Arrivata alla soglia dei cinquant'anni, una donna iniziò, nell'arco delle sue giornate, a chiedersi se avesse fatto abbastanza nella sua vita, se fosse stata all’altezza, e se Dio si aspettasse qualcosa di più. Ogni gesto le sembrava piccolo, ogni preghiera insufficiente, ogni silenzio troppo vuoto.
Un giorno, stanca di rincorrere il dovere, entrò in una piccola chiesa senza parole, come chi non ha più niente da offrire. Si sedette nell’ombra, convinta di essere arrivata al limite.
Fu allora che sentì una frase nascere dentro di lei, così semplice da farle tremare il cuore: “La tua vocazione non è fare, ma appartenere.”
Non era una voce, non era un pensiero: era una verità che la riconosceva.
Le lacrime le scesero senza rumore, come se finalmente qualcuno avesse sciolto un nodo antico.
Capì che Dio non le chiedeva risultati, ma di vivere ogni attimo della sua vita con Lui, in comunione con Lui e lasciarsi amare da Lui.
Così come era.
Alla sua presenza.
Non perfezione, ma fiducia amorosa.
Non frenesia, ma attenzione amorosa.
Il fare, il cosa fare, era solo una conseguenza di questa relazione d'amore con Lui.
Capì che il valore delle sue azioni e quindi della sua vita, dipendevano unicamente dall'amore con cui venivano svolte...
La tua vocazione non è fare, ma appartenere a Lui…
----------------------------------------------------------------------------------------------
Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro:
"Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?".
Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo".
Gli disse: "Pasci i miei agnelli".
(Vangelo di Giovanni 21,15)
----------------------------------------------------------------------------------------------------
"Parla più sovente con Me, il tuo Sposo.
Se tu sapessi la gioia che IO trovo,
da te stessa tu verresti a Me per ogni proposito"
(Gabrielle Bossis - Lui e Io -
Diario intimo di una mistica del novecento)
.png)
Nessun commento:
Posta un commento