AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 9 ottobre 2021

LA VERGINE CON DUE AGNELLINI - Poesia di Padre Nicola Galeno OCD

LA VERGINE CON DUE AGNELLINI

Vergine, ti rapisce il sonnellino

 placido del Bimbetto. Lo vorresti 

forse imitar, confidando nell’altro agnellino

 che fa da sentinella!


(Legnano 9-10-2021), Padre Nicola Galeno

L'ARDIMENTO DELLA PICCOLA TERESA - Poesia di Padre Nicola Galeno OCD

L’ARDIMENTO DELLA PICCOLA TERESA

Paion siffatte parole irraggiare

 l’incomparabil fragranza del bacio

 divino, che le gote tempestare 

volle di quest’ardita Paladina!

(Legnano 8-10-2021), Padre Nicola Galeno


JONATHAN IL FALEGNAME E IL FIGLIO DI DIO - di Padre MAURO ARMANINO



Jonathan il falegname
 e il figlio di Dio

Di professione falegname, Jonathan non aveva avuto il tempo di aspettare. Finita la scuola professionale nella capitale del Togo, Lomé, è partito in fretta in Algeria in cerca di lavoro fin dal 2016. Si trovava in un cantiere edile e guadagnava il necessario per lui e la famiglia rimasta in patria. Espulso dal Paese, torna in patria e cerca, inutilmente, un lavoro compatibile con la sua formazione tecnica. Senza conoscenze non è per nulla facile trovarlo ed è così che l’idea di ripartire ha cominciato di nuovo ad assediarlo. Stavolta la destinazione era l’Europa dei tanti sogni raccontati da chi non è mai partito. Jonathan torna dunque in Algeria nel 2019. Malgrado tutta la sua buona volontà, non riesce neppure a raggiungere la frontiera col Marocco, militarizzata da tempo, e lavora nell’inevitabile cantiere di Algeri, col legno delle armature per il cemento armato. In Algeria a essere armata è la società che, dopo aver sfruttato i migranti come mano d’opera a buon mercato, continua ad espellerli dal proprio territorio. Jonathan lascia definitivamente l’Algeria e percorre la strada a ritroso. Algeri, Tamanrasset, In Guezam, Assamaka, Arlit, Agadez e Niamey.
La madre di suo figlio, Eugenia, non era d’accordo col suo progetto di migrazione. Temeva di non rivederlo più, come sposo e come padre dell’unico figlio concepito sette anni or sono. Aveva sentito troppe brutte storie del mare e qualcuno le aveva suggerito che il Mediterraneo, a causa delle politiche restrittive sulla mobilità, si era trasformato in una sola grande ‘fossa comune’. Lei temeva la sparizione del padre di suo figlio che chiede continuamente di lui, assente. Papà tornerà presto e non andrà più via, dice Eugenia all’unico figlio del falegname ancora senza lavoro e di ritorno al paese con due borse baciate di polvere. Jonathan non rimpiange nulla del vissuto perché i suoi occhi hanno visto il deserto, sfiorato frontiere, accarezzato il mare e sognato un mondo troppo lontano dal suo. Nella borsa più piccola ha messo alla rinfusa i ricordi messi insieme nei viaggi di andata, espulsione e ritorno. Nell’altra più grande ha messo con cura, assieme ad alcuni abiti nuovi per la signora e suo figlio, il futuro che non conosce nel Paese che l’ha buttato via. Le due borse sono la parabola del passato e del futuro consacrate dal sapore del vento.
Jonathan non ricomincia dal nulla. Di mestiere falegname in cerca di lavoro, nel suo spirito accarezzando paesaggi lontani e stato civile sposato con un figlio di sette anni che ha cominciato ad andare a scuola. Lui si è formato dai salesiani operanti nel suo Paese il Togo, ritagliato sulla costa atlantica della tratta degli schiavi. L’attuale presidente del Paese, che continua la dinastia del padre, è riuscito nell’intento di ridurre il suo popolo in schiavitù. Jonathan, a modo suo, ha cercato senza riuscirci, un sentiero differente. Lui, giovane falegname in cerca di lavoro, troverà suo figlio cresciuto ad attenderlo col nome che gli hanno dato prima di partire. L’hanno chiamato, per ispirazione o per promessa, Godson, figlio di Dio.

Mauro Armanino, Niamey, 8 ottobre,
anniversario della liberazione di P.Gigi

lunedì 4 ottobre 2021

SANTUARIO MADONNA DELLA LIBERA a CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)

Ciclo sul Santuario Madonna della Libera a Castellammare di Stabia (NA)

PACE E BENE

 GLORIA ED AVE MARIA

 SEGNO DI CROCE E PADRE NOSTRO

 LA BENEDIZIONE DI S. FRANCESCO

 IL CANTICO DELLE CREATURE


 LA VISIONE DI S. FRANCESCO

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(Montechiaro 4-3-2012), Padre Nicola Galeno


domenica 3 ottobre 2021

FESTA DEGLI ANGELI - 2 OTTOBRE 2021

Ieri  era il giorno dedicato agli angeli, e Padre Nicola Galeno OCD mi ha inviato un nutrito ciclo di immagini di arte sacra, relativa a queste celesti creature. Non ho avuto tempo per pubblicare tutte le opere, con le relative didascalie poetiche. Ne ho scelta una sola, in rappresentanza delle altre, che si ricollega al precedente ciclo poetico del padre carmelitano, poiché proprio nel giorno a loro dedicato, ha avuto la piacevole sorpresa di scoprire nei dintorni due opere d'arte sacra delle quali non era a conoscenza. Non resta che ringraziare queste angeliche creature, per il dono a lui fatto.


(Filippo Lippi)

Davvero dà il candore genuino

 freschezza ineguagliabile allo sguardo!

(Parma 13-1-2014), Padre Nicola Galeno


CICLO SU TRITTICO BORSANESE (VA)

Ciclo su Trittico Borsanese (VA) 

DALLO SMACCO ALLA SORPRESA


Avevo programmato una sortita

in bici verso un luogo inesplorato.

Povera Lombardia con le scritte

stradali, che scompaiono di colpo,

per non parlare poi delle distanze,

che vengon segnalate: t’avvicini

e scopri che il paese si allontana!


Indispettito annullo quella meta.

Dico alla bicicletta: “Torna indietro!”,

ma dopo un certo pedalar m’avvedo

che quel disguido invece fu orchestrato

sapete voi da chi? Non credereste:

dagli Angeli Custodi che nel giorno

a loro dedicato una sorpresa

al barbuto ciclista riservavan!


Trovo due belle statue che sinora

eran sfuggite al cacciator del sacro.

La digitale il meglio di se stessa

vuol dar per la Madonna e San Giuseppe.

“Ho fatto il mio dovere. Tocca a te

adesso far dei lirici commenti!”.


S. GIUSEPPE COL BAMBINO GESÚ


Giuseppe, che piacevole sorpresa

trovarti in una strada mai percorsa!

Sorridi, ma ben sai che fu qualcuno

in compagnia d’altri con le alucce 

a combinare quest’incontro santo!


Il Bimbo mi bisbiglia di tacere

su quest’improvvisata fuori schema.

Insiste perché invece promotore

mi faccia presso gente ancora incerta:

non v’è miglior Custode di Giuseppe!


MADONNA COL BAMBINO

Il Bimbo mi saluta giubilante

e mi sussurra d’accostarmi meglio,

sapendo che il mio orecchio fa il... dormiente!

Non vuol esser sentito dalla Mamma,

che non gradisce affatto i complimenti,

amando la schiettezza genuina.


“La Mamma non gradisce la corona.

L’ho sentita ripetere a Giuseppe:

le basta il tesoruccio di Gesù!

Vedi di far scoprire a tanta gente:

se manca quest’abbraccio suo materno,

la vita si ricolma di tristezza!”.


(Legnano 2-10-2021), Padre Nicola Galeno


sabato 2 ottobre 2021

MENZOGNE E LIBERAZIONI DAL SAHEL di PADRE MAURO ARMANINO

Menzogne e liberazioni dal Sahel

Gli avevano mentito. Sylla ha scelto di tornare a casa perché non se la sentiva di continuare a vivere con la paura addosso. Una vita da topi ad Algeri, la capitale. Manovale in un cantiere edile, col fondato timore di essere preso a sassate sulla strada e insultato col nome di ‘Black’, negro. Per una parte dei cittadini, l’Algeria non fa parte dell’Africa perché di altro colore e cultura, si trova al Nord. Sylla è studente universitario a Conakry e cercava i fondi necessari per completare gli studi in scienze sociali. Torna per ora dalla madre nella capitale del Mali, Bamako, per poi vedere il da farsi. Nato nel 1999 ha ancora tutta una vita davanti come primogenito di una famiglia che si è divisa da anni. Ha due fratelli e una sorella da accudire, oltre la madre che forse, nel frattempo, si è risposata. Dice che non tornerà mai più in Algeria.

Lunedì 4 ottobre ricomincia l’anno scolastico nel Niger per alunni e studenti delle superiori. Gli insegnanti stanno preparando il ritorno accademico da alcuni giorni. Quasi certamente si annunceranno i primi scioperi, dichiarati da uno dei numerosi sindacati del settore che giustificano la loro esistenza solo in questi frangenti. Quanto agli universitari, sono in sessione di esami per poi riprendere i corsi a tempo debito, molto più tardi. Quanto al Liceo francese di Niamey, il ‘La Fontaine’, è regolato secondo i tempi e i ritmi della capitale francese e accoglie i figli delle élite locali e straniere. Dimmi dove vai, e ti dirò chi sei, in termini sociali e dunque finanziari. Anche questa è una menzogna accettata dal sistema. Si formano alunni, studenti e universitari per un presente dal quale è stato mutilato il passato e confiscato il futuro. 

Nel nostro Sahel, contraddittorio e dunque affascinante, la prima e fontale menzogna è quella che presume di accaparrare Dio e metterlo al servizio di un gruppo di potere. Sarebbe difficile giustificare le guerre, i commerci, le esazioni e gli abusi operati sui poveri, senza il supporto manipolato di un Dio che avrebbe bisogno di essere difeso e poi imposto. Da questa distorsione originaria, facilitata da decenni di connivenze, sfruttamenti dei poveri e arricchimenti indebiti, ne conseguono altre che sono come drammatici anelli di una catena senza fine. Anche la politica, dunque, in queste zone, si avvale con frequenza dell’apporto ‘normalizzante’ delle religioni per perpetuarsi come strumento di dominazione sui popoli. Nessuno crede più alle parole dei politici e sempre meno alle parole dei ‘religiosi’ che predicano bene e razzolano male all’ombra del potere. In Costa d’Avorio un proverbio diceva che …’la bocca piena non può parlare’!

Ne consegue che l’economia, la figlia primogenita della politica, si fonda sulle menzogne delle istituzioni finanziarie internazionali, degli interessi di chi si trova al governo e delle reti mafiose che ne assecondano le scelte. La corruzione economica non è altro che l’espressione più evidente di un sistema che deruba i poveri, mente per farlo e compra le coscienze degli intellettuali che dovrebbero smascherarla. Per completare il quadro, rimane in posizione privilegiata la menzogna creduta e propagangata del Mondo Umanitario che si regge sulla riproduzione dei poveri e delle emergenze legate all’insicurezza. Quanto ai mezzi di comunicazione, in buona parte sostenuti e finanziati dal Potere, non sono spesso che un pallido riflesso del ruolo di ‘sentinelle’ che dovrebbero allertare sull’arrivo dei ‘Barbari’. La vicenda ‘Covid’ insegna.

All’inizio e alla fine di ogni menzogna si trovano le parole. Su di esse e il loro tradimento si fondano le menzogne quotidiane, cicliche e soprattutto quelle che dovrebbero evidenziare il destino ultimo delle persone e della storia. La scuola, l’economia, la politica e l’invenzione del mondo umanitario non sembrano nient’altro, al momento, che le forme riproduttive della menzogna. Le conseguenze di tutto ciò sono devastanti e il ritorno di Sylla, migrante tradito, alla casella di partenza, ne sono una parabola eloquente. Sappiamo però che dove abbonda il dramma, abbonda pure il mistero della risurrezione. Dalle parole arriva la sconfitta, e dalla parola comincia la liberazione. Come affermava Rosa Luxemburg…’ Dire la verità significa chiamare le cose con il loro nome. Dare il nome giusto alle cose è un atto rivoluzionario’.

Mauro Armanino, Niamey, 3 ottobre 2021

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Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi