AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 5 maggio 2012

AMICIZIA: LE ANIME BELLE (a Rina Brundu)


LE ANIME BELLE a Rina Brundu
 
Le anime belle
Spesso sono invisibili
Introvabili
Irraggiungibili

Le anime belle
Si fanno trovare
Solo da chi
Le sa riconoscere
E amare

Le anime belle
Sono come stelle
Che splendono
Tremule e accendono
Il cielo di notte
Altrimenti buio

Le anime belle
Sono come te
Che incendi
Il mio cielo
Quando t’accorgi
Che si sta oscurando

Danila Oppio
Inedita
RIna Brundu mi ha "incontrata" la notte della vigilia di Natale, e da subito, malgrado la distanza che ci separa, poiché lei vive a Dublino ed io a Legnano, ci siamo intese. Lei è editrice e direttrice di Rosebud - giornalismo online. Recentemente mi ha dedicato una poesia che mi ha abbracciato il cuore e l'anima, e anche piacevolmente stupito:non pensavo di averle suscitato tali sentimenti, però la sua poesia è stata una conferma a quanto già pensavo di lei: un'anima bella! Così le ho risposto con questi miei semplici versi, ma sentiti e sinceri. La mia fede mi suggerisce che non è stato un caso, quel nostro incontro avvenuto proprio la notte in cui nasceva Gesù, il ringraziamento a Dio, per aver messo sui miei passi una donna vera, dal cuore immenso, è doveroso e pieno di grande gioia!
Grazie a questo nostro incontro, ho potuto conoscere altre persone che amano l'arte, la poesia e la scrittura e tutto questo ha arricchito notevolmente la mia esistenza.
GRAZIE RINA, SEI IMMENSA!!

AMICIZIA (a Danila Oppio)


Non sono capace
Io
Di molte
Parole
Quando
Bisognerebbe
Elogiare
Magnificare
Complimentare
Decantare
Ma…
Vivono
Nel silenzio
Le mie verità
Più grandi

E spesso
nel dolore.
Perché non serve
ad una rosa
inebriarsi col profumo
Ad una aurora
perdersi nel biancore
Ad un sole
illuminarsi
di chiara luce
Gli basta sapere che c’è!
Rina Brundu, in Dublino, 29 Aprile 2012
Featured image, rose rampicanti, fonte Wikipedia
Pubblicato su Rosebud - giornalismo online


QUESTA POESIA L'HO GIA' PUBBLICATA, MA C'E' UN MOTIVO PER CUI LA RIPORTO ANCORA!

venerdì 4 maggio 2012

Commento del poeta Gavino Puggioni alla silloge e-book di Danila Oppio


 
Questa silloge, dell'amica Danila Oppio, web master del mio blog, mi ha sorpreso e non poco.
Sapevo, come so, della sua Fede Cristiana, della sua cultura, dei suoi viaggi, della sua passione per la pittura, disegni e trasformazioni immaginifiche, a dimostrare di una propensione innata e naturale verso l'arte, quella vera.

Non sapevo dell'altra sua sconosciuta passione, quella per la poesia e, in questa silloge  edita in e-book, “Danzando in punta di penna” (tra versi poetici), mi sono accorto di come lei ha saputo usare quella penna.
Versi che sanno d'amore, che profumano di vita, di sentimenti radicati e cresciuti in un'anima nobile, dove la parola diventa “verbo”, quasi una legge, perchè tutti vi si rispecchino, nel bene e nel male. Ed entrambi, quel bene e quel male, vi si alternano in una par condicio di emozioni che vanno oltre il pensiero, là, dove regna comunque  o dovrebbe regnare quell'amore, del quale la Oppio si nutre e ne espande, su tele d'autore, i significati intimi con tutte le sue bellezze incontaminate, quelle dell'anima.

Pensieri scultura lignea di Mauro Corona
E poiché io amo ancora la “puzza” del libro stampato, mio desiderio sarebbe che questa silloge ci arrivasse anche in formato cartaceo, sì da accontentare anche coloro che, come me, amano tenere tra le mani qualcosa di prezioso, appunto, quel libro.

Auguri Danila, ad maiora!

Gavino Puggioni

giovedì 3 maggio 2012

Dopo il suicidio dell’imprenditore mamoiadino, un ricordo di Barbagia.


di Rina Brundu. Mamoiada nel mio immaginario più datato è legata a quella terra di nessuno che, al tempo della mia prima fanciullezza, occorreva attraversare per arrivare dall’Ogliastra fino alla città di Nuoro. Faceva binomio con Orgosolo e come Orgosolo evocava storie di faide, di morti ammazzati, di famiglie distrutte, di bocche cucite, di banditi latitanti. Che mentre la macchina percorreva veloce la strada che circondava quei paesi barbaricini – strada che in quei giorni era ancora una sorta di mulattiera – gli anziani intrattenevano i viaggiatori più giovani puntando, di momento in momento, il dito ingiallito oltre il finestrino: lì hanno ucciso Tizio, lì ha perso la vita Caio, lì fu Senpronio a lasciarci la pelle, sparato alle spalle.
Che poi quelle storie di Tizio, Caio e Senpronio, ricordate d’inverno, mentre fuori nevicava e la bufera infuriava, diventavano leggenda. Proprio come i protagonisti che le avevano fatte esistere, vivi o morti che fossero. Che a dirla tutta spesso e volentieri si trattava di faccende mediatiche anche un poco bugiarde. Perché, sia nel caso degli orgolesi che nel caso dei mamoiadini, era rara la volta che venisse fuori l’altra verità, ovvero quella che raccontava della grande carica umana di queste antichissime popolazioni sarde. Del loro senso di ospitalità assolutamente unico. Sarà anche per questo che, a dispetto della fama funesta, non sono mai riuscita a liberarmi della fascinazione che il loro universo esercitava su di me. E non sono mai riuscita ad impedirmi di amarlo.
È stato quindi con grande dolore che, nei giorni scorsi, come tantissimi altri Sardi, ho letto del suicidio (l’ennesimo in questo tempo difficile), dell’imprenditore edile mamoiadino G.M. di 55 anni. La sua vicenda mi ha colpito strano. E non poco. Vivendo in Irlanda, infatti, la crisi per me è cosa datata. Di fatto a queste latitudini ha cominciato a procurare i suoi effetti perniciosi già il giorno immediatamente successivo al default Lehman Brothers del 15 Settembre 2008. Ad arrivare in Italia ci ha messo un tempo lunghissimo e più di una volta mi sono meravigliata, negli anni scorsi, della leggerezza con il quale si stesse vivendo, nella penisola, questa travagliatissima circostanza storica.
Poi però il momento del redde-rationem è arrivato. Terribile, spietato e drammatico ad un tempo. Finanche subdolo nel suo abbracciare l’intero territorio italico senza distinzione, da Nord a Sud, da Est e Ovest, fino a toccare zone come quelle della Sardegna interna che di vento benevolo, invece, ne avevano conosciuto sempre ben poco. Perché quando si tratta di mangiare gli invitati sono generalmente pochi, ma se occorrono sacrifici per rifornire la dispensa allora tutti debbono (sono costretti?) a fare la loro parte.  
Che la crisi non l’hanno inventata né a Mamoiada né a Orgosolo e neppure nello splendido territorio che circonda quei bellissimi villaggi. Meglio ancora, la crisi non l’hanno prodotta i Tizio, i Caio e i Sempronio barbaricini di cui mi raccontavano gli anziani e che, loro malgrado, innocenti o colpevoli, in passato, ci rimettevano la vita fuggendo – di crepaccio-gennargentico in crepaccio-gennargentico – la mannaia delle forze dell’ordine continentali; o che, in questo diverso presente, proprio come M.G, sono costretti a sacrificare la vita nel tentativo di riscattarsi socialmente e magari di far nascere una qualche idea di imprenditorialità nel deserto. Da soli.

Perché – la congiuntura sfavorevole lo insegna – lo Stato latitante raramente si persegue da solo e quasi mai è capace di farsi arrestarsi. Come a dire che c’è bandito e bandito e quelli più pericolosi non indossano i gambali ma preferiscono la cravatta. E riescono a farla franca. Sempre!
Featured image, Mamuthone di Mamoiada, fonte Wikipedia
da ROSEBUD - giornalismo online

MESE DI MAGGIO


mercoledì 2 maggio 2012

MESE DI MAGGIO



Padre Nicola Galeno ha creato un bellissimo ciclo fotografico e poetico sulle varie Madonne incontrate nelle chiese della Penisola Sorrentina. Oggi ho scelto questa, per ricordare Maria in questo mese di maggio, al Lei dedicato. Se volete ammirare tutto il ciclo poetico del Padre Carmelitano, potete visitarlo cercando nei siti preferiti, sulla destra della home page di questo blog, cliccando su La poesia nel Carmelo! Troverete molto altro ancora!
Buona visione unita ad una profonda meditazione!

martedì 1 maggio 2012

KEVIN RICHARDSON E GLI AGNELLI (PARDON I LEONI!)



Ci si stupiva quando, leggendo la storia di San Francesco d'Assisi, si apprendeva che avvicinava i lupi, che parlava con gli uccelli ed altri animali selvatici o inavvicinabili. E qualcosa di simile, ce lo racconta anche Isaia.


Isaia 11:6 ^
Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo giacerà col capretto, il vitello, il giovin leone e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà.
Isaia 11:7 ^
La vacca pascolerà con l’orsa, i loro piccini giaceranno assieme, e il leone mangerà lo strame come il bue.
Isaia 11:8 ^
Il lattante si trastullerà sul buco dell’aspide, e il divezzato stenderà la mano sul covo del basilisco.
Isaia 11:9 ^
Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte santo, poiché la terra sarà ripiena della conoscenza dell’Eterno, come il fondo del mare dall’acque che lo coprono.

Ebbene,

Kevin Richardson, l'uomo che sussurra ai leoni


 ha trascorso buona parte della sua vita tra gli animali e, in particolare, tra i “grandi gatti” d’Africa, i leoni, che sono diventati la sua passione più grande. Sviluppando un suo particolare talento, ha imparato ad entrare in sintonia con gli animali, comprenderli e comunicare con loro.
In queste foto di Dennis Farrell per Associated Press, ecco il signor Richardson immortalato nel Regno dei leoni bianchi, il parco di Broederstroom, nei presi di Johannesburg. Noto come l’uomo che sussurra ai leoni, “The Lion Whisperer“, Richardson si definisce “ambasciatore dei leoni” in un Paese dove spesso questi animali finiscono per diventare trofei sul muro di una casa: in Sudafrica ogni anno vengono uccisi legalmente più di mille leoni e i turisti arrivano a pagare fino a 40.000 dollari per poter sparare un colpo mortale a un felino.
Diciamo NO ALLA CACCIA, LA CACCIA NON E' UNO SPORT: NELLO SPORT, LE DUE PARTI O SQUADRE, DEVONO SAPERE CHE STAN GIOCANDO. LA CACCIA NON E' UN GIOCO: DALL'ALTRA PARTE DEL MIRINO C'E' UN ESSERE VIVENTE INDIFESO, ANCHE FOSSE UN LEONE!



GUSTATEVI IL VIDEO, ANCHE SE E' IN INGLESE, LE IMMAGINI PARLANO DA SOLE! 
ISAIA AVEVA PROFETIZZATO BENE! SE SI VUOLE, SI PUO' VIVERE PACIFICAMENTE ANCHE CON UN ANIMALE RITENUTO FEROCE.


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi