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Nostra Signora del Carmelo

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domenica 11 maggio 2014

Il Papa e Santa Teresa del Bambino Gesù



Testimonianza del vescovo P. Fabien Raharilamboniaina

II 28 marzo scorso alle 10.30 sono staio anch'io dal Papa per Ìa visita "ad limina apostolorum" con gli altri vescovi del Madagascar. Eravamo in ventidue. Ognuno a suo turno si è presentato, io ero il quarto. Quando gli ho detto che sono carmelitano, il Papa ha preso subito la parola dicendoci che voleva farci una confidenza sulla sua esperienza con santa Teresa di Gesù Bambino. L'ha conosciuta nel 1991, quando ha chiesto alla Santina una grazia ed era stato esaudito. Ha poi approfondito la sua spiritualità e ha letto i suoi Manoscritti autobiografici. Da allora ha avuto modo di meravigliarsi per quello che Teresa ha fatto per lui. Lo ha sempre accompagnato, sino ad oggi.

Persino durante gli ultimi Esercizi Spirituali, in cui aveva una grande preoccupazione, gli ha dato un segno con cui Teresa gli ha detto di avere fiducia. Non aveva ancora formulato la sua preghiera che santa Teresa gli aveva già risposto. Ciò significa che Teresa risponde prima ancora che si domandi. È il modo di agire di Dio.

Il Papa ha parlato di questa sua esperienza per quindici minuti. L'indomani mattina sono stato a concelebrare con il Papa a S. Marta e sono andato a salutarlo dopo la celebrazione. Mi ha tenuto per ultimo e mi ha consegnato una pagellìna con una preghiera ed una foto di santa Teresa (quella in cui è vestita da Giovanna d'Arco). Mi ha chiesto di recitarla perché Teresa ci accompagna al di là delle nostre attese. L'ho ringraziato e gli ho promesso di pregare in quel modo, cosa che ho fatto non appena sono arrivato nella mia camera. Sono uscito poi per andare alla "Propaganda Fide" dove noi vescovi del Madagascar dovevamo incontrare il cardinale prefetto Filoni.


Il pullman era già pronto quand'ecco che il Papa mi manda a dire che mi vuole parlare. Ho saputo da lui stesso che mi aveva cercato più volte nella mia stanza al numero che occupavo. Non trovandomi, ha mandato un segretario e anche una guardia svizzera a pren
dermi. Una guardia svizzera mi ha accompagnato al secondo piano, dove il santo Padre apre la porta e si scusa di avermi chiamato e di accogliermi nella sua camera privata (e vestito semplicemente). Mi ha mostrato il suo appartamento veramente semplice. Mi ha anche fatto vedere le reliquie di santa Teresa e dei suoi genitori poste a fianco della sua scrivania. Le ha baciate e io ho fatto lo stesso. Abbiamo recitato insieme la preghiera a santa Teresa. "Affidati a S. Teresa, ti fa bene", mi ha detto. Santa Teresa, mi ha detto, usa dei mezzi semplici, meno che ordinari, per fare delle cose straordinarie. Alla maniera di Cristo che con la croce, che è niente, ha operato la salvezza del mondo. Teresa è diretta, efficace e rapida.


Mi ha detto che vorrebbe canonizzare I genitori in occasione del Sinodo sulla famiglia. Ma la Congregazione per le cause dei Santi attende la verifica del miracolo. Mi ha detto di pregare per l'intercessione di santa Teresa per la mia diocesi e per me. Ho risposto che Teresa aveva già fatto un miracolo per me conducendomi nel suo studio privato, cosa a cui mai avrei pensato. Il Papa ha riso e mi ha detto che vedrò meraviglie di Dio più grandi. Mi ha chiesto di scrivere il mio nome ed il mio indirizzo sulla tavola dove si trovano le reliquie. Gli avevo detto che la mia vocazione era nata in seguito al martirio di P. Sergio Sorgon (nel 1985) e il Papa ha osservato che, se P. Sergio è morto martire, non occorre per la sua beatificazione il solito miracolo ed ha aggiunto, scherzando, che il miracolo sono io.

Ci siamo scambiati dei sorrisi e mi ha fatto gli auguri per la mia diocesi e per il Carmelo. Gli ho detto che Teresa è la seconda patrona della diocesi e che all'inizio era persino la prima. La mia diocesi di Morondava compirà 60 anni nel 2015. Mi ha promesso che parteciperà in modo concreto a questo anniversario. Ho saputo poi che un vescovo della "Propaganda Fide" verrà per l'occasione. Sono uscito e sono andato nella cappella per ringraziare il Signore. Ero in ritardo di 25 minuti all'appuntamento con il dicastero che era stato però avvertito.


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