AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 12 settembre 2026

l nuovo re di Norvegia è Haakon VIII

l nuovo re di Norvegia è Haakon VIII, salito al trono il 28 agosto 2026 dopo la morte del padre, re Harald V, dal balcone del Palazzo reale saluta il suo popolo con la famiglia. 









Re FELIPE DI SPAGNA CON LA FIGLIA LEONOR


 Belli il re Felipe di Spagna con la figlia maggiore Leonor di Borbone-Spagna (nome completo in spagnolo Leonor de Todos los Santos de Borbón y Ortiz; Madrid, 31 ottobre 2005), principessa delle Asturie dal 2014, è l'erede al trono di Spagna secondo la Costituzione spagnola.

È la primogenita del re Filippo VI e della regina Letizia e la sorella maggiore dell'infanta Sofia.




COME UN SOFFIO di Padre MAURO ARMANINO

                             

Come un soffio


… ‘Mauro, siamo attaccati a niente’...! Così mi diceva un conoscente nell’antica chiesa di San Lorenzo dove si sposarono i nostri genitori. Siamo attaccati a niente, fragili, come un soffio da cui la vita dipende. Lo ricorda in modo insuperabile l’autore del salmo 38 della bibbia ebraica. 

Ogni uomo è come un soffio

Va e viene come un’ombra

La sua fatica è come un soffio

Accumula ricchezze

Ma non sa chi le raccolga

Cambiano solo di forma ma il contenuto rimane invariato e ogni epoca fabbrica i suoi idoli. Il noto episodio del vitello d’oro, lettura biblica della permanente tentazione nella storia umana, ne è un’acuta metafora. La prolungata assenza del leader, l’improbabile e difficile libertà nel deserto rischiano di aggrapparsi alle proprie illusorie e adorabili costruzioni. Hanno bocca e non parlano, occhi e non vedono, orecchi e non odono, non c’è soffio nelle loro bocche. Ancora in modo insuperabile il salmista nel salmo 135 che continua affermando...così diventi chi li fabbrica e chiunque ha fede in loro. In effetti abbiamo ereditato la propensione a diventare ciò che adoriamo.

Pensiamo di governare il potere ma il potere ci governa. Crediamo di possedere il denaro e l’altro ma in realtà sono essi a possederci. Presumiamo di organizzare e limitare la violenza che poi ci abita e straripa come la storia delle guerre e delle armi mostra agevolmente. Idolatriamo la scienza e la tecnica che si tramutano poi in dittature spietate di cui i nostri tempi incontrollabili sono espressione. Costruiamo un dio a nostra immagine e somiglianza per poi trasportarlo sui luoghi di battaglia perché benedica i nostri eserciti. Il capitalismo inteso come orizzonte di profitto e trasformazione del mondo in merce è stato da tempo identificato come religione, ad esempio da Walter Benjamin. La nazione si tramuta in appetibile e seducente idolo da adorare e dunque per il quale offrire anche i più cruenti e giustificati sacrifici umani. Ad ogni epoca i propri idoli come idee da creare, custodire, trasmettere e venerare. Per ognuno di essi c’è la classe dei fabbricatori, sacerdoti, pensatori, divulgatori, profittatori e vittime. La comprensione della crisi della nostra cultura occidentale non dovrebbe prescindere da questa dimensione ‘idolatrica’ pena il rincorrere risposte tecniche ad una realtà anche interiore. La parola idoli dal greco antico significa immagine, simulacro o fantasma. Nessuno di essi ha un soffio.


Non c’è soffio di vita negli idoli. Non c’è soffio di vita nella politica e nell’economia attuale, non c’è soffio di vita nei mezzi di comunicazione e la fin troppo discussa e abusivamente chiamata Intelligenza Artificiale. Non c’è soffio di vita ma solo l’odore necrofilo del profitto e del potere. Non si sbagliava Stanislaw Jerzy Lec, poeta e scrittore polacco che conobbe e si salvò da un campo di sterminio nazista. Tra gli aforismi che si trovano nel suo più noto ‘Pensieri Spettinati’ scriveva ... ‘Se abbattete i monumenti, risparmiate i piedistalli. Potranno sempre servire’...Chi ha scritto ciò manifesta una profonda conoscenza della storia e dell’umano transitare il tempo. I piedistalli sono pronti e disponibili a sostenere gli antichi e nuovi idoli di ogni epoca. 

Per fortuna, scelta o miracolo non sono mai mancati coloro che non hanno mai piegato le loro ginocchia o bruciato l’incenso davanti a loro. Si tratta dei poeti, dei profeti e dei folli.

   Mauro Armanino, Genova, 11 settembre 2026


mercoledì 9 settembre 2026

Oggi l'ultimo saluto al re di NORVEGIA HARALD V






















Oggi l'ultimo saluto a questo Re che ha fatto tutto il possibile per seguire il suo popolo, ed è stato per questo molto amato.  Sono meravigliata che la nostra TV non abbia trasmesso la cerimonia funebre e che per poter avere qualche informazione abbia dovuto rilevarla da FB, dove tutti si sono attivati per pubblicare foto e ringraziamenti. Il mio nipotino, che è nato a Oslo, cittadino norvegese di diritto, vive lì e frequenta la scuola elementare, ha deposto un mazzo di fiori sulla piazza antecedente il palazzo reale, che era già diventata un'esposizione floreale, al fine di dimostrare quanto questo re fosse amato dal suo popolo e non solo dai norvegesi, ma da tutti coloro che per lavoro si erano trasferiti nel suo territorio.  Nessun Re mi ha mai impressionato come Harald, che da giovane fu uno sportivo di grande valore, I principali sport praticati:
  • Vela: È stato il suo sport principale e la sua grande passione agonistica. Re Harald ha rappresentato la Norvegia come velista in tre edizioni dei Giochi Olimpici: a Tokyo nel 1964 (dove è stato anche portabandiera), a Città del Messico nel 1968 e a Monaco di Baviera nel 1972. Ha continuato a gareggiare a livelli importanti per gran parte della sua vita.
  • Caccia all'alce: Praticava la caccia durante i suoi soggiorni nello chalet di montagna a Sikkilsdalen.
  • Sci e attività all'aperto: Come da tradizione della famiglia reale norvegese, è cresciuto praticando gli sport invernali e la vita attiva nella natura della Norvegia. 
  • Addio meraviglioso Re, ti ricorderemo sempre.
  •   Suo figlio L'attuale re di Norvegia è Haakon VIII, succeduto al padre Harald V il 28 agosto 2026. Nome di nascita: Haakon Magnus (noto in precedenza come principe ereditario Haakon).Ascesa al trono: Ha assunto la corona all'età di 53 anni. Predecessore: Il padre re Harald V. Erede al trono: Sua figlia, la principessa ereditaria Ingrid Alexandra.  Dedicherò prossimamente un articolo al nuovo re di Norvegia Haakon. 



 

domenica 6 settembre 2026

IN RICORDO DEL RE HARALD V DI NORVEGIA UN RE DAVVERO AMANTE DEL SUO POPOLO

 





















Varie sequenze fotografiche a ricordo del grande Re di Norvegia Harold V tanto amato dal suo popolo per la sua attenzione verso tutti. Il suo funerale si terrà il 9 settembre 2026 e spero vivamente che i reali e rappresentanti di ogni Nazione siano presenti, inteso i reali DANESI e INGLESI, che gli sono parenti stretti. Io non ho potuto omaggiare con fiori e lettere, come hanno fatto tutti coloro che si sono recati nella grande piazza cui si affaccia il palazzo reale. In passato ho percorso il lungo Karl Johans Gate è senza dubbio una delle strade più belle di Oslo. Ho amato la sua vivace atmosfera, la varietà di negozi e caffè, e gli imponenti edifici storici. Oggi sono contenta che il mio nipotino norvegese (nato a Oslo e residente lì come cittadino) sia stato accompagnato presso la reggia per deporre il suo omaggio floreale. Lo ha fatto per tutti noi impossibilitati a viaggiare.

sabato 5 settembre 2026

SOTTOCOSTO di Padre MAURO ARMANINO


Sottocosto

L’AMT di Genova oggi sciopera. L’Azienda Municipalizzata dei Trasporti assicura il servizio essenziale solo in alcune fasce orarie del mattino e della sera. In attesa di un dimenticato sciopero nazionale per il caro vita e altre faccende legate a una ‘guerra mondiale a pezzi’ che ci coinvolge. Ciò è quanto testualmente affermato dall’ Avvocatura dello Stato, ci ricorda Gianni Alioti cofondatore di The Weapon Watch – Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei) già sindacalista della Cisl. Quest’ultimo sembra da tempo un sindacato fantasma accodatosi all’ombra del potere attuale. Quando i sindacati d’epoca dicevano ‘Uniti si Vince’ sapevano quello che sarebbe accaduto dopo.
Se prendete la linea del 17 che fa capolinea a Via Ceccardi a Genova vi dirigerete verso la bella Nervi. Arrivati al cavalcavia di Via Carrara, sulla sinistra c’è un supermercato con tanto di parcheggio sotterraneo. La pubblicità da cui ho rubato il titolo dell’articolo viaggia col bus e si ferma proprio qui. Dice la Treccani che sottocòsto (o 'sótto còsto') avv. – A un prezzo inferiore a quello di costo: vendere, comprare una merce s.; cedere s. le rimanenze. La prima realtà sottocosto nella nostra società occidentale, com’è noto, è la vita dei poveri. I più indifesi sono quelli che avrebbero potuto nascere e per tanti motivi non hanno ricevuto il permesso di soggiorno per questa terra. Poi quelli che avrebbero voluto avere accesso alle nostre sponde e ne sono stati impediti da politiche necrofile. Poi per i quali, anziani, la vita si presume senza importanza e aiutati a sparire senza che nessuno prenda dovuta nota del loro umano transito. Le vite dei profughi e degli sfollati dalle innumerevoli guerre organizzate dalla nuova ‘Classe Armata’ secondo la drammatica intuizione dell’amico David Colantoni.
Sottocosto appaiono anche i sogni. Quelli funzionali al mantenimento del sistema, diciamo i sogni consumisti, vengono venduti a prezzo ribassato del tipo tre al prezzo di due o anche di più. Gli altri, quelli pericolosi e sovversivi, sono naturalmente fuori mercato e anche fuori zona di ‘comfort’ intesa come area nella quale uno si sente al sicuro. I luoghi nei quali si sogna un mondo pericolosamente differente vengono isolati o, come esperimentato in era Covid, immunizzati perché non contaminino il futuro. Sottocosto specie lui, il futuro, perché temuto in quanto portatore di indefinita novità. La prova più evidente è quella del citato ‘inverno demografico’ o per meglio dire, l’inconsapevole eppure prevedibile riduzione a comparsa dell’Occidente. In effetti l’Istituto di statistica italiano, Instat, prevede che tra vent’anni le coppie senza bambini saranno più numerose di quelle con bambini.
Sottocosto il lavoro che tra morti quotidiane, sfruttamento nei luoghi di raccolta industriale di frutti, legumi e affiliati, rende drammaticamente risibile l’articolo primo della Carta Costituzionale. In esso si afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo.  Quest’ultimo (da prendere in senso letterale) la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Entrambi i principi sono sconfessati dalla pratica ma c’è di peggio perché, da tempo, abbiamo smarrito il senso del lavoro come trasformazione della realtà. In centro storico di Genova come, suppongo, in altre città, si vedono scorrere sulle strade biciclette elettriche adattate con autisti di origine straniera. Muniti di zainetto e pubblicità i ‘riders’, ciclo-fattorini, sono un emblema dell’attuale liquidità sociale.
Sottocosto sono le parole come ricordava papa Leone agli ambasciatori...’ il significato delle parole è sempre più fluido e i concetti che esse rappresentano sempre più ambigui. Il linguaggio non è più il mezzo privilegiato della natura umana per conoscere e incontrare... diviene sempre più un’arma con la quale ingannare o colpire e offendere gli avversari... che le parole tornino ad esprimere in modo inequivoco realtà certe’...Le parole vere non sono in vendita e neppure da esibire per ingannare Dio o imbrogliare il popolo nella politica. Quelle pericolose sono state crocifisse e risorgono nei poveri ma solo dopo tre giorni.

 Mauro Armanino, Genova, settembre 2026

 

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi