AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

mercoledì 14 gennaio 2015

Festa di saluto per Padre Gabriele


Festa di saluto per Padre Gabriele
Legnano il 21/12/14

Da Legnano News

Il 21 dicembre sarà ancora una domenica speciale per la parrocchia di S.Teresa.
Dopo la grande festa per il 50°, ricca di appuntamenti e bei momenti (tra tutti il momento artistico con lo spettacolo su Enzo Jannacci, la “serata verso il futuro” di domenica con il lancio delle 50 lanterne verso il 2064 e la bellissima giornata dell’Immacolata impreziosita dalla presenza del Cardinal Tettamanzi)  (Qui il nostro servizio) un altro appuntamento tra recente passato e futuro per la comunità retta dai Frati Carmelitani.
E’ infatti programmata una giornata di saluti ufficiali a Padre Gabriele Mattavelli,che lascia la parrocchia legnanese per assumere l´incarico di priore nel convento carmelitano di Monza.
La giornata si aprirà con la messa delle ore 10.00 per proseguire con uno scambio di saluti dopo la messa e poi, nel pomeriggio dalle 14.30, con la Festa di Natale in Oratorio e chiudersi alle ore 16.30 con una tombolata.
Sarà l’occasione per dire il proprio grazie al sacerdote che per più tempo ha ricoperto la carica di parroco nella pur non troppo lunga storia della comunità dedicata a santa Teresina di Lisieux: quasi metà dei 50 anni di vita parrocchiale hanno visto la guida del padre carmelitano di Trezzo d’Adda: infatti lo è stato prima dal 1979 al 1985 (ma prima era già presente come coadiutore e assistente spirituale di giovani e ragazzi) e poi dal 1999 ad oggi, per 22 anni,
In mezzo la significativa esperienza come missionario in Africa, nel Cameroun, una “parentesi” importantissima che ha segnato molto tanto il percorso personale di padre Gabriele quanto quello comunitario legnanese.
Moltissime le scelte e le decisioni prese da lui o sotto la sua responsabilità: non solo dare continuità e vigore o portare a compimento attività pastorali avviate dai suoi predecessori (Padre Placido e Padre Gerardo) come la creazione della Scuola dell´Infanzia o degli Oratori maschile e femminile o l’avvio della pastorale della 3° età o l’Inaugurazione Chiesa Oltresaronnese dedicata al B. Gesù di Praga (1984) ma anche innovarle (come con la decisione di passare all’Oratorio unificato) o di aprire nuove strade.
Tra queste l’esperienza del Campeggio estivo, formativo e ricreativo (1979), l’apertura del bar (1985, poi circolo culturale nel 1994), la nascita della Caritas parrocchiale (1987).
La sua presenza in Cameroun diventa occasione per approfondire i temi della missionarietà e dell’attenzione ai problemi esistenti a livello internazionale con la nascita del Gruppo Missionario e, ad esempio, l’esperienza delle Adozioni a distanza che va avanti ancora oggi.
Il ritorno dall’Africa mette in evidenza ancor di più la sua attenzione ai poveri, agli emarginati, a chi è in difficoltà. Al di là di un impegno diretto sul tema degli immigrati e del terzo mondo, la scelta che più segna la seconda pagina legnanese di Padre Gabriele è senza dubbio la decisione di creare la Casa della Carità, non solo una struttura che ospiti tutte le attività caritative parrocchiali ma che raccolga il testimone per la gestione della “Mensa dei Poveri” fino allora seguita direttamente dal Convento dei Padri Carmelitani. Agli inizi del nuovo secolo il fenomeno delle povertà e della grave emarginazione inizia a prendere dimensioni nuove, preoccupanti. Sotto lo stimolo del parroco “africano” (come alcuni lo chiamano pur essendo un bergamasco doc) la parrocchia nel 2003 di fatto anticipa una risposta alla crisi economica e occupazionale che scoppierà poi qualche anno dopo. E non si tratta solo di un edificio dedicato all’assistenza e promozione umana di chi è in difficoltà ma di una onlus parrocchiale che si impegna a garantire servizi per rispondere a bisogni primari (come mangiare o vestirsi) e non per un progressivo ritorno all’autonomia personale e inclusione sociale.
Sotto la sua guida si registrano anche i voti religiosi o le ordinazioni sacerdotali di alcuni parrocchiani legnanesi (come il diocesano don Ambrogio Pisoni nel 1980 o il carmelitano Padre Fausto Lincio nel 2006)
L’ultima “fatica” è la realizzazione della “Casa per tutti”, a fianco e collegata con la Casa della Carità e il bar parrocchiale, per dare risposta alle esigenze di accoglienza e di ritrovo di tutte le attività pastorali parrocchiali (oltre a quelle liturgiche e della scuola dell’infanzia che hanno spazi dedicati): nasce tra il 2012 e il 2014 il Nuovo Centro Comunitario che ospita anche catechesi dell’iniziazione, Oratorio, pastorale giovanile, familiare e – in prospettiva – della terza età. Una sfida coraggiosa realizzata in tempi di crisi che non è ancora del tutto completata sul fronte sia economico (occorre terminare di pagare tutti i costi) sia realizzativo (la sistemazione dell’area esterna non è definitiva, gli impianti sportivi non sono ancora programmati e occorre sistemare il “cortile”, dalla piantumazione agli arredi).
Ma Padre Gabriele lascia un’altra opera funzionante, come ben si è visto nel lungo programma per il 50° di parrocchia svoltosi da inizi di ottobre all’8 dicembre.
Tanti quindi i motivi di questo saluto: dire un grazie a chi è stato, ha fatto e ha dato tanto non solo ad una parrocchia o a un quartiere ma anche a tante persone della città e forse oltre. Ricordare quello che è successo ma anche “scambiarsi” gli indirizzi e i recapiti per “non perdersi di vista e rimanere in contatto”.
Come ha detto padre Renato Rosso, nuovo parroco nella sua prima omelia della messa di domenica 17.12 “Monza non è distante da Legnano e ci auguriamo che lui impari bene la strada così che ci possa venire a trovare spesso”. Il mese prossimo apre la Pedemontana e allora sarà più semplice.

Saluto a Legnano da Padre Gabriele Mattavelli

Padre Gabriele ocd con l'Arcivescovo emerito di Milano Dionigi Tettamanzi
CARISSIMI FRATELLI E SORELLE DI LEGNANO
   Innanzitutto il mio Augurio per un sereno, felice e gioioso BUON ANNO appena iniziato, ricco delle Consolazioni del Signore! Lui queste le sa donare veramente. I vecchi parroci sapevano quasi sempre dare tribolazioni.  Come state?  Vi spero tutti bene e dopo le feste, vi immagino pronti per il percorso al matrimonio con i fidanzati.
   L’Augurio che vi ho fatto è per ciò che verrà e questo non è sempre nelle nostri mani.  Ma io voglio ringraziare tutti voi per gli anni passati insieme. Per le cose belle che abbiamo saputo fare; soprattutto per quello che avete fatto voi con la vostra intelligenza, la vostra costanza e il vostro spendervi nella Vigna del Signore per i fratelli e sorelle.
   Di tutto questo il mio grazie di cuore. Nella domenica del saluto al parroco siete anche riusciti a portarmi  alla grande commozione sull’Altare: si vede che il mio cuore si sta intenerendo e che forse ormai è pronto per spiccare il volo per altri lidi. Grazie veramente di cuore a ciascuno ci voi.
   Mi è stato ricordato che 45 anni fa iniziavo a svolgere il mio primo apostolato a Legnano e che poi, nonostante alcune fughe in altri lidi: Roma, Torino e in Africa, il mio cuore, pensiero e vita erano a Legnano.
   Non direi il vero se vi dicessi che tutto questo è ormai tutto passato. Se oggi sono così con i miei limiti e pregi (spero di averne almeno qualcuno), questo lo devo al mio essere stato forgiato anche da voi a Legnano.
   Ora sono qui a Monza, una città che non ho scelto io e mai mi sarei aspettato di andare, ma guardo avanti senza rimpianti, nemmeno per quelle cose che avrei dovuto fare e non ho fatto o le ho fatte male. Affido tutto al Signore e anche a voi, sapendo che mi perdonate tutto!
   Vorrei dire anch’io con San Paolo:”E’ giunto per me il momento di sciogliere le vele e partire per altri lidi”. Ma sono pronto ancora a compiere la missione che il Signore mi affida e a dare il mio piccolo contributo finché mi dice di lavorare per i fratelli e sorelle che mi farà incontrare.
   A voi tutti ancora un grazie di cuore. Sarete sempre nelle mie preghiere e nel mio cuore.
    Pregate anche voi per me. Grazie.
Monza, 03 gennaio 2015
                        Fraternamente, padre Gabriele

   

16 GENNAIO 2015 S. ROSARIO per il venerabile Fra Jean Thierry Ebogo

Gruppo di preghiera 
“Amici di Fra Jean Ebogo ocd”
Parrocchia S. Teresa di Gesù Bambino. Legnano (MI).   

INTRODUZIONE

Questa sera vogliamo dedicare la recita del Santo Rosario in modo particolare ai nostri fratelli e sorelle cristiani perseguitati, soprattutto alla famiglie costrette a lasciare le loro case, il loro paese, senza la più minima possibilità di sicurezza materiale. Anche il Figlio di Dio venuto sulla terra non aveva dove posare il capo; fin dalla nascita ha conosciuto l’esilio in Egitto perché perseguitato da Erode che lo cercava per farlo morire… Tv, giornali, riviste ci fanno conoscere quanto la fedeltà a Cristo per molti di loro ha un prezzo altissimo, quello della vita. 
E mentre chiediamo per questi nostri fratelli e sorelle la forza di una perseveranza fedele, raggiungiamoli con il bene inestimabile della preghiera, secondo l’esempio che ci viene ricordato dagli Atti degli Apostoli: mentre Pietro e Giovanni erano in carcere tutta la Chiesa pregava per loro.
Quanto a noi meditiamo e facciamo nostra l’esortazione di Pietro ai fedeli, perché se non è richiesta a noi oggi la testimonianza del sangue, non meno è richiesta la testimonianza di una coerenza cristiana in un mondo che sempre più si rivela come privo di valori, di fondamento solido, costruito com’è sulla sabbia dell’usa e getta, della  superficialità, della ricerca del potere, dell’avere, senza un orizzonte spirituale. 
“ Chi potrà farvi del male se sarete trovati ferventi nel bene? Se doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro, non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra condotta in Cristo”. (1 Pietro 3, 13 – 16).

Jean Thierry di questa coerenza cristiana ci offre un esempio bellissimo. Sul suo quaderno di note intime, dopo la dimissione senza ragioni dal pre-noviziato degli Oblati di Maria Immacolata scrive:

Devo sentirmi punito? No, perché ufficialmente non mi si rimprovera niente, non devo fare della dimissione un dramma: l’essenziale c’è, la mia relazione con l’Amico della mia vita non è stata spezzata. Effettivamente, nella vita di un uomo succede di partire in questo modo. Uno si trova a suo agio, stabilito in una via che crede buona, e Dio chiama altrove, propone il meglio al posto del buono. Si può non capire nella circostanza immediata e lamentarsene; non sempre si può capirlo, è necessario soffrire, lamentarsi pensando che è Gesù stesso che soffre così con noi. Questo peso allora diventa leggero. Il peso della famiglia. Che si dirà ai genitori che attendono di vedere il loro figlio tutto offerto al Signore? Penseranno che ha commesso una sciocchezza che ha loro nascosto, o che lui stesso ha chiesto di partire… Ci si chiede: che cosa dirà, che cosa farà? Mi sono posto tutte queste domande, ma non ho cercato una risposta, perché non avevo una risposta. “Tutto quello che Dio fa per me non è che buono”. Papà e mamma capiranno presto, loro che mi hanno nutrito col latte della fede in Cristo. […]. Saranno dunque fieri del fatto, che io ho compreso che, per noi, Gesù è tutto.
Possiamo chiederci se davvero, anche per noi, Gesù è tutto. Solo così la nostra sequela di Gesù nelle giornate a volte monotone o colme di sofferenza della nostra esistenza acquisterà significato di testimonianza per tutti coloro che ci avvicinano.


MONATÉLÉ  p. François Carpemntier, incaricato dell’animazione vocazionale OMI, in visita a papà René e mamma M. Thérèse per decidere della vocazione religiosa di Thierry.    ( 6 dicembre 2000 )

Dal Giappone: Padre Nicola Galeno

Tra la neve nipponica! Sullo sfondo, un'ala del vecchio castello di Kanazawa, ristrutturato.



Sessantesimo di professione di Sr. Paola di Gesù Crocifisso

Ciclo sul nostro Monastero di Moncalieri (TO)



LA SUPPLICA DI SR. PAOLA DI GESU’ CROCIFISSO 

Dodici lustri sono già trascorsi
senza scalfir affatto la freschezza
di quel nuziale assenso al Salvatore...
Davvero sa l’Amore genuino
serbar una fragranza imperitura!
Cade nel Centenario teresiano
questa mia ricorrenza: par il bacio
dell’infuocata Madre a questa Sposa
felice dell’Agnello immacolato!


(Kanazawa 12-1-2015), Padre Nicola Galeno

lunedì 12 gennaio 2015

L'intolleranza, quanto male provoca nel mondo!


Parto da questa dichiarazione del comico Fabrizio, pubblicata su FB dal cantante Simone Cristicchi, con questo commento: È un pugno nello stomaco, ma la pubblico. L'ha scritta il comico Fabrizio Casalino.


Si, lo penso anch'io che si tratti di un vero pugno nello stomaco, ma non certo per quanto il comico ha voluto esprimere. Il mio pensiero è altro.
Quando il mondo degli umani si è formato, creato da Dio o per un'evoluzione naturale poco importa in questo contesto, le religioni non esistevano. Però gli esseri umani hanno sempre combattuto tra loro, per una qualsiasi ragione che ritenevano giusta.
Nacquero poi le religioni, che sono state dichiarate sotto ispirazione di qualcuno che sta in alto, forse è vero, forse no. Certamente sono state pensate per insegnare ai popoli come si dovrebbe vivere. Ma essendo l'uomo, anche il più intelligente ed istruito, sempre imperfetto, ha farcito gli insegnamenti a stampo religioso, di ideologie prettamente umane e non certamente divine.
Anche nella Bibbia si trovano incitamenti alla violenza. Eccone alcuni:





Il Dio di Abramo è lo stesso cui credono gli ebrei, gli islamici e i cristiani...se dunque questo Dio è il creatore di ogni cosa, compresi gli uomini, perché mai dovrebbe desiderare la distruzione delle sue creature, sia pur che appartengano ad un credo diverso l'una dall'altra? In nome di quel Dio, che lo si chiami Yahweh, Allah, o Signore,si sono compiuti efferati omicidi. Da parte di tutti, nessuno escluso. Credo che quel NOSTRO Dio, e per nostro intendo proprio quello che viene pregato da ebrei, musulmani e cristiani, pianga lacrime di sangue, per un'umanità che non ha compreso nulla del suo messaggio, che è di Pace di Amore e di Felicità per ogni essere vivente. Allah Akbar lo dobbiamo dire tutti, sono gli uomini a non essere grandi, ma molto piccoli.
In base a questo mio pensiero, affermo che sono più che convinta che tutti coloro, Charlie compreso, che fanno della satira pesante contro la religione di un popolo, non agiscano per libertà di espressione, per la semplice ragione che la nostra libertà finisce là, dove si calpesta quella altrui.
Anche nel mondo cristiano, proprio gli stessi battezzati che poi hanno preso le distanze dalla religione in cui sono cresciuti, si leggono barzellette o frasi satiriche contro la loro religione ed il loro Dio. Oppure si gridano bestemmie, e non sono solo quelle che Benigni ha "benignamente" considerato ininfuenti. Lo sono tutte quelle che vanno contro la dignità dell'uomo, che distruggono la vita degli esseri umani, come fosse insignificante.
Diceva bene, la mia amica scrittrice Angela Fabbri, quando sosteneva che è l'intolleranza il peggior difetto dell'uomo.
Ho amici musulmani, che rispettano il mio credo, ed io rispetto il loro, al punto di essermi procurata una copia del Quran, per meglio comprendere il loro pensiero religioso. Ho amici ebrei, e poiché Cristo era ebreo, rispetto le Sacre Scritture e la Torah, in quanto la religione cristiana è fondata su quelle stesse basi, anche se poi Gesù e Maometto, hanno aggiunto il Vangelo e il Corano. Ma anche Maometto proveniva dalla cultura ebraica, pure se discendente non da Isacco figlio di Sarah, ma da Ismael, il figlio dell'egiziana Hagar, entrambi figli dello stesso padre Abramo o Ibrahim.
Noi cristiani, indegni figli di Dio, andammo a "convertire" le civiltà precolombiane, uccidendo e saccheggiando. Poi partimmo per le Crociate, contro i musulmani. Quindi con la Sacra Inquisizione mettemmo al rogo un'infinità di persone che avevano preso le distanze dalla Chiesa Cattolica, per abbracciare un cristianesimo un poco diverso, quello predicato da Calvino o da Lutero, accusandoli di stregoneria o di chissà quali altre colpe.
Hitler ha commesso, da buon cristiano, atti ignobili contro gli ebrei. Beh, che altro aggiungere?

Sulla libertà di stampa: se mi volessi permettere di ironizzare, di fare della pesante satira sul pensiero religioso di chi non condivide le mie idee, ledo la libertà altrui. 
Quindi si, affermo di essere contraria a qualsiasi tipo di satira, vignetta, frase o articolo che inciti alla derisione di un essere umano che vive su questo nostro Pianeta.
Tutto questo non significa che prenda la difese di chi ha tolto la vita ai membri della redazione della rivista francese. Assolutamente sono per il rispetto della vita di ogni uomo.

Tornando all'intolleranza, non vedo grandi differenze tra l'intolleranza del vignettista contro chi segue il Corano, da quella dei fanatici che hanno ucciso. Entrambi intolleranti, con una sola ma sostanziale diversità. Coloro che professano un'altra fede e prendono in giro i cristiani, non ricevono da questi ultimi, lo stesso trattamento che è stato riservato a Charlie e compagni. I cristiani, quelli odierni, conoscono il perdono.
Come mai i Buddisti non hanno mai cercato di fare proseliti con la violenza? Come mai accettano le altre religioni senza contrastarle? Forse hanno compreso meglio di tutti, che la Pace è il modo migliore di vivere? Forse hanno capito che il Creatore ama tutti gli uomini indistintamente? Che sono sue creature a qualsiasi religione appartengano?

Sarebbe bellissimo, seppur utopico, che finalmente si comprendesse che ogni essere umano ha il sacrosanto diritto di professare la propria fede religiosa e la propria idea politica e viverla secondo gli usi e costumi della sua Nazione.

Sono stata in Syria, l'unico paese musulmano che ho visitato, quando ancora c'era la pace.
Fui accolta con calore e simpatia, curata da un beduino (quando caddi rovinosamente dal teatro  romano di Diocleziano) il quale si è premurato di pormi del ghiaccio, dopo averlo avvolto nella sciarpa del suo turbante, sulla parte dolente. 
Ho rispettato gli usi e costumi della loro patria, indossando un abbigliamento idoneo, anche se il caldo era opprimente. Ho visitato le loro splendide moschee, indossando quanto mi hanno consigliato, ovvero un mantello con cappuccio, che copriva interamente il mio corpo. E ho lasciato le scarpe al di fuori del santo luogo di preghiera.
Mi è sembrato giusto e doveroso. 

Palmyra o Tadmur- via Colonnata o cardo romano

Ho visitato le rovine di Palmyra, cavalcando uno di questi
splendidi cammelli bianchi  

Uno dei meravigliosi bambini beduini di Tadmur

Non posso non ricordare con il cuore colmo di gratitudine e gioia, quei giorni trascorsi in Syria, senza provare dolore, pensando a quanto ora sia sconvolta da una guerra fratricida.
Amo i musulmani, esattamente come amo gli ebrei e i cristiani. Sono tutti figli dello stesso Padre Celeste.

Allora chiedo agli islamici e agli ebrei, ma anche ai non credenti, agli atei, di accettare che, quando vengono nelle nostre Nazioni di stampo occidentale e cristiano, accolgano di buon grado quello che vige nelle nostre abitudini e leggi. Se nelle scuole viene affisso il crocifisso, lo si accetti, fa parte delle nostre tradizioni così come voi conservate le vostre, e giustamente desiderate che coloro che visitano i vostri Paesi vi si adeguino.

L'intolleranza è una brutta malattia, che avvelena il mondo. E questo Pianeta è già tanto ferito da guerre, da inquinamento e calamità naturali, senza dover aggiungere al male, altro male. Lo dico a tutti, indistintamente, che il rispetto della persona, delle sue origini, delle sue tradizioni, del suo credo politico religioso è la primaria fonte di Pace e di Giustizia.

Danila Oppio

giovedì 8 gennaio 2015

Nono anniversario della salita in Cielo di Jean Thierry

E' stata celebrata la ricorrenza del ritorno al Padre di Fra Jean Thierry Ebogo
Ricordiamolo nelle nostre preghiere e chiediamo la sua intercessione




BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi