AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 8 aprile 2023

GLI AUGURI DAL CENTRAFRICA - P. FEDERICO TRINCHERO



Carissimi amici,

quest'anno per gli auguri pasquali, invece che uova e coniglietti, vi invio Jerry l'inventore.

Jerry è un ingegnere aerospaziale centrafricano di 15 anni. Non è ancora battezzato, ma vuole già diventare frate. Ogni tanto s'intrufola in convento per pregare, lavorare e giocare insieme ai miei confratelli. Oggi, orgogliosissimo, mi ha portato un drone fatto con le sue mani. Non vola ancora, ma - mi ha assicurato - volerà.

Siamo anche noi dei piccoli droni un po' scassati, impigliati nelle guerre e nelle sofferenze, appesantiti dalle paure e dai peccati. Ma la forza di Gesù Risorto, se ci aggrappiamo a Lui, dovrebbe sollevarci in alto, farci volare. Me l'ha detto Jerry l'inventore.

Buona Pasqua!

padre Federico Trinchero


Rispondo: 

Jerry dimostra buona volontà e senso di comunione fraterna. Speriamo davvero che si faccia frate, che la sua sia sincera vocazione, diversamente diventerà un bravo ingegnere aerospaziale!

Grazie per gli auguri ai quali rispondo ad ampio raggio, verso tutti voi Carmelitani che tanto vi spendete per portare la Buona Novella in Centrafrica.

Buona Pasqua a tutti, ivi compreso Jerry!!

Danila

Grazie Danila! Anche da parte di Jerry.

Padre Federico



venerdì 7 aprile 2023

DODICI ANNI DI SABBIA E IL SAHEL COME PRECARIA DIMORA di Padre MAURO ARMANINO

 



                  Dodici anni di sabbia e il Sahel come precaria dimora

Avrebbe dovuto essere un soggiorno breve e misurato. Il tempo per organizzare il servizio di accoglienza per i migranti di passaggio a Niamey, nel Niger. Era questo il motivo per cui ero stato invitato dall’allora vescovo della diocesi omonima dove, al momento dell’arrivo, i migranti erano chiamati ‘esodanti ’ oppure più semplicemente ancora ‘avventurieri’. Entrambe queste figure facevano parte del paesaggio culturale dell’Africa Occidentale, una delle regioni tra le più ‘mobili’ del mondo. Il passaggio di frontiere per cercare altrove fortuna e lavoro è parte integrante dell’identità dei popoli del Sahel. Con le scelte geopolitiche dell’Occidente che includevano l’esternalizzazione delle frontiere e accordi bilaterali di riammissione in cambio di aiuti e progetti, la mobilità umana è stata vista con sospetto e infine ‘criminalizzata’. Il migrante è un errante.

Giusto il tempo di strutturare il servizio e poi ripartire per un altro Paese con altre sfide da assumere. Gli occhi erano ancora segnati dagli anni passati come ospite nel millenario chiostro delle Vigne, nel cuore del Centro Storico di Genova. La sera con le luci al Porto Antico delle Grandi Navi Veloci e la domenica pomeriggio stupito dai ‘palazzoni ’da crociera a piani che riempivano l’orizzonte del porto dove, all’epoca, partivano i migranti nostrani per le Americhe. Con nella mente i cancelli del carcere di Marassi, i colloqui con i detenuti e le celebrazioni a parte per i ‘ristretti’ e il reparto degli accusati per appartenenza alla mafia. L’accompagnamento di alcune comunità straniere dell’America Latina, dell’Asia e le sorelle africane che cercavano, in Via della Maddalena e dintorni, ciò che pensavano di avere smarrito in Nigeria.

Era il cinque di aprile del 2011. L’arrivo all’aeroporto internazionale Diori Hamani accolto dal confratello che poi sarebbe stato rapito per due anni dal Sahel al deserto del Sahara. La Riva e il Mare (di sabbia), ciò è quanto significano le due parole che nominano il mistero geografico e umano che ci costituisce. La crisi libica, avvenuta pochi mesi dopo, avrebbe accelerato il processo della fondazione del servizio per i migranti. Sarebbero stati loro, da allora, a dettare il luogo, lo stile, le scelte e il metodo per leggere la realtà di questa porzione d’Africa che avrei avuto il privilegio di abitare. Le storie che solo la sabbia, la polvere e il vento avrebbero raccontato attraverso le centinaia di migranti incontrati e poi perduti nel viaggio. Episodi di ordinaria violenza e sofferenza, come sempre intessuta di incosciente speranza, che i migranti rovesciavano sul pavimento poco levigato della memoria fuggente dei ricordi.

Assieme alla vergogna delle chiese incendiate nel 2015 a Niamey e Zinder, sarebbe stato questo il dono più grande ricevuto in questi anni. Una chiave preziosa perché in grado di aprire lo sguardo sul sistema di predazione che costituisce l’economia politica del mondo. Il sistema capitalista che applica e scava con cinismo il baratro che divide il mondo per meglio regnare. Allora, con la vista da ‘questo’ punto, diventa tutto più chiaro e semplice. Le frontiere come metafore che, con inesorabile processo, sono disegnate a forma di barriera, filo spinato o mare/muro che inghiotte chi viene a salvare l’Occidente dalla sua irrimediabile perdita. Essi, i migranti e loro nomi, mi hanno perso e salvato tante volte in questi anni e lo so, non sono neppure degno di sciogliere i legacci delle loro borse piene di nulla. Tanto fanno che persino Dio sta dalla loro parte e loro ne sono consapevoli sia quando attraversano il deserto che quando carezzano il mare. Arriveranno di sicuro, se Dio vorrà. E oggi, l’anniversario del mio primo arrivo, ci sono 43 gradi all’ombra alle 15 in punto. Sempre se Dio vorrà ce la caveremo anche stavolta. 


Mauro Armanino, Niamey, 5 aprile 2023


giovedì 6 aprile 2023

 


Bellissimo questo dipinto dove Gesù è rappresentato con i colori dell'Africa, così come le pie donne che gli sono accanto. Gesù è venuto per tutti, non solo per alcuni! (Danila Oppio)

I missionari della SMA ti augurano una Pasqua di gioia

Cari Amici,

 con lo sguardo sull’orizzonte di Pasqua e un ramoscello d’ulivo intinto di acqua, entriamo nelle vostre case per benedirvi e portarvi il nostro augurio di pace. L’acqua benedetta evoca la richiesta della donna di Samaria che chiede a Gesù: “Signore dammi dell’acqua viva perché non abbia più sete” (Gv 4, 15).

 Siamo tutti stanchi e turbati da notizie di guerre, di violenze sui più deboli ed abbiamo sete di pace, di amore, di giustizia e di libertà.

 La Pasqua è la festa più importante dell’anno e tanti missionari in Africa celebrano in questa notte santa i battesimi. È una esplosione di gioia e di danza per tanti catecumeni che sono immersi nell’acqua viva che libera da ogni paura e riempie il cuore di vita nuova.

 L’incontro con Gesù Salvatore dona gioia e contagia tanti amici e parenti. La fede gioiosa attrae tanto che, chi partecipa alla festa di battesimo da spettatore, per amicizia o per curiosità, si sente spinto ad iniziare quel cammino verso Gesù, sorgente d’acqua viva, che dà senso e coraggio nelle fatiche di ogni giorno.

 Buona Pasqua di serenità, cari amici, dissetati e rinfrescati dall’acqua benedetta che trasforma questo tempo travagliato in tempo di grazia perché il Risorto è sempre con noi.

I missionari della SMA

Ringrazio di cuore i missionari della SMA per questa loro benedizione a distanza e ricambio gli auguri. 

Danila Oppio

lunedì 3 aprile 2023

13 martedì sant'Antonio 2023 - Quarta video-meditazione


Umiltà, a cura di padre Andrea Massarin. Al giorno d'oggi nelle nostre vite siamo spesso assillati dalla smania di avere sempre di più, di tenere tutto sotto controllo. Sentiamo il bisogno di controllare ed eccellere in tutto ciò che facciamo, spesso anche nelle relazioni con i nostri cari. Il nostro “io” ci fa sentire il centro del mondo. Servirebbe un po’ di umiltà, per neutralizzare il veleno dell’ego, accettando quello che siamo realmente. “Tanto vale un uomo, quanto vale davanti a Dio”, diceva san Francesco.
 Proviamo a lasciarci accompagnare e custodire da un Dio che non pretende da noi nessuna prestazione da supereroi... probabilmente ci aiuterebbe ad avere una maggiore pace interiore e ad accettarci, per quello che siamo realmente!
Ciao Danila,
quale pensi possa essere l’ingrediente principale per “crescere in umiltà”?
 
Al giorno d'oggi nelle nostre vite siamo spesso assillati dalla smania di avere sempre di più, di tenere tutto sotto controllo. Sentiamo il bisogno di controllare ed eccellere in tutto ciò che facciamo, spesso anche nelle relazioni con i nostri cari. Il nostro “io” ci fa sentire il centro del mondo. Servirebbe un po’ di umiltà, per neutralizzare il veleno dell’ego, accettando quello che siamo realmente.

“Tanto vale un uomo, quanto vale davanti a Dio”, diceva san Francesco. Proviamo a lasciarci accompagnare e custodire da un Dio che non pretende da noi nessuna prestazione da supereroi... probabilmente ci aiuterebbe ad avere una maggiore pace interiore e ad accettarci, per quello che siamo realmente!
 
Buon cammino!
Pace e bene!




P.S. Se vuoi approfondire le riflessioni settimanali puoi scaricare gratuitamente il libretto «13 martedì- Con sant'Antonio sui sentieri della Pace», in formato pdf. a questo link:




sabato 1 aprile 2023

UN NUOVO PADRE NOSTRO

 Ringrazio l'amico poeta e scrittore ROBERTO VITTORIO DI PIETRO, per questo invio di una versione più completa del PADRE NOSTRO: 


Padre nostro, che sei nei fiori, nel canto degli uccelli, nel cuore che batte; che sei l'amore, la compassione, la pazienza, e nel gesto del perdono.

Padre nostro, che sei in me, nella mia famiglia, nei miei amici, che sei in quello che amo, in colui che mi ferisce, in colui che cerca la verità...

Sia santificato il tuo nome adorato e glorificato, da: tutto ciò che è bello, buono, giusto, onesto, di buon nome e misericordioso.

Venga a noi il tuo regno di pace e giustizia, fede, luce, amore. Sii il centro della mia vita, la mia casa, la mia famiglia, il mio lavoro, il mio studio....

Sia fatta la tua volontà, anche se le mie suppliche a volte riproducono di più il mio orgoglio, il mio ego, che le mie esigenze reali.

Perdona tutte le mie offese, i miei errori, le mie mancanze, i miei peccati e offese contro di te, contro me stesso e contro coloro che mi circondano, perdona quando diventa freddo il mio cuore;

Perdonami, così come io con il tuo aiuto, perdono coloro che mi offendono, anche quando il mio cuore è ferito.

Non lasciarmi cadere nelle tentazioni degli errori, dei vizi, della critica, del giudizio, del pettegolezzo, dell'invidia, della superbia, della distruzione, dell'egoismo....

E liberami da ogni male, da ogni violenza, da ogni disgrazia, da ogni malattia.

Liberami da ogni dolore, da ogni tristezza, angoscia e da ogni delusione.

Anche se tali difficoltà vedi che sono necessarie nella mia vita, che io abbia la forza e il coraggio di dire: grazie, Padre, Signore Re dell'universo per questa lezione!

Che sia così!!!

Preghiamo questo Padrenostro affinché regni la pace nelle nostre case, in ognuno di noi, nel nostro paese, per le persone che non hanno lavoro o stanno per perderlo...


ELOGIO DELLA FOLLIA E ALTRE MERAVIGLIE DAL SAHEL di Padre MAURO ARMANINO

Elogio della follia e altre meraviglie dal Sahel

Proprio come ai tempi dei nostri emigranti di una volta. Molti non sanno dove si trovano e come diavolo sono potuti arrivare a Niamey. Camion, taxi, bus, moto, col vento oppure nascosti dalla polvere e altri improbabili mezzi di trasporto per giungere dove non si sa. Molti dei migranti residenti di passaggio non corrispondono a nessun profilo stabilito dalle norme internazionali delle migrazioni. Dal patto globale di Marrakesh del 2018 poi votato da 152 Paesi dalle Nazioni Unite pochi giorni dopo, si vorrebbe una migrazione sicura, ordinata e regolare. Calcolabile, programmabile e soprattutto regolare e cioè controllabile. Nulla di tutto ciò per molti migranti per i quali c’è il sentito dire, l’esempio e le foto di amici che fingono di spassarsela in un altro mondo e che li invitano ad imitarli per un effimero eldorado. Alla base c’è un disagio, un malcontento, un desiderio di nuovi mondi più appetibili o semplicemente l’anelito alla trasformazione della vita così come si presenta. Dunque, si parte, spesso senza sapere come e dove per un altrove che faccia traversare le ‘Colonne d’Ercole’ della monotona e quotidiana sparizione voluta dal sistema globale.

La nostra rovina sono i calcoli, le probabilità, le statistiche, gli algoritmi, le previsioni, i programmi, le proiezioni demografiche, la modellizzazione del futuro, le video-sorveglianze e i controlli biometrici. Si categorizzano le cose, le persone, le vulnerabilità, i generi di prime necessità, il genoma umano coi vaccini del Covid di ritorno sui manifesti in città e la selezione darwiniana di chi avrà le maggiori possibilità di compatibilità col mondo venturo. Si sceglieranno i figli migliori, senza difetti, col quoziente di intelligenza superiore alla media in modo da perpetuare il migliore dei mondi possibili nel tempo e nello spazio. Noi, invece, nascevamo sotto un cavolo, ci portava la cicogna, arrivavamo in fretta, per caso o per scelta anche senza un lavoro o una casa decente per tutti. La vita portava il senso del mistero e c’era qualcosa di indicibile quando si guardavano le stelle o ci si perdeva nel tramonto del sole sul mare dove ancora non facevano naufragio le imbarcazioni di fortuna. La moneta era metallica o di carta levigata dalle mani unte e callose di chi guadagnava il necessario per il giorno dopo. I negozi erano sotto casa e le campane suonavano le ore.

La follia è ciò che attraversa lo spirito dei poeti, dei navigatori, dei santi, degli amanti, dei bambini e di buona parte delle donne. La follia di Dio che rischia la fragile incertezza su coloro che ha lui stesso immaginato di creare liberi. Nel Sahel tutto questo lo sappiamo, lo crediamo e lo pratichiamo al quotidiano perché si nasce e si vive senza sapere come e senza nessuna accettabile giustificazione. Fabbrichiamo polvere, vento e inventiamo i figli della sabbia che si arrampicano sulle frontiere del futuro. Persino la Banca Mondiale, specializzata in calcoli di probabilità e in previsioni economiche di crescita, ha inaugurato una nuova sede a Niamey. Non è mai troppo tardi per imparare da noi, ricchi della nostra folle povertà.






            Mauro Armanino, Niamey, 2 aprile 2023

BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi