AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare
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mercoledì 4 novembre 2015

Ciclo 2 su Mosaici del Cimitero Monumentale di Legnano (MI)

Ciclo su Mosaici del Cimitero Monumentale di Legnano (MI)


MAGNIFICAT 
Vergine, sa il tuo cor magnificare
la somma Provvidenza dell’Eterno...

CORONATO DI SPINE 
Avrebbero dovuto quelle spine
soltanto il nostro capo trapassare,
essendo noi gli autori degli errori...

MADONNA COL BAMBINO

Vergine, stringe il Bimbo le tue mani
in segno di perenne affidamento...

CROCIFISSIONE
Vergine, provi un brivido nel core,
sentendo questa nuova eredità,
che vuole perpetuar la tua missione...
ADDOLORATA

Vergine, sembri quasi sprofondare
nel mare di dolor che ti circonda,
vedendo l’incredibile furore
di chi ti depredò del dolce Figlio...

 

PIETA'

Vergine, t’abbandoni a quei ricordi
dolci di quando il Bimbo si assopiva
placidamente sulle tue ginocchia!
Ed or lo vedi tutto martoriato
dalle crudeli mani dei mortali...

 

IL RISORTO
La morte si dispera nel vedere
la preda tanto ambita che le sfugge...
E’ l’ora del trionfo della Vita!
VERGINE ORANTE 
Vergine, condividi con Amore
sempre il divin Volere, ben sapendo
che mira al nostro bene spirituale...
MADONNA COL BAMBINO
Vergine, par il Bimbo con la mano
volere ribadir: “Perché non provi
tanta dolcezza del materno abbraccio?”.
  

INCONTRO CON LA MADRE
Perché non consentir a quella Mamma
Addolorata d’abbracciar il Figlio
per meglio cementar la sintonia?


IL SACRO CUORE
Unico Cuor che verso tutti irraggi
vampe d’Amor e di sommo perdono!

 

ADDOLORATA 
Quel manto sembra un mare di dolore,
eppure non soccombi a tanto strazio,
Vergine intimamente unita al Figlio!

IL RISORTO 
Quanti vessilli garriscon al vento!
Soltanto il tuo per l’eternità!

 
PIETA’ 
Vergine, sai trovar ancor la forza
di ribadir l’assenso sconfinato
al piano di salvezza dell’Eterno...


IL RISORTO
Non c’è vittoria nella storia umana
che possa pareggiar quella del Cristo!

 

VERGINE ORANTE
Sa la preghiera sempre garantire
l’innesto della forza dell’Eterno...

IL CROCIFISSO

Palpita il cor materno e pur il nostro,
unendosi al supremo Sacrificio...


MADONNA COL BAMBINO
Vergine, la tua mano par diventi
solo timone della vita intera
di quel Bimbetto, Figlio dell’Eterno!


PIETA’
Vergine, sei convinta che ti sente
ancor divinamente questo Figlio,
che scelse di morir per riscattarci!

MADONNA COL BAMBINO
Il Bimbo non intende le parole,
eppure sa la voce della Mamma
mirabilmente tutto voler dire...

(Ferrara 1-11-2015), Padre Nicola Galeno


martedì 6 marzo 2012

IL PAESE DI FANTASIA - QUINTO E ULTIMO EPISODIO


IL PAESE DI FANTASIA
Quinto e  ultimo episodio

Qui cambiamo lo stile del racconto, che diverrà narrativo.

Smilla e Gavi si risvegliano con i rumori della grande Milano: clacson, scorrimento del traffico cittadino, odori strani di gas, benzina, metano. Si affacciano alla finestra, sentono due che litigano furiosamente per questioni di parcheggio, si tappano le orecchie e chiudono le imposte.
Si siedono poi al tavolo di cucina con Camilla, per fare colazione con lei, prima che esca per andare a scuola. Ringraziano per la cortese ospitalità, riaprono la finestra e Smilla, con Gavi sul dorso, apre le sue bellissime e coloratissime ali e prende il volo per…per dove?
Durante la notte Gavi e Smilla hanno parlato a lungo, non sapevano esattamente come muoversi, così hanno deciso che sarebbero passati davanti ad un giornalaio, per leggere un po’ di notizie riguardanti il Pianeta degli Umani. Innocenti e fiduciosi, avrebbero trovato sicuramente articoli di grande interesse, che riportassero tutte le cose belle che succedono nel Pianeta degli umani. Così pieni di speranza, volano alla più vicina edicola di giornali, che avevano visto la sera prima all’angolo della via dove abita Camilla.
Arrivati sul posto, sfogliano tutti i quotidiani d’Italia e dell’estero. Ecco qui, in quel lontano paese c’è una guerra civile, in quell’altro una rivoluzione, e lì, guarda un po’, ci sono lotte fratricide. In quest’altra pagina, omicidi, rapine, rapimenti, fabbriche che prendono fuoco, ditte che chiudono, lasciando i dipendenti senza lavoro, famiglie che si disgregano, incendi nei boschi, e disboscamenti incontrollati e incontrollabili. Centrali nucleari che disperdono radioattività, inquinamenti e discariche abusive, terremoti e maremoti, tsunami e slavine. Smilla si mette le mani davanti agli occhi, mentre Gavi è rimasto senza parole. Ma è questo il Pianeta degli Umani?  A Gavi non resta che consolare Smilla dicendole che certe cose non accadono per colpa degli Umani, poiché tsunami, terremoti e maremoti sono forze incontrollabili della natura. Ma tutto il resto si può evitare, pensa Smilla con le lacrimucce che le compaiono all’orlo delle lunghe ciglia, e poi scoppia in pianto.  Le loro ingenue speranze di poter cambiare il  Pianeta degli Umani, offrendo loro qualche bella poesia, un racconto fiabesco, una canzone d’amore, svanisce come d’incanto. Come può mai competere una poesia, con queste notizie che attirano gli Umani come mosche sul miele? Agli umani interessa solo essere colpiti da una calamità, perché fa notizia, per poi dimenticarsene appena chiusa la pagina del giornale. A Gavi arriva fulmineo un pensiero, dopo aver letto quelle brutte notizie. Si ricorda di una poesia scritta da quel poeta stupendo, dal cuore d’oro, che vive a Sassari. L’ha letta, ricorda, nella silloge di Gavino Puggioni “Nel silenzio dei rumori”. Smilla chiede a Gavi di recitarla:  
E  SE…

