La preoccupazione di Lorenzo era sempre la stessa: Quale direzione dare alla propria vita per darle un senso? Per andare lontano?
Poi, col tempo, capì che non era proprio così: certe strade non portano lontano, portano "dentro".
Un giorno, mentre camminava senza meta, prese coscienza che ogni scelta fatta nella vita - giusta o sbagliata - aveva lasciato una traccia dentro di sé.
Un giorno incontrò Chiara seduta su un gradino, il viso rivolto al sole.
"Che fai Lorenzo"? chiese Chiara.
"Sto cercando la mia strada,” le disse.
Lei sorrise piano: “Forse la strada non è fuori di te. Forse quella strada ti sta riportando a te.”
Quelle parole gli scesero dentro come acqua chiara.
Ripensò ai suoi tentativi, ai cambi di rotta, ai dubbi che lo avevano accompagnato, ai suoi fallimenti ma anche ai suoi successi.
Non erano deviazioni: erano passi. E capì che ogni passo, anche il più incerto, lo aveva avvicinato un po’ di più a conoscere se stesso.
Non arriveremo mai a conoscerci chi siamo veramente e che direzione dare alla nostra vita, se insieme non ci preoccupiamo di conoscere Dio
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"Pretendere di entrare in cielo senza prima entrare in noi stessi per meglio conoscerci e considerare la nostra miseria, per vedere il molto che dobbiamo a Dio e il bisogno che abbiamo della sua misericordia, è una vera follia
(S.Teresa D'Avila)
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«La mia Misericordia è felice di accettare le promesse e i desideri che, a poco a poco, divengono atti: promesse e desideri sono atti in germoglio.
"Non scoraggiarti mai. Pensa spesso che IO sono presente.
Posso essere presente e non aiutarti?
"La creatura non è infinitamente cara al Creatore? Se tu sapessi...
"Tendi spesso l’orecchio verso di Me: intenderai.
"Giovanni, appoggiato al Mio Cuore, ne intese i segreti.
"Se non avesse avuto questo gesto di tenerezza, avrebbe inteso?
"IO sono come il timido: Mi occorre il vostro primo passo».
(Gabrielle Bossis - Lui e Io - Diario intimo di una mistica del novecento)
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