Marco era un ragazzo timido che parlava poco e teneva i sogni nascosti. Un giorno incontrò Anna, e accanto a lei scoprì di avere parole che non sapeva di possedere. Quando ridevano insieme, Marco si sentiva leggero, come se il mondo fosse più semplice. Anna non gli chiedeva di cambiare, ma il suo sguardo lo faceva diventare più coraggioso. Ogni passeggiata accanto a lei era una nascita nuova, un modo di scoprire se stesso. Non era solo l’affetto per Anna, ma la gioia di chi diventava quando lei era lì. Il tempo sembrava fermarsi, e Marco si accorgeva di essere migliore, più vivo. Anna lo guardava e sorrideva, senza sapere che in quel sorriso lui trovava forza. Così Marco capì che l’amore non era possedere, ma rinascere accanto a qualcuno. E da allora amò Anna non solo per chi era, ma per chi lui diventava con lei.
L’Amore è rinascere accanto a qualcuno.
E se quel qualcuno è Dio, la nostra anima lo ama non solo per chi è,
ma per chi lei diventa con Lui…
«Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.”
(Osea 2,16)
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“L’amore di Dio è salute dell’anima, La quale se priva di un amore perfetto, non ha una salute perfetta rimanendo quindi malata, poiché l’infermità non è altro che mancanza di salute.
In tal modo, quando non possiede alcun grado di amore, l’anima è morta, mentre se ne possiede qualche grado, per quanto minimo, è viva sì, ma è molto delicata e inferma a causa del poco amore che possiede. Quanto più l’amore crescerà, tanto maggiore sarà la salute
di cui ella godrà e perciò, quando avrà un amore perfetto, godrà di una salute perfetta.”
(S.Giovanni della Croce)
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