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martedì 30 settembre 2025
mercoledì 19 marzo 2025
DON GIUSEPPE MAZZANTI - QUADERNETTO 1936: SAN GIUSEPPE - ricevuto da Padre NICOLA GALENO OCD
Quadernetto 1936: S. Giuseppe
Venerdì 21 febbraio 1936 solo a S. Messa
Giornata Eucaristica
(Vedi: Passione e Eucaristia 1935)
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Marzo Giovedì 5 S. Maria, B. Pastore
S. Giuseppe modello degli Adoratori
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Adorazione
Il primo dovere, dovere fondamentale ed essenziale di ogni creatura, è di adorare e servire Dio. Deum tuum adorabis et illi soli servies. Ora, fra le creature umane, la prima, dopo Maria Vergine, che abbia saputo compiere nella maniera più perfetta questo dovere è certamente S. Giuseppe.
Difatti S. Giuseppe fu costituito Padre del Verbo umanato. Gesù venne a Lui affidato dal suo Eterno Padre, affinché lo custodisse e compisse verso di lui tutti gli uffici di un padre amoroso. S. Giuseppe adorò dunque Iddio nel Verbo fatto carne; l’ebbe presso di sé, sotto i suoi occhi; l’adorò sotto (Pagina 14) .le povere spoglie dell’uomo. Adorare per S. Giuseppe era lo stesso che servire Gesù, vivere per Lui, la sua adorazione si identifica con la sua stessa vita ed è questa la vera adorazione.
Lo adorò nei vari misteri cui prese parte, anzi di cui fu fortunato e fedele ministro. Lo adorò prima nel tabernacolo vivente della Vergine. Quando l’angelo gli rivelò il grande mistero dell’Incarnazione, mistero che si era compiuto nella sua sposa, Egli, pieno di stupore, di tremore, di ammirazione e di amore adorò in ginocchio nel seno dell’Immacolata il Verbo divino nei suoi primi palpiti della vita umana.
Lo adorò nella mangiatoia. Nella notte fortunata di Betlemme, quando il Verbo uscì nel mondo, prima che giungessero i Pastori alla Grotta, Giuseppe si era prostrato ad adorarlo insieme alla sua Vergine sposa. Il Dio fatto carne ebbe la prima adorazione profonda dall’anima purissima di questo grande Santo.
Giuseppe l’adorò pure nell’umile bottega di Nazareth. Che giornate erano (Pagina 15) quelle per Giuseppe! Il Bimbo era divenuto fanciullo, poi giovanetto; cresceva in grazia, in bontà, sotto i suoi occhi, lo aiutava nel disbrigo dell’azienda; era con lui al bosco a raccogliere tronchi, con lui nella botteguccia a piallare il legno, a fabbricare e ricomporre gli oggetti!...
Oh, quali fiamme non doveva avere il suo cuore nel guardare e nel riconoscere sotto le spoglie di quella maschile giovinezza Colui che solo è grande, Colui che solo è eterno!...
Lo adorò con una fede ben superiore a quella degli angeli; con un’umiltà che nessun cuore aveva ancora esercitato quaggiù. Fede, purezza, umiltà, e non sono queste le virtù che dispongono l’anima all’adorazione e che ne misurano la perfezione?
Offriamo a Gesù nell’Ostia le adorazioni di S. Giuseppe. Domandiamo a q. Santo che ci conceda qualche cosa della sua fede, della sua purezza, della sua umiltà, per adorare così anche noi il Verbo incarnato nella nuova Betlemme e nella nuova Nazareth che è la SS. Eucaristia. (Pagina 16)
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Ringraziamento
Anche S. Giuseppe dovette cantare come Maria il suo Magnificat di ringraziamento al Signore, cantarlo più che col labbro, col cuore e con perenni lagrime di riconoscenza... Iddio aveva operato in lui grandi cose...!
I Santi dell’antica legge, i Re e i Profeti avevano tanto bramato di vedere il Redentore, lo avevano sospirato lungo i secoli, lo avevano invocato coi gemiti più infuocati; l’intravidero sì, ma non poterono vedere; Lui, Giuseppe non solo poté vederlo, contemplarlo coi propri occhi, ma lo ebbe presso di sé, lo vide fatto suo, lo poté chiamare suo figlio ed ebbe la gioia di sentirsi chiamato da lui col dolce nome di Padre!...
Il cuore di Giuseppe esultò! Esultò in Dio suo Salvatore! Exultavit spiritus meus in Deo salutari meo. Esultò come Maria, poiché entrambi ebbero vicino Gesù, nell’intimità, nelle effusioni inesprimibili della più santa vita domestica.
Anche Abramo aveva esaltato e desiderato (Pagina 17) di vedere il Cristo. E lo vide difatti, ma lo vide solo in spirito. Ma Giuseppe lo vide coi propri occhi; poteva stringere tra le sue braccia, chiamarlo suo, ritenerlo come cosa propria, possedere il messia, la speranza, la Consolazione di Israele.
Et erat subditus illis! Quale onore per Giuseppe! Gesù si era fatto suo suddito, era venuto nella sua casa; davanti ai compaesani era considerato suo figlio, filius Joseph, figlio di Giuseppe. Iddio era disceso nella sua casa e viveva con lui sotto le sembianze più amabili di bimbo, di fanciullo, di giovanetto.
Come mai Giuseppe doveva esprimere a Gesù la propria riconoscenza? Immagino che l’avrà espressa coi baci più teneri, con le carezze più affettuose e paterne al piccolo divino Gesù; col tenerlo tra le braccia, cullarlo quasi dolcemente e stringendolo al suo cuore.
Avrà espresso la sua riconoscenza col rinnovato dono di sé, (Pagina 18) nel volerlo servire nell’oblio, nell’umiltà, nel silenzio. La riconoscenza è figlia dell’amore e ne è anche l’alimento. Come, dunque, dovette essere grande la riconoscenza di Giuseppe e quanto perfette le sue azioni di grazie!
Anche noi davanti a Gesù Eucaristico dobbiamo cantare il nostro Magnificat! Se non lo vediamo nella sua Carne, lo vediamo nell’Ostia, nell’Ostia raggiante nel suo Ostensorio, Beati i nostri occhi che vedono quel che vedono. Vedono cioè l’Ostia divina che è il n. Dio Salvatore, Lumen ad revelationem gentium; luce per illuminare le genti et gloriam plebis suae Israel e gloria d’Israele, gloria cioè della Chiesa.
E non solo Lo vediamo Gesù, ma anche noi lo possediamo.... Nella Comunione è nostro, tutto nostro? Di qui la nostra riconoscenza viva, di qui il canto del nostro Magnificat, nella gioia, nell’umiltà, col dono del nostro povero cuore. (Pagina 19)
Riparazione
La spada del dolore che trafisse il cuore della Vergine trafisse pure il cuore di Giuseppe. Erano così somiglianti, aventi in comune la stessa missione presso Gesù.
Giuseppe ebbe a soffrire e a soffrire molto! Ecco ciò che costituisce la riparazione! Soffrire con Gesù e per Gesù. Partecipò alle umiliazioni, alle vicende a cui vide sottoposto il Figlio di Dio. Quanto dolore nel rifiuto dei betlemmiti! Dover ricoverare la sposa, fra poco madre, e madre d Dio, in una misera spelonca! Vedere Lui, il Re dei mondi, nascere in una grotta, fra tanto squallore!... Quante ansie, quante trepidazioni nella fuga in Egitto!...
Poi i duri anni d’esilio! Poi gli anni di silenzio e di oscurità nella botteguccia di Nazareth, poi l’incomprensione, l’indifferenza degli uomini!...
E le previsioni del futuro? Certo S. Giuseppe non deve aver ignorata la Passione di Gesù... Tutti i Santi passano per i Calvario e sono chiamati a divenire conformi a Gesù Crocifisso. (Pagina 20)
Conformes imagini filii sui. Poteva S. Giuseppe rimanere estraneo? Gesù avrà descritto sia pure in confuso al suo padre putativo i patimenti e le umiliazioni nelle peregrinazioni fatte insieme a Gerusalemme, gli avrà indicato i vari luoghi della sua Passione.
Guarda, babbo, là in quell’orto una notte che è ancora lontana io sarò solo sotto l’incubo di un immenso dolore; suderò sangue; gli sgherri verranno a legarmi, subirò un processo infame... Vedi quel monte? Là sarò trascinato disfatto e sanguinante sotto due travi in Croce; sarò crocifisso!...
Attorno a me poche anime fedeli prenderanno parte ai miei strazi; ‘immensa falange dei beneficati in parte dispersi, in parte aggregati ai miei nemici... La mamma, la tua sposa, condividerà tutta l’amarezza del dolore. Tra tante belve che vorranno dissanguarmi bestemmiando, un’anima sola si rivolgerà a me per compatirmi e (Pagina 21) sarà l’anima di un ladro... Ah babbo! Tu non sari più sulla terra allora, sarai nella pace al limbo dove io verrò trionfante a salutarti.
Ma il cuore paterno a tali racconti doveva sanguinare.. ed avrebbe voluto... Oh quali riparazioni non avrà offerto fin da allora al suo adorato Gesù... Quanti intensi affetti non gli avrà rinnovato per compensarlo della freddezza e della malvagità degli uomini!
Ora tocca a noi continuare la riparazione di S. Giuseppe, continuare l’offerta del nostro affetto; rinnovargli il dono di noi stessi, perché anche adesso Gesù ne abbisogna, anche adesso lo aspetta da noi. (Pagina 22)
Preghiera
Quella preghiera che Gesù insegnò agli apostoli, S. Giuseppe non la poteva ignorare. Anche se direttamente non gliela avrà posta sul labbro, S. Giuseppe non poteva che altrimenti pregare così: Si avveri presto il tuo regno, o Gesù!
Con quanto ardore e quante volte l’avrà ripetuta questa preghiera! Quando per esempio lo teneva in braccio, lo baciava, lo accarezzava; quando lo vedeva stendere a lui le manine per domandargli… forse un po’ di pane! Quale mistero| Dio che domanda alla sua creatura di sfamarlo!... Quanto lo contemplava intento all’umile lavoro nella piccola bottega di Nazareth!
Quando mai, doveva dire, s’alzerà il velo che ti copre al mondo? Quando mai si vedrà conosciuto da tutti, adorato, adorato, acclamato dagli uomini? Quando conosceranno in te il Figlio di Dio, il Messia predetto, il Salvatore del mondo? Quando mio bimbo adorato, mio Gesù, mio diletto Gesù e mio Dio, quando ti vedrò sull’altare risplendere come (Pagina 23) il sole, e adorato ed amato da tutta la terra come dall’eternità sei in Cielo adorato ed amato dagli Angeli?
Ma Egli, il buon Santo, non doveva vederla quest’ora coi suoi occhi!... Quest’ora l’abbiamo vista e la vediamo noi… Ed ecco perché dobbiamo continuare presso Gesù Eucaristico la missione di S. Giuseppe. E perché tale missione sia da noi degnamente svolta domandiamo a Giuseppe il suo spirito; chiediamogli di adorare Gesù come lui lo adorò, con una fede, una purezza, un’umiltà che s’avvicini alla sua…
Adorarlo non solo per pochi istanti… ma con un’adorazione che si confonda con la nostra vita stessa, tutta rivolta al suo santo servizio, che si svolge sotto il suo sguardo amoroso, in un’unione con Lui, in una perpetua oblazione d’amore… E domandiamo ancora a Giuseppe dei buoni adoratori e dei servi fedeli per il suo Gesù in Sacramento.
S. Giuseppe è il grande modello degli adoratori di Gesù in Sacramento e ne è anche il Patrono. Egli condivide con la Vergine la cura e la missione di ciò che riguarda il culto e la gloria della divina Eucaristia. (Pagina 24)
Imola 1936 DON GIUSEPPE MAZZANTI
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lunedì 20 giugno 2022
sabato 28 maggio 2022
venerdì 1 maggio 2020
ELENA E DON ROCCO ROCCA AI TEMPI DELLA SPAGNOLA
Per agevolare la lettura, ho ingrandito e suddiviso in tre parti l'articolo scritto da suor Maria Rosa.
sabato 2 novembre 2019
lunedì 12 agosto 2019
DON GIUSEPPE MAZZANTI (1879 -1954): DESOLATA
Ciclo su Don Giuseppe Mazzanti (1879-1954): DESOLATA
DESOLATA
1 Gesù in grembo alla
Madre
...............................
“Lo aveva vagheggiato le tante volte nelle
attrattive dell’infanzia, nella bellezza dell’adolescenza, nella vigoria della
gioventù, ora è costretta a contemplarlo nello squallore della morte! Come
commuove e come intenerisce sino alle lacrime il sacro deposito del figlio
morto tra le braccia di Maria!
Il cristiano non diserta il posto del suo
martirio, non chiede rifugio nei campi sconsolati dell’ombra, ma nel dolore
medesimo, calmo e rassegnato, ritrova la forza della vita e la fede nella
vittoria. E’ questo merito della Vergine, che, abbracciando il suo Gesù morto,
à mirabilmente spiegata la nuova missione del dolore cristiano. Dopo Maria,
tutte le anime sofferenti, pervase da una pietà immensa e bruciante, ànno
assaporata, dinanzi al Cristo morto, tutta l’epopea del dolore”. (continua)
DON
GIUSEPPE MAZZANTI
(Cattedrale di Fabriano, Copia policroma della Pietà
michelangiolesca)
DESOLATA
Spesso ti ritrovasti a vagheggiarlo
nelle attrattive della dolce infanzia,
nella bellezza dell’adolescenza
e nella vigorosa gioventù…
Ora c’intenerisce e ci commuove
sino alle lacrime questo tuo sacro
deposito del figlio martoriato:
nello squallor della morte lo vedi…
Non diserta il cristiano affatto il posto
del suo martirio; non chiede rifugio
nei campi in preda all’ombra sconfinata:
nel dolore medesimo rimane.
Lui calmo e rassegnato ritrovare
sa della vita la forza e la fede
nella vittoria. Vergine, davvero
tuo innegabil merito fu questo!
Nell’abbracciar l’esanime suo corpo
mirabilmente la nuova missione
del dolore cristiano ci spiegasti.
Diventi tu l’esempio da imitare.
Ogni anima, che soffre, innanzi al Cristo
morto rivive tutta l’epopea
del dolore pervaso da pietà
bruciante e sconfinata senza pari!
(Milano 12-8-2019), Padre Nicola Galeno
venerdì 25 gennaio 2019
ELENA ROCCA A 100 ANNI DALLA SUA DIPARTITA - P. Nicola Galeno OCD
L’INVOCAZIONE DI DON GIUSEPPE MAZZANTI AD ELENA
ROCCA
Gesù, divino Amante
delle anime, purezza delle Vergini, amore dei Serafini, con tutto il cuore io
Ti benedico e Ti dò gloria per le grazie che hai diffuso sulla Tua serva Elena.
Noi sottomettiamo il
giudizio alla S. Chiesa, pensiamo che veramente Ella sia stata in singolar modo
da Te eletta, a Te cara, per Te accesa d’amore immenso. Grazie, o Gesù
benignissimo. Grazie!
Or Ti preghiamo a
concedere anche a noi qualche parte dei doni onde arricchisti quell’angelo
fortunato che Tu facesti Tua Sposa, a cui donasti la Tua corona, le Tue Piaghe,
il Tuo Cuore, e Ti preghiamo ancora che Tu la voglia glorificare concedendo
grazie per intercessione di Lei.
Particolarmente Ti
prego, o Gesù, di far sì che per i meriti e le preghiere dell’Elena Tu ti degni
a venire a nostro soccorso concedendoci la grazia... onde noi, Signore,
possiamo venire in un giorno non lontano, insieme alla Tua serva Elena, a
cantare alla Mamma Tua bella le Tue lodi e le Tue benedizioni in eterno. Amen.
……………………………………………
Ho voluto
illustrare questi Pensieri di Elena Rocca
con foto
rielaborate di fiori ferraresi.
(Milano 24-1-2019), Padre
Nicola Galeno, ocd
Ciclo su Elena Rocca floreale
Ciclo su Elena Rocca floreale
CONOSCERE PER
AMARE
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
Oh
il buon Gesù, se lo conoscessimo,
quanto
di più lo ameremmo!
E'
un abisso di amore, di tenerezza e di gioia.
Tutte
le perfezioni, in modo infinito,
si
racchiudono in questo amabile Cuore.
Vorrei
io pure amarlo infinitamente, come Lui ama noi.
Vorrei
morire per amore, così dar tutto a Gesù;
vorrei
vivere per morire tutti i giorni, per dargli delle anime
e
così soddisfare all'ardente sua sete.
NON
AVVILIRSI MAI
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
Non
bisogna avvilirsi sai, mai, mai,
perché
la nostra Mamma celeste
desidera
più di noi
che
siamo tutti del suo amabile Gesù;
e
non risparmia niente.
E
tu sai meglio di me
quanto
può la Madonna presso il Signore.
IL MIO DESIDERIO…
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
II
mio desiderio di far conoscere e amare Gesù
cresce
tutti i giorni.
Vorrei
che tutti fossero infiammati di amore
per
questo Bene infinito;
che
tutti i buoni si adoperassero
per
il vero bene delle anime.
Desidero
potermi offrire presto vittima a Gesù
per
il vero bene delle anime.
Desidero
potermi offrire presto vittima a Gesù
per il bene dei sacerdoti che ne hanno bisogno
grande;
vorrei
essere veramente buona a fatti
per
essere accetta al Cuore di Gesù.
TUTTA DI GESÙ
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
Oh
quanto desidero esser tutta di Gesù,
per
vivere solo e unicamente per Lui!
Sento
che Gesù mi annienterà
sotto
l'umiliazione più umiliante,
ma
che importa, purché sia tutta sua?
Desidero
dare qualche prova del mio amore.
RIPARARE LE
OFFESE…
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
V’è
tanto bisogno di anime che amino il Signore
e
che riparino le tante offese
che
riceve dalla maggior parte delle persone a Lui consacrate,
che
riconducano al suo Cuore divino
anime a Lui strappate dal nemico eterno del
bene.
Vorrei
essere capace di qualche cosa di bene
per farlo anche a costo della vita,
ma sono niente.
DESIDERO
TANTO SOFFRIRE
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
Io
desidero tanto soffrire qualche cosa per il Signore,
perché
tutti i piccoli sacrifici di ogni giorno
mi
sembrano niente e li gusto tanto
che
non li posso chiamare sacrifici, ma gioie intime.
Quando
l'amor proprio agonizza
lo
spirito ci solleva.
II
Diavolo mi maltratta molto,
ma
anche Gesù mi fa gustare gioie indicibili.
Non
vorrei mancare da nessuna parte.
NON ANGUSTIARTI
(DALLE LETTERE DI
ELENA ROCCA)
Perché
ti angusti tanto
per
ciò che il Signore fa attorno a te?
Egli
ti vuole tanto bene
ed è per questo che si occupa di te
in
un modo meraviglioso.
Lasciati
lavorare da questo Artefice divino
se vuoi diventare veramente preziosa.
VOI SIETE LA POESIA
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
O
Eucarestia, voi siete la poesia
della
mia vita e del mio cuore.
O mio
Dio, siate il mio bene supremo in questa vita
per
essere la mia vita eterna
nell’eterno
regno, preparato ai vostri servi,
ai
vostri benedetti, ai vostri eletti.
IL TEMPO
FUGGE RAPIDO
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
Il tempo
fugge rapido,
il mio
giorno di prova finirà presto,
e mi
sembra che voi lo diciate al mio cuore,
o Gesù,
mia gioia,
mia
abbondanza, mia divina melodia,
che io
voglio gustare
nel
tempo e nell’eternità.
O MIA DIVINA
EUCARISTIA
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
O mia divina
Eucarestia,
accordatemi la somma
grazia
di non avere nel
giorno un momento
in cui io non pensi a
voi,
in cui io non vi
ringrazi con tutta l’anima,
in cui non gusti
qualche cosa delle divine allegrezze
delle quali fate
sussultare il mio cuore
quando vi ricevo nella
santa Comunione.
AMORE DI DESIDERIO
(DALLE LETTERE
DI ELENA ROCCA)
Io vi
amo, mio Dio,
d’un
amore di desiderio
che mi
fa sospirare vicino a voi,
e che mi
fa trovare lunghe,
molto
lunghe, quelle ore che
ho da
passare lungi dal Cielo.
NELLA MIA POCHEZZA PREGHERÓ TANTO
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
Prego pure per Lei, affinché
impari a conoscermi
davvero, quale sono
davanti a Dio…
Pensi
che il nemico delle anime,
se non riesce a far fare il male con
volontà,
tenta
disturbare, per impedire che le anime
facciano
il bene con pace e tranquillità.
Dunque
se il nemico del bene vuol questo,
noi
dobbiamo sforzarci di fare il contrario.
QUANTO E’
BUONO GESÙ!
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
Signorina, quanto è
buono Gesù,
quanto bene ci vuole,
anche benché cattivi.
Non solo ci sopporta,
ma ci vuole a sé
strettamente uniti,
e se da Lui per
disgrazia
ci discostiamo colle
nostre imperfezioni
ci fa sentire tutta
l’amarezza
delle soddisfazioni
umane.
Invece con Gesù e per
Gesù tutte le pene sono desiderabili,
tutte le amarezze sono
piene di dolcezze sovrumane.
Gesù è
venuto in terra per la gloria del Padre
e la
salvezza delle anime,
dunque
le cose che più desidera
e che
fanno contento il suo Cuore SS. sono queste.
FARE
CONTENTO GESÚ
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
Dobbiamo
farlo contento Gesù,
vogliamo
amarlo tanto tanto
anche
per quelli che continuamente lo offendono,
per
quelli specialmente che dovrebbero consolarlo e lo affliggono,
sforzarci
a costo della vita di far del bene alle anime
senza
badare alle ferite che riceve l’amor proprio,
anzi
desiderarle e cercarle
se
queste possono giovare alla loro salvezza.
Permettimi
di dirti che Gesù non solo ti vuole salva,
ma ti vuole tra i suoi eletti,
non mettere nessun impedimento alla sua
volontà.
Ci sarà
da soffrire non poco,
ma anche
la croce diventa
un trono
di pace e di consolazione
quando è
imposta da Gesù, e non si sopporta,
ma si
abbraccia per amore di Lui.
LA NOSTRA MAMMA MARIA
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
E la
nostra mamma Maria?
Quando
mi scrivi parlami di Lei; lo gradisco moltissimo.
Non temere che il bene che ci vogliamo
possa
diminuire quello che vogliamo a Gesù e Maria, no no.
Loro
stessi ce lo hanno messo in cuore e lo vogliono.
Certamente
dobbiamo vigilare sopra noi stesse
perché
non c’entri niente di umano,
niente
che possa anche solo menomamente
dispiacere
a Gesù e Maria.
Stamattina
sei potuta andare a ricevere Gesù?
Io
gliel’ho detto tanto che venga.
Quando
lo stringi al tuo cuore digli che mi faccia buona,
che non
senta tanto la ripugnanza a patire, alle umiliazioni,
Che mi
distaccano da me stessa.
Vorrei
amarlo tanto Gesù,
amarlo
con tutta la potenza della mia anima,
con
tutto lo slancio del mio povero cuore,
amarlo
fino a morire per Lui.
GESÚ É IL SOLO PADRONE DEL MIO CUORE
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
Venerdì sentii quasi
il vuoto
per la partenza di voi
che tanto mi siete care.
Gesù
però è il solo padrone del mio cuore
e tutto
sempre lo deve occupare.
Ci
comanda di amarci l’un l’altro
come Lui
ha amato noi,
ma non
di attaccarci disordinatamente,
perciò
ho sgridato me stessa.
Perdonami
se dico ciò,
lo
faccio perché conosca meglio la mia miseria.
Presto
ci rivedremo e ci diremo tante cose.
Bice
come sta?
Riveriscimi
tanto tutta la tua buona famiglia
e credimi
sempre la tua Elena.
SIAMO TROPPO
IMPASTATI DI MISERIA
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
Tu vuoi
essere buona, amare e servire Gesù con perfezione,
non ci
riesci, non è da meravigliarsi,
siamo
troppo impastati di miserie.
Gesù è
buono, gradisce anche solo il desiderio,
e quando
crederà, farà Lui in un momento
ciò che
non hai saputo fare tu in parecchio tempo,
basta
che tu lo voglia sempre.
Vorrei
dirti tante cose di me,
ma non
posso parlare d’altro che di miserie.
Non ho
ancora finito di dirti che non bisogna avvilirsi,
e poi io
lo sono forse più di te.
Vorrei e
dovrei fare tanto
e non mi
sento la forza, questo mi fa tremare.
Perché
debbo sentire tanta ripugnanza al patire?
Perché
l’amor proprio mi deve tanto infiacchire la volontà?
Dio mio,
ho paura di me stessa, ho paura che Gesù si stanchi di me.
Che cosa
potrei fare senza il buon Gesù? Poi tu lo sai,
chi non
è con Lui, è contro di Lui.
Prega che questo non
avvenga mai, che mi faccia morire piuttosto
fra tormenti atroci,
che mi faccia stare in un letto per anni,
ma sempre che lo ami e
compia la sua volontà!
Che l’amore di Gesù ci
consumi interamente.
Perdonami. Ti bacio di
cuore. Elena
COME
RICAMBIARE TANTO AMORE?
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
Gesù,
Gesù, come farò a ricambiare tanto amore?
Ringrazialo
per me, Zeffira, te ne prego.
Grazie a
te pure delle gradite e buone parole che mi scrivi;
mi fanno
tanto bene; non privarmene, e fallo per amor di Gesù.
Le
ambasce tue le ricevo, ed io pure te ne mando,
ma le mie parole sono meschine per giungerti a
confortarti.
Gesù,
che è il solo vero consolatore, la delizia del paradiso,
l’amore
increato oh! Lui sì che dobbiamo pregare che ci parli,
c’insegni
e ci guidi per la via della perfezione più alta.
LE GRAZIE DEL SIGNORE
(DALLE LETTERE A ZEFFIRINA BAGNARESI)
Temo
anche di aver parlato troppo delle grazie del Signore,
e
qualora non fosse che una illusione mai, d’aver ingannato tutti.
Sono
cattiva, e forse ammalata; mi sembra vedere e sentire
ciò che
forse non è che effetto di fantasia o di alterazione nervosa. Compatiscimi e
non credermi più.
Prega
perché Gesù mi dia la forza di vincere sempre
le
tentazioni dell’orribile nemico
e di’
pure a Gesù che sono disposta, anzi lo desidero con tutto il cuore,
che si
sappia da tutti che non è Gesù che opera in me,
che mi
sono ingannata e che ho ingannato,
perché sarà una lezione efficacissima per me.
Credi
che desidero d’essere derisa da tutti
perché
Gesù non mi abbandoni e mi dia il suo amore,
amore
efficace e forte. Ti bacio con affetto sincero entro al S. Cuore.
Tua......
Elena
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