lunedì 13 febbraio 2012

IL PAESE DI FANTASIA - QUARTO EPISODIO


-   All'alba di un nuovo giorno, Smilla e Gavi si accomiatano da Leo e dai suoi genitori e, prendendo il volo sulle ali della ninfa, partono verso una grande città: Milano. Hanno scelto una metropoli, poiché dentro la stessa, si può prendere visione di un via vai di multi etnie, un insieme di ricchezza e povertà, e quindi di molte occasioni per incontrare qualcuno cui donare quei colori che solo un po’ di polvere magica del Paese di Fantasia, può donare.
-       Ecco, Gavi, credo che stiamo sorvolando Milano, ora lentamente scendiamo. Vedi, già si intravvedono le guglie del Duomo, e lo splendore della Madonnina dorata. Dai, scendiamo in piazza.
-       Che bello il Duomo, Smilla! Tutto bianco e così maestoso! E lì cosa c’è?
-       Quella è la Galleria che dalla Piazza del Duomo conduce in Piazza della Scala, dove si trova Palazzo Marino, sede del Municipio, e il Teatro alla Scala, dove rappresentano opere liriche e balletti classici di grande pregio.
-       Si, tutto interessante, ma noi siamo venuti per incontrare gli umani,  non tanto per ammirare le opere d’arte!
-     
Così, passeggiando lungo Corso Vittorio Emanuele, nel bel mezzo di un pomeriggio assolato, incontrano un vecchietto, che li guarda sorridendo e li saluta. Stupiti che un adulto li possa vedere, si avvicinano sorridenti.
-       Ciao nonno, dove stai andando?
-       Devo andare a prendere dal corso di danza la mia nipotina Camilla, e poi l’accompagno a casa, perché ha molti compiti da fare.  Se posso, la aiuto.
-       Ma la tua nipotina ha tempo per giocare?
-       Molto poco, a dire il vero! La mattina presto l’accompagno a scuola,  i suoi genitori hanno scelto il programma a tempo pieno, ed esce alle 16.  Mangia una merendina in fretta, mentre cammina verso la scuola di ballo, e lì vi rimane un’oretta, infatti ora sta per terminare la lezione. Poi andiamo a casa, come vi ho detto, per fare i compiti.
-       E poi? Gioca almeno un poco?
-       No, dopo accende la TV, guarda un cartone animato, poi collega la Play Station, e resta incollata lì, fino all’ora di cena.
-       Da quanto mi pare di capire, questi bambini degli umani trascorrono seduti la maggior parte del loro tempo: tra i banchi di scuola, per molte ore, e poi davanti allo schermo, sia della TV o del computer, altre innumerevoli ore. Meno male che almeno Camilla va a danza, così che possa fare un po’ di movimento, ma un’ora sola è ancora poca cosa.
-       Oh no, Camilla frequenta altri corsi, sta imparando a suonare il pianoforte, e il giovedì va a casa della maestra di musica, ed il sabato va in piscina, a nuotare.
-       Ecco, anche durante le lezioni di piano resta seduta, per fortuna fa un  po’ di nuoto, ma sempre  troppo poco movimento!
-       E ‘ così, Smilla, oggigiorno molte cose sono cambiate. I genitori devono lavorare entrambi, per sbarcare il lunario, e non hanno tempo per giocare con i loro figli…ma almeno ci sono i nonni, come me, che hanno tempo da dedicare ai loro amati nipotini. Però non riesco a far giocare Camilla come un tempo ci divertivamo noi. Ci bastava poco,  anche i sassi diventavano oggetti fantastici, o i bottoni, per creare delle fantastiche piste dove farli correre, come fossero macchinine o biciclette. Inoltre ci piaceva giocare nei prati, a rincorrerci, a nascondino, a bandiera, a mosca cieca. Così univamo il divertimento, il movimento e la compagnia degli amici.
-       Camilla non ha amici? – Chiede Gavi perplesso.
-       I compagni di scuola, ma poi ognuno di loro ha impegni diversi, chi va a giocare una partita di calcio, chi fa judo, chi basket, chi altri sport o attività complementari, e c’è anche chi trascorre tutto il suo tempo libero davanti allo schermo, giochi elettronici,  e qualsiasi sciocchezza che la TV propone. Questa tecnologia ha sostituito la baby-sitter ed i genitori non hanno ancora capito quanto sia poco salutare, per i piccoli, stare tutte quelle ore seduti, con gli occhi fissi sullo schermo. Ma non solo…non sviluppano la loro fantasia, perdono la creatività e diventano delle spugne che assorbono tutto, nel bene e nel male. Sono molto preoccupato, lo sono proprio!
-       Senti nonno, possiamo venire con te a prendere Camilla e stare un poco con voi?
-       Ma certo, era proprio quello che desideravo, per questo mi sono fermato a parlare con voi. Non sapevo più cosa escogitare, per convincere Camilla che non si può vivere solo facendo cose, come un’ automa, e vorrei dirlo anche a mia figlia Laura, la mamma di Camilla, che le cose non possono continuare in questo modo.  Sono certo che se Laura e Camilla vi vedessero, comprenderebbero tutto quello che io fatico a far loro capire!
-       Allora andiamo, nonno! Da che parte?
Nonno Francesco, dopo essersi presentato ai due nuovi amici, si incammina con loro verso la scuola di ballo, dalla quale, poco dopo, esce la piccola Camilla.
-       Ciao nonno! – dice Camilla buttandogli le braccia al collo - Andiamo a casa a fare i compiti? Poi voglio giocare con Ninendo.
-       No, cara, dopo i compiti facciamo qualcosa di diverso. Vedi che abbiamo ospiti? Questi nostri nuovi amici Smilla e Gavi.
Camilla si guarda intorno e non vede nessuno. Siamo alle solite! Il giorno prima erano i genitori di Leo a non vedere, almeno al primo momento, i due abitanti del Paese di Fantasia, ora è la piccola Camilla, a non individuarli.
-       Guarda bene, cara, e li vedrai. Però ora andiamo a casa, che sono un po’ stanco di camminare! – E tutti e quattro si dirigono verso la casa di Camilla.
Entrati nell’appartamento, Camilla apre la cartella, prende il diario, e vede quanti compiti ha per il giorno dopo. Qualche esercizio di matematica, un riassunto di italiano, due pagine di geografia da studiare.
-       Uffa nonno, ma sono tanti da fare, forse non riesco a finirli prima di cena!
-       Si che ce la facciamo, ora tu ti siedi alla tua scrivania, cominci a studiare geografia, poi io t’ interrogo per vedere se hai ben compreso.
-       Va bene, nonno! E poi che facciamo?
-       Lo vedrai non appena hai finito i compiti.
Camilla, dopo più di un’ora e mezza col nasino sui libri, finalmente si alza, si stiracchia e va dal nonno, che nel frattempo aveva sonnecchiato sul divano, in compagnia di Smilla e Gavi, stanchi anche loro per il lungo viaggio dall’Isola di Budelli fino a Milano.
-       Vieni Camilla, vieni a giocare con i nostri nuovi amici.
-       Ma nonno, ancora insisti con questa faccenda? Io proprio non vedo nessuno.
-       Smilla mi ha detto che per vederli, devi procurarti un paio di calze rosse, di quelle di filanca che hai rotto l’altro giorno. Poi un rotolo di filo di rame sottile, un rocchetto di filo di seta rosso, un bastoncino di legno, tipo quelli che usa la mamma per preparare gli spiedini, un rotolo di guttaperca…e le forbici, naturalmente!
-       Cos’è la guttapesca, nonno?
-       Non guttapesca, guttaperca!
-       Si, va bene, ma cos’è?
-       Quel nastro adesivo un po’ crespato, che usano i fiorai per avvolgere i fiori finti.

-       Si, mamma ne deve avere un rotolo nel cassetto che contiene oggetti di cancelleria.
-       Bene, porta tutto qua  sul tavolo, e poi vedrai…
Smilla, con un colpo d’ali, sale sul tavolo, comincia a piegare a cerchio il filo di rame, e prepara cinque cerchi, Poi prende la calza di Camilla,  la taglia in tanti quadretti, coi quali riveste i cerchi di rame. Quindi li fissa alla base, con il filo di seta rosso. Quando ha finito di formare i cinque petali, li unisce insieme, e poi li fissa alla base dello spiedino di legno, girando attorno il filo di seta. Terminata questa operazione, avvolge la guttaperca intorno allo spiedino, e ne esce un papavero stupendo.
Camilla è rimasta a bocca aperta, nel vedere come, in modo prodigioso, quel fiore si formava sotto i suoi occhi, senza che mani umane lo avessero plasmato. Ma quando quel fiore viene offerto da Smilla a Camilla, la piccola umana intravede una manina che lo regge, e poi tutta la figura di Smilla che le sorride. accanto a Gavi.
-       Ma che bello, come hai fatto a farlo, me lo insegni? – dice Camilla rivolgendosi a Smilla.
-    -   Certo che te lo insegno, è facile più di quel che credi, e ne puoi fare di tanti colori, basta che usi le tue calzine rotte, non buttarle via.  Puoi realizzare fiori di tante forme, e li puoi regalare alla mamma, alle amiche. E tutto quel tempo perso davanti alla tele, o giocando con quei ruba tempo dei giochi elettronici lo impieghi occupandolo in lavoretti manuali.
-    -   Si, Smilla, mi piace imparare a fare qualcosa con le mie mani, qualche volta disegno, ma poi mi stanco..anche a scuola mi fanno fare i disegni, e mi pare che siano ancora compiti. Invece fabbricare fiori di filanca è molto divertente, perché se ne possono fare di tanti colori e forme, ma la cosa più bella, e che si possono regalare.
-       Allora dai Camilla – dice il nonno alla nipotina – fanne uno per la tua mamma, vedrai come sarà contenta questa sera, quando al suo ritorno, stanca dal lavoro, troverà la tua sorpresina. E sarà ancora più contenta, quando saprà che non hai speso il tuo tempo davanti a qualche schermo!
Suona il campanello, è Laura che rientra dal lavoro. Camilla corre ad aprire, con il fiorellino che ha confezionato da sola, e lo offre alla mamma.
-       Grazie! Brava, Camilla, ma non mi dire che l’hai fatto tu da sola? Ho l’impressione che ci sia di mezzo una fatina, un elfo, ma…non credo possibile che tu da sola abbia avuto questa splendida idea, e il nonno… lui si occupa solo di cose da uomini!
Smilla e Gavi si guardano strizzandosi l’occhio: anche oggi hanno combinato qualcosa di buono: hanno visto che pure i nonni vedono elfi e ninfe dei boschi, e che attraverso lo sguardo buono del nonno, anche Camilla ha potuto vederli.
Stanotte riposeranno vicino a Camilla, e domani affronteranno una nuova avventura. Anche le ali di Smilla hanno bisogno di riposarsi, prima di impegnarsi in un altro volo. Dove andranno? Per saperlo, dovrete aspettare fino alla prossima volta!
                                                                       THE END

