AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

lunedì 20 luglio 2026

PADRE NICOLA GALENO NELLA BELLEZZA DI DIO testimonianza di Marta Montanari Titonel


PADRE NICOLA GALENO  NELLA BELLEZZA DI DIO

Chi dona la propria vita al Signore, desiderando con ardore di incontrarlo faccia a faccia e vivere eternamente nella Sua ineffabile  Bellezza, affina nella vita terrena uno sguardo di Cielo  anche verso  tutto ciò  che ci circonda.

Padre Nicola Galeno aveva un modo di usare la parola “creatura”, nel colloquiare o nello scrivere, che era così traboccante di significato che non potevi restare indifferente.

Come lo conobbi, notai subito come il Padre usava le parole: con una capacità di sintesi senza sbavature  che mi lasciava stupita e incantata; ero costretta a fermarmi ad ascoltare … e ascoltare vuol dire “scavare” … pregare … contemplare ...

Mi sono anche chiesta come facesse, da dove attingesse tanto talento. 

Certamente il Signore lo aveva dotato di capacità eclettiche imprevedibili e di una intelligenza decisamente superiore che non sempre veniva compresa da chi era “distratto”;   non ti faceva però mai pesare il suo sapere perché a sua chiave di volta era la grandissima fede in Dio, la preghiera, la meditazione e la contemplazione incessanti. Come sacerdote si è speso senza riserve, da missionario quale era. Somministrava i Sacramenti, passando anche lunghe ore in confessionale anche se con la vecchiaia era aumentata la sordità e che, unita alla frequente afonia, lo costringevano ad uno sforzo fisico e di attenzione che lo sfiniva.  So tuttavia che in tutta la sua vita è stato sempre disponibile a confessare chiunque glielo chiedesse, qualunque fosse la circostanza.

Lo vidi per l’ultima volta il venerdì 26 luglio, un giorno prima che andasse in Cielo, era consunto nel corpo ma la sua mente e il suo cuore erano lucidissimi  e mi confessò il suo  dolore perché per un disguido mi pare di orario, il giorno precedente non aveva potuto concelebrare; lo consolai, come faceva con me quando, per interminabili riunioni di lavoro, non mi era possibile partecipare alla Messa e mi diceva: “Marta, c’è la Messa di desiderio!” .

Con tutto il cuore e il desiderio che il buon Padre Nicola ci stava mettendo, era come se, quell’ultima concelebrazione  non solo l’avesse iniziata ma continuasse…

In quell’ultimo incontro per il quale non mi stancherò mai di ringraziare lil Signore per la sua bontà, il Padre Nicola parlò degli argomenti di cui sempre discorrevamo.  Mi commosse tanto perché non si preoccupava della sua salute ma piuttosto delle varie coincidenze dei treni che avevo dovuto affrontare nel viaggio per arrivare a Legnano e mi disse che la prossima volta dovevo venire in macchina con il suo carissimo amico Giancarlo Bianconcini che abita a Fontanelice, poco lontano da Imola.

Che gioia aprire la posta e scoprire ogni giorno, per tanti anni che cosa il suo cuore generoso condivideva.

In un periodo storico in cui in Occidente viviamo una spaccatura tra i fedeli e un clero che diminuendo numericamente diviene meno accessibile, il Padre Nicola era controcorrente, c’era sempre!  Non so come facesse, certo aveva il valentissimo aiuto del suo Angelo Custode.  L’appellativo “Padre” gli calzava proprio benissimo e mi riempie di soddisfazione quando lo pronuncio!

Amava i santi, i mistici in particolare, dei quali amava meditare la spiritualità.

Per anni ogni sera meditava anche S. Agostino nella versione latina.

Quanti santi di ogni dove ed epoca, mistici, santi carmelitani  mi ha fatto conoscere!

Quando, per esempio, il mondo si interrogò sul Beato Carmelitano Scalzo Fra Lorenzo della Risurrezione e su “La pratica della presenza di Dio”, che per il Papa Leone XIV era stato decisivo per la sua scelta di diventare sacerdote, Padre Nicola mi aveva già mandato molto tempo prima una lunga e commossa versione lirica dello scritto di questo beato...

Quando gli chiesi delle apparizioni di Nostra Signora di Akita in Giappone, mi raccontò la sua forte esperienza poiché, dovendo fare da interprete a un sacerdote, aveva parlato per la prima e unica volta con la veggente, una Suora giapponese che lo toccò profondamente nell’anima per la grandissima umiltà, semplicità ed estrema povertà.

Padre Nicola ha anche il merito di essersi adoperato instancabilmente per far riscoprire ai più la figura della mistica imolese, Elena Rocca, stigmatizzata e morta per l’epidemia di Spagnola nel 1918 a soli 26 anni.

Promotrice dell’Adorazione perpetua in città, Elena amò profondamente S.Teresina di Lisieux conosciuta attraverso la lettura di “Storia di un’anima” e la divulgò con magnifici frutti di santità (quali l’Istituto S. Teresa del Bambino Gesù a Imola)

Io gli feci invece scoprire la Venerabile imolese stigmatizzata Teresa Gardi (1769- 1837), terziaria francescana e anima vittima, devotissima della ”sua avvocata” S.Teresa d’Avila che le appariva per  indicarle la  volontà del Signore. 

Il Padre Nicola stupito per questa scoperta che coinvolgeva la Santa Madre Teresa, immediatamente traspose in versione informatica alcune fonti cartacee rarissime e le divulgò. A tre anni di distanza un’anziana signora che abitava a Modena e discendente della Gardi, inviò una lettera per il Vicepostulatore in cui dichiarava che “da tre anni recitava tutti i giorni le preghiere composte da Teresa Gardi, che aveva scoperto perché un certo Padre Nicola Galeno le aveva pubblicate su un blog...per cui aveva ottenuto tre grazie” di cui seguiva la descrizione.

Il Padre aveva la capacità di infondermi tanta pace e desiderio della Bellezza di Dio.

Sicuramente era una persona molto originale che sapeva essere molto arguta e spiritosa. Mi piacque subito quando mi spiegò che con il passare degli anni aveva capito che per parlare del Signore e col Signore le parole erano così misere che l’unico modo che riteneva lontanamente possibile era nella forma della lirica.

Sia chiaro: il suo non era assolutamente un divertimento ma un bisogno interiore, un bisogno dell’anima!

Certo ha anche composto qualche strambotto ma che era finalizzato a eventi particolari della vita quotidiana che documentava anche con i suoi preziosi scatti fotografici e commentava perché non cadessero nell’oblio.   Particolari i ricordi di fatti e persone inerenti la vita carmelitana, per la quale ci vorrebbe un capitolo a parte per la loro importanza.

Il Padre Nicola poi nel convento di Milano era stato lo stretto collaboratore del Padre che si occupava della stampa cattolica. 

Quante volte mandandomi un testo, premetteva “dimmi cosa ne pensi...Ci ho messo tutta l’anima” esattamente com’è accaduto per la recente meditazione lirica che in un unico testo raccoglie tutti i brani del Vangelo che ci fanno conoscere S. Giuseppe e che ha voluto fosse letta al suo funerale dal confratello e amico, il Padre Giuseppe Pozzobon al quale l’aveva dedicata per l’onomastico pochi mesi fa.

La trascrizione lirica aiutava il Padre a piantare nel suo cuore la Parola del Signore.

La Bibbia non è forse ricca di testi poetici, dai Salmi al sublime Cantico dei Cantici?  La lirica poi è proprio di casa tra i grandi santi carmelitani!

S. Giovanni Paolo II con l’approssimarsi del terzo millennio scrisse come primo documento la magnifica “Lettera agli artisti” perché scrive il Papa, “nessuno meglio di voi artisti , geniali costruttori di bellezza, può intuire il pathos con cui Dio all’alba della Creazione guardò all’opera delle sue mani...” 

Un altro aspetto che ritengo primario della personalità di Padre Nicola, che mi stupiva e mi commuoveva profondamente era proprio che, anche se parlava di argomenti vari, alla fine arrivava sempre al Signore e mi accorgevo che lui di fatto viveva costantemente i suoi giorni, come se partecipasse a tutti gli eventi della Bibbia come persona fisicamente presente: era a Betlemme per adorare il Salvatore, a Betania nella casa di Marta e Maria, era seduto ai piedi del Signore ad ascoltare le Beatitudini  ma soprattutto era sulla strada del Calvario e contemplava il dolce Signore orribilmente martoriato e il cuore trafitto della Mamma Celeste che amava immensamente. 

Il Padre offriva ardentemente e nascostamente sacrifici al Signore che aveva preso su di sé il peccato del mondo! E’ la Scientia Crucis carmelitana. Il Padre, letteralmente si “inabissava” in questi “insondabili Misteri” (sono espressioni sue).

 Quanta sofferenza ha patito nella sua vita il povero corpo del mio caro Padre! 

Leggendo il Diario scritto dal Padre minore francescano, Francesco da Bologna che era stato confessore della venerabile Teresa Gardi per 35 anni, in cui annotava le esperienze mistiche e le sofferenze che quotidianamente aveva, mi disse candidamente, con umiltà e stupore che anche lui pativa tutte quelle sofferenze, fatta esclusione ovviamente delle stigmate.

Poi tutto si compiva nella gioia della Risurrezione e Ascensione per cui era proiettato con tutto sé stesso al Paradiso.

Sull’amore alla Madonna ci sarebbe da scrivere moltissimo, non per niente era un Carmelitano e aveva voluto che quel suo dolce nome fosse nel nuovo nome che lo identificava nel suo essere e nei suoi desideri appunto come “Padre Nicola della Vergine del Carmelo”,

Il Padre era arrivato progressivamente a recitare quello che chiamava “il Rosario perpetuo”, nel senso che lo recitava praticamente in continuazione, pochi giorni prima di morire mi scrisse “porto lo scapolare di giorno e di notte e il Rosario ce l’ho frequentemente in bocca”.

Il Padre si svegliava anche di notte per comporre bellissime serenate alla Vergine e al Bambinello o altre bellissime liriche alla Madonna, spesso ricorrendo ai fiori che amava moltissimo perché immaginava che fossero ciò che della Creazione si era conservato più integro e li rendeva protagonisti di colloqui e lodi sempre diverse alla Madonna e al Signore.

Infine voglio fare solo un cenno alla fantastica pinacoteca e biblioteca d’arte che si era costruito negli anni grazie alle fotografie che aveva scattato soprattutto da quando era passato all’’uso della macchina fotografica digitale e aveva iniziato a servirsi del computer. Una raccolta da fare invidia a qualunque Storico dell’Arte.

Anche qui il Padre Nicola dava un suo taglio tutto personale.

L’arte non gli interessava affatto come compiacimento astratto o legato a pesanti riferimenti storiografici. Lui cercava l’Arte Sacra, l’Arte Cristiana.  Di qualunque forma di espressione: dall’amatissimo Lorenzo Lotto, al ricamo a punto croce o al disegno dei bambini perché, in modo diverso, esprimevano sentimenti e valori che gli toccavano il cuore a lode di Dio.

Penso che qualunque artista, parlo di quelli veri, si sentirebbe onorato di vedere le proprie opere abbinate ai commenti lirici del Padre.

In questa pinacoteca del cuore figurano anche i suoi fini disegni eseguiti soprattutto a china e a penna ..., poi era passato all’uso di programmi di grafica per realizzare disegni coloratissimi di cui molti erano dedicati anche ai bambini che lo intenerivano sempre tanto e lo facevano ridere di cuore, per accostarli alle vite dei Santi. Come ho detto, Il buon Padre Nicola non si dimenticava mai di nessuno!

Voglio concludere con la lirica “138.122 Il Cuore Immacolato di Maria” che il Padre Nicola mi inviò il 14 giugno 2026, dieci giorni prima di volare Paradiso.

Così mi scriveva nella lettera: “ E’ la fotografia lirica della mia situazione attuale”.

Tutto a maggior gloria di Dio.

In fede,

Marta Montanari, vedova del pittore Angelo Titonel

Imola, 15 luglio 2026

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Via Barbieri, 4

40026 IMOLA (BO)

cell.: +393381517365



TESTIMONIANZA DELLE PICCOLE SUORE DI S. TERESA DEL BAMBINO GESU' DI IMOLA A RICORDO DI PADRE NICOLA GALENO OCD



Istituto Piccole Suore di S.Teresa del Bambino Gesù
Via Emilia 233 - tel. e Fax : 0542.23631
40026 IMOLA (Bologna)

A nome della Madre Generale e delle Consorelle dell’Istituto S.Teresa del Bambino Gesù di Imola, porgo questo ringraziamento per il nostro carissimo amico e benefattore, il Padre Nicola Galeno OCD.

L’Istituto  S.Teresa del Bambino Gesù di Imola è il primo istituto sorto in Italia di Suore Carmelitane di vita attiva che si ispira a S.Teresina di Lisieux che, proprio in quello stesso 1923 veniva beatificata.

Il 14 giugno 1986 il Vescovo di Imola Mons.Luigi Dardani, in apertura dell’anno centenario della nascita della nostra Fondatrice, la Madre Maria Zanelli, disse: “La Vostra Congregazione, accolta ufficialmente nel grande Carmelo vi inseriva nella sua alta spiritualità, nella partecipazione ai suoi meriti, nella particolare intercessione dei Santi, insieme al costante e valido appoggio dei fratelli maggiori, i Padri Carmelitani.

Chi è stato, dunque, per noi il Padre Nicola se non uno tra i più importanti fratelli del Carmelo che, per pura grazia di Dio, ci ha aiutato in uno degli eventi più significativi di questi ultimi quindici anni della vita dell’Istituto, ossia l’apertura delle due cause di beatificazione dei nostri Venerati 
Fondatori, il Padre Giuseppe Mazzanti e la Madre Maria Zanelli?


(Penso di fare cosa gradita, alla signora Marta Montanari, vedova del pittore Angelo Titonel, il quale ha ritratto i due fondatori delle Piccole Suore di Imola e le cui immagini mi sono stati inviate dal caro Padre Nicola). 
Con vera passione, amore, competenza e … senza badare mai al tanto sacrificio, ha trascritto centinaia, migliaia di pagine, spesso di difficile lettura, degli scritti olografi dei Fondatori o di quanto ad essi si riferiva.

Ci ha aiutato a scoprire la profondità di alcune pagine che hanno tutto il sapore di scritti Teresiani. Quanti scatti fotografici, quante vere e proprie liriche su eventi che senza di lui sarebbero finiti nell’ombra dei tempi.

Chi ha avuto la grazia di collaborare con il Padre Nicola ha scoperto il capitale segreto racchiuso nel suo cuore: il suo grande amore a Dio e al Carmelo, il valore della preghiera del cuore, l’austerità vissuta nel nascondimento e la sofferenza fisica che accompagnava i suoi giorni.

Le Piccole Suore di S.Teresa del Bambino Gesù di Imola si uniscono in preghiera riconoscente a tutto l’Ordine Carmelitano per l’anima di questo fratello maggiore che ora, in Cielo, avrà la gioia di incontrare anche i nostri Fondatori ed insieme implorare per tutte noi grazia e fedeltà al carisma contemplativo apostolico.

     La superiora Generale, Madre Erika Cavalleretto e Consorelle

Imola, 29 giugno 2026


Nota dell'amministratore di questo blog. Padre Nicola aveva redatto un bellissimo ricordo ma, essendo in pdf, non riesco a trasferirlo, in ogni caso mi aveva inviato per la pubblicazione diversi articoli, che potete leggere a questi link.


Esequie di Padre NICOLA GALENO OCD


Il Priore Padre Silvano Vescovi celebra le esequie di Padre Nicola Galeno OCD presso il santuario di Santa Teresa del Bambino Gesù a Legnano


I saluti ai partecipanti alle esequie da parte dei confratelli carmelitani


Gli ultimi saluti alla salma presso il Camposanto di Legnano, nella zona

dedicata ai confratelli defunti carmelitani


Ringrazio la Prof, MARTA MONTANARI TITONEL per l'invio delle foto

domenica 19 luglio 2026

LOVE AND FIGHT. AMA E LOTTA di Padre MAURO ARMANINO



                 

Love and fight. Ama e lotta
A Genova, come di certo da altre parti nel mondo, la politica si trova scritta sui muri. Forse avrete l’occasione di prendere il bus numero 17 dell’AMT, Azienda Municipalizzata dei Trasporti, in chiara difficoltà di gestione. Andando in direzione Nervi, dopo il Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino vi fermate alla stazione Europa 15/Piazzetta. Noterete una frase sul muro del condominio alla vostra destra. Una ringhiera con dei fiori, forse ricordo di una madre che ha perso il figlio proprio accanto e, quasi come un commento all’accaduto, le due parole citate. Love and Fight, in inglese. Ama e Lotta, tradotto in politica e dunque nella vita. Cade bene in questi giorni nei quali si è fatto memoria dei 25 anni dal G 8 di Genova e dell’alternativo ‘Genoa Social Forum’. Ama e fai ciò che vuoi, scrisse Sant'Agostino nelle sue note ‘Confessioni’. Lottare è dunque una delle possibili messe in pratica del detto.



Tutt’altro che ingenuo fu lo stesso Agostino di Ippona, Annaba nell’attuale Algeria, a strappare il velo ideologico della pax romana e mostra come quella pace sia stata costruita attraverso innumerevoli guerre di conquista. Un ordine dunque fondato sulla violenza e sulla sottomissione dei popoli. Perché, scrive provocatoriamente Agostino, quando ‘Togli la giustizia che cosa sono i regni se non grandi bande di briganti?’. Proprio ciò che i giovani e gli adulti del Social Forum in questione affermarono all’inizio del millennio con la globalizzazione dell’esclusione. Vista l’assurda violenza delle forze ‘dell’ordine’ di quei giorni, l’identità dei briganti si è vista confermata. Ama e lotta è pure ciò ha voluto lasciare come eredità scritta anche con la vita qualcuno che solo trasformato in mito poteva essere tradito. Si tratta di Ernesto ‘Che’ Guevara. ‘Essere duri senza perdere la tenerezza’, diceva.



...’La rivolta è sempre un atto d’amore. Poiché lottare è per definizione spiacevole, ha dei costi psicologici e talvolta fisici enormi. Per questo non lo si fa se non si è spinti da grandi passioni. La lotta, che sia intellettuale o politico-sociale, non si origina se non si teme di perdere qualcosa di vitale, se non si sente la propria condizione come insostenibile e si vuole ardentemente conquistare e godere qualcos’altro’. Lo sottolinea Rosa Fioravante, ricercatrice, in un articolo pubblicato anni fa sul blog ‘striscia rossa’, nel commento al film sulla vita della famiglia del giovane Karl Marx. Nella frase scritta sulla parete del condominio, forse non casualmente, Love è scritto prima di Fight come a suggerire che la lotta, la rivolta, l’azione sovversiva dovrebbe scaturire da una profonda passione per l’umano ferito e nascosto in tutti.
La lotta, secondo la frase in esame, non è il frutto dell’odio, della cancellazione dell’altro e della sua umanità. Non è scritto ‘Hate et Fight’, Odia e Lotta...ma si usa il verbo Ama che, pur nella sua difficoltà interpretativa, insinua senza dubbio il rispetto dovuto alla dignità di ogni persona. In altri termini si potrebbe affermare che dinnanzi al ‘nemico’ o avversario di classe non tutti i mezzi di lotta sono compatibili col primo dei verbi. Ciò, non significa affatto cadere nell’irenismo ingenuo che poi fa il gioco del sistema di dominazione. Non vogliamo altri buoni ‘giustizieri’ che soli detengano la verità della storia e della politica. Gente che ha tutte le risposte anche quando sono cambiate le domande. Abbiamo invece bisogno di gente che tenga desta la speranza di un altro mondo possibile. E ancora sant’Agostino sottolinea con saggezza e realismo come la speranza abbia due figli, Sdegno e Coraggio. Sdegno per la realtà delle cose e Coraggio per cambiarle. Per questo Nelson Mandela ha passato 27 anni in carcere!


A Genova e forse anche altrove, la politica è scritta sui muri. Anche se non è la nostra destinazione potremo, quando lo sentiremo necessario, prendere il bus e poi sostare accanto alla fermata Europa 15/Piazzetta. Sulla parete troveremo ancora lo scritto Love and Fight. Ama e Lotta perché solo così il mondo possibile è adesso.

              Mauro Armanino, Genova 19 luglio 2026

sabato 11 luglio 2026

UN RICORDO DI PADRE NICOLA GALENO di ALESSANDRA GIUSTI

Mi chiamo Alessandra Giusti, sposata Leveque

ho sessantasette anni; milanese, abito da tanti anni in Valle d’Aosta nel paese di mio marito. Mia mamma conobbe Padre Nicola nel 1981, quando egli insegnava religione nella stessa scuola elementare milanese dove ella era maestra. Tra lui e i miei genitori scattò un’immediata simpatia e comunione di idee; nel 1984 mio marito e io avemmo la possibilità di conoscerlo anche di persona, dopo averne tanto sentito parlare. Si instaurò anche con noi un ottimo rapporto e successivamente, dopo la nascita di nostra figlia, anche con lei. Rapporto che è continuato fino alla scomparsa del nostro Amico, e che continuerà fino a quando ci ritroveremo di Là. Avrei da raccontare tanto in merito a Padre Nicola, a partire dal momento in cui ebbi la fortuna di conoscere la sua amata mamma Concetta, che, quando il figlio andava a trovare, non mancava mai di portare in visita da noi. Ho potuto conoscere, anche se solo telefonicamente, anche la cara sorella Nicoletta, nonché, negli ultimi anni, di persona il fratello Beppe. Conobbi anche l’amico di sempre, Padre Vincenzo Prandoni ed altri Confratelli. Avrei tanto, ripeto, da raccontare. La corrispondenza, dapprima cartacea poi tramite email, tra Giappone, terra di Missione del Padre, e Italia, nonché quella dai vari monasteri e conventi dove visse Padre Nicola in Italia. Ho tanti suoi scritti, sia in prosa che in poesia; di lui mi ha sempre colpito il desiderio di essere partecipe delle sofferenze e dei lutti di amici, familiari e Confratelli tramite scritti poetici a corredo di opere d’arte sacra. Una forma di preghiera per quelli che ne sono stati destinatari e che hanno apprezzato. Tra di essi il ricordo commosso delle Suore della Congregazione delle Missionarie del Lieto Messaggio di Pontremoli (MS) e delle Monache Benedettine di Milano. Per quanto riguarda me e la mia famiglia, desidero narrare un solo, ma splendido, episodio. Nel 2023 mia figlia perse, alla fine del nono mese di gravidanza, la bambina che aspettava. Era sana e bella; sconosciute le cause. Padre Nicola ci fu vicino con delicatezza e seppe dirci parole di profonda fede e conforto. La nostra bambina divenne la sua; mi confidò che si rivolgeva a lei nei momenti di maggior difficoltà a causa della salute e la invocava affinché intercedesse per lui presso la Madonna, quale piccolo Angelo. Penso che basti questo a testimoniare la profonda fede del Padre e la sua sensibilità, se ce ne fosse bisogno. Adesso siamo noi a chiedere a lui di intercedere per noi, ancora pellegrini in terra. A Dio, Padre Nicola!

Alessandra e famiglia


Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei - Articolo di PADRE MAURO ARMANINO


          Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei


Troverete questa frase scritta su un pilastro metallico poco lontano dall’edificio che segnala il Porto Antico a Genova, giusto di fronte a Palazzo San Giorgio. Siamo nella zona chiamata ‘Caricamento’, spazio ambito e mitico che conduce all’ Acquario.  Don Andrea Gallo, prete genovese impegnato coi giovani ‘sulla strada’, aveva fatto sua questa frase coniata in realtà da don Luigi di Liegro. Quest’ultimo, fondatore della Caritas di Roma, menzionava il proverbio che dice ‘dimmi con chi vai e ti dirò chi sei’ e lo trasformò in ’dimmi chi escludi e ti dirò chi sei‘. Questa frase, titolo del concerto di maggio a Genova in memoria della morte di don Gallo, resta l’ispirazione della comunità di San Benedetto al Porto, da lui fondata. La verità della frase citata è stata messa in scena in grandezza naturale durante i fatti del G8 a Genova. 

A 25 anni esatti di distanza dall’evento di luglio del 2001


 


Chi scrive era partito l’anno prima in Liberia e per la prima volta nella sua vita aveva visto e toccato i segni e sintomi del ritorno della guerra civile nel Paese. Con occhi feriti da quello che stava accadendo in quel Paese dell’Africa occidentale ho preso parte ad alcuni degli avvenimenti che avrebbero caratterizzato il citato G8. Il clima di quel mese di luglio era quello che Genova conosce e la valorizza di mare e di colori. Anche le piazze e le strade erano rese nuove da decine di associazioni variopinte e da centinaia e poi migliaia di giovani che credevano, praticavano e sognavano ‘ un altro mondo possibile’. Questo era infatti il tema di fondo che continuava il processo dei forum alternativi a quello di Davos in Svizzera, emblema della globalizzazione genocìda. C’è stato Seattle negli Stati Uniti, Porto Alegre nel Brasile e Genova, che avrebbe potuto e dovuto essere un’ulteriore porta al futuro.

Ho visto, in realtà e contesto differenti, la stessa guerra civile che avevo lasciato, provvisoriamente, sulla sponda dell’Atlantico, in Liberia. Altre le modalità ma il resto c’era tutto. Bande di mercenari delle parole e delle promesse, militari armati, elicotteri, camionette d’assalto, lacrimogeni, bombe carta, pestaggi e torture in luoghi al riparo da sguardi indiscreti. Una guerra civile tra visioni contrapposte del mondo, della vita, del futuro e soprattutto del presente. Lo ricordava bene l’amico Enrico Euli, docente a Cagliari, nei suoi scritti...’La guerra è l’ultimo collante di una élite che si è impossessata degli Stati...quando agli inizi del XXI secolo, i cosiddetti ‘no global’ avevano posto le basi per una critica ecologica e pro-sociale della mondializzazione sfrenata a cui eravamo sottoposti, sono stati militarmente repressi, politicamente marginalizzati, culturalmente omessi’... 


Ancora Euli ricorda che ... ‘l’uscita dal mito global ora avverrà ma per mano dello stesso G8 (Russia inclusa) che faceva trincee intorno ad esso, barricandosi allora in zone rosse e reticolati di guerra contro di noi e oggi attraverso un conflitto armato che li separa tra loro...la guerra globalizzata sta prendendo quindi il posto della globalizzazione economica...il dominio borghese si è stancato anche di essere liberale’ . (Punture di vista - Global/No -Global- 21 aprile 2022). Certo, durante il Genoa Social Forum ho avuto il privilegio di conoscere Ivan Illich, uno dei massimi pensatori della crisi dell’Occidente del ‘900. Don Oreste Benzi e Susan George alla scuola Diaz, prima dei massacri. Il ricordo dell’assassinio di Carlo Giuliani in piazza Alimonda. La manifestazione del sabato con centinaia di migliaia di giovani e, il giorno dopo sulle macerie, la lettura del G8 operata da Riccardo Petrella.


Le guerre civili sono, appunto, il drammatico tentativo di messa in azione della frase scritta sulla struttura metallica della sopraelevata di Genova. ‘Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei’. L’etnia, la classe sociale, lo straniero e il barbaro sono tutti un nemico potenziale. Le categorie più vulnerabili ne costituiscono il bersaglio favorito. Ci troviamo in una guerra civile e i politici lo sanno molto bene. Non casualmente i cittadini comuni sono il nemico principale da controllare. Venticinque anni dopo siamo qui per dire che un’altra storia è possibile a condizione di opporsi alla confisca del futuro dei poveri.

                     Mauro Armanino, Genova, luglio 202

domenica 5 luglio 2026

A ricordo del funerale di Padre NICOLA GALENO OCD



Carissima Dani,
la Signora Marta mi ha inviato il 1° luglio il racconto del funerale di Padre Nicola. Sicuramente l'ha inviato anche a te, ma lo deve avere messo in Bozze. La Signora è come me, non è molto pratica di computer; ieri mi ha scritto per scusarsi di non aver risposto a una mia email, che era convinta di avere spedito e che invece era rimasta in Bozze. 
Ti invio io il resoconto, lo trovi qui sotto. Penso di poterlo fare senza problemi visto che aveva detto anche a te che te l'avrebbe inviato.
Anche a me è dispiaciuto non prendere parte alle esequie, ma si fa come si può, cara Dani.

Tua Alessandra

Carissima Alessandra, ti ringrazio, come sono grata anche a Marta per l'invio così dettagliato dei funerali di Padre Nicola, che riporto qui sotto. 

Cara Alessandra e famiglia,
è incredibile il senso di pace che ha pervaso il mio cuore e quello degli amici presenti al funerale, anche di quelli che conoscevano il Padre solo attraverso di me.

Sono sicura che per la santità del nostro amatissimo Padre Nicola, seppure egli si sia presentato appena alla soglia del Cielo, ci vengono già elargite copiose Grazie!
Il viaggio in macchina mi ha permesso di conoscere meglio il signor Bianconcini, carissimo amico di Padre Nicola, (e che Padre Nicola desiderava vedere come mi ha detto venerdì 26 GIUGNO quando ero andata a trovarlo a Legnano).
Ho anche scoperto che il Signor Giancarlo Bianconcini conosceva molto bene i miei genitori! 

Giancarlo mi ha raccontato del Padre che conosceva dal 1975, quando Padre Nicola era appena arrivato a Bologna con Padre Vincenzo e un altro frate al Corpus Domini.

Il viaggio è andato benissimo fino a che siamo arrivati con mezz'ora di anticipo dalla chiusura della cassa, a 12 km circa da Legnano, poi c'era confusione nelle indicazioni stradali e così abbiamo girato in tondo per un po' di tempo ma siamo riusciti ad arrivare quando la cassa purtroppo era già stata chiusa, tuttavia al 2° Mistero doloroso del Rosario.

Francamente io avrei preferito il Misteri Gloriosi, comunque al 4° Mistero ci siamo interrotti perché erano le 10 ed è iniziata la S. Messa.  Tutta la funzione è durata fino alle 11:30.
Forse però il Padre ha apprezzato i Misteri dolorosi per quella "Scientia Crucis" che appartiene ai carmelitani e moltissimo al suo cuore.

La chiesa di S. Teresa del Bambino Gesù si è gremita pian piano perché era giorno lavorativo e, a fine Messa, quando ci sono state tre testimonianze c'erano persone fino in fondo alla chiesa.

Il funerale è stato concelebrato da numerosi frati, presieduto credo (?) dal Padre Provinciale (quello con la casula nelle foto che ti manderò) che ha fatto anche l'omelia, e il Priore che ha condotto le altre parti importanti della Messa. 
Nel presbiterio c'erano anche vecchi frati seduti.
Tra i concelebranti come si vede dalle foto, erano presenti alcuni frati direi indiani.
(Il Padre mi disse che i carmelitani indiani costituiscono il 50% dell'attuale ordine dei Carmelitani Scalzi)

Sulla bara del nostro amatissimo Padre è stata posta dal sacrestano la cappa bianca carmelitana (qui mi sono davvero commossa) e la stola bianca con un ricamo in oro che credo stesse a simboleggiare come il confine di un territorio (io ho pensato che rappresentasse la terra di Missione).

Il Vangelo è stato bellissimo: la proclamazione integrale fatta dal Priore di Legnano del Vangelo di Luca dell'episodio dei due discepoli di Emmaus.
Ecco, durante questa lettura mi sono proprio commossa perché pensavo che anche il nostro Padre diventerà partecipe della conoscenza dei Misteri "insondabili" del dolce Signore (così amava ripetere spesso nelle sue liriche) ...posso solo "lontanissimamente" immaginare quale Gioia sublime custodirà nel suo cuore ardente...

L'omelia è stata fatta a braccio, senza fretta e lunga. Il Padre provinciale ha dedicato una parte cospicua per parlare della Salvezza a cui siamo destinati e a spiegare il testo di S. Luca, inserendo qua e là riferimenti al nostro Padre Nicola.
Poi via via si è concentrato di più sul Padre Nicola stesso.

Sinceramente conoscendo Padre Nicola, la mia impressione (e di Cristina Berselli figlia della Signora Alma di Bologna a cui il Padre era molto legato) è stata che chi parlava conoscesse un po' superficialmente il nostro Padre, tuttavia, ha esordito subito, penso proprio ispirato dal Cielo, dicendo che Padre Nicola aveva 
un'impronta mistica e che preparando la Messa, i Padri Carmelitani avevano proprio voluto scegliere quel brano del Vangelo per le esequie.
Sono state ricordate anche le liriche del Padre (ma gli è anche scappato detto che potevano sembrare un po' come un divertimento). È stato fatto riferimento anche al cuore poetico di S. Giovanni della Croce.

Hanno ricordato come il Padre scattasse foto degli eventi che accadevano (però nessun riferimento alle opere d'arte cristiane...)
È comunque stato ricordato, (dal Priore a fine Messa quando sono state fatte le testimonianze) con un misto di ammirazione e stupore, il suo modo di mettersi in relazione con un numero imprecisato di persone di tutti i tipi, anche molto e imprevedibilmente dilatato, tramite il computer, portando a esiti anche incredibili!

Tutta la Messa e le esequie sono state accompagnate dai canti del bel coro numeroso, collocato dietro l'altare e da un grande organo dal bellissimo suono.
Alla fine il Priore ha introdotto le testimonianze, ricordando come ho accennato, tratti più precisi della vita di Padre Nicola. 

Il rito dei funerali che vengono fatti in Lombardia è bellissimo perché poco dopo l'inizio della Messa vengono invocati per nome tutti i santi maggiori e in questo caso si è concluso con l'invocazione a tutti i santi carmelitani a cui da ora si aggiunge anche il nostro amatissimo Padre Nicola.
(Questo mi riempie di immensa gioia e mi commuove moltissimo)

Alla fine sono state fatte le testimonianze.
Un carissimo confratello più o meno coetaneo di Concesa, Padre Giuseppe Pozzobon (poi vedi foto) dal sorriso bello e un modo di parlare con il cuore in mano e con il quale Padre Nicola si sentiva quotidianamente, (dall'impressione che mi ha fatto penso proprio vi fosse tra loro molta sintonia) ha detto che Padre Nicola per S. Giuseppe gli aveva mandato una lirica su San Giuseppe in cui ripercorre tutti i testi del Vangelo che parlano del Patriarca, raccomandandoli di tenerla da conto perché voleva che fosse letta al suo funerale. Così è stato, dopo questa introduzione, il Priore ha dato lettura di questa bellissima lirica e testamento spirituale del Padre Nicola.



Il santuario dedicato a Santa Teresa del Bambino Gesù e l'affresco realizzato dall'artista romeno Emilian Nicula, che rappresenta tutti i santi carmelitani, e che è riuscito a finire poco prima di morire.

Dopo sono andata io.
Le tante preghiere degli amici e il dolce imperativo di Sr. M. Rosa
(" fatti forza") mi hanno dato davvero una gran forza ...incredibile. 
L'assemblea ha ascoltato in silenzio assoluto e con grandissima attenzione quanto dicevo, compresi i Padri carmelitani (e percepivo che per alcuni di loro fosse una scoperta.

 Questa sensazione l'ho percepita distintamente, ma mi è stata confermata da Bianconcini e poi da Cristina Berselli (figlia di Alma Boldrini Berselli, che il Padre amava come una seconda mamma, e viceversa la Signora Alma lo amava con un così grande rispetto che dopo la sua morte ha saputo dai figli che la Signora vedeva in Padre Nicola quel figlio sacerdote che avrebbe voluto tanto avere).
Mi hanno detto che mentre parlavo sono riuscita a trasmettere dei sentimenti che hanno toccato il cuore.
L'ultima testimonianza, breve e bellissima, è stata dei fratelli del Padre. Nicoletta ha detto che vuole ricordare Nicola, quando erano bambini e allora, ancora di nome Antonio, caricava i fratelli su una sedia e li scarriolava mentre tutti cantavano una allegra canzone.

Finita la Messa, la bara è stata benedetta dal Padre Provinciale (? quindi) è stata caricata sull'auto e poi tutti i frati presenti hanno cantato in gregoriano a Maria: Flos Carmeli.

Bianconcini, io e poi Cristina Berselli (che si è presentata e ci ha chiesto un passaggio per il ritorno…
Infatti. nella mattina aveva perso delle coincidenze così da Rho aveva preferito prendere un taxi per Legnano...) abbiamo deciso di andare al Cimitero Monumentale per aspettare le 15:00- 15:30 quando sarebbero tornati tutti per l'inumazione.

Cristina, essendo arrivata in tempo per vedere la bara aperta, ci ha girato nel frattempo la bellissima foto del Padre che qualcuno aveva scattato.

Al cimitero ne abbiamo approfittato per cercare la tomba dei Carmelitani, ma il luogo, che sembrava abbastanza piccolo, sotto il sole delle 12:30 era decisamente troppo grande!

Il camposanto è molto bello perché ci sono alcune tombe di famiglia vere e proprie piccole chiese, o piccoli mausolei, statue, ma tutte le altre tombe hanno le lapidi a terra e camera sotterranea.

Più tardi sono arrivati gli addetti del cimitero e non sapendo quando sarebbero giunti i famigliari e il Priore, hanno pensato bene di portare sotto il portico d'ingresso, dove incredibilmente soffiava una bella arietta, la bara del Padre e appoggiarla già sul carrellino.
Io sono stata felice perché mi sono posta vicino alla bara fino alle 15:30, tenendo appoggiata una mano sul coperchio parzialmente rivestito da una bella e profumata composizione di gigli e di altri fiori bianchi che certamente sono piaciuti molto al Padre.


Non ho potuto assistere nella mattina alla chiusura della bara, ma ora recuperavo, ringraziando il Signore e benedicendolo a nome di tutti gli Amici di Padre Nicola che non poterono essere fisicamente presenti, dunque anche per la famiglia Leveque.

Pensa che in passato più volte il Padre mi ripeteva: "chissà quando muoio se qualcuno ti avviserà" e invece   la Mamma Celeste ha predisposto tutto con dolcezza di madre.

I Carmelitani scalzi hanno uno spazio sotterraneo molto grande, tanto che è denominato: Campo carmelitani.
In realtà è facilissimo arrivarci.

Si percorre il viale centrale (praticamente senza alberi) di fronte al cancello di ingresso al cimitero, si va oltre una costruzione alta che è al centro del vialetto e che in parte si ispira al Mausoleo di Teodorico, e pochi metri dopo si gira a sinistra dove c'è scritto Campo M. Lì è facile individuare le tante piccole lapidi dei Carmelitani.

Abbiamo aspettato il Priore che ha definitivamente benedetto la bara che è stata calata nel sepolcro sottostante.

Cara Alessandra più tardi o domani ti mando le foto.
Tieni presente che non amo fotografare durante la Messa né spostarmi in Chiesa per avere la migliore inquadratura.

Serena notte.
Marta

Attendo le foto che spero la Prof. Marta si sia ricordata di inviarti. Lei è la vedova del pittore Angelo Titonel, ottimo artista che dipinse tante immagini di Padre Pio, e che si possono vedere a questo link, sotto titolate dal liriche di Padre Nicola, così l'arte cammina a braccetto. 


Occorre ringraziare Padre Nicola per aver messo in contatto le sue amicizie femminili, ovvero Alessandra Giusti Leveque, Marta Montanari Titonel e la sottoscritta Danila Oppio. Così ricordandolo tra noi, lo teniamo in vita nei nostri cuori e pensieri, e nelle preghiere. 
Vorrei aggiungere alcune informazioni: 
Padre Nicola ora riposa nello stesso luogo dove è stato deposto Padre Vincenzo Prandoni, suo carissimo confratello e amico. 


Questo Padre è il fratello della mamma del notaio Vittorio Zambon ill quale  dirige anche il coro parrocchiale e suona l'organo in chiesa. Lo conosco bene perché si è occupato di pratiche per la mia famiglia.
 
Il titolare delle Onoranze Funebri Luoni, che un tempo erano gestite dai    nonni di Marco Cera, ora se ne occupa il nipote con grande attenzione, infatti si è preso cura anche delle esequie di mia madre, avvenute 5 anni fa, perché Marco era un ragazzino che frequentava il catechismo dell'iniziazione durante il quale ero la sua catechista, e l'ho sempre seguito con affetto sincero. 
Un altro appunto: dietro lo spazio Carmelitano nel cimitero monumentale di Legnano, ce n'è un altro dedicato ai bambini deceduti piccolissimi, magari anche appena nati. E lì riposa anche il mio nipotino Iacopo, tornato al cielo solo un'ora dopo essere venuto alla luce. 
 A Legnano non c'è solo il cimitero Monumentale, ma anche un altro molto più grande, ai limiti della città che si è ingrandita e quindi il Camposanto antico non può più accogliere altri abitanti del luogo. 
Non ho ancora ricevuto le foto relative al funerale di P. Nicola, per cui aggiornerò questo articolo non appena le mie amiche Alessandra o Marta me le invieranno. Ricordo anche l'amico Cosimo Canuto, che ha creato e operato su due siti contenenti le opere di Padre Nicola e i link sono questi:


Una preghiera vola ora in Cielo dedicata al nostro amico Carmelitano Padre Nicola Galeno. 

Alessandra Giusti Leveque, Marta Montanari Titonel e Danila Oppio 




BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi