IL DIGIUNO DI CHI NON CREDE
Appartengo a coloro che vivono senza un dio, spesso discriminati da una chiesa
cattolica che se da un lato era bigotta, dall'altro era moralmente corrotta,
cosa di cui Francesco è pienamente consapevole soprattutto per quello che
riguarda la curia romana. Atei e agnostici, ancora più che gli appartenenti ad
altre confessioni religiose sono sempre stati nel mirino della chiesa, senza arrivare agli attacchi parossistici di
quando siamo stati addirittura scomunicati per appartenenza politica.
A onor del vero devo dire che il livello
dei valori morali è spesso stato più alto tra le nostre fila che nella
maggioranza dei cattolici. Cattolici che ipocritamente si dichiararono tali per
convenienza sociale o interesse politico. cattolici che poi fanno il proprio
comodo contravvenendo allegramente a quanto prescrive la dottrina della loro
stessa religione. Pier Ferdinando Casini è il pubblico esempio più eclatante di
questa squallida discrasia tra il professarsi credente e la vita quotidiana.
Francesco è il primo Papa della storia
che ci nomina senza necessariamente volerci mettere al rogo, condannarci
all'inferno o al limbo a seconda dei casi, perché i nostri figli logicamente
non sono battezzati. E' il primo che ci riconosce come esseri umani senza
nemmeno volerci convertire ad un qualcosa per noi impossibile. Personalmente,
per quanto a qualcuno possa sembrare avventato, che dio non esiste, come non
sia assolutamente possibile una vita dopo la morte, è una delle poche certezze
che ho nella mia esistenza. Non mi ha sfiorato il dubbio nemmeno in nessuna
delle tante occasioni dove quella certezza avrebbe, a ragione, potuto
vacillare. Per questo motivo non ho mai partecipato alle marce di Assisi o ad
altre similari manifestazioni. Con loro non avevo nulla a che spartire.
Non pensate che una persona con la mia
storia possa essere così ingenua da pensare che la guerra si possa fermare con
un digiuno ma è pur vero che Gandhi da solo vinse contro l'Inghilterra
scacciandola dall'India e che alla fine i movimenti pacifisti americani fecero
cessare la guerra in Vietnam. Anche in quel caso uno si mise a sedere e disse
basta. Il mio gesto di aderire al digiuno di Francesco è naturalmente un gesto
isolato che non avrà nessuna conseguenza particolare se non quella di farmi
dimagrire qualche etto. E' l'insieme di milioni di gesti isolati che acquista
uno spessore e da un senso a quella nullità d'azione che il singolo compie. E'
il tuo vicino che lo fa con te, il barista dove la mattina prendi il caffè o il
giornalaio dove prendi il giornale. Le coscienze si cambiano una alla volta a
cominciare dalla nostra e, qualcuno, deve pur cominciare.
Cosa mi accomuna con Francesco in questo
momento? La nostra diversa immortalità. Lui che pensa di rivivere dopo la
morte, io che fino a quando anche uno solo crederà in un'idea di libertà sarò
immortale ed eterno. Io e Francesco abbiamo trovato un punto in comune. Mi ha
chiesto una mano e tra immortali non gliela posso negare.
Gli agnostici e gli atei digiunano il 7
settembre e tu che fai ?
Massimo Mariani Parmeggiani
Questa confessione sincera dell'autore, fa molto riflettere. Resto dell'idea che chi si professa ateo, laico, e poi decide di "stare con il Papa", dentro il suo cuore ha più fede di me! Quindi non giudico, anzi, Massimo è un esempio da seguire, anche per noi cattolici!
Io, caro Massimo, visto che al digiuno può pensare facilmente solo chi da mangiare ne ha più di quel che gli serve e le sue dispense saranno piene anche il giorno dopo, 8 settembre,
RispondiEliminacontinuerò a fare quel che so fare: dar da mangiare.
Angela Fabbri
Dar da mangiare, non significa digiunare.A chi non ha da mangiare tutti i giorni, non si può certo chiedere il digiuno, che è per loro fatto quotidiano! Brava Angie!
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