sabato 11 febbraio 2012

IL PAESE DI FANTASIA - TERZO EPISODIO

SMILLA E GAVI ARRIVANO SUL PIANETA DEGLI UMANI:FINALMENTE SOLI. SOLI?

Gavi e Smilla, dopo che Fata Smorfiosa ha preso il volo verso paesi lontani, per qualche tempo se la spassano, raccogliendo origami, leggendo racconti e poesie, giocando a rimpiattino tra gli alberi blu, azzurri, rossi e gialli, ma poi si rendono conto che la vita fatta solo di divertimento, sarà bella, ma come un bel gioco, dura poco. Si guardano negli occhi, e poi Smilla torna a bomba:
-       Gavi, non ho abbandonato l’idea di scendere sul Pianeta degli Umani, e    gironzolare un poco alla ricerca di quelle luci che illuminano gli umani grigi!
-       Ancora ci pensi, Smilla? Dobbiamo aspettare che la seconda luna sia in linea con la prima. Allora sarà il momento in cui l’orbita del nostro Paese di Fantasia, si avvicinerà maggiormente al Pianeta degli Umani, poi scenderemo giù.
-       E quando sarà, questo momento?
-       Fammi guardare le coordinate spaziali….ecco, proprio stanotte!
-       Allora preparo una valigia, ci metto un po’ di poesie, di origami e racconti, e qualche dolcetto per non morir di fame!
I due amici aspettano la notte, fino a che le due lune si allineano, allora sono proprio vicini al Pianeta degli Umani, e saltano giù.
-       Ahi, che male, sono finita su qualcosa di duro, che sarà mai? E’ così buio….
-       Vieni vicino, Smilla, altrimenti ci perdiamo. Aspettiamo che arrivi l’alba e poi vedremo dove siamo finiti.
Trascorre la notte, e finalmente il cielo comincia a colorarsi di rosa, e si intravedono i primi contorni delle cose intorno. Si accorgono di essere finiti su di uno scoglio, vicino ad un mare verde-blu.
-       Come facciamo ad arrivare a riva,?  Io non so nuotare, Smilla!
-       Non ti preoccupare, ora le mie ali sono diventate forti, e posso portarti in volo fino a quella spiaggia laggiù, non è molto lontana.
Così Gavi  si stringe al collo di  Smilla,  ed in un batter d’ali, atterrano su una spiaggia che pare ricoperta di perle triturate. Poco dopo, si avvicina un bambino, che sta raccogliendo conchiglie che poi ripone in un secchiello rosso.
      -      Che posto è questo, piccolo?
Il bambino si ritrae, un poco spaventato, non aveva mai visto dal vivo degli esserini così strani, una ninfa con le ali e un elfo. Solo nei disegni dei suoi libri di favole aveva visto qualcosa di simile. Ma vivi e vegeti, e che parlano con lui, mai!
-       Questa è la spiaggia di Budelli. Siamo in Sardegna, nell’arcipelago della Maddalena. Non lo sapevate? Allora come ci siete arrivati, qui?
-       Volando, mio caro, non vedi che ho le ali, caro….come ti chiami?
-        Leo, ma da dove venite?
-       Dal Paese di Fantasia, ma ora vogliamo visitare il Pianeta degli Umani.
-       Tu sei un Umano? – Chiede Gavi, che di umani non ne aveva visto manco uno.
-        Si, sono un essere umano, ma piccolo, poi ci sono gli adulti, che sono molto più grandi di me!
-       Ora capisco perché, Leo, ci vedi e puoi parlare la nostra lingua! Solo i bambini, infatti, riescono a vedere gli elfi e le ninfe, gli adulti hanno perso la fantasia, e non vedono che ciò che vogliono vedere. A loro interessano solo il denaro, gli oggetti, il lavoro, i divertimenti, e tutto di corsa, senza fermarsi a guardare un filo d’erba che cresce, una conchiglia particolare, questa sabbia rosa, che pare venuta dritta dritta dal Paese di Fantasia! 
-       Ma signora fatina…
-       Non sono una fatina Leo, sono una ninfa dei boschi, e mi chiamo Smilla
-       Ma Smilla, anche sul Pianeta degli Umani ci sono posti bellissimi, che paiono di fiaba, come questo, dove i miei genitori mi hanno portato in vacanza!
-       In effetti è proprio un posto meraviglioso! Ma noi siamo venuti sul Pianeta per conoscere anche i tuoi genitori, gli adulti che non credono più alle fiabe…
-       Tra poco arrivano, sono andati a fare una bella nuotata, mentre io raccolgo tutte le conchiglie che riesco a trovare, e poi mamma ne fa delle composizioni carine, da regalare alle amiche.
-       Brava mamma! E’ bello usare i doni della natura per creare oggetti carini!

A quel punto, ecco i genitori di Leo, che escono da quell’acqua tanto trasparente, e tutti grondanti, prendono il loro accappatoio e si asciugano, soddisfatti della nuotata in quell’acqua di cristallo.

-       Ciao Leo, quante conchiglie hai trovato? Ti sei annoiato?
-       No, mamma, ho raccolto tantissime conchiglie per te, e poi vedi, ho trovato due amici.
-       Quali amici, Leo, io non vedo nessuno!
-       Ma non li vedi? C’è Gavi, che è un elfo, e Smilla, che è una ninfa dei boschi! Sono arrivati sul nostro Pianeta dal Paese di Fantasia, e vogliono conoscervi. Noi abbiamo già fatto amicizia!
-        
La mamma guarda il papà, con un’espressione perplessa. Ed il papà si gratta la testa, ancor più preoccupato. Il loro Leo è un visionario, oppure si è inventato questi amici, perché troppo solo.
 
-       Senti, Leo, ma davvero i tuoi amici sono ancora qui? Non sono per caso già
andati via?
-       No papà, sono qui, non li vedi seduti sul quel sasso sulla sabbia? Non vedi che belle ali ha Smilla, tutte colorate e luccicanti? E Gavi, con quella giacca verde ed i calzoni rossi?
-       Povero bimbo, deve aver preso un’insolazione!
 Dice la mamma al papà, e intanto tocca la fronte a Leo, per assicurarsi che non abbia la febbre.
-       Mi pare fresco, allora cosa sarà mai questa storia?
-       Mamma,  ti ricordi quando eri piccola, e credevi nelle favole?
-       Si, me lo ricordo, caro, ma ora credo solo a ciò che vedo, ed io non vedo un bel niente!
-       Che peccato, mamma, non sai cosa ti perdi! Sono così belli e simpatici, questi miei nuovi amici!
-       Va bene, Leo, ora proverò a parlare con loro!
La mamma cerca di assecondare il piccolo, per non irritarlo, e allora si avvicina al sasso, che Leo le ha indicato, e finge di parlare con quegli esserini.
-       Ciao, sono la mamma di Leo, vi piace questo posto? Non è un luogo splendido?
Smilla e Gavi rispondono all’unisono, ma la mamma di Leo non vede e non sente nulla. Allora Smilla estrae dal suo cestino un origami meraviglioso, tutto colorato e pieno di poesia e lo porge alla signora, infilandoglielo tra i capelli d’oro.

-       Cosa mi è caduto in testa? Non sarà mica qualche schizzo di gabbiano?
-       Lasciami guardare – dice il papà di Leo, e carezzandole i capelli,  trova un origami colorato, fatto come fosse un fiore di loto. Lo apre, e vi trova scritta questa poesia:
-       I desideri sono perle preziose
-       Una volta divenuti realtà
-       Non sono più che fogli
-       Di carta appallottolata
-       Gettata nel cestino.
-       Come i bambini
-       Che desiderano un giocattolo
-       Lo sognano, insistono
-       Lo vogliono tra le mani
-       E quando l’hanno avuto
-       Dopo i primi momenti
-       D’infantile stupore
-       Resta nell’angolo relegato
-       Perduto ormai
-        il suo primitivo
-       Splendore.
-       Come la fantasia
-       Chiusa in un baule
-       Insieme a vecchi
-       Giocattoli rotti.
Appena mamma e papà finiscono di leggere queste strofe, i loro occhi mettono a fuoco qualcosa, sopra quel masso, prima vedono solo due ombre, poi tanti colori, infine si accorgono di Smilla e Gavi.
-       Avevi ragione, Leo, ora li vediamo anche noi i tuoi amici, pensi che possano parlare con noi?
-       Provaci, mamma, prova papà, dite loro qualcosa…
-       Ciao Smilla, ciao Gavi, avete qualche impegno? Volete venire da noi? Il nostro Leo sarebbe molto felice di ospitarvi, ha una cameretta grande, c’è tanto posto…
-       Si, veniamo volentieri, ma ci fermeremo per poco. Il dono che abbiamo fatto a voi adulti, di poterci vedere e parlare con noi, dobbiamo donarlo a tutti gli uomini grigi, così che possano vedere i colori, i nostri colori fantastici, che avevano dimenticato dall’infanzia, quando i loro occhi, come i vostri, sono stati accecati nella notte dei pensieri, e dalle preoccupazioni dei giorni, e hanno perduto l’innocente sguardo dei bambini.
-       Leo prende in braccio i suoi nuovi amici, e tutto contento si avvia con i genitori verso casa; Smilla offre i suoi dolcetti specialissimi a tutti,  e così cantando e ridendo, arrivano fino alla fine della strada…. E qui finisce anche la storia!
                                                                    THE END

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BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi