AFORISMA

Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita
(Rita Levi Montalcini)

Nostra Signora del Carmelo

Nostra Signora del Carmelo
colei che ci ha donato lo scapolare

sabato 19 luglio 2014

Antologia 500 Poeti Dispersi dedicata a Giacomo Leopardi



Due parole sulla poesia

Fintanto che la poesia aleggerà sul mondo, perché poeti ne scrivono ed editori ne pubblicano, il sole splenderà su questo Pianeta in eterno. La poesia è quel particolare modo di esprimersi, che offre una marcia in più alla sensibilità di chi ama scriverla e leggerla.

Ben quattro poesie di Danila Oppio sono entrate a far parte di questa antologia, e sono le seguenti:

Terra nostro bene

Vuotato nell’immensità dello spazio
Da un’invisibile generosa mano asperso
Un calice colmo di stelle e pianeti
Dispersi nell’infinito universo

Sfuggiti dal vaso di Pandora
Noi, piccole schegge d’umanità
Portatori di seme vitale che Coefora
Offrì agli dei quale dono.

E di tremenda oscena insipienza
Oscura e profonda radice del male
Nella nostra orgogliosa arroganza
Incapaci di chieder perdono

Profanatori custodi del bene
Predatori del Pianeta Vivente
Affondiamo le nostre carene
In un mare di errori affocante

Ci crediamo immortali sapienti
E siamo, di questo nostro infinito
Microscopici insignificanti frammenti
In oceani d' inciviltà propagata

Oh! Spes Dea Ultima, speranza immortale
Fa che l’uomo ritrovi presto ragione
Intelletto e coscienza, che abbia afflizione
Della sua distruttiva abissale ignoranza


 Vento d’autunno

Foglie in un turbinio
Tra raffiche di freddo scirocco
Sembrano voler resistere
All’inevitabile caduta
Che a terra le porta a marcire

Un pensiero un lampo
Costretto a restare sospeso
Su di un’oscillante altalena
A impedire che scenda
A radere il suolo
 Così che l’ultima poesia
Non si disperda
Nella dissolvenza

Inganno

L’orizzonte
Dove lo sguardo
Non incontra
La fine

Mare e cielo confusi
In un unico
Azzurro cobalto

L’onda
Che pare morire
Sulla battigia si ritrae
Nel mare profondo

L’inganno dell’apparenza
Come miraggio
Su desertiche dune

  
Ispirazione

Mi abbraccia un’intensa luce
Dall’alto e un’aurea inconsueta
Mi avvolge
Donandomi la percezione
Della vastità dell’infinito.
Infinito e finito tra loro fusi
Quasi unico elemento

Nulla più mi circonda
Se non quella luce originante
Una momentanea intuizione
Che mi unisce all’assoluto
E il viale del tramonto
All’improvviso mi appare
Come l’inizio dell’aurora
E si fa ancora
Giorno e Poesia.


Antologia Lune di Poesia


Autori Vari
Titolo: Lunedì Poesia
Editore: L’ArgoLibro
Anno di pubblicazione: 2014
Numero pagine: 88
Disegni originali di Rossana Fresenga
Introduzione di Giulia Stefanini
Copertina: a colori, cartoncino brossurato
Formato: 14,5x21
Progetto grafico: MITO graficamito@gmail.com
Codice ISBN 978-88-98558-28-5
Prezzo di copertina euro 12,00
Spese di spedizione euro 3,63 (raccomandata postale)
Per info e ordini: 
largolibro@gmail.com 

Continua con grande successo il concorso per poesie “Lunedì Poesia”, che offre grande visibilità – e quindi possibilità di condivisione  – sia on line che sul cartaceo. La formula scelta dall’Associazione “Gli Occhi di Argo” stimola gli artisti e tutti i lettori a “far rete” per uno scambio sempre più proficuo e coinvolgente.
L’arte chiusa in se stessa diventa inevitabilmente ripetitiva e quindi sterile, prima o poi. C’è bisogno, invece, di “reciproca contaminazione”, che può nascere solo da un’attenzione sincera all’opera altrui. Con questo spirito di fondo, il concorso “Lunedì Poesia” (sempre attivo, trovate il bandocliccando qui) da oltre due anni è un punto di riferimento costante nel tempo per chi non cerca vetrine auto-referenziali ma, al contrario, autentiche occasioni di incontro.
L’introduzione di Giulia Stefanini e i disegni di Rossana Fresenga si accostano alle recensioni critiche scritte ad hoc per ogni componimento e impreziosiscono ulteriormente un’opera collettiva sempre aperta a nuove considerazioni e condivisioni attraverso gli indirizzi e-mail, affinché nel tempo il progetto trovi sempre nuovi riscontri.
La seconda uscita antologica (qui trovate tutte le info sulla prima uscita) contiene trentanove componimenti di venticinque artisti: arte da leggere, rileggere, condividere.
Ecco l’elenco degli autori e delle opere inserite.

- Francesca Soriani: “Black out”;
- Marise Gallo: “Giochi di volti”;
- Piero Santamaria: “Quel che rimane”; “L’ultimo sole”; “Amanti”; “Nuovi giorni”;
- Enrico Barigazzi: “Non dimenticare il vecchio Buk”; “Geisha”; “Assenzio”;
- Angela Ambrosini: “in piedi sulla riva”;
- Elisabetta Mattioli: “Anche io”; “Non dimenticare di spogliarti”;
- Giovanni De Simone: “Sogni”;
- Monica Fiorentino: “Il cielo sopra la guerra”; “P.S. Ti amo”; “Angeli senza memoria”; da “La cicogna dalle calze rosse”; “White rose”; da “La cicogna dalle calze rosse”;
 - Mariazzurra Lai: “Donna Notte”;
 - Amalia Leo: “Violenza”;
- Milena Esposito: “Se piuma fosse”;
 - Giulia Stefanini: “Rifugio”;
 - Danila Oppio: “Vela latina”;
 - Giuseppe Milite: “L’isola dei conigli”; “Tristezza”;
- Giovanni Montini: “Eva”; “Ombra”; “Multiverso”;
- Elisa Rigonelli: “Terre lontane”;
- Giacomo Ferrari: “La morte della luna”;
 - Gerardo Masuccio: “Dinanzi al Colosseo”;
 - Sandra Ludovici: “La nave spazioale”; “Nell’ombra”;
 - Luisa Barana: “(sola mi capita di camminare)”;
- Maria Teresa Sacco: “Ventilano le foglie”;
- Francesco Sicilia: “L’amore cura”;
- Liliana Amenta: “Sotto lo stesso cielo”;
- Milica Vukivecic: “Schizofrenia”;
- Antonio Ciervo: “Frammenti di pensieri”.


La poesia di Danila Oppio che fa parte dell'antologia è la seguente:





Vela latina


Ho accarezzato il cuore l' anima il viso
Tutto quanto di più sensibile
Ti appartiene, da ambigue lontananze
Eteree immense eppur attigue

Ormeggiata la mia barca al porto
Paventando tempeste e marosi
Rinuncio a intraprendere
Itinerari sconosciuti e avventurosi

Al richiamo del rabbioso vento
A questa mia imbarcazione
La direzione all’istante inverto
Prendendo con audacia il largo

Issata la vela latina, mi abbandono
In quella ricerca di cosa non so
Ma che almeno mi porti lontano
Dall’immensa profonda solitudine
Che i miei giorni avversa








domenica 13 luglio 2014

16 luglio 2014 Festa della Madonna del Carmelo

SANTA MARIA DEL CARMELO CI INSEGNA

Flos Carmeli, vitis florigera - splendor coeli, Virgo puerpera, singularis. Mater mitis, sed viri nescia - Carmelitis esto propitia, Stella Maris.

Tutti noi sappiamo quale ruolo ha la Vergine Maria nel Carmelo. Sorella e Madre, Amica e Confidente, con tutti gli aggettivi più belli che a lei sono stati dedicati, basti pensare alle varie litanie che i suoi veneratori hanno stilato per Lei.
Però vorrei guardare alla Madonna attraverso un parallelo con la nostra vita.  Maria quale fulgido esempio di Madre, di Figlia, di Sposa del Signore e di Giuseppe.
Mai come in questi ultimi tempi, il significato di famiglia è stato tanto deprezzato e il rispetto per la vita sta venendo a mancare.
Immaginiamo, per un attimo e solo per mera ipotesi, che ogni donna, ogni ragazza, sia Maria di Nazareth.
Una giovane donna, quasi ancora bambina, si ritrova in attesa di un figlio. Ha paura, si rende conto che la sua vita cambierà radicalmente, una responsabilità troppo grande per lei, soprattutto se alle spalle ha una famiglia che non la difende, non la consola, non l’approva e magari l’allontana. Che fa? Ricorre all’aborto, quando non sono gli stessi genitori a obbligarla. Storie così ne avvengono ogni giorno, non possiamo ignorarle.
Ed ora guardiamo a Maria: 
a lei è accaduto, in fondo, qualcosa di simile, ed in un contesto storico in cui una “ragazza madre” era davvero considerata male. Ma si è affidata al Signore, e poi si è incamminata verso la casa di Elisabetta, sua cugina, che l’ha accolta con amorevole cura. Ecco, lei ha accolto il Figlio, ed è stata protetta dalla famiglia. Questo dovrebbe accadere anche nelle nostre. Accogliere la vita, e circondare di affetto e di protezione colei che questa vita la custodisce nel suo grembo, dando a madre e figlio, la possibilità di stare vicini, di vivere l’amore materno e filiale.
Maria ha avuto la gioia di diventare Madre del Figlio di Dio, ma non le è stato risparmiato il dolore più grande che una madre abbia dovuto subire: i patimenti e l’uccisione del suo unico Figlio. Sapeva che questo sarebbe accaduto, perché di sicuro Gesù le ha spiegato le Sacre Scritture, e fatto intendere che, in quelle profezie, era descritta la sua fine terrena.
A molte mamme accade di perdere un figlio, che di norma dovrebbe sopravvivere alla stessa madre. Lo perdono per malattia, incidenti, droghe, etilismo, suicidio. In ogni caso, si tratta di una sofferenza tanto grande, da diventare insopportabile. Succede allora che il dolore scateni una grande rabbia contro tutto e tutti, compreso Dio, e le domande più frequenti sono sempre le stesse: “Perché a me, dov’eri, Dio, quando la Tua presenza era necessaria? Hai girato il capo da un’altra parte?. E la reazione talvolta è irreversibile. “Non credo più nella Tua esistenza!”
Ed ora guardiamo a Maria:
 lei ha accettato di perdere il Figlio, ben sapendo che i progetti del Signore andavano accolti, anche se le avrebbero trafitto il cuore come una spada. Gesù doveva morire per salvare l’umanità. Non ha maledetto il Signore: ha pianto, si è disperata (e come non comprenderla?). Maria è una creatura, perfetta, senza peccato, ma pur sempre un essere umano, una madre, che ha perduto – e in quale modo atroce! – suo figlio.
La famiglia: nucleo sulla quale si dovrebbe basare la società, costruita nell’amore, unione, comprensione, pazienza, condivisione, mutuo soccorso, nel bene e nel male. Oggi ci si sposa – sempre che accada e non si scelga la convivenza senza matrimonio religioso o almeno civile – senza la totale consapevolezza che si tratta di un impegno che deve durare per tutta l’esistenza. Ci si ama, avviene il matrimonio, ma al minimo attrito si manda tutto all’aria, senza pensare ai figli che dovranno vivere una situazione di tensione e di dolore. L’egoismo prevale, il senso del dovere viene meno, la superficialità regna sovrana, non si accetta nessun sacrificio, non si conosce perdono. Una società che non ha più valori, è un pessimo esempio per i giovani.
Ed ora guadiamo a Maria:
La Madonna ha sposato Giuseppe, per dare un padre a Gesù, questo è certo, ma era comunque già decisa la loro unione sponsale, essendo promessi sposi.
Hanno scelto un matrimonio casto, e hanno vissuto in perfetto accordo tra loro e nell’educare il Figlio, dandogli il loro affetto, insegnandoli cos’è l’amore familiare, tra coniugi e tra genitori e figli. Gesù aiutava volentieri Giuseppe nel suo laboratorio di carpenteria, ma non lesinava di dare una mano alla Mamma. E Lei lo seguiva, insieme agli Apostoli, durante le peregrinazioni del Signore, nelle quali Egli predicava la Buona Novella. Immagino che accadesse, perché Giuseppe era tornato al Padre, e Gesù non voleva lasciar sola la Madre. Infatti, dalla Croce, l’ha affidata a Giovanni (e con quel gesto, a tutti noi).
Oggi i “vecchi” sono considerati un problema. Danno fastidio, perché non dire come stanno le cose? Mi disturba doverlo scrivere, ma è così. Allora si ricorre alla badante o alle case di riposo per anziani. Piuttosto si esborsano cifre ingenti, pur di liberarsi di loro, dagli impegni che essi, ovviamente, richiedono. Assistenza continuata, addio alla libertà di muoversi per andare in vacanza, o solo per una gita giornaliera, sono scelte obbligate.  Anche i gesti consueti subiscono una trasformazione, per adeguarsi agli orari di una persona anziana. Il rispetto per chi è in tarda età non esiste che in minima parte. “Onora il padre e la madre” è un Comandamento che finisce spesso nel dimenticatoio.
Ed ora guardiamo a Maria:
Pare che Maria abbia vissuto ancora a lungo, dopo la Crocifissione di Gesù, ma gli Apostoli – la sua famiglia d’adozione - non l’hanno mai lasciata sola. L’hanno circondata di attenzioni e di affetto sincero, poiché era la Madre del Maestro.
Credo che se ci immedesimassimo in Maria, e ci chiedessimo: “Lei cosa farebbe, come reagirebbe in questa particolare circostanza?” forse anche la nostra vita prenderebbe una piega diversa. Non ci faremmo prendere dall’impulso del momento, o dall’egoismo che ci conduce a scelte dannose per noi e per chi ci sta intorno.
Questi esempi, riportati a una famiglia composta da genitori, figli e nonni, valgono anche per quelle “famiglie” di comunità, che siano Ordini Religiosi o Gruppi di preghiera, ambienti parrocchiali, cerchie di amici,  luoghi di lavoro o di scuola. Si è sempre famiglia, dove vige il rispetto per l’altro, il mutuo sostegno, la condivisione e soprattutto l’Amore, quando è praticato prendendo esempio dalla Vergine.
Ecco perché ha per me una valenza speciale, venerare la Sorella e Madre dei Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Per tutti noi, quando siamo in difficoltà, è bene rivolgerci senza indugio alla nostra Madre Celeste, e lei saprà come consigliarci e aiutarci a seguire il suo esempio di creatura amorevole e soprattutto generosa.
Buona Festa del Carmine a tutti noi!                                 
                                                                                           Danila Oppio ocds

Articolo pubblicato sull'Insieme 2014 (Bollettino Parrocchiale del Santuario Carmelitano di Legnano dedicato a Santa Teresa del Bambino Gesù

    

venerdì 4 luglio 2014

Ho incontrato Papa Francesco (P. Antonio Sangalli OCD)

re dei nostri santi e beati, in particolare i devoti dei B. Zelia e Luigi Martin. Al termine della liturgia, come sempre il Papa si ferma a sa­lutare tutti i partecipanti alla S. Messa e scambia con loro qualche parola. Così, inizian­do da un gruppo del Vicaria­to di Roma, siamo passati davanti a Lui per salutarlo. Giunto il mio turno, mi sono presentato, e appena ha sen­tito che sono il Vice postu­lare dei Beati Genitori di S. Teresa di Gesù Bambino ha subito espresso il suo grande desiderio di poterli canoniz­zare durante il Sinodo della Famiglia ed ha voluto esse­re informato sul presunto miracolo per la loro cano­nizzazione. Ho potuto solo confermare quello che già Lui conosce: tutto si trova al vaglio della Congregazione delle Cause dei Santi e che si stanno occupando del caso. Vi chiedo pertanto di intensifica­re le vostre preghiere in questo tempo affinché l'esame dei medici della Com­missione di questa Congregazione possa esprimere un parere positivo. Come per Pietro, 12 anni fa, anche questa volta si tratta di dimostrare che la guarigione presentata per scienza e coscienza non spiegabile

Il Papa mi ha confidato che tiene una reliquia dei Coniugi Martin sulla sua scrivania personale. Ho poi aggiun­to qualche altra cosa che non ricordo e consegnato alcune lettere, la piccola biografia di fra J. Thierry e alcuni doni che avevo portato per Lui tra cui un pacco di immagini di Teresa e dei suoi Genitori. E poi... mi sono... bloccato, non ho po­tuto dire altro, perché troppo emoziona­to: mi sono sentito guardare dentro dai suoi occhi, penetrare dal suo sguardo nel profondo. Qualche ora dopo ho trovato il suo tweet del giorno: La santità richiede il donarsi con sacrcio ogni giorno; per questo il matrimonio è una via maestra per diven­tare santi.
È stata un'esperienza straordinaria. Non posso che augurare a me e a voi di trovare ogni giorno il coraggio di cam­minare su questa via maestra della santità in qualsiasi vocazione ci troviamo nella realtà della Chiesa, Madre di santi !


BENVENUTO|

Il Paradiso non può attendere: dobbiamo già cercare il nostro Cielo qui sulla terra! Questo blog tratterà di argomenti spirituali e testimonianze, con uno sguardo rivolto al Carmelo ed ai suoi Santi