AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

EDIZIONI PER VOI

Edizioni per voi: da leggere direttamente.
Alla destra della home-page, potrete sfogliare:
IL PAESE DI FANTASIA, fiaba in versione digitale (E-book)
e le sillogi poetiche:
DANZANDO IN PUNTA DI PENNA (tra versi poetici)
ILLUSIONI
PATCHWORD (ritagli di strofe)
Basta cliccare sulla copertina, e si aprirà il libro digitale
Buona lettura!
Oltre a questi e-book, l'autrice Danila Oppio ha pubblicato altri libri, la cui copertina è visibile sempre alla destra della home-page.

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la grafica è stata modificata, poiché la precedente era obsoleta, ma il blog e l'amministratore restano gli stessi!

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

venerdì 16 aprile 2021

Santa Bernardetta Soubirous 16 aprile





Nome: Santa Bernardetta Soubirous

Titolo: Vergine

Nascita: 7 gennaio 1844

Morte: 16 aprile 1879

Ricorrenza: 16 aprile

Tipologia: Commemorazione

Protettrice:degli ammalati

Si chiamava Maria Bernarda, ed era a Lourdes, sconosciuto paesino della Francia meridionale. Era figlia d'un mugnaio, che presto dovette abbandonare il proprio mulino per ridursi a vivere di stenti nel paese.

La mattina dell'11 febbraio 1858 faceva freddo, e in casa Soubirous non c'era più legna da ardere. Bernardetta, con la sorella Antonietta e una compagna, furon mandate a cercar rami secchi nei dintorni del paese. Le tre bambine giunsero così vicino alla Rupe di Massabielle, che formava, dalla parte del fiume, una piccola grotta. Dentro a quella grotta giaceva un bel pezzo di legno. Per poterlo raccogliere, bisognava però attraversare un canale d'acqua, che veniva da un mulino e si gettava nel fiume.

Antonietta e l'amica calzavano gli zoccoli, senza calze. Se li tolsero, per entrare nell'acqua fredda. Bernardetta invece, essendo delicata e soffrendo d'asma, portava le calze. Pregò l'amica di prenderla sulle spalle, ma l'amica si rifiutò, e discese, con Antonietta, verso il fiume.

Bernardetta rimase sola. Pensò di togliersi gli zoccoli e le calze, ma mentre si accingeva a far questo udì un grande rumore: alzò gli occhi e vide che la quercia abbarbicata al masso di pietra si agitava violentemente, per quanto non spirasse alito di vento. Poi la grotta fu piena d'una nube d'oro, e una splendida signora apparve sulla roccia della grotta.

Istintivamente, la bambina s'inginocchiò, tirando fuori la coroncina del Rosario. La Signora la lasciò pregare, facendo passare tra le sue dita, come faceva la piccola orante, i grani del Rosario, che pur essa teneva in mano, senza però mormorare l'Ave Maria. Soltanto, alla fine della posta, s'univa a Bernardetta per recitare il Gloria Patri.

Quando il Rosario terminò, la bella Signora scomparve; sparì la nuvola d'oro, e la grotta tornò nera, dopo tanto splendore. L'apparizione si ripeté varie volte, e Bernardetta non si contraddì mai nel descrivere la bella Signora. « vestita di bianco - diceva -, con un nastro celeste annodato alla vita e con le estremità lunghe fin quasi ai piedi ».

Ma lo strano fu quando la fanciulla per tre volte chiese alla bella signora chi fosse. Per tre volte si sentì rispondere: « Io sono l'Immacolata Concezione ». « Questa risposta non ha significato », dissero coloro che ebbero il compito d'interrogare la povera pastorella. Ma Bernardetta insisteva:

« Ha detto così ».

Né mai si smentì o si contraddisse.

Intanto alla grotta accorrevano fedeli in preghiera, ed ecco che dal fianco della montagna scaturisce il più copioso fiume di miracoli che mai si fosse conosciuto. I ciechi riacquistavano la vista, i sordi riavevano l'udito, gli storpi venivano raddrizzati. Questa volta furono gli scienziati, prima a indignarsi, poi a stupirsi, poi a convincersi che il miracolo negato dai Positivisti era qualcosa di veramente positivo.

Attorno alla grotta di Lourdes si accesero le devozioni più fervide e le discussioni più clamorose. E su Bernardetta si appuntarono curiosità e ammirazione. Ella però soffriva dì tanta attenzione; chiese perciò di entrare in un convento, a Nevers. « Son venuta qui per nascondermi », disse umilmente. Stremata di forze, oppressa dall'asma, respirava a fatica. « Tu soffri molto », le dicevano le consorelle.« Bisogna che sia così », rispondeva la giovane suora.

Bisognava che soffrisse, per restare degna del privilegio che aveva ricevuto, di vedere la Vergine Immacolata.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nevers sempre in Francia, santa Maria Bernarda Soubirous, vergine, che, nata nella cittadina di Lourdes da famiglia poverissima, ancora fanciulla sperimentò la presenza della beata Maria Vergine Immacolata e, in seguito, preso l’abito religioso, condusse una vita di umiltà e nascondimento.

GIORNO dopo GIORNO - Due VECCHIE SIGNORE sul WEB - Quel che ci siamo raccontate a TEMPO di COVID - di ANGELA FABBRI e DANILA OPPIO

VIDEO REALIZZATO DA MIA FIGLIA SU MIE INDICAZIONI 

che presenta il testo della copertina (e il lavoro delle due autrici in modo divertente)  per poterlo vedere a tutto schermo cliccate sul quadratino in basso del video a destra. Danila


Finalmente ci siamo riuscite! Il nostro libro è pubblicato su Amazon.

Tra non molti giorni sarà in vendita anche il Kindle E-Book. La versione in cartaceo la potrete acquistare al link qui sotto.

https://www.amazon.it/dp/B092H82948/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1618434304&sr=1-1


Vi presentiamo la copertina fronte e retro, tutta composta da noi.

Angela ha scritto il testo della copertina, Danila l'ha illustrata.

Così come Angela ha scritto la seguente sinossi o presentazione:

                              GIORNO  dopo  GIORNO 

                                             Sinossi

La storia qui narrata è molto semplice: 2 vecchie amiche che si erano perdute, si ritrovano in tempo di Covid e ne percorrono insieme l’interminabile stagione attraverso le  email che si scambiano. 

Insieme, a distanza, dove poi sono sempre state, dato che non si sono mai viste di persona e nemmeno su Skype.

Ci siamo raccontate le nostre giornate di donne di casa che diventavano sempre + lunghe e sempre + uguali…

Ci siamo dette di tutto. E spesso ci siamo anche dette su.

Ci siamo raccontate le creature di terra del cielo e dei mari, gli alberi ci hanno circondato con la forza rinnovata delle foglie, narrandoci anche loro la loro storia.

Le creature dell’Immaginario sono venute a farci compagnia, come i DRAGHI e UROBOUROS il Gran Serpente del Mondo che se ne sta raggomitolato nella terra come il verme in una mela…

Ma non ci siamo dimenticate del Mondo Umano Reale e neanche lui si è dimenticato di noi. Tre volte si è alzato il Vento Africano a portarci la vicenda di posti lontani, messi in un cantone, e, soprattutto, fatti dimenticare dai ‘potenti della Terra’ per continuare a perseguire il proprio PROFITTO silenzioso senza costi aggiuntivi...

Angela (pomeriggio del 2 aprile 2021)

<< La verità su questo nostro libro, quella che dovrebbe essere la sua VERA  SINOSSI è che:

Mi sono innamorata di quei tuoi 2 quadri, scorrendo Versi in Volo, quando ci eravamo perdute. Da soli dicevano tutto quello che ci stava succedendo durante questa Grande Pandemia che ci faceva rammentare il nostro passato (non solo il tuo e il mio, ma quello di tutte le persone della nostra età...) mentre ci era proibito vivere il presente: parlo dell'aprile 2020.

Quando, di lì a poco, e non certo per merito nostro, ma di Padre Federico Trinchero dal Centrafrica, (Missionario del Carmelo di Bangui) ci siamo incredibilmente ritrovate, mi venne spontanea l'idea di creare un libro che riuscisse a esprimere quel che TU eri già riuscita a dire con 2 quadri pitturati con i pennarelli che avevi in casa.

E spontaneo è anche stato trovargli un Titolo, che adesso, da qualche mese, anche i TG usano: GIORNO dopo GIORNO...

Dare un nome a chi l'avrebbe scritto, perché ancora non esisteva: 2 Vecchie Signore sul Web.

E anticipare il suo tema, appena incominciato: Quel che ci siamo raccontate a Tempo di Covid...

QUESTA è la VERA storia di questo nostro libro.

Grazie, Danila, per tutto il lavoro che hai fatto e arrivare alla pubblicazione sul WEB, dove il libro è nato.

Angela  >>

Che dire? Speriamo di avervi incuriositi e che decidiate di ordinare questo nostro lavoro, il quale, ne siamo certe, incontrerà il vostro interesse. Buona lettura!

Angela e Danila


mercoledì 14 aprile 2021

FIORI di YASUDA KAZUKO SAN (Kanazawa, Giappone)


Ciclo su Fiori di Yasuda Kazuko San (Kanazawa, Giappone


RISVEGLIO

Non v’è miglior risveglio del vedersi
dai fiori salutato con fragranza,
che fa il materno bacio ricordare!
 

DANZARE

Quanto vorrei scordar la pesantezza
del corpo per danzare come i fiori,
dal vento lievemente carezzati!


CANDORE

Penso di farti un piacere, bel fiore:
ti voglio presentare alla Madonna
per via del candor affascinante!

          
SOGNO

Davver ho fatto un sogno favoloso:
era la terra tutta popolata
di creature linde come i fiori!

(Legnano 13-4-2021), Padre Nicola Galeno 

lunedì 12 aprile 2021

UN'AVVENTURA AMBIGUA NEL SAHEL di PADRE MAURO ARMANINO


 Un’avventura ambigua nel Sahel

Sono passati dieci anni dal mio arrivo a Niamey, dall’aprile del 2011 all’aprile del 2021, con lo stesso sole di allora, fedele a se stesso. Oggi, domenica, si registra una massima di 43 gradi in complicità con la stagione che, in questo mese, raggiunge di solito il picco del calore. Tanto per non perdere usi e costumi ormai consolidati, sono riprese le interruzioni mirate e intempestive nell’erogazione di energia elettrica in città. Una porzione di vita che facilita e invita a un primo sguardo retrospettivo del presente transito in questo spazio chiamato Sahel, nome di probabile origine araba che significa ‘riva, sponda’. Una riva presume un mare, un fiume, un lago o comunque un corso d’acqua qualunque. C’è un mare, in effetti, che giustifica il nome, ma è di sabbia, di pietre e soprattutto di rocce, chiamato Sahara. 

Arrivare da straniero da qualche parte, seppure invitato da qualcuno, significa, anzitutto, scoprirsi come un richiedente asilo tra gli altri. Volti, paesaggi, testo e contesto cospirano per domandare aiuto e tornare per qualche tempo ciò che si vorrebbe dimenticare sempre, fragili, vulnerabili e mendicanti. Le prime strade e i primi incontri fortuiti, con i migranti e rifugiati, entrambi in cerca di parole autentiche. Le storie che alla lunga si mescolano ed eppure ognuna rimane come inchiodata nella memoria, ferite mai cicatrizzate del nostro tempo violento. Diallo torturato alla frontiera con la corrente elettrica, Mamadou che promette di tornare e poi ripartire perché, dice, che è meglio essere in prigione in Europa che liberi in Africa. Bertrand che vorrebbe andare in Algeria dopo essere stato spaventato dall’oceano Atlantico della Mauritania.

Janet perde il figlio nel mare dopo averlo ritrovato e poi cercato invano. Antony che passa qualche tempo in prigione e poi s’impegna perché altri non seguano il suo esempio. Anni di avventure, ritorni e partenze per un altrove che s’immagina ricco di futuro e possibilità. Le politiche dell’occidente europeo che si sono andate precisando con coerente e cinica spietatezza. Frontiere mobili che scendono dal mare Mediterraneo e solcano l’altro mare, quello di sabbia e di pietre per poi approdare sulla riva del Sahel, luogo tradizionale di transito per gli ‘esodanti’. Non c’è voluto molto perché venissero definiti prima ‘avventurieri’, poi ‘clandestini’, ‘illegali’, ‘irregolari’ e infine niente meno che ‘criminali’. Osano sfidare frontiere, documenti, trattati, convenzioni, accordi, contratti, sistemi di controllo e guerre di eliminazione dei poveri. Possono legittimamente essere annoverati tra i pochi ‘resistenti’ nell’attuale sottomissione o schiavitù volontaria. 

Ci sono poi le chiese bruciate e ferite nel gennaio del 2015. All’epoca c’era ‘Charlie Hebdo’ che, caricaturando il profeta dell’Islam sotto la bandiera de ‘Siamo tutti Charlie’, ha offerto il pretesto ad alcuni per distruggere quanto costruito con anni di tenace dialogo nel Paese. La ferita non si è mai rimarginata e anzi si è trasformata in aperta persecuzione al momento del rapimento dell’amico Pierluigi Maccalli: due anni d’attesa nell’incertezza di una possible e improbabile liberazione in cambio di soldi. Il tutto mentre le comunità cristiane della zona hanno visto gradualmente ridursi gi spazi di libertà e solo con la paziente e antica saggezza contadina sanno far sopravvivere ciò da senso alla loro vita. Hanno financo minato una zona di transito per la gente. Questo è un atto d’intimidazione, simbolo della follia violenta di oggi.

Infine c’è soprattutto e dappertutto lei, presente, insistente, condiscendente, resiliente, nomade, pervasiva, coerente col colore di eterno: la sabbia. Proprio lei che, semplicemente, costituisce e modella tutto ciò che pretende fondarsi senza di lei: La politica, le elezioni presidenziali, la giustizia, la vita sociale, i matrimoni, le relazioni umane e le amicizie, le ideologie, i programmi scolastici, i piani di aggiustamente strutturale, i mezzi di comunicazioni, i partiti, la società civile e le religioni. Solo sabbia che il vento porta dove crede, che poi trasforma in polvere per insediarsi dove non è invitata. Inutile combatterla o,  peggio ancora, ignorarla. Con tutto sono passati dieci anni, anch’essi di sabbia. Meglio farsela amica e imparare da lei, umile, silenziosa e sovversiva.

        Mauro Armanino, Niamey, 11 aprile 2021

sabato 3 aprile 2021

CONSIGLI INAPPROPRIATI DAL SAHEL di PADRE MAURO ARMANINO (con commento di Danila Oppio)

Consigli inappropriati dal Sahel

Quando vi parleranno di una fine del mondo prossima ventura e di cataclismi mai visti prima non credete alle loro parole. Vi convinceranno che quanto sta accadendo non è mai occorso prima, che la malattia o la pandemia del momento è unica, irripetibile, sconvolgente e inedita. Non credeteli affatto. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole e la polvere del Sahel, scrisse il saggio. Cercheranno di convincervi che fanno il possibile per rispettare i diritti umani, sollevare i poveri dalla miseria, confortare gli ammalati e liberare i prigionieri. Non credeteli perché non faranno nulla di tutto ciò. Nessuno libera nessuno e solo insieme ci si libera, l’altro saggio ormai scomparso lo scrisse sulla sabbia. Diranno che non c’è mai stata così tanta democrazia come adesso e che si esercita come mai nel passato la libertà di stampa, di parola, di pensiero e di mobilità. Non credeteli perché faranno di tutto per inchiodarvi dove vi ha collocato il destino o la circostanza. Non seguiteli quando vi prometteranno pace e giustizia per tutti in un mondo globalizzato che dovrebbe somigliare a un villaggio planetario. Non andate alle loro conferenze, arringhe, comizi o assemblee virtuali. Vi parleranno di colpi di stato militari sventati, di complotti per scalzarli dal potere legittimamente acquisito dalle urne. Cercheranno di convincervi che tutto va bene e che anzi è stato fatto il possibile per salvarci dal disordine. Non credeteli perché stanno semplicemente cercando di mantenersi al potere giustificando il loro operato. Si proclamano onesti servitori dello stato e delle categorie ‘meno fortunate’, pronti ad ascoltare la voce del popolo che reclama la loro imperitura presenza. Non credeteli perché hanno fatto di loro stessi gli idoli in cui hanno riposto la loro fiducia. Hanno occhi e non vedono, bocca e non parlano e loro piedi sono di argilla. Como loro, diventeranno coloro che li credono.

Quando vi prometteranno la felicità a portata di mano, la fine della storia, l’armonia perenne e un mondo perfetto non credeteli. Vi stanno vendendo illusioni e rubando il futuro che rimane nascosto ai potenti e ai dittatori del momento. Le loro false promesse saranno spazzate via al primo vento di cambiamento e pure loro andranno mendicando parole di conforto da coloro che avevano, per anni, tradito. Vi convinceranno che è per il vostro bene se metteranno filo spinato alle finestre e se compreranno mari, fiumi e parole. Non credeteti, smentiteli con tutte le vostre forze perché stanno ingannando loro stessi e voi coni i vostri figli. Cercheranno di convincervi che la privazione della vostra libertà è solo provvisoria e che le misure di ‘contenimento’ e ‘confinamento’ sono in vista di un bene maggiore che comincerà domani. Non seguiteli mai perché chi controlla il presente controlla il passato, e chi controlla il passato, controlla il futuro. Vi parleranno di un Paese che non esiste, di tutti gli sforzi compiuti per creare una società differente, slegata da credenze inutili e da lacci e laccioli che solo nuocciono al progresso che tutti aspettano. Non credeteli perché sono nati nell’inganno e sull’inganno hanno imbastito la loro gloria, il loro successo e prestigio. Non seguiteli perché andremmo con loro nel precipizio o nell’abisso che divide sempre più il mondo in tante parti. Vincitori e vinti, oppressi e oppressori, dominati e dominanti, sommersi e salvati, visibili e invisibili. Si proclamano padri della patria, salvatori, illuminati, prescelti per tenere lontano i barbari, insostituibili promotori di avanzamento sociale, propagatori di efficienza e di uguaglianza. Non credeteli affatto, perché hanno fatto del ventre e del conto in banca il loro dio. Abbandonateli al loro destino perché raccolgano quanto non hanno mai seminato. Andranno in cerca di gloria ma non la troveranno mai.

Quando vi parleranno di Dio, diranno di conoscerlo così bene da uccidere per difenderlo e vi diranno tante altre cose di Lui. Vi garantiranno di sapere chi sono i giusti e i colpevoli della storia. Vi prometteranno un paradiso nel caso obbediate a quanto loro avranno deciso.  Assicureranno che questo Dio desidera soprattutto le guerre, i sacrifici umani e schiavi da usare come merce di scambio per placare la sua collera. Non credeteli affatto, perché hanno sequestrato Dio e l’hanno preso come ostaggio della sete di morte che li accompagna. Non seguiteli su questo cammino e semmai ricordate loro che solo un Dio libero da ogni caricatura di Dio sarebbe degno di questo nome. Non fidatevi di coloro che lo usano per arrivare primi nelle classifiche, vincere alla lotteria della vita e conquistare anime, terre e mercati. Direte loro che, semmai, un Dio degno di questo nome, avrebbe invece l’aspetto di un viaggiatore in cerca di chi ha perduto la strada.

                                             Mauro Armanino

Niamey, Pasqua 2021

Per la prima volta, mi permetto di aggiungere un breve commento, perché questi "consigli inappropriati" sono tutto, fuorché inappropriati. 

Sono parole che penetrano nel più profondo del cuore, che rivelano le stesse parole di Cristo, quando ammoniva gli apostoli di non credere ai falsi profeti. Ecco, oggi viviamo in mezzo a questi falsi profeti, che stanno distruggendo ogni cosa, come fossero carri armati o schiacciasassi, per prima cosa, le nostre anime. Ci rendono ciechi, sordi e muti, incapaci di prendere decisioni, perché persuasi che solo le loro decisioni sono quelle giuste. E sono d'accordo, sono giuste, ma solo per loro, perché si ritengono i padroni del mondo. Ma, come scriveva Rafael Alberti in quella sua stupenda poesia, divenuta anche canzone: BALADA PARA LOS POETAS ANDALUCES DE HOY.  Riporto solo un brano del testo poetico, tradotto in italiano. Vale oggi come ieri, vale sempre. Dobbiamo comprendere che solo un cuore che palpita, che vuole un futuro migliore, che deve rifiutarsi di farsi  schiacciare da chi ritiene di poterlo soffocare, calpestare, vilipendere solo perché crede di avere in mano il potere. Il nostro pensiero, il nostro cuore, non potrà mai essere succube di nessuno.  Dobbiamo avere lo stesso coraggio del poeta, per librare nell'aria quel che va detto. E Padre Armanino lo ha fatto, con sottile ironia, ma anche con grande veemenza. Dovremmo tutti diventare un po' poeti, per guadare in Alto! Grazie Mauro! 

Cantate alto, sentirete che altri orecchi sentono

Guardate alto, vedrete che altri occhi guardano

Gridate alto, saprete che palpita altro sangue

Non è più sommerso il poeta, rinchiuso nella sua buia fossa

Il suo canto sale a qualcosa di più profondo

Quando è dischiuso nell'aria da tutti gli uomini

BUONA SANTA PASQUA 

DI RISURREZIONE A TUTTI


BUONA PASQUA DI RISURREZIONE


 

Credevo che avessero ucciso Gesù,

e oggi l'ho visto dare un bacio a un lebbroso.


Credevo che avessero cancellato il suo nome,

e oggi l'ho sentito sulle labbra di un bambino.


Credevo che avessero crocefisso le sue mani pietose,

e oggi l'ho visto medicare una ferita.


Credevo che avessero trafitto i suoi piedi,

e oggi l'ho visto camminare nelle strade dei poveri.


Credevo che l'avessero ammazzato una seconda volta con le bombe,

e oggi l'ho sentito parlare di pace.


Credevo che avessero soffocato la sua voce fraterna,

e oggi l'ho sentito dire:

"Perché, fratello?" a uno che picchiava.


Credevo che Gesù fosse morto nel cuore degli uomini

e seppellito nella dimenticanza,

ma ho capito che Gesù risorge anche oggi

ogni volta che ogni uomo ha pietà di un altro uomo.

(L. Cammaroto)

Buona Pasqua di Resurrezione!

martedì 30 marzo 2021

VOLTO D'AMORE di UMBERTO DRUSCHOVIC



VOLTO D'AMORE

Con straziata pietà 
ti hanno deposto e dal legno 
della croce di dolore e di sangue
hai impresso quel telo
icona per noi di fede e speranza.
  Nella trama del tessuto é la Parusia 
del riscatto dal peccato del mondo
che trascende i segni 
carnali di mistero, di silenzio, di morte.
  Il tuo volto, sudario dell'umanità,
le palpebre chiuse
a fermare il peccato, la miseria
della nostra presunzione.
  Tu solo hai parole per noi
dalle labbra serrate, mute,
custodite nel tempo in quel sacro lino.
  Volto silente, il tuo, Signore,
imperscrutabile scrigno
di misericordia e consolazione,
volto di pace, volto d'amore.     

Umberto Druschovic  

Gennaio 2015. In occasione della Ostensione della Sindone, Torino 2015
Poesia premiata dalla “Confraternita del Santo Sudario” e declamata l’11 Aprile 2015 nella omonima Chiesa di Torino - Pubblicata sul libro 
“Le parole del vento” – Ed. Accademia Barbanera 2020

Umberto Druschovic: Sposato con Renata. Ha due figli, Ivan e Natascia, piemontese di nascita e “formazione”, ma con lontane radici balcaniche, greche, turche, francesi. Vive in Valle d’Aosta da oltre quarant’anni. Ex bancario, ora in pensione. Scrive e si occupa di poesia da oltre trent’anni dopo aver recuperato una mai sopita passione giovanile. È membro di diverse associazioni e circoli culturali.
Libro pubblicato nel 2020.
Prima raccolta edita nel 2003 dal titolo “I colori dell’acqua” per i tipi di Stylos - Aosta Poesie apparse sul libro fotografico “Chemp - un sogno portato dal vento” di Enrico Romanzi e coautori - Testolin Editore - Sarre 2018 e sul libro fotografico “Sguardi – La fotografia e la poesia incontrano la fauna alpina” di Roberto Andrighetto - Testolin Editore - Sarre 2018.


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Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi