nessuno mantiene. Non mi lascio ingannare dal modo umile e discreto con cui sei entrato in questo mondo. Apparentemente sei venuto a mani vuote, al freddo e al gelo di una grotta a stento riscaldata da un bue e un asinello. Deposto in una mangiatoia, non stavi meglio di tanti bambini che fuggono dalla fame e dalla guerra verso le nostre contrade. Eri privo di tutto, ma avevi vicino a Te due persone meravigliose, come mai ce ne sono state: Tua madre Maria e il Tuo custode Giuseppe, che ti guardavano incantati, ben sapendo quale dono in quel momento il Cielo aveva fatto alla terra. Sei nato povero fra i poveri, bisognoso di tutto, ma hai arricchito il mondo con la Tua presenza. Venendo in mezzo a noi ci hai fatto il regalo più grande che potessimo desiderare. Tu, Bambino Gesù, sei la nostra luce, la nostra salvezza, la nostra pace. A Natale hai dato al mondo in regalo Te stesso. Lo ha annunciato l’angelo ai pastori assopiti, improvvisamente svegliati da una musica celestiale: "Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore”. 

            Caro Gesù Bambino, sei Tu il regalo di Natale che vorrei chiedere in primo luogo per il mio paese, per questa Italia che ha regalato il presepe al mondo, ma che adesso  lo proibisce negli asili e nelle scuole e che si mostra sempre più insofferente per tutto ciò che ti riguarda. Qualcosa di strano e di pericoloso sta succedendo da qualche tempo. Proprio nelle nazioni dove il Tuo Vangelo ha prodotto i frutti più belli di fede, di carità e di civiltà, è scesa una nebbia spessa che Ti copre e Ti oscura, come se la gente si fosse stancata di Te. Sono sempre meno le persone che Ti ricordano. Sono pochissimi quelli che sanno che il giorno di Natale è quello del Tuo compleanno. Quando vado al supermercato faccio fatica a trovare una scritta di “Buon Natale” da appendere sulla porta di casa. Pare che la nostra società Ti abbia  privato del permesso di soggiorno. Non puoi immaginare quanto ci rimanga male. Tu forse ci sei abituato perché, da quando hai posto la Tua tenda in questo mondo, sei divenuto un perenne fuggiasco.

Non mi rassegno però al fatto che Tu te ne debba andare anche dalla nostra bella Italia. Mi chiedo che cosa saremmo senza di Te. Che cosa ne faremmo di decine di migliaia di chiese vuote, che verrebbero messe in vendita a prezzi stracciati, trasformate in moschee o in discoteche o addirittura rase al suolo per non pagare la tassa sul fabbricato? Che ne sarebbe delle nostre meravigliose opere d’arte, che tutto il mondo ci invidia, dove Tu e Tua Madre siete stati la scintilla che ha acceso il genio di innumerevoli pittori e scultori? Che ne sarebbe della nostra lingua e della nostra letteratura prive dell’anima cristiana che l’ha alimentate, facendo di esse un patrimonio inestimabile dell’umanità? Senza di Te, caro Gesù Bambino, la nostra Italia diventerebbe un cumulo di macerie, un deserto senza vita, infestato da serpenti e da scorpioni.  Non te ne andare, Bambino Gesù. Ti diamo la cittadinanza italiana, Ti esentiamo dalle tasse, Ti procuriamo una casa e un lavoro, ma non te ne andare.

Vedo che non Ti lasci convincere. Vuoi qualcosa d’altro. Ho capito, non Ti interessano le nostre cose, ma i nostri cuori. In questo Natale vorresti trovare un posticino nel cuore di ogni italiano. In fondo che cosa ci costa?  Dovremmo solo fare un po’ di pulizia, tirare via il marcio, raccogliere la spazzatura e portare tutto in quel luogo benedetto dove  il Tuo amore tutto brucia e consuma. Questo è ciò che desideri, ciò che chiedi, ciò che Ti aspetti da questa Italia che da due millenni ricolmi di doni. Vorresti che mettessimo da parte i pregiudizi, le cattiverie, le guerre che non ci stanchiamo di farTi da ormai da troppo tempo. Che cosa ci abbiamo guadagnato  a mettere al Tuo posto Babbo Natale, a sostituire le pecore con le renne, a chiamare festa d’inverno la Tua venuta in mezzo a noi? Il bilancio è fallimentare. Siamo poveri e disperati. Ritorna Gesù Bambino. Senza di Te siamo perduti. Vieni con il tuo sorriso a ridarci la speranza. Porta la Tua famiglia in mezzo a noi, perché ci siamo dimenticati che cosa sia una famiglia. Porta la Tua pace nei nostri cuori senza pace.

Ti prego, lasciati convincere. Lo so bene che non siamo moltissimi che desiderano la Tua venuta. Anche oggi, come al tempo di Erode, quelli che abitano nei palazzi Ti hanno in antipatia. Lo sanno che Tu sei un rubacuori e sono invidiosi. Ma anche fuori dai palazzi già si preparano a trasformare il Tuo Natale in una festa di carnevale. Cerca di accontentarTi, come già facesti a Betlemme con pochi pastori che Ti adoravano estasiati. Ci saranno anche quest’anno, Te lo promettiamo. Al suono delle campane correremo alla Messa di mezzanotte, perché Tu nasca nel nostro cuore. Prima di chiudere questa letterina, forse un po’ impertinente, Ti vorrei ricordare che in Italia c’è il Tuo Vicario, il Vescovo di Roma. È un tipo forte e paterno, pieno di bontà e di misericordia. La gente lo ama e lo ascolta volentieri. Mi ricorda il Tuo padre putativo, San Giuseppe. È un motivo in più perché Tu resti fra noi, in questa Italia che con Te è una Regina, senza di Te una bandiera sgualcita.

 Buon Natale

Autore non pervenuto


domenica 22 dicembre 2013

I miei migliori auguri




TANTI AUGURI DI BUON NATALE!






Auguro a  tutti i visitatori amici de Il Paradiso non può attendere: serenità, pace, amore, salute ed ogni altro bene. Che il Piccolo Gesù porti a voi quel che più desiderate, ma soprattutto pace nel mondo, giustizia e onestà. Che non ci siano più guerre e miseria. 
Che non manchi cibo e amore per tutti i bambini di ogni Nazione
Danila Oppio

venerdì 20 dicembre 2013

Natività nipponiche e intarsiate

BUON NATALE DA PARTE DI PADRE NICOLA GALENO





Sono Presepi diversi, non certo privi di originalità! Buon Natale anche da me, con tutto il cuore!
Danila Oppio

NATALE DEVE ESSERE BUONO



Natale affonda in un'aria nera.
Le sue luci, una festa non decollata.
Il rosso non brilla, il bianco
non dà l'ebbra quiete delle nevi
e delle larghe barbe dei vecchi ,
il verde degli abeti e degli agrifogli
non rasserena gli occhi.

I passanti per strada scorrono veloci;
non tollerano contatti, evitano l'allegria festosa.
I bambini sorridono irrequieti, tirano le mani.
C'è chi, nel suo vestito precario, chiede aiuto.
Qualche cane lancia i suoi occhi lucidi.
Il buio scende, anticipato dal buio della mente.
Troppa tragedia attraversa il mondo.

Sembra realizzarsi la profezia del Grande Inquisitore,
creatura del poeta del bene e del male.
La volontà di potenza dei grandi imbonitori, malati
padroni del mondo e delle sorti del nostro cammino.
Un bambino arriverà presto a disturbarci, crescerà,
diventerà adulto e con la sua parola di libertà,
fratellanza, giustizia, continuerà a disturbarci.
Morirà per noi, ma noi lo ricacceremo.
Non c'è posto sulla terra per lui.
E Giuseppe, padre e figlio del bambino, piange.
Sa che per le vie ci sono troppi Erode
e questa volta non avrà il conforto dell'asino.
Finiranno a Lampedusa dopo una tempesta di mare,
portando con loro il terrore di Maria.

Ma arriveranno a noi! A quelli di noi che stanno sulla soglia.
Che sono attenti per non cadere nella trappola mortale,
preparata dalla bestia immonda, per la fine dell'umanità.
E sarà ancora Natale. Come sempre, se sapremo stare vicini e amare.
Accogliere il sorriso dei bambini del mondo, l'innocenza.
Dare calore a chi non l'ha. Dividere il pane e il vino.
E il panettone con l'uvetta e i canditi. Per un dolce futuro.
Perché Natale deve essere Buono.

Angelo Guarnieri



Notizie dirette dal Centrafrica!

Bouar S. Elia, 15 dicembre 2013
 
Carissimi fratelli e sorelle,
 
                da mesi ormai siete al corrente di quello che sta succedendo in Centrafrica. Purtroppo non posso ancora dirvi che le cose sono cambiate in bene, per vivere un Natale nella pace, ma che invece le cose sono peggiorate. Il motivo è dovuto al fatto che se prima erano gli invasori Seleka a far del male, adesso si sono create delle bande “anti-balaka (anti-scure)” che, a parte qualche resistenza ai Seleka, se la prendono con i musulmani in generale, come i pastori mbororo, facendo delle stragi. A loro volta, i Seleka armano i musulmani e li vendicano selvaggiamente. A fianco delle milizie anti-balaka, ci sono altri gruppi spontanei di “auto-difesa” di gente ormai esasperata da mille soprusi, che cercano di reagire. È una spirale infernale, come si è visto principalmente nella capitale Banguì. Anche l’intervento della Francia, che dovrebbe operare per ristabilire la sicurezza a fianco delle nazioni africane (MISCA), a loro volta incapaci, non riesce a evitare tutti questi massacri, non solo nella capitale, ma in tutto il resto del paese, dove non sono arrivati.
                Una delle conseguenze di questa situazione sono i profughi che cercano rifugio soprattutto nelle strutture cristiane. Così pure nelle nostre missioni si sono riversate migliaia di persone, più di 4000 a Bozoum, più di 2000 al Carmelo di Banguì. E’ una grave situazione di emergenza, a cui ci si dà anima e corpo, che diventa sempre più pesante.
                A Bouar, dopo un primo attacco degli anti-balaka al campo dei Seleka, il 26 ottobre, la situazione è più calma, mentre non mancano scontri nei villaggi, come a Bohong, con altrettante rappresaglie: uccisioni, case bruciate, missioni devastate… Anche qua a Bouar ci sono stati parecchi rifugiati per un certo periodo, compreso nel nostro seminario di Yolé. Fra di loro c’è stata una giovane donna che ha messo al mondo un bel maschietto, che hanno voluto chiamare “Gesù bambino”, dal nome del nostro seminario.
                Quanto al problema del ponte rotto del seminario, stiamo cercando una soluzione. Rifare un ponte, anche se spostato più in alto, per noi risulta un’impresa difficile, oltre che costosa. Per ora abbiamo pensato di risistemare la deviazione nella savana, rinforzando i passaggi sui torrenti, che è la cosa più importante. Dopo Natale sia P. Renato che Enrico Massone si metteranno all’opera, mentre il responsabile che sta risistemando la pista tra Bouar e Bozoum, è disposto a dare un colpo di ruspa.
                Il resto della vita prosegue, ma data l’insicurezza non ci si può spostare e fare tutti i programmi previsti (qua e là abbiamo delle macchine nascoste da oltre otto mesi!). Per questo abbiamo dovuto annullare una sessione per i movimenti delle famiglie, mentre invece ha potuto aver luogo la formazione per i responsabili dei Centri di Pastorale Familiare.
Il 1° dicembre, festa nazionale della proclamazione della repubblica, l’abbiamo vissuto come un giorno normale fra tanti, e non con lo sfarzo e il clima gioioso che si era solito manifestare.
Le scuole, a parte quelle private cattoliche, riaperte a fatica a novembre, hanno dovuto spesso interrompersi, come attualmente. Stessa cosa per le banche. Come è nostro impegno stabile, anche quest’anno abbiamo iscritto una cinquantina di ragazzi orfani, sia alle scuole elementari che al liceo.
                La nostra comunità di S. Elia, con l’arrivo dei padri Stefano e Lionello sta risvegliando la partecipazione dei bambini e dei giovani. Per i bambini c’è il gruppo “Compagni di Gesù Bambino” per i ministranti e il gruppo “Teresa di Gesù Bambino” per i piccoli. In occasione del 14 dicembre, festa di San Giovanni della Croce, cono loro si sono radunati anche i membri dell’Ordine secolare carmelitano, per celebrare insieme la festa, preparata con un giorno di ritiro.
                In questi giorni i nostri novizi si trovano in Camerun, dove si sono recati per accompagnare il loro Maestro, P. Vojtech che, impedito di partire da Banguì, parte da Yaoundé per Praga. Infatti ha la mamma gravemente malata, che raccomandiamo alle vostre preghiere.
                Vi siamo grati per il sostegno morale che ci date in questi mesi, soprattutto con la vostra preghiera. Attorno a noi c’è tanta gente che soffre e con voi chiediamo Gesù Bambino che faccia nascere pensieri di pace, di perdono, faccia cessare tanta violenza e susciti gente capace di portare il Centrafrica verso un avvenire sereno, degno dei figli di Dio. Papa Francesco, nel messaggio per la giornata della pace del nuovo anno, ci ricorda come la fraternità è il fondamento e la strada per la pace, avendo come radice Dio stesso, che è l’unico Padre per tutti.
                A voi tutti, e alle vostre famiglie e comunità, auguri di un Santo Natale e sereno Anno nuovo.
                                                                                                                                                                  ;                            Padre Marcello


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi