Il Paradiso non può attendere
Blog di riflessioni con uno sguardo alla spiritualità carmelitana
sabato 3 ottobre 2026
Smisurata preghiera nella vetrina di Padre MAURO ARMANINO
Ascoltare prima di iniziare - Pensieri del passero solitario - Ordine secolare carmelitano
«I bambini arrivarono nel santuario un po’ prima della messa, fieri di essere i primi, con gli zaini che si muovevano ancora. Il catechista li fece sedere e disse con calma: “Prima di iniziare, restiamo qui insieme”.
Non sapevano che c’erano i vespri, e li trovarono già iniziati, come un dono che non avevano previsto. La voce del salmo riempiva la chiesa con un ritmo semplice, che non chiedeva di capire, solo di ascoltare.
I bambini si fermarono subito: qualcuno guardava le candele, qualcuno seguiva le parole, qualcuno teneva le mani sul banco. In quella quiete sembravano più raccolti, come quando il cuore si mette in ordine da solo.
Il catechista pensò che era il modo giusto per affidare l’anno a Maria: cominciare ascoltando. La settimana dopo, un bambino disse: “Mi è piaciuto arrivare e trovare quella preghiera”.
Il catechista rispose: “La Parola di Dio, anche solo ascoltata, entra nel cuore e lo fa crescere”. I
l bambino fece un sorriso limpido, come quando una cosa buona ti rimane dentro senza rumore».
«Chi sa fermarsi ad ascoltare Dio prima di agire,
permette alla grazia di mettere in ordine il cuore senza fare rumore».
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Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10, 39):
«[Maria] sedutasi ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola».
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«Lasciati fare da Me.
Il segreto dell'anima semplice è di non opporre resistenza,
ma di accogliere la mia voce come la rugiada
che scende sul prato nel silenzio del mattino»..»
(Gabrielle Bossis - Lui e Io - Diario intimo di una mistica del novecento)
sabato 26 settembre 2026
Verbi e declinazioni possibili di Padre Mauro Armanino
Verbi e declinazioni possibili
Non casualmente dunque, dal mio ritorno dal Sahel, l’anno scorso di questi tempi, i verbi che ho sentito maggiormente usare sono riconducibili all’ambito militare, a quello della sicurezza, dell’economia politica e della comunicazione. Armarsi, difendersi, controllare, re-migrare, condannare, punire, produrre, eliminare, respingere, disciplinare e molti altri che sarebbe tedioso elencare. Essi dicono molto di ciò che, molto spesso indotto dal potere, costituisce il nostro immaginario sociale quotidiano. Nè le parole e tantomeno i verbi sono innocenti. Rivelano e nascondono allo stesso tempo i rapporti di potere, classi sociali, idee dominanti e istruzioni per l’uso della società.
Ogni giorno scegliamo infatti il modo con cui vogliamo abitare il mondo. Prima ancora però scegliamo il tipo di mondo che vorremmo. Muri, controlli, frontiere armate, selezioni darwiniane in atto nella società o zone protette e sicure. Scegliamo con chi e da parte stare in strada, nel bus, in scuola o sul lavoro. Scegliamo il genere di messaggio che esibiamo con gli abiti, il corpo, il portatile intelligente che portiamo in mano camminando sotto i portici della città. Scegliamo con chi condividere la vita e anche chi evitare di guardare da vicino o negli occhi. Talvolta scegliamo di non scegliere per avere l’illusione di maggiori opportunità tra le merci e gli amici disponibili. Non vogliamo perdere il possibile.
Scegliamo i politici che tradiranno in seguito le promesse elettorali e sceglieremo di chiudere il giornale o i televisori per le notizie che ci disturbano o assediano. Sceglieremo di assentarci il più spesso possibile convinti che intanto nulla cambierà. Sceglieremo di credere a chi conferma le nostre idee e cercheremo di cestinare quanto potrebbe metterci in discussione. Scegliamo il Dio o la religione o l’assenza compatibili con le nostre fugaci e fragili aspettative. Scegliamo, avendole le possibilità, cosa mangiare, bere, dove prendere l’aperitivo e magari anche le prossime vacanze. Scegliamo il nome che i nostri figli porteranno per l’eternità e la scuola che frequenteranno per diventare qualcuno. Scegliamo la data eventuale del matrimonio o di lasciar passare gli anni e il tempo. A volte possiamo persino scegliere come morire o se vivere ancora.
La signora che comincia gli incontri con la domanda sul verbo più importante ha ragione da vendere. Scegliere come declinare il colore del cielo, del mare e delle parole è una nuova creazione della terra.
Mauro Armanino, Casarza Ligure, settembre 2026
venerdì 18 settembre 2026
L’isola dei tesori di Padre Mauro Armanino
L’isola dei tesori
L’avevo chiamato Socrate ed era nato in fabbrica. Sua madre, una cagna aperta all’ecumenismo, aveva partorito nell’officina meccanica della fabbrica nella quale lavoravo. In quei tempi non c’era la video- sorveglianza, i cronometri per misurare le pause per il caffè e si esercitava perfino lo sciopero del rendimento. In alcuni fine settimana, nel turno di notte, in certi reparti si poteva anche arrostire la carne e bersi un bicchier di vino in compagnia. I guardiani e i padroni sapevano tutto ma c’erano le lotte sindacali e anche spazi di umana convivenza. Quello che sarebbe stato chiamato Socrate era l’unico cucciolo nero della nidiata multicolore custodita, con affezione, dagli operai e capi dell’officina meccanica dello stabilimento. Socrate, malgrado un nome altisonante è rimasto sempre piccolo e nero. Non si dava arie e stava al suo posto accanto al pollaio sulla riva del torrente. Qualche volta correva con me quando andavo in collina a zappare le fasce di terra per la semina.
Mentre mi trovavo in missione fuori dal Paese dove Socrate è morto. E’ stato sepolto nel greto del fiume dove ha trascorso, con filosofia, la sua vita canina senza attese e pretese. Vivrà forse coi suoi simili in un paradiso riservato a queste creature forse senza padroni o guinzagli, giocando a fare i cani normali. A Genova se ne possono contare circa 181. 000, registrati all’anagrafe canina mentre stime locali e regionali recenti suggeriscono all’incirca 90.000 esemplari. In Italia si spende in media tra i 1.200 e i 1.300 euro all’anno per il mantenimento del cane. La cifra cambia in base alla taglia dell’animale e alla cura della salute. Il cibo è la spesa più alta e le visite di base, i vaccini e altri prodotti hanno un costo importante che può naturalmente variare a seconda del cane e le possibilità finanziarie del padrone. Mantenere un gatto, invece, risulta meno oneroso perché costa in media 767 euro all’anno, fatti salvi gli imprevisti. Non sono naturalmente contabilizzati i circa 6.000 gatti randagi recensiti in città.
Nell’isola dei tesori del negozio di Piazza dell’Annunziata sono preziosi gli animali mentre, se salite la scalinata che porta alla basilica omonima, accanto alla porta d’ingresso, noterete una statua di bronzo. Dal 2023, donata dallo scultore Timothy Schmalz alla comunità di sant’Egidio, essa rappresenta un mendicante sotto il quale si nasconde il Cristo, nell’atto di chiedere l’elemosina. Nella propria vita, in fondo, non si tratta altro che di scegliere tra ciò è prezioso e ciò che è forse utile ma futile. Soprattutto si tratta di rieducare il nostro sguardo e di intercettare, nei propri simili, quanto di prezioso si trova nascosto dietro i pregiudizi e le esclusioni. Il mendicante con la ciotola e la mano tesa è l’altra isola del tesoro che, raggiunta, può rendere preziosa la nostra vita. Natasha, bimba della Sierra Leone giunta a Niamey con la madre durante il mio soggiorno, aveva un anno quando è morta di fame sulla strada. Nulla di più prezioso che la sua breve vita rapita dal vento.
Mauro Armanino, Genova, settembre 2026
lunedì 14 settembre 2026
«Guardatevi e tenetevi lontani da ogni cupidigia" dall'Ordine Secolare Carmelitano
Un gruppo professori, tutti con successo nelle rispettive carriere, s'incontrò per far visita al loro vecchio insegnante. Subito la chiacchiera deviò sullo stress prodotto dall'attività e dalla vita in genere. Il professore offrì loro del caffè. Andò in cucina e tornò con una caffettiera grande e una selezione di tazze molto varia.
Ce n'erano di porcellana, di plastica e di cristallo, alcune semplici, altre decorate, di forma comune e finemente stilizzate. Tranquillamente disse loro che scegliessero una tazza e si servissero con il caffè appena preparato.
Quando lo ebbero fatto, Il vecchio insegnante si schiarì la gola e con molta calma e pazienza parlò al gruppo: «Vi sarete resi conto che le tazze che apparivano migliori sono finite prima di quelle che erano semplici e rozze? Questo è naturale, poiché ognuno preferisce avere il meglio per sé. Ed è questo il motivo dei vostri molti problemi».
E continuò: «Le tazze non cambiano la qualità del caffè. Infatti, la tazza contiene solo, o riveste, ciò che beviamo. Quello che a voi interessava era il caffè, non la tazza; ma istintivamente avete cercato le più belle. Provate a guardare le tazze degli altri.
Adesso pensate a questo: la vita è il caffè. La fatica, i soldi, la posizione sociale sono semplici tazze, che le danno forma e supporto e il tipo di tazza che abbiamo non definisce né cambia in realtà la qualità della nostra vita. Perciò, se ci concentriamo solo sulla tazza, non riusciamo a gustare il caffè. Gustate il caffè!
La gente più felice non è quella che ha di più, ma quella che fa bene con ciò che possiede. Quindi, ricordate: vivete in modo semplice, in pace. Amate e comportatevi con generosità. Siate solidali e solleciti, Parlate con amabilità. Lasciate il resto a Dio».
La persona più ricca non è quella che ha di più, ma quella che si crea meno bisogni…
«Perciò io vi dico: non affannatevi per la vostra vita,
di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo,
di quello che indosserete.
La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?»
Vangelo secondo Matteo (6, 25)
«Guardatevi e tenetevi lontani da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni.»
Vangelo secondo Luca (12, 15)
«Cerca di semplificare la tua vita.
Più le cose sono semplici, più sono vicine a Me.
Le complicazioni sono umane, la semplicità è divina.
Sii come un bambino che si accontenta di poco,
perché quel poco è tutto se vissuto nell'amore.»
(Gabrielle Bossis - Lui e Io - Diario intimo di una mistica del novecento)
sabato 12 settembre 2026
l nuovo re di Norvegia è Haakon VIII
l nuovo re di Norvegia è Haakon VIII, salito al trono il 28 agosto 2026 dopo la morte del padre, re Harald V, dal balcone del Palazzo reale saluta il suo popolo con la famiglia.