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Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

martedì 14 luglio 2015

La Vergine del Carmelo: nostra Sorella e Madre

La Vergine del Carmelo: nostra Sorella e Madre
Sfogliando il Carmelo Oggi, ho letto con interesse l’Editoriale in prima pagina, di Padre Giorgio Rossi. Ha dato una visione più ampia e chiara, riguardo alla Madonna del Carmelo, e poiché dello scapolare ne abbiamo parlato a lungo, nell’Insieme degli scorsi anni, vi propongo alcuni passi coinvolgenti.
“Nel prologo del suo libro Ascesa alla verità, dedicato alla Madonna del Carmelo. Menton scrive: “…La Santa Vergine è venerata come Patrona dei contemplativi”, soprattutto di quei contemplativi che cercano di condividere con gli altri i frutti della loro contemplazione.  Il fine dell’Ordine, fondato in suo onore, è di far raggiungere ai suoi membri, sotto la di lei guida, le vette della contemplazione mistica e di far conseguire ad altri questo stesso fine attraverso la sua intercessione”.
Per saperne di più, vi consiglio di leggere Il Carmelo Oggi - giugno-luglio 2015.Intanto incominciamo con lo specificare che la Vergine non va adorata, essendo un aggettivo spettante solo al Dio Uno e Trino. La Madonna va venerata, ma non come si venerano i santi, sarebbe meglio dire: super-venerata.  Il termine più indicato per lei è però quello di BEATA.
Questa spiegazione è talmente vera ed esatta che Maria la conferma dicendo: “Ecco che fin d’ora tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Chiamare beata Maria equivale a esaltare con parole e gesti le meraviglie che Dio ha operato in Lei, vale a dire venerarla: “Poiché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome” (Luca 1,49).
Dal libro scritto da Padre Claudio Truzzi ocd, titolato “La devozione a Gesù e Maria” a pag. 58 troviamo nel capitolo Innamorati di Maria, quanto segue:
“La devozione a Maria è stata uno dei fili conduttori e caratteristici del pontificato di San Giovanni Paolo II, il quale aveva scelto come motto del suo ministero, l’espressione “Totus tuus”. Il Papa desiderò ardentemente che ogni credente potesse servirsi di Maria per giungere più speditamente a Cristo. Maria è infatti “La Stella del mare”, colei che nella navigazione della fede ci aiuta a virare sempre verso Cristo”. Nello stesso libro, alla pag. 66, troviamo una definizione ancora più bella. “TI saluto, o piena di grazia…”L’angelo non l’ha chiamata col suo nome Maria. L’ha interpellata col nome nuovo, dato da Dio: “piena di grazia”.Il termine greco è quasi intraducibile kekharitomén. Possiamo dire: Colmata di grazia, Tu che hai avuto il favore di Dio, Preferita da Dio, Tutta graziosa, Beneamata da Dio, insomma, la Privilegiata, colei che è diventata l’oggetto dell’amore di Dio. Resta il fatto che il nome nuovo, quello che possiede nel disegno di Dio, rimane un nome misterioso e, fortunatamente, intraducibile. Così com’è misterioso e inesprimibile l’Amore”.
Chi poi ha tanto bene cantato l’amore e la figura della Vergine, se non il Sommo Vate? Dante, nel Paradiso - Canto XXXIII della Divina Commedia!  Qui potete leggere la parafrasi di alcuni suoi versi, poiché il testo originale potrebbe risultare di non facile comprensione.

     “Vergine Madre, figlia del tuo stesso figlio,
umile ma glorificata più di ogni altra creatura,
termine fermo della Sapienza eterna,
tu sei colei che nobilitò a tal punto
la natura umana, che Colui che la creò
non disdegnò di diventare anch’Egli creatura.
Nel tuo ventre si riaccese l’amore
grazie al cui calore è germogliato
questo fiore nell’eterna beatitudine.
Qui sei per noi fiaccola ardente 
di carità e, giù tra i mortali,
sei fontana inesauribile di speranza….

…dall’Amor che muove il sole e le altre stelle.
Dante Alighieri

Desidero ricordare che lo scapolare non è un amuleto scaramantico, ma un modo per sentire accanto a noi la presenza della Vergine, che ci ha promesso di accompagnarci ogni giorno, sulla Terra, per poi condurci al Figlio, in Paradiso.
Buona festa del Carmine!
Danila Oppio ocds




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