AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare
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lunedì 21 aprile 2025

Ciclo sul Dittico bergogliano (Vaticano 19-3-2013) e ultimo saluto a PAPA FRANCESCO da parte di Padre NICOLA GALENO OCD

(Immagine televisiva di Rai 1)

SERVIRE   42542

Pare di respirare l’atmosfera

di quella Santa Cena dove ancora

serpeggia tra gli Apostoli la voglia

di primeggiare, ma tutti disarma

quell’espressione del Maestro mite,

che ribadire sa la sua missione:

lui venne solamente per servire!

(Maddaloni 20-3-2013), Padre Nicola Galeno

(Immagine televisiva di Rai 1)

TENEREZZA   42543

Pareva ormai bandita dalla bocca

pur della Chiesa quella tenerezza

che deve permear l’apostolato...

(Maddaloni 20-3-2013), Padre Nicola Galeno

Ciclo sul nuovo Papa

NUOVO PAPA     42439

Abbiamo un nuovo Papa. La notizia
sa sempre sprigionar in questo core
fiamme d’Amor ardente per la Chiesa.

A SANTA MARIA MAGGIORE    42440

E’ bello che lui voglia inaugurare
questo cammino bussando alla Chiesa
di chi fu l’alma Madre del Signore.

VICENDEVOLE    42441

Preghiera vicendevole domanda
questo novello Pastore: si sente
l’afflato dell’Amor comunitario!

RELIGIOSO    42442

Un religioso torna sovra il soglio
di Pietro. Ci aspettiamo una ventata
di genuina spiritualità.

SUSCITARE     42443

Un nuovo Papa sempre suscitare
sa stimoli d’inusitato ardore.

(Maddaloni 14-3-2013), Padre Nicola Galeno


L’ADDIO DI PAPA FRANCESCO    134.020

Caro Papa Francesco, voglio farti
davvero confidenze assai fraterne.
Tu gesuita ed io carmelitano
abbiamo una comune piattaforma
di linguaggio ed intesa. Tempo fa,
quando appresi che un caro confratello
missionario in Giappone tribolando
stava per grave forma tumorale,
presi il coraggio a quattro mani e scrissi:
“Noi non saremo mai così vicini
al Cristo come quando ci vediamo
sulla sua stessa Croce collocati!”.
Dodici gli anni di Pontificato, 
ma poche settimane son bastate
per darci la stupenda tua lezione
sull’adesione vera al Salvatore.
Tua sedia gestatoria diventò
l’umile carrozzina degli infermi!

(Legnano 21-4-2025), Padre Nicola Galeno


Un saluto e l'ultima benedizione di Papa Francesco

venerdì 20 dicembre 2024

CHIESA PIU' BELLA DEL PORTOGALLO


Igreja matriz de Santa Maria de Válega

I lavori per la costruzione dell’edificio iniziarono nel 1746 e fu necessario quasi un secolo per il loro completamento.

In stile barocco e a pianta longitudinale, la chiesa presenta un’unica navata ed il corpo del presbiterio affiancato da due sacrestie volumetricamente distinte.

Il campanile quadrangolare a tre registri è posto sul lato sinistro della facciata ripartita da lesene, conclusa da un timpano e rivestita di maioliche policrome rappresentanti scene dell’Antico e Nuovo Testamento, datate tra il 1959 e il 1960 e dipinte a mano da Aleluia Cerâmicas di Aveiro.

I prospetti laterali e posteriori sono invece rivestiti con i tipici azulejos portoghesi bianchi e blu progettati dall'architetto Januário Godinho. Risale al 1942 la collocazione del pannello in maiolica sulla parete esterna de presbiterio raffigurante la Signora di Amparo, firmato dall'atelier di Jorge Colaço ed eseguito da Fábrica Lusitânia di Lisbona.


giovedì 31 agosto 2023

TESTIMONIANZA DI UNA DONNA CRISTIANA MONGOLA

Don Giovanni Vaccarotto, caro amico da tempo, mi ha inviato dal Vaticano questa bella testimonianza. PN


Una donna mongola desiderosa di dare il benvenuto a Papa Francesco mantiene la tradizione di versare il tè

Perlimaa Gavaadandov offre un omaggio al cielo spruzzando una tazza di tè al latte appena bollito appena fuori dalla sua yurta ai margini delle praterie della Mongolia, seguendo una tradizione secolare.

Ma alla fine del suo rituale mattutino, la 71enne si ferma per una breve preghiera cristiana e si incrocia sul petto.

"Per me, offro questo al nostro Dio e prego, senza perdere la nostra cultura", ha detto Gavaadandov, che appartiene alla minuscola minoranza cattolica della Mongolia, che secondo la Chiesa conta circa 1.450 persone.

Era importante mantenere vive le tradizioni mongole insieme alla sua fede cattolica, ha detto.

"Insegno anche ai miei figli a preservare questa preziosa eredità", ha aggiunto Gavaadandov, che indossava un deel arancione, o una tradizionale veste di seta.

Con l'arrivo di Papa Francesco giovedì a Ulaanbaatar, la capitale, lei e molti altri parrocchiani sperano di poterlo salutare e seguire ogni suo passo fino alla sua partenza il 4 settembre.

"Sono molto contenta che stia arrivando e che avrò la possibilità di incontrarlo di persona, soprattutto perché è il leader della religione cattolica", ha detto. "Non vedo l'ora di vederlo".

Gavaadandov, che vive alla periferia della città centrale di Arvaikheer, è diventata cattolica circa 18 anni fa, subito dopo l'insediamento di una missione nel suo quartiere, attirata inizialmente dalla curiosità per gli stranieri che parlavano in mongolo accentato.

Un tempo membro di un consiglio di governo regionale durante l'era comunista della Mongolia, Gavaadandov ha detto di aver trovato la sua nuova fede durante un periodo difficile, dopo aver subito un infortunio alla gamba.

Alla fine la gamba è migliorata e lei è diventata una devota cattolica. Per anni, ha spesso partecipato alle funzioni religiose da sola, ma gradualmente la sua famiglia, compresi i nipoti e il marito, si è unita a lei.

Tuttavia, la notizia della visita di Papa Francesco nel suo Paese senza sbocco sul mare è stata del tutto inaspettata.

La nazione, che conta circa 3,3 milioni di abitanti, è strategicamente importante per la Chiesa cattolica romana a causa della sua vicinanza alla Cina, dove il Vaticano sta cercando di migliorare la situazione dei cattolici.

Lo stile di vita nomade dei mongoli rende però difficile per i sacerdoti della missione mantenere i contatti con i parrocchiani.

"È il loro stile di vita", ha detto James Mate, sacerdote della Missione Nostra Madre della Misericordia, dove Gavaadandov frequenta la chiesa in una piccola yurta, o tenda circolare a cupola comune in Asia centrale.


"Vanno nel Paese per prendersi cura dei loro animali, per controllare i loro parenti e così via", ha aggiunto Mate, che è originario del Kenya e celebra le funzioni religiose in mongolo in una delle tre parrocchie cattoliche fuori dalla capitale.

La Mongolia ha solo due sacerdoti cattolici nativi in un totale di nove parrocchie. Arvaikheer ha circa 55 convertiti, ha detto Mate.

Circa il 60% dei mongoli si identifica come religioso. I buddisti rappresentano l'87,1% di questo numero, i musulmani il 5,4%, mentre il 4,2% è sciamano, il 2,2% cristiano e l'1,1% segue altre religioni, secondo il Dipartimento di Stato americano.

Di tanto in tanto Gavaadandov si ritrova a desiderare di essere arrivata prima alla sua nuova fede.

"A volte penso che se fossi stata un po' più giovane, avrei potuto convertirmi prima e incontrare i credenti di tutto il mondo e vedere tante cose belle", ha detto.

Aggiungo: Papa Francesco, lo scorso 2022 ha ricevuto in vaticano una delegazione di esponenti buddhisti mongoli, ora ricambierà la cortesia.

mercoledì 13 ottobre 2021

Papa Luciani, riconosciuto il miracolo: sarà proclamato beato



Papa Luciani, riconosciuto il miracolo: sarà proclamato beato

Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto sulla guarigione miracolosa attribuita all’intercessione di Giovanni Paolo I, un Pontefice rimasto nel cuore della gente 


Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Un miracolo che dobbiamo alla fede di chi ha pregato attorno al capezzale di questa bambina malata” con gravi problemi neurologici, “in condizioni praticamente disperate”. Così il postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo I, il cardinale Beniamino Stella, prefetto emerito della Congregazione per il Clero e originario della Diocesi di Vittorio Veneto, che ha avuto come vescovo Albino Luciani dal 1959 al 1969, parla del miracolo che permetterà presto di venerare come beato il “Papa del sorriso”. Ecco la sua intervista ai media vaticani. 

Il cardinale Beniamino Stella, nella celebrazione dell'anniversario dell'elezione di Giovanni Paolo I, il 26 aprile di quest'anno, a Canale d'Agordo (Belluno)

Ci può dire qualcosa sul miracolo che ci permetterà presto di venerare come beato Giovanni Paolo I?

È un miracolo avvenuto in Argentina, a Buenos Aires, una decina di anni fa. C'era allora una bambina, oggi una ragazza quasi ventenne, che è stata guarita in circostanze straordinarie da problemi neurologici molto seri, in condizioni praticamente disperate. Anche oggi ho visto dei video che la ritraggono mentre cammina, mentre parla, e si vede una ragazza quasi ventenne che sta bene. Lo dobbiamo alla fede di chi ha pregato attorno a questa persona quando era ammalata. È un evento che certamente ha delle caratteristiche straordinarie, perché ci si è dati da fare sul piano medico, ma soprattutto c'è stata una notte, un lungo momento di preghiera, di intercessione, che è ciò che alla fine qualifica un evento di questo genere.

Ci sono i suoi famosi scritti di catechesi, perché come sacerdote e vescovo è stato un catechista, un comunicatore. Lui non era una persona che cercava il microfono, però davanti al microfono nasceva veramente la sua verve, il suo carisma di buon comunicatore, con parole semplici, di grande umanità. Poi il famoso libro “Illustrissimi”: sono decine di lettere, chiamiamole fittizie, che lui ha scritto a grandi personaggi della storia, autori, poeti, narratori, romanzieri e filosofi. Ha scritto queste lettere dove ha messo in luce la sua preparazione letteraria e storica. È un libro che è stato ripubblicato anche recentemente e che dà l'idea di come Papa Luciani fosse uomo di grande cultura, di grande spessore letterario. E poi vorrei menzionare la positio che è stata riscritta per la diffusione pubblica, cioè la biografia ufficiale della postulazione. C'è anche uno scritto che riguarda la morte del Papa. Poi ci sono le sue omelie, che si possono anche ascoltare, perché tante sono state registrate, e poi c'è quel fascicolo che riguarda le sue omelie e i suoi discorsi come Pontefice. È un fascicoletto di 100-130 pagine, piccolino, e anche lì si vede un Papa molto molto semplice, con un buon spessore teologico, che parla con il popolo di Dio, si fa capire, si fa amare. Così c’è modo di conoscerlo: è un Pontefice che si può accostare e che si farà amare anche dalla lettura di ciò che ha lasciato, come scritti, come omelie e anche come audio e video del tempo del suo pontificato.

La casa, tre anni fa è stata acquistata dalla Diocesi di Vittorio Veneto. Io ho potuto mettere a disposizione la somma che era necessaria e ho accettato che se ne desse notizia ad agosto di quest’anno, al compimento dei miei 80 anni. Ho detto che ad 80 anni uno deve essere anche leggero davanti a Dio, quindi ho detto che si poteva raccontare di questa transazione tra la diocesi e i nipoti di Papa Luciani. La casa era in vendita e bisognava fare presto, perché si vedeva ormai abbastanza chiaro l'itinerario verso gli altari e quindi ritenni che era importante che si potesse acquistare quella casa. Ho dato una mano alla mia diocesi, che oggi ne ha la proprietà, e ha fatto anche lavori di restauro. Ora penso che si stia lavorando anche sul giardino antistante, proprio per rendere la casa, in occasione della futura beatificazione, visibile e fruibile. E credo che questa casa sarà meta di visite di tanti pellegrini, perché Canale d'Agordo è un paesino che ha questa memoria forte del suo concittadino e quindi penso che la futura beatificazione aumenterà questo andare del popolo cristiano verso le radici di questo Pontefice, Giovanni Paolo I.

Certo, lui ha vissuto intensamente la propria storia familiare, con i genitori, poi con i fratelli, sorelle e nipoti. È sempre andato, anche quando era vescovo, patriarca e cardinale, a rivedere questa che è stata la sua casa natale. Se uno la visita trova ancora la stanza dove lui è nato. C'è la stufa, ci sono tanti ricordi e c’è anche la stanza dove lui andava e si ritirava talvolta per qualche breve soggiorno da vescovo e da cardinale. Vale la pena andare in questo luogo, là tra le Dolomiti, sono luoghi molto belli e molto cari: Canale d'Agordo è una meta turistica, ma soprattutto di pellegrinaggio che rinverdirà, io penso, anche la fede di tanti pellegrini.

Falasca: l’arte di Giovanni Paolo I, parlare con semplicità nella verità

La giornalista e scrittrice Stefania Falasca, che per 15 anni ha studiato, come vicepostulatrice, in più di 70 archivi, tutti i documenti riguardanti Giovanni Paolo I, parla delle virtù del “Papa del sorriso”. La semplicità, l’umiltà, ma anche la capacità comunicativa, da grande catechista, delle verità della fede, “nell’assoluta coincidenza tra quanto insegnava e quanto viveva”

Papa Luciani aveva fatto propria “l’arte di conversare semplicemente con gli uomini” di cui parla Sant’Agostino, per “far arrivare a tutti il messaggio di salvezza, e così rispettando la verità, “che deve essere capita da tutti”.

 Stefania Falasca, vaticanista e scrittrice, ha lavorato dal 2006, conclusa l’inchiesta diocesana, come vicepostulatrice della causa di beatificazione di Giovanni Paolo I, accanto ai postulatori salesiani don Pasquale Liberatore e monsignor Enrico Dal Covolo, e poi al cardinale Beniamino Stella, che si sono succeduti nell’incarico fino ad oggi. Un lungo e impegnativo studio delle fonti documentarie su Albino Luciani, che la porta a sottolineare ora, nell’intervista ai media vaticani, innanzitutto la “semplicità evangelica” di Albino Luciani, e la sua capacità di comunicare a tutti “la sostanza del Vangelo”, “nell’assoluta coincidenza tra quanto insegnava e quanto viveva”. 

È un viaggio che è durato 15 anni, dalla fine dell'inchiesta diocesana. Si è fatta un’investigazione archivistica che ha interessato più di 70 archivi in diverse località, quindi è stato profuso un notevole impegno proprio nel reperimento delle fonti con le quali si può parlare davvero, con cognizione di causa, riguardo a quello che è stato Giovanni Paolo I, il suo pontificato, tutta la sua vita e la sua opera. È un lavoro di paziente ricerca che fin dall'inizio della fase romana del processo mi ha coinvolto. Si deve sottolineare anche il significato storico e storiografico di questo lavoro, che non era mai stato prima compiuto per Giovanni Paolo I. È un tempo che è stato per me, ed è, benedetto perché bisognava conoscere soprattutto attraverso le carte, perché la storia si fa con le carte. Rispetto ad altri Papi che hanno avuto l’introduzione della causa nel Novecento, quello di Luciani non è durato di più. Certamente, la causa di Luciani è stata introdotta più tardi rispetto a quelle di altri Papi del ‘900, 25 anni dopo la morte.

In sintesi, perché sarà beato Papa Luciani?

Tutta la vita di Albino Luciani fu impegnata a ricercare la sostanza del Vangelo come unica ed eterna verità, aldilà di ogni contingenza storica. Questo lo aveva osservato subito dopo la morte con puntualità il professor Vittore Branca, che era stato legato a Luciani negli anni del suo patriarcato a Venezia. Come noto filologo evidenziava però una caratteristica che è inalienabile dell'atteggiamento pastorale di Luciani, quando vogliamo parlare delle sue virtù: la grande semplicità. Perché questa semplicità, con la quale ha esercitato anche le virtù in modo eccezionale, è un tratto distintivo di Giovanni Paolo I. Lui è stato fedele alla dottrina di san Francesco di Sales, un santo che gli è stato caro fin dall'adolescenza, quando lesse la Filotea e Il Trattato dell'amore di Dio. Luciani è stato il pastore nutrito di umana saggezza, che ha vissuto tutte le virtù evangeliche. Un pastore che precede e vive nel gregge con l'esempio, senza alcuna separazione tra la vita spirituale e l'esercizio del governo. Nell’assoluta coincidenza tra quanto insegnava e quanto viveva.

Io credo che questa possa considerarsi una testimonianza attualissima e così l’hanno considerata anche i cardinali che lo elessero al soglio di Pietro. il suo essere fino in fondo pastore, e lo è stato in maniera esemplare, nel solco del Concilio. Certamente, quando si parla di semplicità di Luciani, parliamo di semplicità evangelica, che è anche un'arte, quella che i Padri della Chiesa chiamavano “arte di conversare semplicemente con gli uomini”. Perché c'è un fondamento teologico al suo modo di parlare semplice, che è quello affermato da Sant'Agostino nel De praedestinatione Sanctorum. Il parlare con semplicità, con umiltà, determinato dal fatto che si deve rispettare la verità, perché deve essere capita da tutti. Queste sono le ragioni del suo parlare semplice: per far arrivare a tutti il messaggio di salvezza. Con questo linguaggio Luciani ha rotto il confine tra credenti e non credenti, tra dotti e persone semplici.

Quali sono i tratti salienti del suo magistero e quale Chiesa voleva?

Prossimità, umiltà, semplicità, povertà e insistenza sulla misericordia e sulla tenerezza di Gesù sono stati i tratti salienti del suo magistero, che più di 40 anni fa suscitarono attrattiva e restano oggi più che mai attuali. Per questo, il breve pontificato di Albino Luciani non è passato come una meteora e ha incarnato quelle che erano anche le prerogative del Concilio Vaticano II. L’immagine della Chiesa che nutriva Giovanni Paolo I è quella del Discorso delle Beatitudini, dei poveri di spirito. Più vicina al dolore delle genti, una Chiesa non autoreferenziale che affonda le radici proprio in quel mai dimenticato tesoro di una Chiesa antichissima, senza trionfi mondani, che vive della luce riflessa di Cristo. Vicina all'insegnamento dei grandi Padri e alla quale era risalito il Concilio. Io credo che qui vada riconsiderato anche lo spessore della sua opera, di valenza storica, del suo pontificato e di quello che è stato il centro della sua testimonianza come pastore.

Estrapolato da Vatican News

sabato 5 agosto 2017

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi è tornato al Padre

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi è tornato al Padre.

E' morto stamani all'età di 83 anni, dopo una lunga malattia, il cardinale Dionigi TettamanziArcivescovo di Milano dal 2002 al 2011, il cardinale si è spento nella Villa Sacro Cuore, la 'Casa di spiritualità della Diocesi', a Triuggio, in Brianza, dove si era ritirato dopo la fine del mandato.
Tettamanzi è morto stamani a Villa Sacro Cuore, in Brianza, non lontano da Renate, il paese dove era nato il 14 marzo 1934. Accanto al cardinale c'erano i familiari e Marina, la storica assistente.
Ieri il cardinale Angelo Scola e il neo eletto arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, avevano diffuso una nota per spiegare che le condizioni di Tettamanzi si erano "particolarmente aggravate" e per invitare la comunità diocesana a pregare per lui.


Mi piace ricordarlo, nella foto qui sopra, insieme ad un altro nostro grande Cadinale, Carlo Maria Martini.
Entrambi li ho conosciuti, e ho stretto loro la mano, in alcune occasioni in cui sono venuti per visite pastorali alla Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, a Legnano. Ma anche in altre circostanze. Carlo Maria Martini ha cresimato a Castellanza,  presso la parrocchia di S. Giulio, il mio figlio minore. 
Il Cardinale Tettamanzi ha celebrato una Messa per i medici, sempre presso la parrocchia del Frati Carmelitani e ho potuto parlare con lui, poiché ero presente in rappresentanza di mio suocero, che fu medico, e che da molti anni è deceduto. Inoltre ha celebrato una Messa solenne, per il 50° anniversario della fondazione della nostra Parrocchia. svoltosi nel 2014.
Il Cardinale ha officiato la Messa per il cinquantesimo di fondazione: proprio l'8 dicembre 1964, il Santuario veniva elevato per volere di Papa Paolo VI.
«Quando c'è una situazione di crisi, si è davanti ad una sfida con la necessità di una maggiore solidarietà verso gli altri. Bisogna essere disponibili verso il prossimo: per la risoluzione dei problemi ci sono sì le istituzioni, ma si giunge anche al punto in cui ognuno deve intervenire». Il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha officiato la messa per il cinquantenario di fondazione della parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù. Nell’Altomilanese la crisi ha colpito duramente e Tettamanzi con il Fondo Famiglia e Lavoro della Diocesi è stato tra coloro che con i fatti si è dato da fare. Ogni giorno alla parrocchia dei Frati carmelitani scalzi legnanesi si è saputo sempre rispondere con una solidarietà concreta ed efficace.
Ora la parrocchia compie 50 anni: proprio l’8 dicembre del 1964, il santuario di Santa Teresa del Bambin Gesù veniva elevato a parrocchia per volere di Papa Paolo VI, che già quando era stato arcivescovo di Milano aveva auspicato questo importante passaggio. «Per me - ha esordito nella sua omelia il cardinal Tettamanzi rivolto ai fedeli che hanno gremito la chiesa - è un grande piacere ritrovarmi qui per celebrare questo cinquantenario. Cinquant’anni sono ormai alle spalle e il pensiero corre a tante figure protagoniste di questa storia, come il novello beato Paolo VI che volle fortemente la costruzione di questa parrocchia anche quando salì al soglio pontificio, all’allora cardinal di Milano Giovanni Colombo che la consacrò, ai padri carmelitani scalzi che si sono succeduti, a tutta la comunità di fedeli». Quella di ieri non è stata solo un’occasione di ricordo di quanto avvenuto cinquant’anni fa e per festeggiare una ricorrenza importante per tutto il territorio legnanese. Il cardinale Dionigi Tettamanzi ha fatto appello anche alle energie e alla voglia dei fedeli di cambiare e di migliorare la parrocchia: «Questa deve essere anche l’occasione per mettere in atto un vero e proprio rinnovamento e un rilancio della comunità parrocchiale».
«Ogni parrocchia deve essere guidata secondo tre criteri - ha continuato il cardinale -: essere capaci di dedicarsi alla preghiera, sentirsi puri e immacolati, perché questo è il destino della vita terrena ed eterna cui dovere aspirare, ed essere pieni di grazia come Maria. Questo è il triplice augurio che formulo alle parrocchie perché essere cristiani non significa essere chiusi in se stessi e non guardarsi intorno, ma aperti a tutti gli altri. Significa vivere la propria fede in un modo non cristallizato, ma attraverso un atteggiamento in costante movimento verso coloro che incontriamo ogni giorno».
di Luca Di Falco
DURANTE LA VISITA PASTORALE AL DECANATO DI LEGNANO
Dalla lettera pastorale:
Della mia visita ricordo con gioia anche l'incontro con le consacrate, presenti in buon numero nel vostro Decanato, al Carmelo di Legnano. Le ringrazio per la preziosa testimonianza di preghiera e per il contributo che molte offrono nel campo educativo, nei settori della carità e dell'assistenza sanitaria. Vorrei esortarle ad essere ancora più partecipi della pastorale ordinaria delle parrocchie del Decanato. 
Nella speranza di aver fatto cosa gradita ai fedeli della Parrocchia di S. Teresa del Bambino Gesù e ai Carmelitani tutti, ho voluto racchiudere questo breve ricordo del Card. Tettamanzi in questo articolo.
Danila Oppio ocds

martedì 1 marzo 2016

Missione Cittadina Francescana 12 - 23 ottorbe 2016

Missione Cittadina Francescana     12-23 ottobre 2016



 L' icona biblica “OGGI DEVO FERMARMI A CASA TUA” dal Vangelo di Luca
(Lc 19,1-10), è il nome che è stato dato alla Missione.

 L'evento coinvolgerà non solo le singole parrocchie, ma l'intera città di Legnano (ultima missione cittadina si è svolta nel 1969 a cura dei padri oblati di Rho)
Si prevede la presenza di circa 12-14 missionari, in ogni parrocchia(frati,suore,forse qualche laico)
 É stato istituito un comitato cittadino per un coordinamento generale della comunicazione della Missione, per gli eventi a livello cittadino e per assicurare una uniformità per quelli parrocchiali. Il comitato si compone da un addetto stampa, un segretario e uno o due rappresentanti per ciascuna delle parrocchie che hanno aderito alla Missione.

L'obbiettivo della Missione è quello di realizzare una larga partecipazione della città, ossia di fedeli e assidui frequentatori delle parrocchie ma, possibilmente, anche di coloro che non frequentano abitualmente. Per questo motivo gli eventi da realizzare e coordinare, a livello cittadino e parrocchiale, potranno essere non solo prettamente religiosi, ma anche di altro tipo, ad esempio sportivo o culturale.
Per noi credenti vuol essere occasione particolare per un incontro rinnovato e personale con Gesù, con l’aiuto dei Missionari Francescani, predicatori ed evangelizzatori, che saranno con noi in varie occasioni prestabilite. Importante dovrà essere il “dopo missione”,in modo che i risultati ottenuti vengano consolidati e sviluppati.

Un primo “assaggio” di Missione,avverrà durante la prima settimana di Quaresima:
dal 15 al 21 febbraio,saranno ospitati  in parrocchia, due padri francescani, che incontreranno i vari gruppi parrocchiali.
Durante tutto il tempo di Quaresima si svolgeranno percorsi formativi spirituali e una proposta teatrale con il seguente calendario:

CREDERE OGGI IN CITTA’
Cammino verso la Missione

Mercoledì 24 febbraio ore 21- Chiesa di S. Giovanni   via Liguria, 28
DOVE LA PAROLA DI DIO INCONTRA L’UOMO (Relatore:Antonella Anghinoni biblista)

Venerdì 4 marzo ore 21 - Chiesa del SS. Redentore   piazza SS. Redentore
 LE DOMANDE DEL CUORE UMANO OGG I(Relatore don Armando Matteo doc. teologia)

Venerdì 11 marzo ore 21- Basilica di S. Magno   piazza S Magno
PER UNA CHIESA IN “USCITA” (Relatore:Pierpaolo Triani doc. Univ. Cattolica Piacenza)

Venerdì 18 marzo ore 21 – Oratorio Santi Martiri via Marco polo ,1
INDAGINE SULLA MORTE DI GESU’ (Compagnia teatrale “Uscita di sicurezza”)

Ringraziamo anticipatamente i Frati, che con la loro presenza porteranno sicuramente un
“momento forte di evangelizzazione”

              Maribel e Pietro Luppi



Don Giuseppe Mazzanti e Madre Maria Zanelli - Imola

Ciclo su Dittico imolese: Don Giuseppe Mazzanti e Madre Maria Zanelli (29-2-2016)



(Immagine rielaborata)

IL FONDATORE DELLE PICCOLE SUORE DI S. TERESA DI G. B. 
DON GIUSEPPE MAZZANTI

Tu sapesti indicar alle tue Suore
i cinque grandi libri: il Crocifisso,
il Tabernacolo, l’Immacolata,
San Giuseppe e la piccola Teresa.

Quanto dicevi agli altri era filtrato
sempre da genuino Amor al Cristo,
che seppe d’una giovane servirsi
perché scoprissi l’intima ricchezza
che la “Storia di un’anima” celava.

La confidenza e l’Amor di Teresa
divennero la molla dell’agire.
Possente fu la voglia di forgiare
alme riparatrici che immolare 
volessero se stesse per il Cristo,
sapendo i peccatori convertire.

Come dimenticar quella preghiera
spesso da te rivolta alla Madonna?
“Le lacrime che scorgi tu le asciughi.
I cuori tribolati tu soccorri.
Tu sei l’onnipotenza supplicante”.


Sapesti a Suor Romana confidare:
“Io vado preparandomi alla morte.
Desidero incontrarmi con Gesù
nel migliore dei modi. M’abbandono
nelle materne braccia di Maria!”.

(Immagine rielaborata)

LA FONDATRICE DELLE PICCOLE SUORE DI S. TERESA DI G. B.
MADRE MARIA ZANELLI

A quindici anni duplice esperienza
in alme, che il Signor aveva scelto
per farle paladine di un Amore
bramoso di perenne donazione.

Nel dì del compleanno la futura
Santa cilena sceglie il solo Sposo
capace d’nfiammare sempre il cor:
quel Cristo che ci salva sulla Croce!

E sempre a quindici anni una ragazza,
ritenuta spacciata dai dottori,
promette che sarà soltanto il Cristo
 a possedere sempre il puro cor
se dalla morte certa ormai la scampa.

Volle il Signor esaudirla e la fece
per il crogiuolo della sofferenza
spesso passar per meglio levigarla
spiritualmente in vista dell’incontro
col Fondator delle Piccole Suore.

Ad una consorella ricordavi
la grande verità: non è l’ambiente 
che deve ognun di noi santificare.
 Nostro il dovere di santificarlo!

E per far ciò la suora deve sempre
dimenticar se stessa, rivestendo 
quell’abito del Cristo che si basa
solo sulla dolcezza ed umiltà,
prerogative queste che sapranno
la vera pace a tutte garantir.

Volevi che ogni casa diventasse
la piccola Betania dove il Cristo
venisse a riposare volentieri.

Amavi nelle figlie riscontrare
gioia e lavoro in mezzo ai sacrifici. 
Così passava in fretta la giornata.
A sera si giungeva, seppur stanche,
contente di chinarsi sovra il petto
dell’adorabil nostro Redentore,
captando tanti palpiti divini.

Poté sembrar il motto della vita
quello di farsi santa nelle prove,
nella gioia e persino nel dolor!


(Imola 29-2-2016), Padre Nicola Galeno


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi